Tastiere arranger

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Yamaha Indian Devotional Pack for PSR-S950, PSR-S750 e PSR-S650

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Yamaha Voice & Style Expansion

Yamaha Voice & Style Expansion

In tempi duri come quelli che stiamo vivendo, affrontare il tema della fede e della preghiera dal punto di vista musicale sembra essere un po’ insolito. Il mondo della religione (delle religioni) da secoli è terra di conquista da parte di persone e di ideologie che poco hanno a che fare con la spiritualità. E’ successo e succede in tutte le religioni nel mondo. E non mi riferisco solo al rumore degli spari e delle bombe di chi si nasconde dietro una fede per portare a compimento azioni che sono opposte ai princìpi di amore e perdono che sono alla base di tutte le fedi: che cosa c’entra la religione con le violenze, le stragi e gli omicidi di innocenti? Valutiamo le azioni dai frutti e dai risultati per capire le intenzioni. E’ in questo contesto che oggi sono rimasto sorpreso dalla pubblicazione da parte di Yamaha di un pacchetto di espansione di suoni e stili denominato Devotional Pack 1 e nella cui copertina sono raffigurati i simboli delle cinque grandi religioni più diffuse in India: induismo, Sikhismo, Bhakti, cristianesimoIslam. E’ un pacchetto valido per PSR-S950, PSR-S750 e PSR-S650. La tradizione musicale è quella indiana, gli strumenti, le atmosfere e i ritmi sono quelli tipici del grande paese asiatico con capitale Nuova Delhi. Che dirvi di più? La strategia commerciale di Yamaha continua imperterrita nel proporre schede di espansione per i propri arranger regionalizzando le varie versioni. In realtà, in questa occasione, è stato bello osservare l’ultima iniziativa con spirito positivo. La pacifica e felice coesistenza di popoli diversi con tradizioni e scelte diverse è una meta che è possibile raggiungere nel rispetto di ciascuno. E’ la strada segnata dal Mahatma Gandhi ed è ancora perseguibile oggi. Lo sarà per sempre. Di certo è una strada più realistica e praticabile di molte altre, soprattutto di quelle emergenti oggi, di chi pensa ancora che con le bombe o con la negazione di Dio si possa cambiare la storia.

Guardate il video: vi auguro che siano cinque minuti di meditazione e riconciliazione con voi stessi e con lo spirito che respira in ciascuno di voi, qualunque sia la vostra fede. Che la pace sia con tutti noi.

Written by Renatus

28 marzo 2015 at 12:55

Pubblicato su Yamaha

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Riconoscimento degli accordi in base a diversi tipi di diteggiatura

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Tecniche per suonare gli accordi

Tecniche per suonare gli accordi

Per qualcuno è una banalità, per altri un metodo vale l’altro; per altri ancora, questo è un aspetto serio da studiare a fondo per imparare a suonare con soddisfazione la propria tastiera arranger.

Si chiama diteggiatura, in inglese fingering.

In musica, la diteggiatura determina quali dita e quali posizioni della mano vadano utilizzate per suonare uno strumento. E’ l’argomento principe da cui si comincia nella lezione numero uno di qualsiasi studente che voglia imparare a suonare. Non per nulla gli spartiti dei primi esercizi riportano sempre in chiaro il numero del dito da utilizzare accanto alle varie note sullo spartito.

Nel mondo degli arranger, invece, la diteggiatura ha un ruolo fondamentale nel riconoscimento degli accordi. Agli albori di questo segmento di strumenti a tastiera, il controllo degli accordi che guidavano gli stili di accompagnamento era affidato alla sola mano sinistra, dato che l’arranger riconosceva gli accordi solo nella parte a sinistra del punto di split della tastiera. A quel tempo, i musicisti hanno dovuto adattarsi imparando una tecnica basata sul fatto che la mano sinistra era dedicata agli accordi (compresa la nota di basso degli accordi stessi) e la mano destra era libera per la melodia, gli assoli o riff particolari di accompagnamento. In una situazione così particolare, i produttori di strumenti musicali si sono ingegnati a studiare diverse modalità di diteggiatura per semplificare il lavoro della mano sinistra e, perché no, per aiutare i principianti a trarre il massimo risultato suonando gli accordi con il minor numero di tasti. Oggi è tutto più semplice: è sufficiente impostare il riconoscimento degli accordi su tutta l’estensione della tastiera per suonare normalmente, sfruttando la mano sinistra per i gravi e quella destra per l’accompagnamento o la melodia, secondo le più classiche tecniche pianistiche.

