Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Ketron rilascia nuovo software per la serie Audya

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USB Pen Drive Styles
2016 per tutta la serie Ketron Audya

Fervono le attività presso il centro R&D di Ketron ad Ancona.

Dopo aver rilasciato il progetto SD9, di cui abbiamo ampiamente scritto in questo stesso blog, il mercato ha assistito al rilascio rapido di due nuove versioni del sistema operativo di SD7 (1.2.1 e 1.2.2). Successivamente, proprio come vi avevamo anticipato, Ketron ha poi reso disponibili anche la versione 1.0.2 di SD80 e 5.4B per tutte le varianti della serie Audya. Ed è proprio sui clienti possessori di un arranger Audya che si è posta l’attenzione dell’azienda di Ancona, visto il recentissimo annuncio di una nuova USB PEN DRIVE STYLES 2016. Nel nome appare 2016, dato che si tratta di un progetto di sviluppo software cominciato lo scorso anno.

Come da tradizione Ketron, si tratta di una scheda di memoria USB con protezione interna al fine di evitare le duplicazioni abusive. Contiene nuovi stili specifici per la serie Audya e che fanno riferimento ad altrettanto nuovi Audio Drum. In altre parole, sono nuove risorse di pattern ritmici in formato audio, che vanno ad aggiungersi alla libreria Drum a bordo di ogni esemplare dei modelli Audya.

I nuovi style saranno utili soprattutto dal vivo. Gli stili di accompagnamento Bogaloo Man, Electro Dance, Pop House e Star Dance sono fatti per riempire la pista nelle discoteche; mentre Funky Organ, Jazz Bossa, New Lounge, e Samba Soft sono un’occasione per i musicisti determinati a creare atmosfere speciali con ritmi e cadenze più misurate.

Naturalmente, i nuovi Audio Drum sono riutilizzabili su altri stile già esistenti o per la creazione di nuovi accompagnamenti. Le risorse si accodano a quanto già presente nello strumento nella cartella BALLAD, senza compromettere la posizione degli style user già residenti.

Tutto questo nuovo software richiede che sia installata la versione di sistema operativo 5.4B su Audya.

 

Written by Renatus

22 giugno 2017 at 20:00

Pubblicato su Ketron

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Arranger: touch-screen e controlli fisici

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Vi siete mai guardati bene mentre suonate la vostra tastiera arranger? Con le dita toccate tasti bianchi e neri, premete pulsanti sul pannello, muovete cursori, sfiorate le superfici dei pad, agite sul joystick, ruotate la manopola del volume e, con i piedi, schiacciate il pedale tonale o quello dell’espressione. In breve: comandate l’esecuzione strumentale e artistica tramite contatti fisici.

Tecnologia digitale in movimento

Il punto non è banale, come potrebbe sembrare. La tecnologia digitale è, per definizione, in continuo movimento: dagli anni ’80 in poi, l’industria ha ricercato e realizzato soluzioni di usabilità ispirandosi a principi innovativi di semplicità e rapidità d’uso. Tale ricerca continua ancora oggi. Non siamo ancora arrivati ad un punto fermo, anche se il touch-screen sembra essere diventata la soluzione standard de facto per un’interfaccia d’uso moderna e intuitiva.

Sembra. Ma è davvero così?

Era tutto cominciato con i dispositivi dei bancomat e degli sportelli informativi. Poi è dilagato sui dispositivi mobili, sui navigatori satellitari e sulle console portatili dei videogiochi. Successivamente è toccato a smartphone, tablet e PC. La tradizionale tastiera fisica QWERTY (o AZERTY nei paesi francofoni) sta cedendo il passo: il numero di dispositivi digitali che emulano la tastiera sul touch-screen è in crescita inesorabile.

Ma, venendo a noi, e gli strumenti musicali? Le tastiere digitali hanno veramente bisogno di uno schermo touch-screen? Vediamo insieme alcuni esempi tratti dal mercato reale.

Korg i30, nel 1998 è stato il primo arranger dotato di schermo touch-screen

Arranger con touch-screen

Grande estimatore dello schermo touch-screen è Korg. Sin da quando è stato lanciato sul mercato i30 (nel 1998), tranne un ripensamento con Pa80, questa scelta è diventata un punto fermo della casa giapponese. Schermi tattili sono montati su tutti i modelli della serie Pa: non solo sui modelli più elevati come Pa4X e Pa900, ma anche su quelli più economici come Pa600 e Pa300. Del resto, il sistema operativo di queste macchine è articolato e offre notevoli profondità di programmazione, permettendo di agire su un vasto numero di dettagli. L’elenco dei parametri configurabili è così elevato da richiedere necessariamente il ricorso a numerose pagine video: in queste condizioni non riuscirei nemmeno ad immaginarmi un arranger Korg senza uno schermo tattile.

