Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Yamaha Genos: la recensione di Jerry Kovarsky (traduzione in italiano)

with one comment

 

Questo articolo è la traduzione italiana della recensione che il mitico Jerry Kovarsky ha scritto dopo aver testato la nuova ammiraglia di casa Yamaha. Potete leggere gratuitamente il testo in lingua inglese sul sito originale, dove è stato pubblicato il 25 gennaio 2018.
La proprietà di questo articolo appartiene quindi a eMusician.
E’ possibile abbonarsi alla rivista digitale al costo di 19.99 dollari all’anno.© 2018 NewBay Media, LLC. All Rights Reserved. 

 

YAMAHA GENOS: WORKSTATION DIGITALE, TASTIERA ARRANGER E MOLTO DI PIÙ

L’uscita della nuova tastiera ammiraglia di Yamaha è una grande novità per compositori e artisti. La casa di produzione giapponese ha progettato questo strumento con l’intento di creare una tastiera arranger così evoluta e perfezionata da essere considerata come il miglior successore possibile di Tyros 5.

Se siete alla ricerca di una workstation digitale oppure se state cercando una tastiera arranger, in entrambi i casi Yamaha Genos è così ricca di funzionalità da soddisfarvi comunque.

Nella mia recensione di Tyros 5 scritta nel 2016 per la rivista Keyboard Magazine, avevo identificato il cliente ideale per le tastiere arranger nel musicista che si esibisce come One Man Band. Questi richiedono uno strumento in grado di suonare gran parte delle tracce musicali, supportando allo stesso tempo il cantante con un armonizzatore vocale e riproducendo brani MIDI o audio con il lettore di testi. Del resto, i musicisti per i quali sono state progettate le tastiere arranger sono più interessati a suonare e ad esibirsi dal vivo, piuttosto che immergersi nell’editing audio o in altre funzionalità profonde e più complesse.

Con questa idea in mente, personalmente credo di avere compreso bene perché Yamaha abbia utilizzato il termine Digital Workstation per Genos: l’azienda vuole che la si guardi senza pregiudizi precostituiti. E sarebbe un peccato non provarla, perché Genos offre suoni sorprendenti, stili musicali ben fatti e un vasto corredo di tecnologie all’avanguardia che si addicono di solito agli strumenti professionali di alto livello.

COMINCIAMO DALL’ASPETTO ESTERNO

Genos appare a prima vista con un look molto elegante, grazie allo schermo touch screen a colori da 9″ e al pannello che spicca per ordine ed equilibrio, molto meno affollato di pulsanti, manopole e cursori rispetto il suo predecessore, Tyros 5.

Genos è pronta per riprodurre timbri (voci nel glossario Yamaha), fornire tracce di accompagnamento, richiamare sequenze e suoni one shot dai quattro pad, riprodurre due canzoni contemporaneamente (MIDI o audio, con visualizzazione dei testi in tempo reale), e arricchire la voce del canto al microfono con effetti e armonizzazioni automatiche. Tutte queste attività sono chiaramente visualizzate sul display e, toccando a video il campo indicato, è possibile selezionare un nuovo timbro, aprire un file o qualsiasi altra risorsa. Inoltre, l’usabilità sul video agevola l’accesso a numerosi controlli e impostazioni in un modo molto flessibile (vedi Figura 1).

Fig. 1. La pagina Voice Part Setup offre una chiara panoramica delle quattro parti, del loro mix e dell’impostazione degli effetti. È possibile toccare ogni area dello schermo per modificarne direttamente i valori o per aprire una pagina con maggiori dettagli di personalizzazione.

Sulla sinistra della scocca, sono presenti nove slider dalla corsa relativamente lunga e sei manopole provviste di un utile scatto centrale. Le manopole hanno tre set di parametri assegnabili e gli slider ne hanno due, ciascuno con il proprio display dedicato: molto bello!

Nella parte inferiore dello schermo iniziale, sono evidenti sei schede a cui l’utente può assegnare qualsiasi pagina desiderata, riducendo così la necessità di navigazione in sotto-menu (vedi Figura 2).

Fig. 2. La Home Page mostra molte informazioni. Le sei schede in basso sono configurabili dall’utente in modo da accedere rapidamente a qualsiasi pagina/menu.