In ogni caso, ogni arranger ha due parametri di sistema importanti: la zona di riconoscimento degli accordi (sinistra o destra del punto di split, oppure intera estensione della tastiera) e tipo di diteggiatura. Confrontiamo insieme le varie possibilità: controllate sul manuale della vostra tastiera quali di queste è supportata e poi provate da voi.

1 – Single Finger (Yamaha), One Finger (Korg), Easy (Roland)

Questo è il sistema studiato per chi non sa ancora suonare:

  • Per gli accordi di maggiore è sufficiente premere un solo tasto (esempio il tasto Do per suonare l’accordo di Do maggiore).
  • Per gli accordi di settima servono due tasti: la tonica e il tasto bianco più vicino alla sua sinistra (esempio i tasti Si e Do per suonare l’accordo di Do settima).
  • Anche gli accordi di minore richiedono due tasti: la tonica e tasto nero più vicino alla sua sinistra (esempio i tasti Sib e Do per suonare l’accordo di Do minore).
  • Gli accordi di settima minore richiedono tre tasti: la tonica e i due tasti immediatamente alla sua sinistra (Sib, Si e Do per suonare Do minore settima).

Sebbene questa tecnica consenta ai principianti di raggiungere velocemente buoni risultati, è comunque un modo di suonare fuorviante dal punto di vista dell’armonia. Quando mai per suonare un Do minore avete suonato la nota di Sib nella composizione dell’accordo? E’ una diteggiatura vivamente sconsigliata a tutti: davvero, lasciatela perdere.

2 – Fingered (Yamaha)

Qui si richiede di suonare gli accordi completi. Ad esempio, se volete suonare un accordo di Re minore, l’arranger si aspetta che suoniate contemporaneamente le note di Re, Fa e La.  Richiede discreta padronanza dell’armonia e di quali note esatte siano richieste per ciascun tipo di accordo, compresi i più complicati come quelli di tredicesima. La nota del basso è sempre la fondamentale dell’accordo: questa restrizione spinge i musicisti Yamaha a passare al tipo 4.

3 – Multi Finger (Yamaha)

E’ un sistema misto che attiva contemporaneamente i tipi 1 e 2 di cui sopra: in base al numero di tasti che suonate, la tastiera cerca di interpretare la vostra intenzione. In altre parole se suonate l’accordo completo, questo viene subito riconosciuto; ma se suonate una nota sola è un accordo di maggiore, se suonate due note è un accordo di minore e così via. Visto che adotta il sistema del tasto bianco o nero più a sinistra, personalmente non riesco ad immaginarmi niente di più fuorviante. Anche questa tecnica è sconsigliata.

4 – Fingered On Bass (Yamaha), Standard (Roland), Fingered 1 o Fingered 2 (Ketron)

Questa tecnica è molto simile al tipo 2 di cui sopra, ma offre una possibilità in più: potete usare i rivolti per suonare gli accordi la cui nota del basso è diversa dalla fondamentale. Attenzione: se suonate solo una o due note, l’accordo non cambia: servono almeno tre tasti suonati insieme perché l’arranger capisca che è tempo di cambiare. Se non vi trovate a vostro agio, potete fare un balzo al tipo 5 che segue.

