Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Korg Pa80 Card Converter: aggiornamento alla versione 1.10

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Korg Pa80 Converter – Copyright Korg Italy

Pa80 è stato l’arranger più venduto della storia di Korg e chissà se qualcuno di voi ne ha ancora uno in casa. Sono certo che molti di voi ricorderanno lo scorso anno, quando Max Tempia ha raccontato ai lettori di tastiere arranger la genesi di questo prodotto di successo: tutto questo è ormai storia. Del resto, la qualità intrinseca di quell’arranger workstation è talmente pregiata che, ancora oggi, Korg mantiene a listino lo stesso prodotto, seppure sotto forme hardware più innovative, più contenute ed originali: si vedano microARRANGER e Liverpool.

Veniamo ora a noi: per i felici possessori di Pa80, nel 2008 Korg Italy aveva rilasciato un programma software di utilità per PC che aveva lo scopo di convertire i dati utente personalizzati su quello strumento per renderli disponibili anche su modelli di arranger successivi. Ora la novità del 2017 sta nel fatto che, nel mese di gennaio scorso, Korg Italy ha pubblicato la versione aggiornata 1.10 di quel software: si chiama Converting PA80 Card e funziona su tutte le più recenti versioni di PC con Microsoft Windows 7, 8 e 10. I dati salvati su Pa80 possono essere ora convertiti e riportati su Pa4X, Pa3X, Pa300, Pa600, Pa900, Pa3XLe, Havian 30, Pa2X Pro, Pa800 e Pa1X Pro.

Immagine tratta dal manuale di Pa80 Card Converter – Copyright Korg Italy

Il processo di conversione riguarda i dati memorizzati nella scheda di memoria (Flash Card) opzionale che va quindi inserita su Pa80 per cominciare. Queste schede di espansione erano vendute con diversi tagli: da 8MB fino a 64MB. Da qui, va eseguita una copia su floppy-disk e pertanto vi si richiede di prepararvi con una sufficiente scorta dei vecchi dischetti. Lo so, sono sempre più difficili da trovare. Dimenticavo, servirà anche un lettore esterno di dischetti da collegare alla porta USB del vostro PC.

Il software converte solo i dati utente presenti originariamente sulla Flash Card e non agisce sui dati salvati nella memoria interna di Pa80. La tecnica utilizzata dal software è quella di convertire tutti i dati nel formato proprietario del modello Pa1X, nella certezza che tutti i modelli successivi della serie Pa garantiscono la compatibilità totale con Pa1X stessa. Il processo riporta User Sounds, campioni e stili ma non coinvolge Performance e banchi di STS. Di conseguenza solo le tracce degli stili possono essere convertite e non le tracce assegnate alle voci da tastiera.

Per saperne di più, leggete il comunicato sul sito ufficiale.

Written by Renatus

22 marzo 2017 at 18:00

Create Song Styles: le canzoni “al centro”

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cattura

Dal lontano Ontario (Canada) un signore di nome Ron Phillipchuk ha avuto un’idea originale: chiamare a raccolta i musicisti del mondo per condividere il modo con cui imparare a suonare nuove canzoni e a perfezionare la propria esibizione. Canzone per canzone. This is Create Song Styles.

Il mondo di Internet pullula di comunità web che, condividendo il proprio materiale e le proprie conoscenze, vanno a costruire luoghi di sapere, enciclopedie, biblioteche intere di risorse a disposizione di altri. Immaginate ora di entrare in un sito web scritto a più a mani dove potete cercare una canzone e trovate quello che serve sapere:

  • le informazioni sul compositore e sul cantante che l’ha resa famosa
  • in taluni casi, nozioni di cronaca in merito al contesto storico e artistico in cui quella canzone ha avuto luce
  • talvolta, lo spartito in formato PDF
  • oppure gli accordi
  • o il file di testo delle liriche
  • magari lo standard MIDI file
  • a volte la rielaborazione MP3
  • e, soprattutto, uno o più stili per arranger che permettono di eseguire quella canzone in modo impeccabile sulle tastiere più diffuse sul mercato: Yamaha, Korg, Casio, Roland e Ketron.