A destra dello schermo, ci sono sei pulsanti gateway che consentono di accedere a ciò che si potrebbe considerare come i diversi “modi operativi” su Genos. Il pulsante Home richiama la pagina video principale, mentre Style agevola la scelta di un altro stile di accompagnamento. Il pulsante Voice fornisce una panoramica completa delle impostazioni dei timbri: volume, pan, ottava, EQ, effetto Insert e mandate al Chorus e al Reverb. Invece Song mostra un maggior numero di parametri rispetto il pulsante della pagina Home. Il pulsante Playlist consente di gestire le scalette di Registration e Song in un elenco per facilitarne il richiamo dal vivo.

Più sotto, sono presenti sei pulsanti assegnabili. Possono essere usati per attivare qualsiasi pagina o funzione di menu, anche come doppione dei pulsanti del pannello frontale: per controllare le funzioni di missaggio, per agire sui controlli dell’accompagnamento e altro. Questa apparente ridondanza in realtà è un vantaggio: offre un’interfaccia del pannello frontale meravigliosamente comoda e completa secondo le esigenze di ciascuno. Complimenti al team di progettisti Yamaha.

Genos è dotata di 76 tasti con meccanica FSX e aftertouch. La risposta al tocco è ottima: precisa con il giusto equilibrio tra resistenza iniziale e ritorno alla posizione originale. Il Pitch Bend e la modulazione sono controllati da un solo joystick: gestisce due direzioni per la modulazione e un pulsante di blocco per fermare il valore della stessa modulazione. Il controllo espressivo del suono può essere affinato grazie a tre interruttori di articolazione, un pulsante assegnabile (indicato anche come controllo della velocità del rotary), controlli dell’ottava e della trasposizione. Sul retro, oltre ai tre ingressi per pedali assegnabili, il pannello posteriore include le uscite stereo principali, quattro uscite analogiche aggiuntive e due ingressi audio, tutti su jack da 1/4″. L’ingresso microfono è un jack combo XLR / 1/4″ commutabile all’ingresso Phantom a 48V. Sono altresì presenti due set di ingressi MIDI IN/OUT, due porte USB e un’uscita digitale coassiale (S/PDIF). Le dimensioni di Genos sono leggermente più piccole di Tyros 5 e il peso è più leggero di 3kg circa.

ASCOLTARE I SUONI

Genos viene consegnata con un corredo di oltre 1650 suoni e 58 kit drum/SFX. La polifonia dello strumento è di 128 note mentre è possibile utilizzare altre 128 note per le espansioni Yamaha e i campioni personalizzati.

In linea con la filosofia Yamaha, i suoni Genos non sono modificabili in profondità: sono disponibili i controlli di base per il taglio/risonanza del filtro e l’inviluppo dell’amplificatore, insieme alle impostazioni di modulazione (aumento/diminuzione) e aftertouch, ma non sono consentite ulteriori modifiche a bordo, mentre le funzionalità di editing sono possibili sono in un’applicazione esterna per PC fornita gratuitamente da Yamaha. Ora, dato che tutto ciò che è presente su Tyros 5 è disponibile anche su Genos, mi concentrerò da qui in poi solo su ciò che è diverso e nuovo.

Ad esempio, ci sono due nuovi timbri di pianoforte: il migliore pianoforte a coda da concerto della serie CFX e il C7, uno dei pianoforti da studio preferiti dai musicisti da decenni. Entrambi sembrano suonare in modo stereo a quattro vie, con la possibilità di controllare la risonanza per smorzare o bloccare la vibrazione delle corde. I timbri di fabbrica sono belli: sono stato in grado di modellare una gamma di altri toni usando l’equalizzatore a due bande, modificando il cutoff del filtro e sfruttando la ricchezza degli effetti interni.

I pianoforti elettrici sembrano essere rielaborati dalla serie Tyros e includono quei rumori fisici che aggiungono dimensione e realismo ai modelli elettromeccanici. Per controllare i campioni di Rhodes e Wurlitzer, è possibile muovere il joystick in avanti e far svanire il corpo del suono per enfatizzare ulteriormente questi rumori: non che ce ne fosse bisogno, in effetti, personalmente avrei preferito che ci fosse un modo per miscelarli. Esiste un solo tipo di Rhodes (il modello suitcase con un carattere pronunciato degli effetti bell & tine), mentre la gamma dei pianoforti DX è stata ampliata, così come Wurly, Clav e CP-80. Tutti possono davvero essere felici di suonare. Cosa volere di più? Ci saranno pacchetti di espansione nel prossimo futuro per i quali nutro grandi speranze, in quanto quelli della serie Tyros erano eccellenti.

Il concetto di eleganze del design di Genos è stato esteso anche al pannello posteriore. Qui, si potranno osservare le uscite dei diffusori sinistro/destro sui lati opposti della scocca, mentre le due uscite principali, le quattro uscite audio aggiuntive, e gli ingressi stereo e jack per microfono con alimentazione Phantom sono posizionati tutti insieme sulla destra.