5 – Intelligent (Roland), Easy 1 o Easy 2 (Ketron), Fingered o Fingered 1 (Korg)

E’ il metodo migliore per chi intende suonare gli accordi principali e non pensarci su troppo, rispettando comunque i concetti base dell’armonia. Ad esempio: suonate solo il Do per avere un Do maggiore, suonate Do+Mib per avere un Do Minore o suonate un Do+Sib per avere un Do7. Ovviamente potete suonare anche le triadi complete, se vi va. Potete usare i rivolti degli accordi per indicare alla sezione arranger quale sia la nota del basso reale dell’accordo, ad esempio Do maggiore con basso Mi. E’ la tecnica prediletta di chi è capace di cogliere le sfumature suonando il rivolto adatto per indicare all’arranger il basso fondamentale della progressione degli accordi. Se vi può interessare, è il mio tipo di diteggiatura preferito.

6 – Fingered 2 (Korg)

Permette il riconoscimento di accordi composti da due o più note. La pressione di una singola nota determina il riconoscimento di un unisono. Suonando un accordo sospeso (tonica+quinta) si ottiene la riproduzione di un accordo sospeso. Il riconoscimento completo ha luogo quando si suonano tre note o più note.

7 – Full Keyboard (Yamaha), Fingered 3 (Korg), Pianist 1 (Roland)

E’ la tecnica preferita dei pianisti e consente di suonare la tastiera su tutta l’estensione della tastiera. Richiede di suonare almeno la triade completa di un accordo, con qualsiasi rivolto, per segnalare all’arranger il momento in cui cambiare l’accordo delle tracce di accompagnamento.

8 – Expert (Korg), Rootless (Ketron)

Questa tecnica riconosce gli accordi sprovvisti di nota fondamentale o con una fondamentale inconsueta, come succede spesso nella musica jazz, nel fusion e nel pop contemporaneo, laddove la tonica è suonata dal basso. Se non siete un pianista jazz capace, tenetevi alla larga da questo tipo di fingering.

9 – AI Fingered (Yamaha)

E’ un’evoluzione del metodo 2, con l’aggiunta della possibilità di suonare anche meno di tre note e l’interpretazione dell’accordo viene fatta tenendo conto dell’accordo precedentemente suonato. Ci avviciniamo a concetti di intelligenza artificiale, la sezione arranger ci mette del suo per capire la vostra intenzione quando suonate solo gli accordi con sole due note. A volte ci andate d’accordo, a volte no.

10 – AI Full Keyboard (Yamaha)

E’ un evoluzione del metodo 7 per Yamaha, con l’eccezione per cui possono essere suonate anche meno di tre note. Questo modo non è in grado di riconoscere gli accordi di nona, undicesima e tredicesima.

11 – Pianist 2 (Roland)

Questa tecnica consente di sfruttare il pedale Hold per richiedere all’arranger di riconoscere il cambio di accordo in un preciso momento dell’esecuzione, anche se in quell’instante si sta suonando una sola nota soltanto. Se il pedale viene mantenuto, l’identificazione degli accordi continua fino ai cinque tasti successivi suonati. Utilissimo quando si suona l’arranger come fosse un pianoforte, con il riconoscimento degli accordi su tutta l’esensione della tastiera (Whole). Ne avevamo già parlato diffusamente in questo blog nel giugno del 2012.

12 – Fingered* (Yamaha) 

Questo tipo di diteggiatura è stato introdotto in Tyros 5 ed è attivato quando si richiede che il riconoscimento degli accordi avvenga sulla parte a destra del punto di split, cioè la parte suonata con la mano destra. La concorrenza supportava questa possibilità da tempo: Yamaha ci è arrivata per ultima.

Conclusione

La pluralità di offerte e di techiche disponibile è superiore alla reale necessità. La materia è intricata. Spesso si sperimentano un paio di tipi di diteggiatura confrontandoli; poi ci si affeziona a un solo di questi e non si cambia più. Solo l’esperienza personale insegna quale sia la scelta migliore di ciascuno. Impostate quello che preferite e, se potete (ancora una volta: scusate la noia), per favore non lasciatevi viziare dai metodi semplicistici che non seguono le regole dell’armonia. Cercate di esercitarvi con diteggiature autentiche e, se lo spartito richiede un rivolto o un accordo complesso, abbiate coraggio e buttatevi.