La scelta tecnologica di passare al touch-screen è stata fatta recentemente anche da Ketron con SD7 nel 2015. E ora ha stabilito di estenderla anche a SD9. Rispetto la serie Audya, ora gli arranger del produttore di Ancona si presentano con un pannello più moderno e spoglio di pulsanti.

Non è un caso che anche il produttore “più tecnologico” di tutti, abbia introdotto lo schermo touch-screen. Mi riferisco ovviamente a Casio che, pur facendo ricordo ad una qualità costruttiva più contenuta, ha applicato la propria soluzione di schermo sensibile al tocco su MZ-X500 e MZ-X300 riprendendo il buon lavoro fatto sui pianoforti digitali della serie Privia.

Ci sono altri costruttori di strumenti musicali che hanno fatto una scelta diversa.

Arranger senza touch-screen

Chi non intende rinunciare ai controlli fisici, potrà trovare sempre più interessanti gli arranger di casa Yamaha (Tyros e PSR-S). Questi strumenti montano gli schermi a colori più attraenti sul mercato, eppure non sono touch-screen. Per agire sulle funzioni, occorre premere i pulsanti posti accanto e sotto lo schermo stesso: sulle pagine video, sono chiaramente indicati quali pulsanti premere per quali finalità. L’interattività è immediata, la semplicità d’uso è a portata di mano e, in breve tempo, è possibile diventare operativi. Quasi ad occhi chiusi.

Roland E-A7 è un arranger in cui spicca con chiarezza la scelta progettuale di portare all’estremo il numero di parametri disponibili sotto il controllo fisico a pannello, rendendo immediato l’accesso ad un numero elevato di funzionalità e senza costringere alla navigazione sui classici menu a video.  Anzi, se vogliamo dirla tutta, E-A7 dispone di due schermi minuscoli e, in questo senso, la scelta si contrappone alla brillantezza dei display presenti sugli strumenti Yamaha. Tuttavia, l’ergonomia non è stata penalizzata: al contrario, i rinomati concetti di usabilità di Roland sono ora fondati sul solo uso di pulsanti e manopole a pannello. E’ una scelta progettuale diversa e, se vogliamo, contro-corrente, ma non per questo è da sottovalutare.

Roland E-A7: un pannello affollato di pulsanti e controlli fisici

Questione di scelte

I musicisti abituati a cose semplici ed immediate, quelli alla ricerca della massima interattività e i musicisti non vedenti potrebbero essere in difficoltà con l’uso del touch-screen: per tutti costoro, la scelta dei controlli fisici a pannello continua ad essere la scelta più favorevole. Non mi stupisce, d’altra parte, che nativi digitali, patiti degli smartphone ed appassionati delle ultime tecnologie in genere, possano prediligere le tastiere digitali dotate di schermi tattili.

Ad ognuno il suo. E mi piace costatare come sia confortante poter ancora scegliere.

Written by Renatus

15 giugno 2017 at 20:00

Dexibell XMURE: l’arranger del futuro?

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Dexibell XMURE Touch

Che cosa è XMURE e perché dovrebbe interessare gli appassionati di arranger?

Perché è un arranger, a tutti gli effetti: profondamente diverso dai predecessori, ma rende possibile l’esecuzione di accompagnamenti pilotati da accordi suonati in tempo reale.

A differenza degli arranger tradizionali, qui tutti i pattern sono in formato audio. Avete letto bene: formato audio.

Che cosa ci potete fare? Diciamo le funzioni essenziali di un tradizionale arranger:

  1. suonare gli accordi e gli accompagnamenti automatici vi seguiranno
  2. sfruttare i pattern esistenti per creare le vostre canzoni
  3. ri-arrangiare i brani preferiti
  4. registrare un brano in formato audio multi-traccia
  5. di più: importare la sequenza di accordi in formato XML da una sorgente esterna perché pilotino i pattern di accompagnamento

Dexibell XMURE è un’applicazione software che gira fondamentalmente su dispositivi portatili Apple (praticamente: iPhone e iPad) e che voi poi potete usare secondo modalità diverse, dovete ritenete opportuno.