Con i timbri d’organo, Yamaha ha risolto una mia vecchia lamentela che avevo espresso ai tempi di Tyros: il suono d’organo campionato aveva un sacco di rumore a bassa frequenza e altri disturbi provenienti dall’effetto Leslie si intromettevano, a seconda della frequenza. Su Genos, tutto questo è stato ripulito. La gestione di Organ Flutes è stata conservata e ora il suono è molto più rispettabile, tenendo conto che questo strumento non sta cercando di essere un vero clone Hammond. Naturalmente, i nove cursori funzionano come drawbar quando viene richiamato uno di questi suoni. Tuttavia, il timbro è costruito in modo tale che non ci sia un graduale aumento o diminuzione da una velocità di Leslie a un’altra.

Le voci di archi, già pregevoli sui modelli precedenti, ora hanno una seconda scelta di sessione chiamata KinoStrings: questo suono è meraviglioso. Sono stati campionati con il panning e il posizionamento corretto dei musicisti- Sono un po’ più aggressivi e più spessi dei Seattle Strings (così si chiamano ora).

Genos propone nuovi strumenti nelle categorie degli ottoni, dei legni e delle chitarre: tutti i suoni acustici fanno un grande uso dei controlli di articolazione per produrre tecniche di performance naturali. Sono inclusi un sacco di nuovi suoni di synth, che coprono il repertorio vintage e attraversare i moderni generi elettronici.

Tutto questo ci porta all’ultima categoria di suoni, i nuovi Revo Drums, che utilizzano assegnazioni di campioni ciclici (Round Robin) per aumentare il realismo delle esecuzioni. I vari kit e campioni singoli sono costantemente di notevole fattura.

In effetti, il suono generale di Genos è superbo. Grazie ai nuovi circuiti di conversione DA introdotti da Yamaha, la fedeltà è di qualità per audiofili.

ABBONDANZA DI EFFETTI

Genos apre nuovi orizzonti alla potenza di elaborazione degli effetti in una tastiera. Oltre al Global Master Reverb e Chorus (condivisibili con tutte le parti), al compressore e EQ a 8 bande (attivabili per le uscite finali), lo strumento offre 28 blocchi di effetti Insert. Concettualmente, questi sono pensati per offrire un effetto per ogni parte che Genos può suonare (mano destra, accompagnamento, tracce in una canzone, input del microfono e così via), ma non vi è nulla che impedisce di combinare effetti multipli su qualsiasi parte si voglia.

Mentre nessuna delle voci di fabbrica sembrava trarne vantaggio, ho vissuto un’esperienza esplosiva nella creazione di voci più ricche in ogni categoria di suoni, e avevo ancora un sacco di risorse DSP a disposizione per aggiungere effetti alle parti di accompagnamento. I timbri sono già di un livello eccelso e possono salire ancor di più avendo a disposizione una eccellente libreria di effetti. L’unico problema è che non è possibile salvare un suono che utilizza più effetti Insert come voce utente: è necessario memorizzarla in una Registration. Ci sono alcuni stratagemmi utili per poter modificare tutti i parametri degli effetti: si possono imparare in fretta e ne vale la pena.

ASSEGNARE I SUONI ALLE VARIE PARTI DELLA TASTIERA

Genos ha quattro parti pronte per essere suonate in qualsiasi momento. Tre sono designate per la mano destra, mentre la quarta è per la parte inferiore della tastiera o la mano sinistra. I pulsanti sul pannello frontale facilitano il passaggio dei suoni e la creazione di layer e split. È possibile definire facilmente il punto di divisione per il suono inferiore e anche i tre suoni superiori.

Con una sola operazione, è possibile selezionare uno qualsiasi dei tre suoni assegnati alla mano destra e, se il punto di split è inattivo, suonare su tutta l’estensione della tastiera: quando si utilizza il suono Right3 in combinazione con un altro, lo split diventa attivo, in modo da ottenere il beneficio di sfruttare l’assegnazione delle parti alla tastiera in modo interattivo. È possibile poi definire un intervallo separato per l’attivazione dell’accompagnamento (o impostarlo sulla nota MI più bassa se non si ha bisogno di usarla), il che significa che si possono impostare tre zone per l’esecuzione dal vivo, con la zona centrale che può avere due suoni in sovrapposizione. Quattro di queste impostazioni Multi sound sono disponibili e possono essere salvate/richiamate come One Touch. Se sono necessario altre configurazioni, è possibile richiamarle dal display o utilizzare un banco di Registration con i suoi dieci pulsanti a pannello.

