Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Yamaha alza il sipario su PSR-EW300

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Yamaha PSR-EW300 – 76 tasti

Chi di voi segue il blog con fedeltà, sa che abbiamo già svelato qualcosa di Yamaha PSR-EW300: oggi però, in attesa di provare lo strumento di persona con maggiore calma e potervi raccontarvi di più, vorrei tratteggiare insieme a voi le caratteristiche principali a livelli di panoramica.

Quando abbiamo visto PSR-EW300 per la prima volta al MusikMesse 2017, esposto nello stand Yamaha, abbiamo fatto cenno “alla versione a 76 tasti di PSR-E363 di cui condivide la quasi totalità delle specifiche tecniche”. Siamo stati un po’ sbrigativi in effetti e allora commentiamo insieme i punti salienti di questo annuncio.

  • I tasti dinamici sono essenziali: potete rinunciare a molto, ma non a tutto. Di certo non potete fare a meno dei tasti dinamici su una tastiera digitale. E così è per PSR-EW300.
  • E i tasti sono 76: vi permettono di lasciarvi andare in direzione di esibizioni pianistiche (lo so, lo so, se ci fossero anche i tasti pesati… ma allora non parleremmo più di una tastiera di primo ingresso).
  • 574 voci, alcune di questi di ottima qualità: mi ripeterò fino alla noia, da anni Yamaha continua a distillare sui modelli di primo ingresso voci di qualità abitualmente presenti su modelli superiori.
  • 165 stili di accompagnamento espandibili tramite il trasferimento da PC: osservate che lo strumento è compatibile solo con file di estensione .sty e che non superino le dimensioni di 50KB.
  • Il rinnovato sistema di lezioni interattive per imparare a suonare (Keys to Success) si basa su esercizi oggetto di valutazioni automatiche con punteggio; è un sistema severo ed efficace, visto che solo i punteggi validi ammettono il passaggio all’esercizio successivo.
  • 150 frasi per l’arpeggiatore.
  • Chiude la modalità DUO che consente di suonare a quattro mani con un insegnante:
    due persone possono suonare lo strumento contemporaneamente, con lo stesso suono e lo stesso intervallo di ottave. In pratica, l’insegnante esegue il brano modello e l’allievo osserva e suona, stando seduto al suo fianco.

Le possibilità di utilizzo sono espandibili facendo ricorso alle applicazioni disponibili sull’Apple store per iPad e iPhone.

Vi consiglio di accedere alla fonte ufficiale: la pagina dedicata a PSR-EW300 sul sito Yamaha è ben fatta ed è completa di foto, esempi, filmati e dimostrazioni audio. Noi, nel nostro piccolo, torneremo sull’argomento. Magari riuscirò a raccontarvi di più dopo una prova approfondita.

Written by Renatus

28 aprile 2017 at 09:00

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MusikMesse 2017: panorama sullo stato dell’arte degli arranger

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MusikMesse 2017 a Francoforte (Germania) – Tutte le foto in questo articolo sono di Mario Jr Restagno

L‘appuntamento principale dell’anno per gli arranger

Chiusi i cancelli del MusikMesse 2017 e completata la rassegna degli espositori di arranger, è giunto il momento di tirare le somme anche in questo blog. Dal punto di vista della partecipazione del pubblico, ascoltando gli espositori e gli addetti ai lavori, esce un quadro che possiamo descrivere con il termine “decrescita” rispetto gli anni passati. C’è stato un tempo in cui il MusikMesse era l’appuntamento mondiale più importante nell’anno per i produttori di strumenti musicali. Poi, con il trasferimento delle produzioni in Asia e con la scomparsa di molti marchi europei blasonati, questa fiera si è trasformata in un evento regionale a favore del Winter NAMM americano. Altre riflessioni andrebbero poi fatte sulla diversa importanza che possono assumere le fiere tradizionali ai tempi di Internet.