Vi sembra troppo e volete usare XMURE in modo più vicino alla modalità tradizionale? Bene, procuratevi un pianoforte digitale Dexibell della serie VIVO e l’app XMURE TOUCH. Collegate il vostro iPhone/iPad tramite un cavo USB con adattatore per fotocamera da Lightning a USB e cominciate a suonare. Oltre al riconoscimento degli accordi, su uno strumento Dexibell potrete utilizzare i controlli già predisposti e dedicati: le funzioni Assign Switch e Function Pedals sono disponibili su VIVO per pilotare l’applicazione.

Avete invece sottomano una tastiera digitale di altri marchi? Procuratevi allora l’app XMURE INSTRUMENT. Tutto funziona come se aveste un pianoforte Dexibell, le differenze saranno dovute all’assenza dei controlli dedicati e alla necessità di acquistare le risorse necessarie a parte dall’Apple Store.

Non avete a disposizione alcun strumento digitale a tastiera? Beh, usate XMURE TOUCH direttamente sul vostro iPhone o iPad, e arrangiate le tracce della vostra musica preferita sfruttando gli innumerevoli pattern musicali.

Io credo che XMURE meriti la nostra attenzione. Torneremo sull’argomento, intanto godiamoci insieme questa dimostrazione di Ralf Schink.

Written by Renatus

8 giugno 2017 at 21:16

Pubblicato su Dexibell

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Expansion Pack: Greetings from Italy (per Tyros 5 e PSR-S970/S770)

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La prima pagina degli stili in Greetings from Italy

Un nuovo pacchetto di espansione, Greetings from Italy, è apparso recentemente sul portale di Yamaha Music Soft. Trattasi di una collezione musicale dedicata all’antica tradizione folcloristica italiana, alla musica popolare da ballo, alle voci d’opera e alle grandi colonne sonore dei film.

Fra i suoni e gli accompagnamenti spiccano ritmi di tammurriata, quadriglia, rumba napoletana, pizzica, tarantella, saltarello; per gli amanti della balera e del ballo liscio, il pacchetto offre autentici ritmi di walzer, mazurka, polka, tango, fox, moderato; non mancano suoni di qualità necessari per il repertorio: sax contralto, sax tenore, fisarmoniche (master, musette, bandoneon) e chitarre e ritmiche. Infine, il pacchetto software include alcune voci di soprano d’opera ispirate ai più famosi temi e alle melodie di musica per film di Ennio Morricone e Hans Zimmer.

In dettaglio, Greetings from Italy contiene 32 nuovi stili di accompagnamento, 20 voci addizionali, 3 Multipad, 4 banchi di Registration e due spettacolari brani MIDI completi (La donna è mobile e Libiamo ne lieti calici) che dimostrano le capacità espressive possibili con i nuovi suoni presenti nel pacchetto.

Dietro la genesi e la realizzazione di questo lavoro importante, c’è un lavoro di squadra della divisione italiana di Yamaha Music Europe capitanata da Raffaele Volpe con Danilo Donzella e Mauro Di Ruscio e, soprattutto con la collaborazione esterna di Michele Mucciacito di Evento Suono che ha curato nei dettagli la fase di programmazione. Ho chiesto loro di commentare insieme questo lavoro, a favore dei lettori di Tastiere Arranger.

Danilo Donzella

L’esperienza

Re: Danilo, per favore introduci la materia.

DD: Siamo orgogliosi di presentare Greetings from Italy, una risorsa indispensabile per chi suona il repertorio italiano con Tyros5, PSR-S970 e PSR-S770. È stato un importante lavoro di squadra, l’esperienza di Michele è stata preziosa e fondamentale per la realizzazione, mentre io e Mauro ci siamo spesi per coordinare e indirizzare le attività, provare le risorse a fondo, collaudare il tutto e suggerire i miglioramenti possibili. Insomma, Greetings from Italy è il risultato di un lungo processo di ricerca, studio e verifica finale di gruppo.

Re: Michele, sono molto curioso di sapere da dove hai preso le mosse per creare la selezione di stili e di suoni.