Gli artisti dal vivo spesso usano una zona della tastiera per attivare un effetto sonoro di synth o una parte campionata. Genos ha quattro pulsanti Multipad che possono essere utilizzati per riprodurre frasi MIDI o audio o un colpo di suono immediato. Le frasi possono essere riprodotte una volta o ripetute. È possibile richiamare altri gruppi di queste frasi come descritto per le impostazioni One Touch.

L’arpeggiatore ha una bella libreria di pattern, frasi raggruppabili, fraseggi di synth, sequenze di accordi di accompagnamento, arpeggi e accompagnamenti di chitarre, filtri e la durata degli effetti. La risoluzione del tempo e il controllo della durata sono gestibili tramite le manopole del Live Control.

SUONARE INSIEME AL GRUPPO

Fino a qui, ho ricoperto gli aspetti “normali” di Genos, riferendomi in modo particolare a quei musicisti (per lo più statunitensi) che usano come riferimento per il confronto un sintetizzatore classico dalle tipiche prestazioni. Ma Genos è di più: è un arranger dalla potenza straordinaria. Offre 550 stili, che coprono praticamente tutti i generi che si possono desiderare, e sono uniformemente eccellenti, autentici e programmati con gusto. Per la maggior parte dei casi, l’impasto sonoro si avvicina alla base originale preregistrata, con il vantaggio di disporre della flessibilità che permette il controllo completo sull’arrangiamento. E con l’abbondante varietà di tre introduzioni, quattro variazioni con Fill-In, un Break e tre finali.

Inoltre, i cursori e le manopole semplificano il missaggio in tempo reale, consentendo di disattivare facilmente le parti in tempo reale. È possibile modificare gli stili forniti: mi piace molto la funzione di Assembly, con cui innestare frasi provenienti da altri stili per creare un nuovo style ibrido. Mi piacciono anche i controlli di Groove, Dynamics e Velocity che permettono di modellare la sensazione e la dinamica di ogni parte in diversi modi musicali.

UNO STRUMENTO PER I COMPOSITORI

Genos incorpora un sequencer MIDI a 16 tracce in grado di registrare e modificare parti generate dal motore di accompagnamento, oltre alle parti Right e ai MultiPad (Figura 3). Questo può essere fatto in un singolo passaggio o in una parte alla volta. Mi piace avere la possibilità di provare diverse idee di armonia a fronte di un Groove o di una band con cui suonare insieme. Inserendo e modificando passo dopo passo una sequenza di accordi, Genos consente di provare un’idea, tornare indietro e modificare un determinato tipo di accordo o sonorizzazione, aggiungendo o eliminando accordi; e poi, ogni volta, subito provare con la band come suona la nuova idea.

Fig. 3. Nel sequencer MIDI, è possibile modificare una traccia di accordi per creare la propria idea di canzone e provare le modifiche agli accordi e ai controlli dello stile. La band di accompagnamento è pronta a suonare ogni idea che si sta sperimentando.

Una volta perfezionata la forma della propria canzone, è possibile aggiungere altre parti in tempo reale. Se si canta o si suona un altro strumento, è possibile far girare questo brano MIDI su una traccia audio stereo, quindi sovra incidere un’altra performance audio, instradando il microfono o lo strumento sulle unità effetti se lo si desidera. Et voilà! Si può creare un brano demo completo e di qualità, tutto “in the box”.

Una nota speciale è la possibilità di integrare alcune applicazioni iOS con Genos. Ad esempio, l’app Chord Tracker di Yamaha analizza gli accordi di un file o brano audio per creare un grafico di accordi base. Si sceglie “Invia a strumento” per trasmettere il file su Genos tramite rete WiFi e guidare il motore di accompagnamento per riprodurre la canzone, in qualsiasi stile si voglia. Che grande comodità per un musicista!

BEN FATTO, BEN ARRANGIATO

Tutto sommato, Genos sembra incredibile e offre una miriade di funzionalità, supportate da una rete di suoni, campioni e canzoni aggiuntivi. Ne consegue che, inevitabilmente, viene fornita ad un super-prezzo.

Tuttavia, Genos il suo costo di lancio equivale a quello che aveva Tyros 5, ma include molti più campioni e suoni, un più ampio schermo a colori sensibile al tocco e controlli migliorati in tempo reale con il proprio display dedicato. Si possono anche riempire 1,8 GB di memoria Flash per caricare nuove espansioni o campioni utente, il che richiederebbe un costo aggiuntivo (circa $ 450) su Tyros. Vista sotto questa luce, Genos offre un valore superiore.