Tuttavia, per quanto concerne l’argomento principe di tastiere.wordpress.com, sappiamo che la realtà degli arranger prende vita fondamentalmente in Europa. E quindi per noi, la fiera di Francoforte resta ancora l’appuntamento principale per fare il punto sullo stato dell’arte di questo comparto produttivo di strumenti musicali, dopo un anno di totale assenza di nuove proposte da parte di chicchessia.

In sintesi, ripercorriamo insieme le novità più rilevanti.

Marcello Colò di Ketron suona SD9

Ketron

Per i musicisti più esigenti, SD9 è il prodotto arranger da seguire al momento. Contiene il Launch Pad, una modalità innovativa di fare musica dal vivo e in studio che permette di integrare con semplicità audio, MIDI, stili e tutte le risorse della macchina. Osservare un’azienda che investe e propone nuove tecnologie è sempre un buon segno di vitalità: chissà che Ketron non riesca a fare il botto sul mercato a livello internazionale. Per fare questo passo, servirà investire molto sulla comunicazione: vedremo in questo senso se l’azienda di Ancona saprà far fruttare questa ghiotta occasione.

Lo stand Dexibell

Dexibell

Per gli amanti del genere arranger, Dexibell ha in serbo l’arranger del domani. Non sarei sorpreso se XMURE diventasse la porta del futuro per gli appassionati degli accompagnamenti automatici. Questa applicazione permette di suonare alla vecchia maniera su un hardware specifico (i pianoforti digitali VIVO) ma allo stesso tempo sull’hardware di qualsiasi prodotto della concorrenza o su un tablet o iPhone. Insomma l’arranger è diventato “mobile” e questa scommessa potrebbe avere davvero un luminoso destino: molto dipenderà dalla vastità del repertorio di stili che saranno messi a disposizione dei musicisti.

Orla

Luca Serenelli di Orla suona Grand 500

Per chi suona i pianoforti digitali con arranger, la novità in fiera si trovava presso lo stand Orla, dove è avvenuto il lancio di Grand 500. L’azienda di Recanati ha investito molto per rinnovare il parco suoni e il proprio repertorio di stili per arranger. Ora le risorse di sistema e l’usabilità cominciano ad essere valori interessanti e questo pianoforte codino molto elegante potrebbe accrescere la clientela dello storico produttore di strumenti musicali.

Ralph Maten di Casio suona MZ-X500

Casio

Abbiamo visto all’opera MZ-X500 e siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla potenza sonora di uscita di questa macchina Casio. Finora gli arranger di questa casa erano rimasti sempre confinati nel circolo del puro divertimento. Stavolta invece abbiamo un prodotto con un valido arsenale sonoro e che, a fronte di un importante ridimensionamento dei prezzi, potrebbe far gola ad una nuova categoria di musicisti, forse più vicini al mondo dei DJ che a quello dei tipici tastieristi. Questi ultimi avrebbero bisogno di un repertorio di stili preset più vasto e qualche suono di strumenti acustici in più. Chissà che Casio non lo faccia succedere un domani.

Kawai

Nessuna novità, ma una conferma per i pianoforti digitali arranger di casa Kawai: con ES8 abbiamo a disposizione un buono strumento realizzato da una delle case più importanti al mondo nello specifico del pianoforte.

Korg

Nessuna novità arranger per Korg che ha delegato la propria presenza al distributore nazionale tedesco, esponendo in fiera Pa4X Pro Musikant e Pa900. Personalmente non sarei sorpreso di vedere nei prossimi mesi qualche movimento nell’ambito della serie Pa (Professional Arranger).