Ci sono numerosi siti web in cui è possibile condividere stili per arranger, ma quello di cui vi parlo oggi è davvero speciale: come ama ripetere Ron Phillipchuck è un sito “orientato alle canzoni” (song-centric). Cerchiamo di fare chiarezza: al contrario della vasta galleria di stili, magari suddivisi per repertorio, ma in cui si rischia di perdersi, qui si parte dalle singole canzoni per arrivare fino agli stili più indicati.

Le sezioni del forum sono numerose: oltre alle stanze virtuali per canzone e per artista, ci sono aree di discussione specifiche per ciascun costruttore di arranger: Yamaha, Roland, Korg e Ketron. A seguire ci sono i collegamenti ad altri importanti forum di condivisione stili e MIDI file. Non mancano sezioni specifiche per condividere tecniche e trucchi di programmazione degli stili per arranger.

pianoPuò fare piacere a molti sapere che il sito è disponibile in diverse lingue: inglese, olandese, francese, tedesco e – evviva! – italiano. Per coloro che vogliono imparare, sono disponibili stanze del forum, dove gli iscritti possono accedere al numeroso materiale che illustra i metodi per creare Song Style. La tecnica più popolare è basata su MIDI-to-Style, software realizzato e distribuito dal mitico Jorgen Sorensen dalla Danimarca.

Per quanti hanno perplessità sul rispetto dei diritti d’autore (argomento vivace per chiunque utilizzi Song Styles di questo tipo), è doveroso precisare che chi si iscrive viene informato dagli amministratori di Create Song Styles in anticipo: “You also agree not to post any copyrighted material unless you own the copyright or you have written consent from the owner of the copyrighted material”. Traduzione: “Accetti inoltre di non inviare alcun materiale protetto da copyright a meno che tu stesso non possiedi il copyright o hai il consenso scritto da parte del proprietario del materiale protetto da copyright”. Tale avviso riguarda tutti i materiali condivisi: anche spartiti PDF, MP3 e SMF originali potrebbero essere coperti da copyright.

Il servizio di Create Song Styles non è gratuito. Occorre abbonarsi secondo un piano tariffario: 11 dollari USA per un solo mese, 16 dollari per sei mesi, oppure 21 dollari per tutto l’anno (ovviamente quest’ultimo è il più conveniente).

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Se non sapete che cosa sia un Song Style, vi consiglio la lettura di questo recente articolo che ho pubblicato sulla stessa materia. Buona lettura.

Written by Renatus

16 marzo 2017 at 20:00

Dietro le quinte dello speciale “Pianoforti digitali” di AudioFader

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AudioFader è una rivista web il cui editore è Quine Business Publisher

AudioFader è una rivista web diretta da Luca Pilla e il cui editore è Quine Business Publisher

Cari amici lettori di Tastiere Arranger, oggi condivido con voi il racconto di quanto io e Riccardo Gerbi abbiamo combinato insieme nei mesi scorsi. Il risultato della nostra fatica partecipata è lo Speciale pianoforti digitali da pochi giorni pubblicato su AudioFader. A dire il vero, Riccardo in primis ha realizzato un’opera monumentale, una guida ragionata all’acquisto la cui lettura è accessibile a tutti gratuitamente: è richiesta soltanto la registrazione al sito. Da parte mia, sono felice di aver potuto dare una mano per la scrittura di una parte dello speciale: da pagina 15 a pagina 21 troverete il capitolo da me esteso e dedicato ai (UDITE! UDITE!) pianoforti digitali con arranger. Credo che potrà essere molto interessante per voi lettori di questo blog.

Re’: Eccoci, Riccardo.

RG: Ciao Renato.