Adoro i suoni, gli stili e come si presenta Genos, ma lascio decidere ai lettori se possono permettersela. So che, dal punto di vista sonoro e musicale, non se ne pentiranno.

PUNTI DI FORZA

Qualità del suono incontaminata. Timbri e stili eccellenti. Effetti abbondanti. Ampia memoria per campioni, espansioni e stili addizionali.

LIMITAZIONI

Prezzo elevato. Editing del suono marginale. Alcune operazioni possono risultare un po’ complicate.

Yamaha offre una serie completa di accessori per Genos. Progettato specificamente per lo strumento, GNS-MS01 ($ 379) è un sistema audio 2.1 con una coppia di diffusori satellite (woofer da 3″, tweeter da 0,8″ e 20W ciascuno) e un subwoofer (altoparlante da 6,5″, 40 W). L7-B ($ 265) lascia un sacco di spazio per gambe e pedali e ha imbottitura in schiuma sulla parte superiore per evitare che lo strumento possa scivolare. Altre opzioni sono l’UD-BT01 Wireless Bluetooth USB per host MIDI Adapter ($ 79) e MD-BT01 Wireless Bluetooth Interfaccia MIDI ($ 79).

_______________________

Chi è l’autore? Dopo una carriera di oltre 30 anni nello sviluppo e nel marketing dei prodotti per la tastiera, e quasi 50 anni passati a suonarli, Jerry Kovarsky si sente molto sicuro di sé quando ammette che gli piace un sacco suonare le tastiere arranger.

© 2018 NewBay Media, LLC. All Rights Reserved.

Annunci

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 febbraio 2018 at 20:01

Pubblicato su Yamaha

Tagged with , , ,

Tastiere arranger: buona lettura

leave a comment »

Tastiere Arranger è il blog nato dalla voglia di sperimentare e raccontare, dalla voglia di condividere informazioni, tutorial, storie, interviste, confronti, notizie e tutte quelle occasioni che ogni giorno catturano la curiosità degli appassionati suonatori di tastiere arranger.

Oltre ai 522 articoli pubblicati dal 2009 ad oggi (10 febbraio 2018), vi segnalo il particolare di alcune pagine addizionali:

Per la cronaca, tutti gli articoli nascono sulla piattaforma di WordPress, sono replicati a specchio su Tumblr, e sono poi diffusi nei classici social network come Facebook e Twitter.

Buona lettura!

Casio MZ-X500

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 febbraio 2018 at 14:06

Winter NAMM 2018: le conclusioni

with one comment

Winter NAMM 2018

Dopo la chiusura dei cancelli del Winter NAMM 2018, possiamo commentare brevemente i risultati dell’evento. Anche quest’anno la fiera si è rivelata un crocevia di opportunità di business e di fresca ispirazione grazie alle 500 sessioni formative e alla presenza di oltre 115.000 professionisti del settore. I due edifici del centro congressi di Anaheim (California) hanno ospitato su livelli multipli quasi 2.000 aziende espositrici per un totale di 7.000 marchi rappresentati. La partecipazione internazionale è cresciuta dell’8%:  si sono presentati professionisti provenienti da oltre 100 nazioni. Potete leggere da voi il comunicato stampa finale in lingua inglese con maggiori dettagli e le dichiarazioni dei protagonisti ufficiali.

Noi qui, in questo blog, nel nostro piccolo ci siamo occupati esclusivamente di arranger e – per quanto ci concerne – possiamo rivelarvi che siamo stati moderatamente colpiti. Certo, il mercato è statico e non abbiamo osservato lo slancio delle grandi sorprese, tuttavia qualcosa si è mosso e, alla fine, ci sembra di poter costatare ancora una volta quanto il comparto degli arranger sia ancora attivo e abbia qualcosa da dire.

Ricapitoliamo ora quanto nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato.