Danilo Donzella di Yamaha suona PSR-EW300

Yamaha

Concludiamo con i più grandi, con Yamaha. La casa giapponese ci ha abituato a seminare sempre qualcosa in ogni fiera. La vastità di modelli a catalogo viene alimentata dalla varietà di prodotti che sembrano essere cuciti su misura per ogni tipo di esigenza. Stavolta le novità erano solo nel settore delle tastierine: se da una parte PSR-E263 e PRS-E363 erano già state annunciate al Winter NAMM lo scorso gennaio, dall’altra PSR-EW300 è un’autentica novità. Il mercato di questo segmento di prodotti funziona sempre e Yamaha ha una marcia in più rispetto tutta la concorrenza: anno dopo anno, sta rivestendo questi prodotti di suoni di ottima qualità e derivati dai modelli superiori. A prezzi molto bassi, è possibile oggi portarsi a casa uno strumento portatile che suona davvero bene, cosa impensabile fino a qualche anno fa.
A Yamaha spetta il merito poi di aver portato in fiera uno strumento davvero nuovo: ha inventato Venova nato dalla metamorfosi di un sax tenore in uno strumento leggero e poco impegnativo che potrebbe trovare spazio nelle scuole. Non potrà sostituire il classico flautino, ma diventare uno strumento economico e cool da suonare in ogni dove.

E gli assenti?

Onestamente, mi sarei aspettato di trovare Wersi e Deebach: non eravamo forse in Germania? Non li ho trovati e ci sono rimasto un po’ male. Ma la grande assenza più rumorosa è quella di Roland. Questa volta Roland non si è assentata solo dagli arranger, si è eclissata del tutto. Non l’abbiamo vista in fiera. A dire il vero, queste defezioni non sono un sintomo negativo in sé: potrebbe essere il segnale che è giunto il momento di serrare le fila, concentrando gli investimenti su altro rispetto le fiere. Nonostante tutto, vogliamo essere fiduciosi.

E alla fine…

Raccontarvi il MusikMesse 2017 è stata una bella avventura. Non mi era mai capitato di scrivere due articoli al giorno per quattro giorni di fila. UNA FATICACCIA, credetemi!
Ringrazio i compagni che hanno condiviso con me questa impresa. Mario Jr Restagno che ha scattato le foto per il blog (se non fosse stato per lui avrei anche corso il rischio di perdermi lo stand Korg visto che era defilato rispetto il padiglione principale) e Riccardo Gerbi che mi ha introdotto in tutte le dinamiche di questo evento a lui famigliare da diversi anni: l’ho visto all’opera nella registrazione di numerosi filmati video in uscita sul canale YouTube di AudioFader e ve ne consiglio la visione. A proposito di AudioFader… tornate in questo blog e presto ve ne racconterò delle belle.

Grazie a tutti voi cari lettori per l’attenzione rivolta a questo blog: il contatore di clic in questi giorni sembra essere impazzito.  La vostra cortesia nella lettura è il motore che continua a spingermi e a farmi tornare qui e a pubblicare qualcosa di nuovo. Solo per voi.

E ora relax per tutti: arrivano finalmente le vacanze pasquali! E voi fate musica dappertutto, dove potete!

 

 

MusikMesse 2017: lo stand Ketron

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Ketron SD9 (foto di Mario Jr Restagno)

Dulcis in fundo, dopo Yamaha, Dexibell, Casio, Korg, Kawai e Orla, ecco a voi l’ultimo stand della rassegna del MusikMesse 2017: siamo in casa Ketron. Ho vissuto momenti di grandi intensità in questo stand e faccio fatica a scrivere e a raccontare le emozioni vissute. Innanzitutto ho avuto la fortuna di incontrare di persona Marcello Colò, grande musicista, e soprattutto di conoscere sua maestà Sandro Fontanella, il maestro italiano degli arranger che mi ha concesso una bella intervista che pubblicherò prossimamente in questo blog dedicato alle tastiere arranger.

