Tastiere arranger

Korg microARRANGER: mi si è ristretta la Pa50SD

Posted in Korg by Renatus on 2 settembre 2011
Korg MicroARRANGER

Korg MicroARRANGER

E così, dopo aver lanciato una serie di workstation e synth in versione microscopica (il micro Station, il microKORG, il microX e il microSAMPLER) per Korg è arrivato il momento del micro ARRANGER. Non ve l’aspettavate?

Dalle prime reazioni che si leggono su web, direi di no. Numericamente dominano le reazioni di sorpresa, di disappunto e persino qualche nota di sarcasmo. Vedremo. Vedremo se il mercato darà torto o ragione a Korg.

A dire il vero i primi arranger apparsi sul mercato oltre trent’anni fa, erano già microscopici: chi di voi ricorda il Casiotone 401? Bene, ora Korg ci torna sopra. Non solo, l’idea di una linea così vasta di prodotti Micro sta ad indicare una chiara politica commerciale in base alla quale Korg ha individuato un mercato possibile fra i musicisti su cui fare affari. Ovviamente un prodotto del genere non ha molto significato per chi deve imparare a suonare, per chi suona su un palco dal vivo oppure lavora in uno studio di registrazione: ma, piuttosto, potrebbe avere un senso durante un viaggio di lavoro, un weekend fuori porta o un periodo di vacanze. O anche solo nel bagagliaio dell’auto, pronto ad essere messo in azione nelle situazioni più impensate: per catturare un’ispirazione improvvisa, per dirigere un coro durante un campo estivo, per improvvisare una festa a casa di amici, per accompagnarvi in un provino non convenzionale, o giusto per buttare giù idee in albergo da riprendere in mano al ritorno in studio su uno strumento più “serio”.

Pesa 4,2kg (avrei detto di meno) e le sue misure occupano 87,3 x 27,7 x 9,1 centimetri (avrei detto più corta di 87,3cm!). In un dispositivo contenuto, avete a disposizione una tastiera compatta, un set di suoni professionali, una sezione arranger con i fiocchi e un doppio sequencer efficiente. La cosa che rende veramente perplessi i più è la dimensione dei tasti. Ebbene, sì. I pianisti e non solo loro qui storcono il naso. Se riuscite a superare la difficoltà psicologica dei mini-tasti che vi danno la sensazione di un giocattolo, vi dico solo questi 61 mini-tasti (5 ottave!) sono sensibili alla dinamica e, per il momento, mi fermo qui. Ah, dimenticavo: ci sono due piccoli amplificatori di bordo (2x5Watt) ma le altre specifiche tecniche sono di tutto rispetto:

  • Polifonia a 62 voci.
  • 660 suoni Korg di fabbrica (+128 memorie utente).
  • 32 drumkit (+64 memorie utente).
  • 4 DSP per gli effetti con 89 programmi.
  • 304 stili per la sezione arranger (256 di fabbrica e 48 utente).
  • Ogni stile include Intro 1/2, Ending 1/2, Fill1/2, Count In/Break, 4 Variations.
  • Song Sequencer, Backing Sequencer, doppio player MIDI con visualizzazione testi sullo schermo.
  • 8MB di memoria flash.
  • Supporto di schede di memoria SD/SDHC per caricare stili aggiuntivi, MIDI file e per condividere dati con un PC, DAW e così via.

Le specifiche sono ancora provvisorie e crediamo che, prima del Winter NAMM di gennaio 2012, difficilmente si potrà toccare con mano questo prodotto.

Mi sento di dover fare un’osservazione: la notizia è emersa nei giorni scorsi sul sito americano di Korg USA dove il micro ARRANGER è stato inserito fra le novità di inizio settembre 2011 e – attenzione! – non appare nella categoria Professional Arranger, ma piuttosto sotto la voce Workstation. Voi che ne dite? A me viene da pensare che questo prodotto sia stato concepito e realizzato dalla casa madre giapponese di Korg e non da Korg Italy di Osimo (AN) da dove nascono le idee veramente nuove nel settore arranger (per capirci tutta la serie Pa: Pa800, Pa3X e così via). In effetti i giapponesi non hanno pensato a nulla di nuovo in questo prodotto; dalla lettura delle specifiche e dallo sguardo allo schermo, è presto fatto: questo micro ARRANGER ci sembra davvero la versione compact di una Korg Pa50SD!

Il prezzo? E’ solo un’ipotesi, ma visto che i prodotti Korg della serie Micro oscillano fra i 430 e i 540 Euro, crediamo che micro ARRANGER si terrà fra i 500 e i 600 Euro. Ovviamente possiamo sbagliarci…

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20 Risposte

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  1. Riccardo Gerbi said, on 3 settembre 2011 at 00:33

    Ciao Renatus,

    ne approfitto per complimentarmi qui per l’articolo sull’analisi dei manuali degli arranger: preciso e puntuale, come sempre…

    Lascerei perdere l’ironia o il scarasmo, perchè se analizziamo “lo storico dei pareri altrui” è ricco di affermazioni volte a demolire all’atto della presentazione che, provato lo strumento, o vengono mantenute per orgoglio, oppure improvvisamente “cambiano direzione”… siamo appassionati ed è un lato del nostro carattere da considerare.