  • Yamaha ha fatto ancora una volta la parte del leone. Non solo ha sfoggiato la nuova Genos alla platea americana, ma ha anche presentato ben quattro prodotti nuovi: i nuovi arranger workstation PSR-S975 e PSR-S775 e le nuove tastiere portatili PSR-E463 e PSR-EW410. Sono prodotti che valgono tutta la nostra attenzione e su cui torneremo in questo blog per esaminarli insieme.
  • Anche Casio si è presentata con nuove frecce per il proprio arco: il lancio di una nuova serie CT-X di tastiere portatili a buon prezzo e dotate di un nuovo generatore sonoro: CT-X700, CT-X3000 e CT-X5000. Auspico di aver l’occasione di provare uno di questi strumenti da vicino per potervene raccontare con cognizione di causa.
  • Le novità di Korg riguardavano Pa700 e Pa1000 già note al mercato europeo ma nuove per quello americano. Korg ha fatto il botto presentando Prologue e vincendo il riconoscimento come migliore prodotto presentato in fiera.
  • La presenza di Kurzweil è stata per il nostro blog l’occasione per citare alcuni modelli di arranger portatili economici (KA-90, KA-110, KP-100 e KP-110): prodotti interessanti anche se la qualità non è paragonabile ai sintetizzatori professionali che hanno reso celebre il nome di questo marchio.
  • Dexibell ha presentato VIVO S9 pianoforte digitale e clone Hammond perfettamente compatibile con l’arranger software XMURE.
  • Osserviamo com rammarico il ridimensionamento di Roland nell’area degli arranger: da una parte, il costruttore giapponese sta sperimentando altre vie per le tastiere portatili (vedi Go:Keys), mentre dall’altra non riceviamo segnali significativi sul segmento degli arranger workstation. Speriamo in un cambio di strategia nel prossimo futuro.

Non abbiamo potuto raccontarvi nulla degli altri protagonisti del mercato arranger data la loro assenza al NAMM Show. Mi riferisco a Ketron, Orla e Wersi. Siamo certi di rivederli belli pimpanti al MusikMesse di Francoforte dall’11 al 14 aprile 2018.

Ed ora… relax!

 

 

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

30 gennaio 2018 at 19:22

Pubblicato su argomenti vari

Tagged with , , ,

Winter NAMM 2018: lo stand Korg

with one comment

Sono tre giorni che corriamo virtualmente tra i diversi stand della fiera del Winter NAMM 2018 alla ricerca di informazioni e aggiornamenti nell’area degli arranger. Abbiamo già commentato insieme le novità per  DEXIBELL, Kurzweil, Casio, Roland e Yamaha. E ora tocca allo stand Korg.

Prologue

Sgombriamo subito ogni dubbio: de facto non ci sono nuovi annunci e grandi novità sugli arranger Korg. Lo stand era orientato a presentare piuttosto Prologue, il nuovo synth polifonico analogico destinato a chi si dedica alla creazione di nuove sonorità: lo strumento è dotato di un nuovo sistema multi-sintesi digitale integrato e un nuovo DSP per la generazione di effetti di qualità. Per la cronaca: prima della chiusura del NAMM 2018, proprio Korg Prologue è stato premiato come il Best in Show, cioè come il miglior strumento presentato in fiera.

Korg Prologue premiato al NAMM Show 2018

Pa1000 e Pa700

Per consultare l’elenco di tutti i prodotti nuovi presentati in fiera, vi consiglio la lettura diretta della pagina dedicata sul sito di Korg USA. Quello che ci preme sottolineare in questo blog è che questa era la prima occasione per presentare al pubblico americano i nuovi arranger workstation Pa700 e Pa1000 lanciati ad inizio settembre.

In questo blog, ho già cercato di commentare i concetti di usabilità di questi nuovi strumenti: per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, non mi ripeto qui e vi rimando alla lettura dell’articolo dedicato all’argomento.

Pa600 V2

Possiamo cogliere l’occasione per segnalare che, alla vigilia del Winter NAMM 2018, Korg aveva annunciato la pubblicazione del nuovo sistema operativo di Pa600. La nuova versione (V2.0) 2 introduce il Sampling Mode sullo strumento consentendo ai possessori di questo modello la possibilità di creare nuovi campioni, Multisamples e Audio Grooves. E’ possibile importare questi dati anche dall’esterno secondo vari formati come WAV, AIFF, SF2 o caricare dati provenienti da Korg Trinity e Korg Triton. La funzione Time Slice permetterà la creazione di tracce MIDI realistiche e da qui generare nuovi Audio Grooves.

________________

E con questo, forse abbiamo veramente detto tutto sugli arranger al Winter NAMM 2018. Non ci resterebbe che tirare le conclusioni, ma non lo faremo ora. Ci penseremo dulcis in fundo nel prossimo articolo che seguirà nei prossimi giorni. A presto.