Ma oggi qui, siamo in carrellata degli stand del MusikMesse 2017 (ma quanti articoli ho dovuto scrivere in questi giorni) e ci soffermiamo su SD9, l’arranger più atteso dell’anno. E lo facciamo con l’aiuto delle parole stesse di Marcello Colò che mi ha introdotto personalmente alla novità: “Se dovessi parlarti di un solo aspetto di SD9, sceglierei allora di parlarti di Launch Pad perché è questa l’innovazione richiesta di questi tempi sulle macchine arranger. E’ un ambiente dove puoi lavorare in formato audio, MIDI, modelin, styles, con tutte le risorse interne dello strumento e con tutte quelle che vuoi importare. E’ tutto a portata di mano e può essere integrato con una semplicità allucinante. Nelle mani di un musicista il Launch Pad può assumere tante colorazioni musicali perché lì è soltanto la fantasia che lavora. Assisteremo allo sviluppo di tanto materiale musicale. Suonando dal vivo con il LaunchPad, il musicista potrà eseguire performance musicali straordinarie, cucendo frammenti di brani esistenti. La fantasia del musicista potrà stravolgere un brano in modo diverso in ogni serata. La creatività non avrà più ostacoli. Non sottovalutiamo che, data la sua totale versatilità, il LaunchPad potrebbe essere usato anche in studio per la costruzione originale di nuove composizioni musicali. Noi in Ketron crediamo che, grazie al LaunchPad, SD9 potrebbe attrarre musicisti giovani al mondo degli arranger.  E magari, perché no, anche stuzzicare quei musicisti che sono abituati a lavorare con strumenti diversi da Ketron”.

Si percepisce immediatamente quanto siano stati innovati gli stili su SD9: l’adozione di convertitori di grande qualità permette l’esecuzione di pattern audio dall’indubbio realismo. Questo nuovo strumento Ketron offre una qualità di definizione di gran lunga superiore alla serie Audya che già non scherzava.

Continua il racconto Marcello: “Dal punto di vista dell’usabilità, rispetto ad Audya che aveva una dotazione di 100 pulsanti, SD9 si è ridotta ad una ventina di pulsanti e il controllo avviene tramite lo schermo touch screen. Il monitor a colori permette di semplificare le operazioni di controllo dei suoni, degli stili e delle registration per ottenere la fotografia istantanea di quello che il musicista intende suonare in tempo reale. E’ presente un’uscita video DVI convertibile su VGA tramite adattatore. Per chi ha lavorato con Audya in passato e si è creato un Database di stili audio e groove, è importante sapere che tutto il lavoro fatto allora può essere riutilizzato velocemente su SD9: non si perde nulla”.

SD9 è uno strumento che richiederà molti approfondimenti su questo blog, perché è un concetto di arranger unico ed innovativo. Pur restando legato all’hardware, Ketron ha fatto passi da gigante ed ora offre sul mercato uno strumento ad alto contenuto tecnologico che, basandosi sulla semplicità d’uso, intende conquistare i cuori di molti musicisti. Prossimamente riprenderemo la materia e, come promesso, vi riporterò il contenuto dell’intervista di Sandro Fontanella.

E ora, per concludere, approfittiamo ancora una volta dei filmati video di Riccardo Gerbi (a proposito, fatevi un giro sul canale RGTV su YouTube per vedere da voi quanto lavoro ha macinato al MusikMesse in questi giorni il Nostro) ed assistiamo insieme ad una straordinaria esibizione di Marcello Colò, un filmato che sta raccogliendo numerosi consensi sul web. Si tratta di un omaggio al compianto Keith Emerson e merita sicuramente la vostra attenzione. Vai Marcello, vai Ketron SD9.

Written by Renatus

11 aprile 2017 at 07:00

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MusikMesse 2017: lo stand Orla

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Il nuovo pianoforte digitale Orla Grand 500 (foto di Mario Jr Restagno)

Vi avevo promesso una rassegna completa delle tastiere arranger presenti al MusikMesse 2017 e quindi sono ancora qua. Non ho ancora finito: nei giorni scorsi vi ho raccontato degli stand Yamaha, Dexibell, Casio, Korg e Kawai. Ora è il turno di Orla.