Re’: Vorrei raccontare qui delle giornate e delle notti passate a lavorare distanti ma vicini per lo speciale dedicato ai pianoforti digitali di AudioFader. Ma non so da che parte cominciare. A ripensarci ora, mi vengono in mente ore interminabili passate a scrivere, a confrontarsi al telefono, a scambiare email con infiniti rimbalzi; e poi le conferenze web continuamente interrotte da linee Internet zoppicanti, con correzioni cicliche dello stesso testo per giorni. E poi quanto tempo passato alla lettura per documentarsi, alla verifica puntuale di tutte le schede tecniche, i contatti con le case produttrici per la conferma dei dati e delle impressioni, le visite nei negozi di strumenti musicali per provare gli strumenti. Ricordavo il mio file di Word che cresceva incessantemente: tu suggerivi dei ritocchi, io correggevo, poi arrivava il direttore (NDR: Luca Pilla) che in una frazione di secondo cassava una buona parte del testo, ci chiedeva di migliorare ancora e dovevamo riscrivere intere parti da capo. Che faticaccia! Ma, alla fine, ammettiamolo: siamo soddisfatti di questo lavoro vero?

RG: Redigere una speciale di questo tipo è sempre molto appassionante, perché frutto di un lavoro in team, per fornire al lettore un’informazione più completa e dettagliata; nello specifico, effettivamente è stato un lavoro piuttosto importante, e stilare tutte le tabelle con marchi e modelli suddivisi per fasce di prezzo ha richiesto parecchio tempo e pazienza, però sono soddisfatto del lavoro svolto, perché abbiamo realizzato un vademecum sul pianoforte digitale valido sia per chi è alla ricerca di una guida all’acquisto, sia per l’appassionato che vuole semplicemente saperne di più.

Re’: La parte del leone è tutta tua Riccardo. Sei tu la grande anima di questo lavoro importante e che – non ho timore a dirlo – farà giurisprudenza per anni, a favore di quanti cercano un compendio completo sui pianoforti digitali ed aggiornato ai nostri tempi. Ma i lettori di questo blog devono anche sapere che il direttore Luca Pilla e tu Riccardo avete dato fiducia al sottoscritto, coinvolgendomi e chiedendomi di contribuire nella stesura della parte dedicata ai pianoforti arranger. Colgo l’occasione per ringraziarvi. Lo stato di salute della nicchia di mercato degli arranger non è poi così malandato come alcuni malpensanti sostengono.

RG: Assolutamente, anzi: il pianoforte digitale casalingo dotato di arranger mantiene la sua piccola fetta di mercato. Si tratta di uno strumento che ha nella versatilità il suo punto forte: utile ai figli per studiare e ai genitori per divertirsi o intrattenere gli amici nel tempo libero, gli studi compiuti in tempi recenti sul design hanno trasformato lo strumento anche in un elegante complemento di arredo per qualsiasi ambito domestico, e come ben sai nello specifico anche l’occhio vuole la sua parte… Io spero che i vari attori di questo mercato mantengano un supporto software adeguato per questi strumenti, perché style sempre aggiornati alle ultime hit musicali sono “benzina” preziosa per alimentare la sezione arranger di questi strumenti.

Re’: Riccardo, io trovo che questa iniziativa editoriale sia una bomba. Dopo aver passato anni della mia gioventù a leggere Faremusica e Strumenti Musicali, mi è sembrato straordinario aver avuto l’occasione di fare parte di una squadra che intende ridare vita ad un’esperienza giornalistica che purtroppo non ha più tanti attori sul mercato. Con la pubblicazione di questo speciale, AudioFader propone a tutti la bellezza di poter leggere un’ampia rassegna di prodotti e un approfondimento tecnico di numerosi strumenti musicali, utile per tutti i musicisti. Dobbiamo essere ottimisti, credo che questo sia solo l’inizio. Non ti senti emozionato anche tu?