Sentirete la differenza.

Written by Renatus

21 marzo 2015 at 15:04

Ketron Audya: rilascio del sistema operativo 5.3D

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E così è arrivato il momento di aggiornare il sistema operativo anche per i felici possessori di arranger workstation Ketron della serie Audya. La notizia è uscita proprio oggi.

Il nuovo software prevede alcune piccole sistemazioni. La novità più importate riguarda l’ottimizzazione della gestione file da memoria flash USB (le famigerate penne USB). Nelle precedenti versioni, si potevano avere interminabili tempi di attesa all’inserimento di una penna USB dove fossero stati messi oltre 1000 file nella stessa cartella. Ora, con il nuovo software, tutto funziona molto meglio di prima e l’accesso alle memorie USB è più reattivo.

Ketron ha poi applicato altre migliorie in merito all’importazione dei file WAVE negli User Audio Drum e ad altri aspetti generali del sistema.

Non si tratta di certo di un rilascio software rivoluzionario, ma i clienti Ketron saranno lieti di sapere che il produttore italiano di Ancona continua ad investire tempo e risorse per migliorare i propri prodotti, ancora oggi quando sono passati quasi dieci anni dalla presentazione del modello che ha dato il via a tutta la serie. Ci sono altri produttori di strumenti musicali che si comportano in questo modo? Non credo.

Ma il bello deve ancora venire: infatti, sembra che non ci dobbiamo accontentare di questo piccolo importante annuncio, perché Ketron potrebbe avere in serbo l’annuncio di una grande novità nel segmento arranger che sarà rivelata il 15 aprile al MusikMesse di Francoforte. Non vedo l’ora di scoprire di che cosa si tratta!

Sommario delle migliorie della versione 5.3D

  1. Migliorata la gestione delle USB Pen Drive contenenti molti file.
  2. Estesa compatibilità dei file WAVE con dimensione inferiore a 256Kb negli User Audio Drums.
  3. Apportate migliorie sulla compatibilità dei file MP3 con i testi (Lyrics).
  4. Inserite alcune ottimizzazioni del sistema operativo.
  5. Risolte alcune anomalie minori.

Dove scaricare il nuovo software

Ketron Audya 5

Ketron Audya 5

Written by Renatus

12 marzo 2015 at 18:02

Pubblicato su Ketron

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Yamaha PSR-E253: arranger per esordienti

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Yamaha PSR-E253

Yamaha PSR-E253

Dopo aver pubblicato l’ultimo articolo sulle nuove tastiere portatili di casa Yamaha, mi sono soffermato ad osservare con maggiore attenzione l’aspetto esteriore del fratellino minore PSR-E253 ed è stato evidente che, nel momento in cui ha progettato il nuovo arranger, Yamaha non sia andata con lo stampino per replicare semplicemente il modello superiore PSR-E353 con qualche taglio per ridurne il prezzo. Infatti, da una parte PSR-E353 sembra richiamare in termini estetistici il modello precedentemente a listino (PSR-E343 lanciato solo due anni fa, nel 2013); dall’altra parte, sembra di cogliere dal disegno di PSR-E253 come si sia voluto realizzare una tastiera ancor più portatile, ancor più destinata al divertimento. Gli angoli e i bordi sono smussati e questo ne facilità la manualità durante il trasporto, riduce l’occupazione degli spazi e la rende più comoda da muovere o anche solo più semplice da riporre in casa. Il disegno è meno classico e più spartano, ricorda le prime PSR Yamaha dei primi anni novanta ed è più accattivante per un pubblico di ragazzini.

Il peso (soltanto 4kg), le dimensioni (94cm di lunghezza per 31 cm di profondità) e i bordi con gli angoli smussati: questa tastiera è così portatile che potete suonarla dappertutto.

Per tutto il resto, voglio dire in merito al contenuto di questo piccolo arranger per esordienti, vi rimando al precedente articolo.