Lo stand Orla si trova in fiera esattamente all’ingresso del padiglione 9 dedicato agli strumenti a tastiera. Sin dal primo impatto, ho avuto la chiara percezione di entrare in contatto con un’azienda che ha fatto la storia degli strumenti musicali in Italia: quando ti trovi di fronte ad Enrico Monaci e ascolti i suoi racconti, intuisci di essere davanti ad uno dei protagonisti della produzione di strumenti musicali nell’area marchigiana, una sorta di Silicon Valley italiana della musica. Ed è inevitabile apprezzare la figura di Luca Serenelli, apparentemente più riservato, ma nei fatti l’uomo che ha saputo dare continuità nella ricerca musicale e nella qualità dei suoni di questi strumenti. Orla non manca un appuntamento al MusikMesse da oltre 35 anni e, anche se il nome del marchio potrebbe non essere noto alla grande massa, dovete tenere presente che le capacità produttive di qualità del costruttore di Recanati godono di tale alta reputazione al punto di essere messe a disposizione per la produzione di altri grandi marchi. Del resto il brand Orla è un nome di richiamo anche all’estero.

La tradizione continua anche nel nuovo millennio e quest’anno Orla ha presentato a Francoforte il nuovo pianoforte codino Grand 500 che va a migliorare sensibilmente quanto si era visto nel precedente modello Grand 450M. Il pianoforte presente in fiera è di un elegante colore bianco con finitura lucida: Orla ha investito seriamente per rinnovare e migliorare la tecnologia di questo prodotto: i risultati si vedono grazie ad una tavolozza di suoni ampliata a 362 voci suddivisi in 10 famiglie e arricchita grazie alla nuova tecnologia di campionamento ad alta risoluzione. Come il predecessore, gli 88 tasti sono di produzione Fatar, modello TP40 GH, e la polifonia è di 128 note. Il pianoforte può essere suonato in modalità GRAND PIANO, oppure richiamando uno degli altri 362 suoni in modalità MAIN (una sola voce), DUAL (due voci in sovrapposizione) oppure LEFT (mano sinistra e mano destra suonano due suoni diversi). Questo strumento potrà dare maggiori soddisfazioni a chi lo suonerà, potendo sfruttare nuovi effetti Reverb e Chorus.

In modo particolare per noi appassionati di arranger, non può passare inosservata l’estensione del numero di stili che ha raggiunto il numero di 350 accompagnamenti automatici. Tutto il patrimonio di stili esistenti è stato mappato sulla nuova capacità sonora e altri nuovi stili sono stati realizzati per un vasto repertorio suddiviso nelle categorie: Ballads, Ballroom, Dance, Latin 1, Latin 2, Pop & Rock, Country, Standards, Jazz & Blues. Tenendo conto che siamo su un pianoforte digitale e non su una workstation arranger, dobbiamo riconoscere che la struttura a cinque parti degli stili Orla è più che adeguata: non tutta la concorrenza dei pianoforti digitali ha previsto un Intro, due Variazioni, e due Fill-In e un Ending.

Repertorio stili per Orla Grand 500

Anche il pannello di controllo è stato rinnovato e ora Grand 500 si presenta moderno e classico allo stesso tempo. Gli amplificatori sono saliti di potenza fino 80W+80W e permettono di suonare questo pianoforte digitale in locali di certe dimensioni. Tutte le connessioni necessarie sono al loro posto: non mancano le preziose porte MIDI, le connessioni USB To Host e To Device. È stata aggiunta la connessione Bluetooth.

Gustiamoci ora la dimostrazione registrata in fiera da Luca Serenelli per Riccardo Gerbi (AudioFader).

Mi resta ancora uno stand del MusikMesse 2017 da raccontare: rimanete “sintonizzati” su questo blog e non rimarrete delusi.

Written by Renatus

10 aprile 2017 at 20:08

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MusikMesse 2017: lo stand Kawai

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Kawai ES8 (foto di Mario Jr Restagno)

Continuiamo la rassegna degli stand visitati al MusikMesse 2017: nei giorni scorsi vi ho raccontato degli stand Yamaha, Dexibell, Casio e Korg. Ora tocca a Kawai.