RG: La scomparsa di riviste storiche come appunto Strumenti Musicali – con cui ho collaborato per oltre dieci anni – ha creato un vuoto nell’informazione di questo settore, e se nei forum dedicati le informazioni vanno sempre prese “con le pinze”, conto sulle dita di una mano su Internet i siti o i blog attendibili in termini di informazioni (tra cui il tuo…). Con il progetto AudioFader, Luca ha voluto riunire una serie di “penne storiche” del panorama italiano per quanto concerne gli strumenti musicali e l’audio Pro, per dare sul web un punto di riferimento autorevole per il settore: questi sono i motivi che mi hanno spinto ad aderire con entusiasmo all’iniziativa, e in seguito di coinvolgerti per proseguire a scrivere della nostra passione.

Re’: Dall’indagine e dall’ampio confronto di tutti i prodotti, lo stato dell’arte dei pianoforti digitali che emerge è piuttosto ricco. Non trovi? Ci sono numerosi aspetti musicali e tecnologici vincenti in questi ultimi anni.

RG: Assolutamente. E uno speciale come quello che abbiamo redatto ti consente di fermarti un attimo e riflettere sui progressi tecnologici raggiunti: avresti mai immaginato dieci anni fa che uno strumento dagli alti contenuti tecnologici fosse proposto oggi a un prezzo inferiore ai 500 Euro? Ogni elemento dello strumento è stato costantemente affinato, per restituire al pianista un feeling sempre più vicino alla controparte acustica; nel frattempo, la miniaturizzazione ha consentito di realizzare strumenti dal piccolo ingombro e un peso complessivo che – per quanto riguarda i modelli portatili – oggi si aggira intorno ai 12 chili; per chi non lo sapesse, un pianoforte digitale portatile nel 2001 pesava mediamente sui 25/30 chilogrammi, un bel traguardo! Come già detto in precedenza, anche i recenti studi di design hanno dato un’ulteriore spinta al mercato, che a differenza di altre categorie di strumenti musicali non ha sofferto del recente periodo di crisi.

Re’: E ora… quale sarà la prossima storia che potremo raccontare su AudioFader?

RG: Fino a quando le nostre telefonate manterranno una durata media di due ore, di storie ne avremo da raccontare! Scherzi a parte, posso anticipare che – per quanto riguarda lo speciale di AudioFader dedicato ai pianoforti digitali – avrà una cadenza annuale, così da “rinfrescare” tabelle e capitoli con i nuovi modelli e i vari progressi tecnologici raggiunti negli ultimi 12 mesi. Come ben sai, dei progetti futuri non possiamo parlarne adesso, ma qualcosa “bolle in pentola”, e chissà che al prossimo MusikMesse non si possa annunciarlo insieme…

Re’: Mi rivolgo ai lettori del blog e mi ripeto: la lettura dello speciale pianoforti digitali è gratuita. Registratevi su AudioFader e scaricate direttamente il file PDF. Abbiamo lavorato molto, ora saremmo felici di essere ripagati con il valore prezioso e altrettanto gratuito della vostra gradita attenzione. Ci contiamo!

RG: Oltretutto, all’interno di AudioFader potete trovare test e focus sui vari pianoforti digitali e tastiere arranger adesso in commercio, supportati da video che “sforno” quotidianamente: se iscriversi non costa nulla, rinunciare a questi contenuti è un delitto… Ai lettori ricordo infine che il vostro feedback è per noi importante, quindi scriveteci qui nel blog, sul sito internet di AudioFader, oppure sui nostri profili sparsi tra i vari Social Network, anche solo per un semplice consiglio: siete la benzina che alimenta la nostra passione, non dimenticatelo!

Re’: Un grazie sincero.

Lo speciale dedicato ai pianoforti con arranger comincia così: leggete il resto su AudioFader.com

Lo speciale dedicato ai pianoforti con arranger comincia così: leggete il resto su AudioFader.com

Written by Renatus

9 marzo 2017 at 19:30

Novità! MyMusicFinder per Yamaha PSR-S970 con repertorio italiano (aggiornatissimo)

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Amanti del MusicFinder e degli arranger Yamaha, oggi sono contento di annunciarvi un regalo speciale per ciascuno di voi: il MyMusicFinder per PSR-S970 con decine titoli recenti, sia italiani sia internazionali. Interpretatelo come segno di gratitudine dell’attenzione che avete prestato in questi anni al mio lavoro di stesura articoli per il blog tastiere.wordpress.com.