Written by Renatus

10 marzo 2015 at 05:58

Pubblicato su Yamaha

Le piccole tastiere Yamaha si moltiplicano: PSR-E353 e PSR-E253

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Yamaha PSR-E353

Yamaha PSR-E353

I più ricchi di fosforo fra di voi ricorderanno che lo scorso gennaio ne avevamo fatto cenno: nel corso degli articoli quotidiani di resoconto della fiera invernale nordamericana, abbiamo riportato brevemente la notizia dell’uscita dell’ennesima coppia di prodottini arranger per principianti e giocolieri: PSR-E353 e PSR-E253.

A scanso di equivoci siamo nel territorio delle tastierine che, costando poco, sono accessibili al grande pubblico. Negli anni, questa serie di modelli ha migliorato sensibilmente il proprio motore sonoro e, nelle mani di chi sa suonare, permette di fare una discreta figura nelle festicciole, nelle serate improvvisate, come guida nelle prove di canto, all’aperto fra amici d’estate (potete alimentarle con le batterie stilo LR6). Peso e dimensioni vi consentirebbero anche di portarla con voi in un’escursione e suonare davanti a un lago di montagna in quota. O semplicemente potete darla ai vostri bimbi perché comincino a prendere confidenza con il fare musica, giocando con una tastiera (sempre meglio di un videogioco o uno smart phone).

La qualità costruttiva è di norma ai minimi termini: i tasti super leggeri sono però dinamici. La dotazione sonora non è vasta ma copre quanto serve per suonare (573 voci su PSR-E353 e 372 sul fratellino minore PSR-E253). Il Grand Piano utilizza suoni con campionamento stereo. Il numero di accompagnamenti automatici è adeguato alla categoria: 158 stili nel fratello maggiore e 100 stili nel minore. Sono altresì disponibili i due effetti principali: il riverbero per avere la sensazione di suonare in una sala da concerto e il chorus per aggiungere al suono respiro e risonanza. Entrambi i prodotti sono dotati poi di EQ master per regolare le sfumature del suono con impostazioni standard come Bright sulle frequenze più alte e Boost all’opposto.

La tecnologia dilaga nella musica e anche queste tastierine consentono il collegamento al proprio lettore audio per ascoltare la musica attraverso gli altoparlanti dello strumento, e suonare insieme alla musica stessa. Per aggiungere divertimento, su PSR-E353 è presente la funzione Melody Suppressor che abbassa il volume della melodia principale, consentendo di suonare la linea melodica insieme alla musica originale. O di cantarci sopra a squarciagola.  E’ una funzione software ereditata dai modelli superiori e – come abbiamo già spiegato altrove in questo blog – non funziona sempre.

Discende dalle tastiere maggiori a PSR-E353 anche l’arpeggiatore, in questo caso una semplice ripetizione di pattern per realizzare ballatine e fraseggi classici, scegliendo fra 150 arpeggi di serie.

Sempre su PSR-E353 è possibile sfruttare le app iOS per andare a coprire alcune lacune dello strumento: se avete un iPhone, iPhone oppure un iPad, collegateli tramite cavo allo strumento e avviate un’applicazione compatibile: è interessante Sound Controller che vi rende disponibile le rotella o il controllo XY per gestire gli effetti di Pitch Bending e riverbero. Per i genitori orgogliosi delle proprie creature, c’è My Music Recorder che registra in formato video e audio le prime esibizioni musicali del bambino perché siano inviate ai nonni lontani tramite WhatsApp (sic!).

Insomma sono tastiere da usare così come sono, senza pretese. Dal punto vista dell’appassionato di arranger, forse il limite che pesa di più su queste tastierine è l’impossibilità di aggiungere stili di accompagnamento. Ne comprate una, la suonate, vi divertite, quando vi stufate ve ne disfate e ne comprate un’altra. E Yamaha vi ringrazia.

Le potrete trovare prossimamente nei grandi supermercati e nei centri commerciali, vicine o al posto delle tastierine Casio, al prezzo di 179 Euro (PSR-E353) e 129 Euro (PSR-E253). Circa.