Per un amante degli arranger come il sottoscritto, il pianoforte da provare presso lo stand Kawai era ES8 grazie ai 100 ritmi preset disponibili sullo strumento (a proposito, avete già letto lo speciale sui pianoforti arranger?). Nel mio breve test con l’ascolto in cuffia, ho avuto una buona impressione della qualità degli stili. I pattern sono limitati a due variazione per stile, mentre un Ending mono-battuta mette fine all’esecuzione ogni qualvolta si voglia chiudere l’esecuzione. Gli stili di accompagnamento sono registrati con una discreta serietà dei suoni, non vi è nulla di lontanamente giocattoloso. Seppure così elementari nelle variazioni, tuttavia questo set di stili si è rivelato adeguato allo strumento. I pianisti autentici si troveranno sicuramente a loro agio con la meccanica RH3 ed Ivory Touch che monta ES8. Tramite memoria USB è possibile registrare o mettere in playback basi MP3.

C’era molto e molto di più al grande, elegante e spazioso stand Kawai, del resto il produttore giapponese celebra quest’anno il novantesimo anniversario di produzione di pianoforti acustici e digitali di elavata qualità classica. Ma qui in questo blog parliamo di arranger e per i pianoforti vi rinvio alle pubblicazioni di Riccardo Gerbi su AudioFader. e ai suoi filmati girati in fiera, come quello che segue.

Ci sono ancora un paio di stand da raccontare e poi tiriamo insieme le conclusioni sul MusikMesse 2017. Qui su questo blog, a brevissimo.

Written by Renatus

10 aprile 2017 at 12:45

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MusikMesse 2017: lo stand Korg

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Korg Pa900 (sopra) e Pa4X Pro (sotto) – Foto di Mario Jr Restagno

Innanzitutto, al MusikMesse Korg “ufficialmente” non c’era. Sì, va bene, uno stand dedicato agli strumenti Korg era presente, ma apparteneva al distributore nazionale tedesco e non al produttore ed era posizionato in una parte laterale del padiglione principale dedicato agli strumenti a tastiera. Comunque sia, anche in queste condizioni più contenute, lo stand era particolarmente affollato, a segno di una grande attenzione da parte del pubblico tedesco per il marchio italo-giapponese.

Era possibile vedere e toccare con mano le diverse novità dei prodotti Korg: il pianoforte digitale G1 e la lussuosa nuova versione di SV1-73 RM (ragazzi, che spettacolo). Ho percepito una larga attenzione di fronte all’esemplare di Kronos 88. Ma, come da proposito, la mia concentrazione è stata catturata dai due arranger esposti: Pa4X Pro (ovviamente nella declinazione Musikant) e Pa900.

Le due tastiere erano poste una sopra l’altra e quindi la possibilità di sedersi e provare con calma era ridotta. Mi spiego meglio aprendo una parentesi per un invito rivolto a chi progetta gli stand per le fiere di strumenti musicali: cari amici, posso capire che il vostro lavoro è difficile, dovendo stipare diversi strumenti in uno spazio contenuto, tuttavia non è davvero possibile evitare di mettere in fiera due tastiere una sopra l’altra? Mentre un visitatore prova la prima, non è possibile accedere all’altra, con il risultato di allungare le code e ridurre del 50% la disponibilità dei prodotti. Chiudo la parentesi.

Ho assistito alla dimostrazione di Pa4x Pro Musikant da parte di Juergen Sartorius, che ha accentuato i toni di modernità del prodotto nell’uso delle feste dal vivo. Forse sono abituato a musicisti italiani più spontanei che suonano con altro stile e ben altro trasporto. Ma il prodotto vale molto e Juergen ha fatto del proprio meglio, facendo ricorso a diverse brani di successo.

Che dirvi di più? Ho lasciato lo stand Korg con un piccolo senso di amaro in bocca: avrei voluto avere più tempo per suonare Pa900 e Pa4X Pro ma è difficile farlo quando hai diverse persone che ti fissano mettendoti a disagio nella speranza che tu ti alzi subito e gli lasci il posto. Spero di avere più fortuna in futuro perché gli arranger Korg meritano davvero di essere raccontati.