    Anch’io ho sempre espresso forti perplessità sui minitasti, però se “gettano nella mischia” anche l’arranger, presumo dei dati di vendita che spingono versa questa direzione… d’altronde, venti anni fa mi portavo al fiume uno Yamaha DX100 con minitasti e alimentato a pile per “strimpellare” qualcosa in cuffia… e se ci fossero stati prodotti del genere, come scrivi anche tu negli esempi di uso, avrei fatto festa.

    Oltretutto, dopo la gita si può tranquillamente poggiare su un pianoforte digitale casalingo e pilotarla dalla tastiera di quest’ultimo tramite MIDI, senza contare l’utenza che cerca il “block notes” musicale su cui appuntare le proprie idee per poi scaricarle e raffinarle al volo sulla DAW di un computer…

    Semmai è importante notare un particolare che sfugge: sia Roland che Korg hanno sempre affermato di voler mantenere il proprio mercato entro un determinato target di utenza…invece…

    L’aspetto su cui varrebbe la pena ragionare, è che determinati strumenti introducono una tecnologia in fascia bassa che, seppure “indietro” di una generazione – come in questo caso – è pur sempre di tutto rispetto: non dimentichiamoci che la Pa50/MicroArranger ha pur sempre timbriche derivate da Triton/Pa80, il sistema operativo OPOS, più il doppio sequencer XDS, tanto per fare qualche esempio.

    Determinate “scosse”, possono spingere i concorrenti a correre ai ripari… e già lo fanno: altri segnali?
    Un Roland BK-7M venduto intorno agli 800 euro (a mio parere, potrebbe tranquillamente costare almeno 200 euro in più date le features), la Roland Gaia con un’interfaccia (e un suono) vincente per chi cerca il synth economico, oppure rimanendo negli arranger le future PSR dotate di memoria Flash per le timbriche…

    Il mercato “si muove”: occhi (e orecchie) aperti…

    Un saluto e buon lavoro Renatus!
    Riccardo Gerbi

    • Renatus said, on 3 settembre 2011 at 19:51

      Grazie del tuo commento Riccardo.
      Credo che le tue osservazioni su MicroARRANGER e prodotti simili siano perfettamente condivisibile. Anzi vanno a coprire alcune lacune del mio intervento. Non potevo chiedere di meglio, a beneficio dei gentili amici lettori di questo blog.
      Buon lavoro!
      Renato

  2. DAVIDE FERRARI (Augusta ,SR) said, on 5 settembre 2011 at 23:03

    Ottima tastiera per il mio vecchio ROLAND VP-9000(V. 1.12) “Variphrase Processor”!

    • Renatus said, on 6 settembre 2011 at 09:23

      Davide, non avrei mai pensato di pilotare un campionatore/processore vocale come il VP-9000 dal MicroARRANGER… interessante idea.

  3. Michele said, on 8 settembre 2011 at 17:47

    Indubbiamente interessante come prodotto. Il punto dolente è proprio la tastiera mini, ma credo che prendendoci l’abitudine, possa essere suonata senza grandi acrobazie.
    Trovo questo microarranger un prodotto non particolarmente innovativo, visto che è una versione ridotta di Pa50SD. Piuttosto è interessante per le dimensioni compatte in rapporto alle funzioni offerte. Sarà quindi più facile che venga usata come “expander” e pilotata da una tastiera di controllo piuttosto che in totale autonomia. Immagino invece degli “strimpellamenti” notturni con la cuffia prima di andare a dormire… oppure come blocco note improvvisato nella casa di villeggiatura o in albergo.
    Bisogna vedere poi le possibilità di espansione degli stili di arrangiamento, se rimangono quelli residenti o c’è modo di aggiungerne/sostituirne. Questo determinerà la longevità del prodotto.

    • Renatus said, on 9 settembre 2011 at 18:55

      Michele, apparentemente l’espandibilità degli stili dovrebbe essere garantita dalla presenza del supporto di schede di memoria SD/SDHC proprio per caricare stili aggiuntivi, MIDI file e per condividere dati con un PC, DAW e così via.