MM: Naturalmente sono partito dalla nostra musica popolare: pizzica, tammurriata, rumba napoletana, quadriglia, saltarello e tarantella. Sono le cadenze ritmiche più famose e fanno parte della nostra tradizione.  Ho chiesto a musicisti ed esecutori esperti di quelle cadenze di venire in studio da me a Tavullia e registrare questi groove con i loro tamburi a cornice e tamburelli. Dopo la fase di registrazione, c’è stato un lungo processo di post-produzione ed editing per poterli poi gestire dentro gli arranger. Una volta completata lavorazione dei groove, ho iniziato la scrittura degli styles. Anche per creare style e suoni di musica da ballo contemporanea, ho usato lo stesso modus operandi che ho usato per la musica popolare ma stavolta mi sono concentrato sugli strumenti solisti della musica da ballo: sax contralto, sax tenore, fisarmoniche (musette, bandoneon e master) e chitarre di accompagnamento. La stretta collaborazione con i musicisti che suonano questo genere di musica è stata di aiuto.

Michele Mucciacito

Re: Ho visto che sono stati inseriti numerosi stili di accompagnamento dedicati alla musica da ballo a partire dai tipici ritmi valzer, polka e mazurka romagnoli passando per i moderati, cumbia e beguine, per arrivare fino alle nuove tendenze che il mondo della balera, come la Kizomba, un ballo di successo desunto dalla musica latina.

MM: In quel caso, per creare lo stile, ho preso come riferimento Kizombera la prima Kizomba per fisarmonica scritta in Italia e ballata in tutti i locali da ballo del Bel Paese.

Re: Michele, mi piacerebbe saperne di più delle voci solite operistiche vocalizzate.

MM: Quello è stato un processo di produzione particolare: c’è stato uno studio preventivo sull’acquisizione della voce e sul test dell’attitudine di tale campione ad essere suonato sulla tastiera. Infatti, l’attacco del suono della voce è variabile secondo la vocale prodotta e il controllo dei campioni per mezzo dei tasti bianchi e neri può essere difficoltoso: in particolare le melodie con BPM veloci richiedono campioni con una velocità di attacco omogenea su tutto il range dell’estensione della voce. Le fasi di post-produzione e editing sono state molto complesse, ma affascinanti al tempo stesso: ci sono sempre degli aspetti del suono che si comprendono bene solo nel momento in cui si lavora con l’editor dei campioni.

Re: I suoni vocalizzati sono i primi per Yamaha che si ispirano alla nostra tradizione operistica e alle nostre grandi colonne sonore. Anche questo è stato un passo importante per la casa giapponese.

MM: È una ricerca continua che da anni porto avanti come sound designer e style maker al fine di creare contenuti musicali che possano esaltare al massimo le potenzialità delle tastiere arranger. Con Greetings from Italy abbiamo tentato di offrire nuovi spunti musicali ai musicisti degli arranger Yamaha, che siano essi professionisti o neofiti della musica. Un grazie particolare ad Alessandra Bosco, l’artista che ha interpretato i suoni vocalici presenti nel pack con la sua magica voce e che ora i musicisti potranno far cantare con la propria Tyros5, PSR-S970 o PSR-S770.

Mauro Di Ruscio

Re: E tu, Mauro, come valuti questo lavoro?

MDR: Oltre che pianista, sono anche fisarmonicista, per me una grande passione ereditata da mio padre Nicola il quale la suonava in modo fantastico, seppure solo per diletto. Da anni non suono più nell’ambito della musica da ballo ma, grazie al mio lavoro, conosco molti musicisti che suonano nelle balere e nelle feste di piazza: ne ho invitati alcuni ad ascoltare in anteprima il pack non ancora definitivo, ricevendo delle ottime valutazioni in generale e suggerimenti particolari su suoni specifici e su certe velocità da ritoccare. Tutta questa esperienza diretta dal mondo reale è stata applicata al pack, durante tutta la lunga fase di test approfondito. Sono convinto che Greetings from Italy potrà dare grandi soddisfazioni a chi suona il repertorio popolare con gli arranger Yamaha.

Conclusione

Si chiude qui l’intervista gentilmente concessa ai lettori di Tastiere Arranger. Potete scaricare il pacchetto Greetings from Italy (al prezzo di 119,99 Euro per Tyros5 e 89,99 Euro per PSR-S970/S770) dal portale di Yamaha Music Soft, dove è possibile ascoltare alcuni brevi estratti audio dimostrativi.

E ora lasciamoci con l’intepretazione della colonna sonora de Il gladiatore, registrata utilizzando lo stile Imperial Rome, compreso nel pack.

PS: Mi riprometto di pubblicare, fra non molto, probabilmente sulle colonne del sito AudioFader, il test personale e completo di questo prodotto.

Un milione di volte clic

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Oggi, 23 maggio 2017, il blog delle tastiere arranger https://tastiere.wordpress.com ha raggiunto e superato il traguardo di un milione di letture, un dato confermato ufficialmente da WordPress.