Juergen Sartorius durante la dimostrazione di Korg Pa4X Musikant (Foto di Mario Jr Restagno)

Written by Renatus

9 aprile 2017 at 21:00

MusikMesse 2017: lo stand Casio

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Ralph Maten illustra Casio MZ-X500 ai visitatori del MusikMesse 2017 (foto di Mario Jr Restagno)

Nell’edizione 2017 del MusikMesse, lo spazio Casio si presenta al centro del padiglione 9 dedicato agli strumenti a tastiera e si delinea di fronte al visitatore come un luogo fisico ampio e capace. Gli arranger sono schierati su una parete laterale della struttura in modo da risultare di facile accesso per visitatori. In fondo alla schiera, fa capolino la postazione di Ralph Maten, un autentico uomo di spettacolo che sprizza simpatia da tutti i pori: è inevitabile fermarsi e assistere alla dimostrazione musicale dell’arranger MZ-X500 da parte di questo musicista estroverso. Ralph conquista tutti grazie alla performance brillante durante la quale illustra in azione molte delle possibilità offerte dall’arranger workstation lanciato da Casio un anno fa. La dimostrazione di Ralph si concentra molto sui gingilli di contorno, dopo aver collegato un microfono alla tastiera e utilizzando un impianto PA addizionale per farsi sentire nel baccano della fiera. Le uscite audio sono notevoli e colpisce il muro sonoro che emerge specialmente nelle voci da sintetizzatore. Effetti vocali ed elettronici, campioni rumorosi e sfavillanti, suoni percussivi e jingle artificiali escono da questa tastiera sotto il controllo di 16 pulsanti dinamici della sezione Multi-Pad con cui è possibile arricchire le proprie esibizioni dal vivo, sperimentando la realtà di giocondi animatori di feste rutilanti. Anche se Ralph evita di rispondere direttamente alla domanda esplicita che gli ho posto, devo confessarvi che ho percepito quanto MZ-X500 sia debitore della serie Privia per il bagaglio sonoro pianistico e di XW-G1 e XW-P1 per i suoni di sintetizzatore. Ma, ancora una volta, è la forza di impatto sonoro che ci ha favorevolmente impressionato. Il prodotto merita un test più approfondito. Sembra che i prezzi di listino di MZ-X500 e MZ-X300 siano in corso di diminuizione e, stavolta, il prezzo potrebbe essere finalmente allineato al mercato favorendone così una migliore diffusione.

Non potevo perdere l’occasione di essere qui e non riprovare con calma, in cuffia, il pianoforte Privia PX-560 con sezione arranger. A molti piace la ruvidezza di superficie dei tasti con cui si tenta di imitare una naturalezza legnosa che ovviamente qui non c’è. Il suono di pianoforte esce bene e l’ho provato immergendolo nella sezione arranger, ma il ridotto numero di pulsanti fisici e la navigazione elementare sullo schermo touch screen mi ricordano che la presenza di una sezione arranger sui pianoforti digitali è spesso considerata alla stregua di un accessorio. Non si può pretendere di più. Mi sembra comunque che, per il prezzo, questo pianoforte digitale offre molto.

Per completare il quadro della presenza arranger di Casio al MusikMesse, sono presenti le tastierine per bambini e dilettanti alle prime armi. Le mini-tastiere della serie SA sono autentici giocattoli per i più piccoli. La serie LK con i tasti luminosi tenta una strada particolare per l’auto-addestramento ora accoppiabile con Chordana Play, app per iPad. Gli arranger CTK3500 e CTK-2500 accentuano la possibilità di allestire situazioni di festa grazie al Dance Music Mode: premendo una combinazione di tasti, queste tastiere possono eseguire tracce dance e remix al volo. Ma in questa fascia di strumenti le caratteristiche hardware degli strumenti, le capacità software e, soprattutto, le qualità sonora pongono questa ultima serie di piccole tastiere nel recinto del parco giochi, per piccoli e grandi.

Concludiamo invitandovi alla visione della presentazione di MZ-X500 da parte di Ralph Maten e registrata da Riccardo Gerbi per i colori di AudioFader.

Written by Renatus

9 aprile 2017 at 14:00