 

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

29 gennaio 2018 at 07:00

Pubblicato su Korg

Tagged with , , , , , ,

Winter NAMM 2018: Yamaha alza il sipario su PSR-S975/S775 e PSR-E463/EW410

with 3 comments

Nei giorni scorsi, in merito al Winter NAMM 2018, vi abbiamo riportato notizie dagli stand DEXIBELL, Kurzweil, Casio e Roland. Ora è il turno del marchio più grande e, forse, il più atteso da numerosi lettori di questo blog. In effetti, è qui che troviamo il più ampio numero di novità: lo spazio Yamaha è stato utilizzato quest’anno per presentare 90 nuovi prodotti, quattro di questi ci riguardano direttamente perché toccano il comparto degli arranger.

Yamaha PSR-S975

PSR-S975 e PSR-S775

Innanzitutto Yamaha ha aggiornato i prodotti di punta della serie PSR con il lancio dei nuovi fratelli arranger workstation: PSR-S975 e PSR-S775. Dalla lettura del codice dei modelli, si intuisce che non stiamo parlando di fresca tecnologia derivata dall’ammiraglia Genos, ma piuttosto di un aggiornamento di PSR-S970 e PSR-S770 il cui lancio sul mercato risaliva all’estate del 2015. Le migliorie introdotte riguardano il numero di timbri che sale enormemente di circa 630 unità su ciascun modello, contando nel numero una maggiore presenza di voci Super Articulation, MegaVoice, Sweet!, Cool! e Live!
Il repertorio di stili sale su entrambi i modelli di ben 73 unità nella nuova categoria Plus. La memoria destinata a ospitare i campioni dei pacchetti di espansione offre maggiore disponibilità, rispettivamente 768MB e 280MB. Il colore precedente, grigio scuro metallizzato, diventa ora nero. I nuovi fill di mezza battuta e la funzione Mono Legato portano nuova linfa alle possibilità espressive, mentre le regolazioni delle due manopole del Live Control possono essere richiamate dai banchi di Registration. Tutto il resto corrisponde pari pari fra vecchi e nuovi modelli e vi rinvio quindi alla lettura del mio test pubblicato qualche mese fa per saperne di più.

Yamaha PSR-EW410

PSR-E463 e PSR-EW410

Passiamo ora alla coppia di modelli più economici PSR-E463 e PSR-EW410 che vanno a sostituire PSR-453 e PSR-EW400 dell’aprile 2016. Anche stavolta i due modelli nuovi si distinguono fra di loro per il numero di tasti (61 e 76) ed entrambi si trovano a dividersi il mercato con le serie CT-K e CT-X di Casio. L’innovazione introdotta riguarda le possibilità di campionare i suoni dall’ingresso AUX-IN per  riprodurli con lo strumento e la modalità Groove Creator per pilotare gli stili come un DJ. La presenza di 235 stili di accompagnamento registrabili in formato audio su una memoria flash USB esterna rende questi strumenti interessanti per un pubblico molto vasto e di primo ingresso nel mondo delle tastiere portatili.

In breve

Ci sono tante novità in effetti in termini numerici ma, nella sostanza, non abbiamo percepito il balzo in avanti che il recente lancio di Genos ci aveva fatto intendere per la serie PSR: deduciamo quindi che questa trasformazione attesa è stata rimandata di altri due anni, almeno. Nel frattempo, la casa giapponese ha fatto ricorso ad soluzione tattica, mantenendo cioè il predominio e la competitività sul mercato attraverso l’espansione delle risorse della serie di arranger attuali e l’introduzione di perfezionamenti tecnologici all’interno della stessa architettura.

I link al sito Yamaha sono PSR-S975, PSR-S775, PSR-E463 e PSR-EW410.

Non abbiamo ancora terminato questa girandola quotidiana di articoli: il Winter NAMM 2018 ha ancora qualcosa da dirci nel tema degli arranger e la mia fatica non è ancora terminata. A presto.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 gennaio 2018 at 20:00

Winter NAMM 2018: lo stand Roland

with 3 comments

Roland Go:Keys

Dopo aver affrontato DEXIBELL, Kurzweil e Casio, la nostra caccia di novità nel comparto arranger oggi si ferma doverosamente presso lo stand Roland, in segno di rispetto del glorioso passato.

Siamo consapevoli che il nuovo corso di questa casa giapponese ha mandato in soffitta gli arranger classici ed è con questo sentore che affrontiamo la visita virtuale odierna. Come noto, Roland sta cercando di sperimentare qualcosa di nuovo nel segmento delle tastiere portatili e lo sta facendo con le tastiere della serie Go. La sezione arranger è nascosta e camuffata, ma presente ed usabile per il divertimento, senza richiedere i fondamenti del solfeggio e dell’armonia, come testimonia il recentissimo filmato che segue.