  4. Agostino Leonardi said, on 18 settembre 2011 at 18:39

    Salve ! io credo che sia un idea innovativa, infatti per me che sono un chitarrista/tastierista, questa tastiera è l’ideale per le esibizioni live, soprattutto per la manegevolezza e per le piccole dimensioni, inoltre credo che si possa usare anche come expander tramite un pc.
    Ho ascoltato delle demo sul sito Korg e devo dire che suona come un sinth di categoria superiore, niente a che vedere con la ormai obsoleta pa50..e poi basta con queste tastiere megarranger super costose e pesantissime, che vanno bene per quelli che si divertono dentro le loro case ma non per quelli che vanno a suonare in ogni posto come me.

    • Renatus said, on 20 settembre 2011 at 00:56

      Grazie del commento Agostino.
      Trovo le tue osservazioni condivisibili, però lasciami dire che già la Pa50 suonava come un sint di categoria superiore.

  5. [...] recentissimo annuncio del Korg MicroArranger mi ha fatto tornare in mente questo piccolo aneddoto degli Eurythmics(chi di voi se li [...]

  6. maestro said, on 7 gennaio 2012 at 16:37

    x agostino… Ti sbagli è semplicemente proprio una PA50SD (tastiera cmq ti tutto rispetto) con i tasti piccoli.

  7. [...] Ma, venendo ora a noi appassionati di arranger workstation,  mi spiace confermarvi che per noi non c’è niente di davvero nuovo in casa Korg. Un anno fa il Winter NAMM ci aveva riservato il gran botto con l’annuncio dell’ammiraglia Pa3X. Quest’anno invece niente. Niente di niente nello stand Korg, nemmeno negli altri segmenti di arranger. A livello intermedio resta a listino l’inossidabile Korg Pa800 che ricalca la stessa architettura di Pa2X, quest’ultima andata in pensione dodici mesi orsono. Ci aspettiamo quindi il rinnovamento della serie intermedia più avanti nel 2012, come probabilmente farà anche Yamaha. Del resto, a livello apripista, ora c’è un bel affollamento: rimangono stabili baby blue Pa500 e l’ancestrale Pa50SD, mentre offre segnali di crescita il microARRANGER, modello apparso sulla scena nel mese di settembre 2011. [...]

  8. Maurizio said, on 10 giugno 2012 at 19:05

    Questa mi interessa tanto.
    Proprio perchè ho un clavinova cvp-305, che ha il motore della PSR 3000, ottimo per me ma che non posso portare a casa degli amici. Ho una keystudio 49i che doveva servire a questo scopo e invece si è rivelata inadatta, perchè devo sempre portare con me anche un PC portatile.
    Un’arranger di queste dimensioni è l’ideale come portabilità. Mi spaventa solo il fatto di dover imparare un sistema (Korg) a cui non sono assolutamente abituato e che so meno user friendly di Yamaha.
    Non ho nemmeno il tempo per farlo.
    Caro Renato, esiste un’alternativa equivalente in casa Yamaha?

    • Renatus said, on 12 giugno 2012 at 19:55

      Ciao Maurizio. I modelli PSR del segmento apripista pesano relativamente poco e non occupano grande spazio: li chiamano “Portable keyboard” apposta ;-)

  9. Michele said, on 12 giugno 2012 at 16:08

    Approfitto per porre un quesito: quali sono i softwares di librarian per organizzare gli styles all’interno della memoria di Micro Arranger?? Esiste qualcosa per Macintosh OSX Snow Leopard???

    • Renatus said, on 12 giugno 2012 at 19:59

      Ciao Michele. Mi spiace, ma non sono al corrente di librarian software distribuito da Korg per il mondo Mac.

  10. Alberto65 said, on 20 gennaio 2013 at 23:06

    salve.. devo proprio dire che la mini tastiera è suonabilissima.. ci suono di tutto, anche solo piano, , è sensibile la tocco e non da l’impressione di essere plasticosa come tante altre innalzate nell’olimpo della top parade.. sono ultra soddisfatto. ottimi suoni e buona sezione arranger.. forse sono pochini i tasti preset delle impostazioni da richiamare suonando live..

    • Renatus said, on 21 gennaio 2013 at 22:17

      Grazie Alberto del contributo.
      In merito ai mini-tasti, incollo qui quanto avevo scritto qualche mese fa dopo il mio test personale: “Quando per la prima volta ho messo le miei mani sui mini-tasti del microARRANGER, sono rimasto colpito favorevolmente, con mia sorpresa. I tasti neri sono molto più sottili di quanto credevo e questo accorgimento tecnico consente senza dubbio di migliorare l’ergononomia del concetto di minitasto. In poche parole: la prima impressione non è stata così male”.

  11. giacomo1 said, on 20 gennaio 2013 at 23:13

    scusate, ma il micro arranger funziona anche con le batterie stilo. o ho capito male?

    • Renatus said, on 21 gennaio 2013 at 22:27

      Ciao Giacomo. Alla fine, l’alimentazione a batterie non risulta nelle specifiche tecniche sui siti ufficiali Korg.

  12. […] microARRANGER – la miniatura […]


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