Dall’ottobre 2009 ad oggi ho pubblicato qui 487 articoli che, nel corso di questi anni, hanno collezionato ogni volta un briciolo della vostra attenzione fino a raggiungere la quota di un milione di clic a fronte di oltre 303.000 visitatori unici.

Lasciate che, per un attimo (solo per un attimo), possa voltarmi indietro e ricordare con voi alcuni fra i momenti più significativi della mia storia di blogger:

Un milione di clic potrebbe non significare molto per una grande testata editoriale del web. Ma per un libero pensatore, armato solo della propria passione, è un numero straordinario. Non mi stancherò mai di esprimere la mia gratitudine per voi lettori, abituali ed occasionali, per il tempo che avete dedicato ai miei scritti in materia di tastiera arranger.

Ancora una volta un abbraccio a ciascuno di voi e un augurio di poter suonare sempre la vostra musica, dappertutto!
Renato

Schroeder suona il pianoforte (Peanuts, disegno di Charles M. Schulz)

Written by Renatus

23 maggio 2017 at 17:00

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Ketron SD7: rilascio della versione 1.2.2

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Dettaglio di Ketron SD7

Sono trascorse solo poche settimane dall’annuncio della versione del software 1.2.1 per SD7, ed ecco che Ketron ci sorprende con una nuova ed inattesa uscita: stiamo parlando della versione 1.2.2.

Come possiamo commentare? Di sicuro, è bene prendere in considerazione seriamente questa novità: se siete possessori di un arranger SD7, non esitate e installate l’ultimo aggiornamento, anche se rilasciato così poco tempo dopo quello precedente.

Del resto, è buona abitudine mantenere aggiornata sempre la propria tastiera digitale: questa buona pratica non consente soltanto di risolvere malfunzionamenti o di ricevere nuove funzionalità, ma vi garantisce una stabilità generale dello strumento e riduce il rischio di una visita presso un centro di assistenza, nel caso di eventuali e malaugurati guasti software. Questi aggiornamenti procurano miglioramenti su specifici comportamenti del prodotto (in questo caso sull’uso del joystick per il controllo dell’intonazione e della modulazione), ma non solo: ne beneficia sempre un generale utilizzo dello strumento che risponderà al meglio nella risposta dei pulsanti a pannello, nella tastiera in sé, nell’uso dell’aftertouch o dei pedali, un po’ tutto.

Ricordate che gli aggiornamenti vanno installati in sequenza, senza salti: prima installate 1.2.1 e poi 1.2.2.

Written by Renatus

22 maggio 2017 at 04:00

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Roland E-A7, la mia recensione (su AudioFader)

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Prosegue la mia collaborazione con AudioFader con la recensione di Roland E-A7, un qualcosa che avevo in serbo da tempo, dopo aver già scritto un breve commento su questo arranger in occasione del suo lancio commerciale.

Ora potete leggere il mio test completo: previa registrazione gratuita, tutto il testo è disponibile sulla piattaforma AudioFader dedicata alla produzione musicale e all’audio professionale.

E-A7 è un prodotto sul mercato dalla fine del 2015 e che sinora è stato abbastanza trascurato dai media di settore. Era giunto quindi il momento di colmare la lacuna con questo articolo approfondito e ricco di dettagli. Spero possiate apprezzarne la descrizione, i contenuti e la valutazione.

Ecco qui per voi l’incipit, una pillola di assaggio, giusto per stuzzicare la vostra curiosità e invitarvi alla lettura completa su AudioFader.

La lunga cavalcata di arranger Roland “Made in Italy” è terminata in gloria con gli ultimi modelli della serie BK. Con la E-A7, Roland intende aprire un capitolo nuovo che strizza l’occhio al mercato asiatico, senza rinunciare a sfruttare il patrimonio tecnologico sviluppato in Italia. Il desiderio di sapere è forte: esaminiamo insieme allora il primo arranger Roland prodotto a seguito di questo mutamento.

La E-A7 è un arranger compatto e leggero, con altoparlanti di bordo. La prima impressione è confortante grazie all’aspetto moderno, in linea con le recenti linee estetiche Roland, mentre il peso di soli otto chilogrammi e le dimensioni fanno subito venir voglia di caricarla in auto per andare a suonare da qualche parte, ovunque ci sia una presa di rete a cui collegarsi.

(Continua su AudioFader)

Written by Renatus

14 maggio 2017 at 08:21

Pubblicato su Roland

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