Written by Renatus

7 marzo 2015 at 09:36

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Yamaha Tyros 5: rilascio del sistema operativo v1.11

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Ci eravamo lasciati su questo argomento nel luglio del 2014, quando avevamo commentato insieme il rilascio V1.06 del sistema operativo di Yamaha Tyros5. Da allora si sono susseguiti diversi aggiornamenti, tutti resi noti nella pagina ufficiale di supporto Yamaha. Sostanzialmente si è tratta di guasti software risolti in sequenza.

V1.08:

  • E’ stato necessario intervenire perché il Drum Kit Voices del pacchetto di espansione Turkish non suonava correttamente.

V1.10:

  • Aggiunta la possibilità di modificare i suoni di fabbrica utilizzando il software Yamaha Expansion Manager . E’ necessaria la versione 2.2 dello stesso.
  • Corrette le icone di alcuni suoni di fabbrica che non indicavano lo strumento appropriato.

E ora l’ultimo aggiornamento V1.11:

  • Risolto un problema a causa del quale lo stile in esecuzione o il brano in playback potevano soffrire ritardi di esecuzione nel momento in cui le impostazioni dello strumento subivano variazioni indirette a seguito di attivazione di Registration, OTS o suoni Ensemble.

Se non siete sicuri di quale versione del sistema operativo sia installata sul vostro arranger Yamaha (Tyros o PSR), potete verificarlo facilmente da voi come segue.

  1. Accendete lo strumento e attendete che appaia lo schermo principale.
  2. Premete il pulsante [FUNCTION], selezionate UTILITY e quindi portatevi sulla pagina OWNER.
  3. Premete il pulsante [7▲] oppure [8▲].
  4. Appare il numero di versione attiva: l’ultima alla quale avete aggiornato il vostro arranger.
  5. Premete il pulsante [EXIT] per ritornare allo schermo principale.

Sul sito sono altresì disponibili altre novità di recente pubblicazione come l’edizione aggiornata di alcuni manuali: Connessione iPad/iPhone e Yamaha Expansion Manager.

E ora guardiamo insieme una dimostrazione della capacità di Tyros5 e del suo processore vocale. Pubblicato da Muzykuj (Polonia).

Written by Renatus

1 marzo 2015 at 14:00

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Suonare, suonare, suonare

Suonare, suonare, suonare

Chi frequenta abitualmente questo blog sa che raramente ritorno e modifico articoli già pubblicati in passato. Su un argomento già trattato, preferisco scrivere un articolo nuovo. Di norma è sempre così, poi ci sono le eccezioni. Ad esempio vi segnalo le pagine che trovate sulla destra della home page sotto il titoletto Informazioni. Vi consiglio di visitarle di tanto in tanto , almeno per verificare gli aggiornamenti periodici di questi tre articoli di cui ora vi faccio cenno, in quanto possono rappresentare un breviario informativo aggiornato sugli arranger.

Il primo è l’Indice di questo blog che potete utilizzare per consultare un elenco sintetico di tutti gli articoli pubblicati su https://tastiere.wordpress.com.

Il secondo è la Rassegna del mondo arranger dove troverete uno specchietto sommario che riporta gli arranger lanciati sul mercato globale in questimi ultimi cinque anni, in ordine cronologico inverso di apparizione.

E, per finire, non dimenticate di fare clic su I prezzi degli arranger dove è pubblicata una sintetica guida all’acquisto. I prezzi sono puramente indicativi: e di certo potrete trovare negozi pronti ad applicarvi importi diversi (inferiori o superiore). Ma così, almeno avete un’idea di base per l’orientamento. Recentemente ho aggiunto la colonna dell’anno di lancio di ciascun modello, giusto per far capire quali modelli sono da più tempo a listino.

E ora vi lascio con Barry Gonen, la sua voce e la sua Yamaha Tyros 4, alle prese con la reinterpretazione di Moondance (brano scritto e pubblicato da Van Morrison nel febbraio 1970, soltanto 45 anni fa).

A presto!

Written by Renatus

25 febbraio 2015 at 20:00

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