Roland ha posizionato un esemplare di GO:KEYS al centro di San Paolo (Brasile) una domenica mattina, invitando i passanti ad improvvisare con la funzione LOOP MIX. Come potrete vedere da voi stessi, molti di questi non avevano mai suonato prima.

Lo scopo di Roland è dimostrare che LOOP MIX consente a tutti di creare la propria musica. A differenza degli arranger classici che richiedono di saper suonare gli accordi per pilotare gli accompagnamenti automatici, LOOP MIX attiva sequenze e frasi musicali interpretando quanto viene suonato. Tracce di percussioni, basso e altri strumenti possono essere aggiunti al mix mentre la performance può essere controllata in tempo reale tramite pad come farebbe un DJ.

Noi che siamo “alla vecchia maniera” e apprezziamo i musicisti che sanno quel che fanno, siamo sì incuriositi da queste nuove possibilità e restiamo alla finestra per vedere dove mai si potrà arrivare. Nel frattempo, non vi nascondiamo che siamo stati piuttosto attratti da altre presenze dello stand Roland come il pianoforte digitale GP609 e la fisarmonica digitale Roland FR4-x V-Accordion Made in Italy e che qui vediamo insieme suonata in fiera da Alicia Baker, amica di questo blog e valente dimostratice di prodotti Roland. Noi la preferiamo così.

Non è finita qui, ci restano ancora altri stand del Winter NAMM 2018 da raccontare.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 gennaio 2018 at 08:00

Winter NAMM 2018: Casio alza il sipario su CT-X700, CT-X3000 e CT-X5000

with 4 comments

Al Winter NAMM 2018, Casio si presenta con alcune novità e una conferma. La conferma riguarda l’arranger workstation MZ-X500 che viene riproposto con particolare enfasi all’interno dello stand. Per le novità invece, da una parte è presente il nuovo pianoforte Celviano AP-470 e dall’altra appare la nuova linea CT-X di tastiere portatili che esordisce con tre modelli: CTX-700, CT-X3000 e CT-X5000.

Casio CTX-700

Sulla scala dei valori dettati dalle specifiche tecniche, la serie CTX si pone un gradino sotto il livello tecnico di MZ-X500 ma si fa notare per la novità del nuovo generatore sonoro AiX (Acoustic & Intelligent multi-Expression), che amplia notevolmente la potenza sinora introdotte sulle tastiere portatili Casio (il produttore recita “otto volte superiore” rispetto il passato).

CTX-700 è il modello di ingresso di questa nuova linea di modelli e offre 600 timbri, 195 stili di accompagnamento ed un nuovo processore di effetti (System Delay DSP). Gli altri due modelli CT-X3000 e CT-X5000 sono dotati di 800 timbri, 235 stili di accompagnamento, 64 note di polifonia, funzioni di edit dei suoni e un registratore di frasi musicali con quattro pad.

A prima vista, la nuova serie di modelli appare rinnovata grazie ad una scocca e ad amplificatori di bordo riprogettati per l’occasione. Questa categoria di tastiere è tradizionalmente equipaggiata con un registratore MIDI elementare (sei tracce) e un sistema auto-istruttivo per imparare a suonare da soli i primi brani elementari. Non manca la connessione USB-MIDI per interagire con Mac, PC, Android e dispositivi iOS senza la necessità di installare alcun driver o software. Il leggio è stato disegnato in modo da posarvi un tablet mentre è stato previsto uno spazio apposito dove collocare uno smartphone collegabile come lettore audio con cui suonare le proprie canzoni preferite.

Che dire di più? La serie CT-X  è composta di modelli compatti, leggeri e alimentabili a batteria. Ne consegue che possono essere portati ovunque: ad esempio in un picnic all’aria aperta per suonare in compagnia durante una scampagnata fuori porta oppure per guidare un piccolo coro in ambienti altrimenti non attrezzati per le prove.

Sono prodotti a buon prezzo, come succede nella tradizione delle tastierine Casio: l’introduzione di tecnologia super-avanzata viene affiancata dall’uso di materiali di produzione al risparmio, con il conseguente risultato di offrire al mercato prodotti moderni ma economici, anche se all’apparenza potrebbero darvi l’impressione di non essere particolarmente duraturi. L’attesa crescita del repertorio di stili di accompagnamento di Casio continua ad essere sotto osservazione, mentre il miglioramento graduale della qualità dei suoni di questi piccoli strumenti sembra non arrestarsi.

Avete già letto gli articoli sullo stand DEXIBELL e Kurzweil? Presto torneremo con il racconto di quant’altro abbiamo scoperto al Winter NAMM 2018 nel comparto degli arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

27 gennaio 2018 at 20:00