My Music Finder per PSR-S970

My Music Finder per PSR-S970

Da tempo ricevevo messaggi da fedeli lettori che mi invitavano ad aggiornare il vecchio MyMusicFinder. In effetti, ne esistevano diverse versioni, ma onestamente tutte un po’ datate. L’ultima era del 2012. Grazie alla gentile concessione di Yamaha, sono riuscito ad avere a disposizione un esemplare di PSR-S970 con cui ho lavorato nelle ultime settimane per produrre e collaudare una nuova versione aggiornata del MyMusicFinder raggiungendo il numero di 2083 titoli di canzoni celebri, pronte ad essere suonate sull’arranger Yamaha.

Come è composto questo database:

  • Il nucleo principale di titoli da cui sono partito è il MyMusicFinderV13 per PSR-S910.
  • Ho rivisto ad una ad una tutte le canzoni italiane presenti, andando a revisionare la scelta dello stile o anche solo dell’Intro, Main e Ending. E’ stato un lavoro di messa a punto che andava fatto, per sfruttare al meglio gli stili di fabbrica presenti su PSR-S970.
  • Successivamente, grazie alla gentile collaborazione di Mauro Di Ruscio di Yamaha Europe Italian Branch, ho potuto arricchire il file con altri titoli internazionali più recenti, aggiungendo i record del MusicFinder ufficiale e disponibile online.
  • E infine, spero lo apprezzerete, ho lavorato alcune settimane per aggiungere una trentina di nuove canzoni italiane: alcune di queste sono recenti novità del 2016 e anche del 2017.

Fra i titoli italiani aggiunti, potrete trovare: Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani, Che sia benedetta di Fiorella Mannoia, Sigarette di Neffa, Sola di Nina Zilli, Partigiano reggiano, Ci si arrende e 13 buone ragioni di Zucchero, Amen di Noemi, Nessun grado di separazione di Francesca Michielin, Siamo uguali di Lorenzo Fragola, Yanez di Davide Van den Sfroos, A modo tuo di Elisa/Ligabue, L’anima vola e Ti vorrei sollevare di Elisa e altre ancora. Un momento di ilarità famigliare mi ha dato lo spunto per inserire due spassosissimi titoli di Checco Zalone: Angela e La prima repubblica.

La nuova versione si chiama MyMusicFinderPSR-S970 e, ovviamente, è disponibile al download gratuito. Chiunque possiede un arranger Yamaha PSR-S970 può tranquillamente installare questo file rimpiazzando totalmente il MusicFinder di serie: non perderà alcun titolo originale, anzi si troverà un paio di migliaia di titoli in più con cui sbizzarrirsi nelle proprie esecuzioni. Se disponete di un arranger Yamaha diverso da PSR-S970, allora è necessario convertire il file al formato della vostra tastiera su PC: per fare questo, c’è sempre il comodo programma di utilità (gratuito) di Michael Bedesem: MusicFinderView. Se ne parla in lingua inglese in questa pagina web, dove potete trovare il collegamento per scaricarlo.

Nel maggio 2015, avevo pubblicato una piccola guida su come aggiornare il MusicFinder di bordo. Nel caso, dategli una lettura.

Buon divertimento!

Written by Renatus

2 marzo 2017 at 04:00

Siete versatili o verticali?

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Introduzione

Come noto, un arranger esce sul mercato con la dotazione standard di accompagnamenti automatici “versatili”, pronti ad essere utilizzati per suonare un discreto numero di canzoni. In molti casi, è sufficiente variare il tempo ed eliminare una o più tracce, perché uno stile possa rivelarsi adatto per l’accompagnamento in brani molto diversi fra di loro. Naturalmente, il musicista può fare la differenza, personalizzando la propria esecuzione e mettendoci dentro la propria creatività al fine di ottenere un brano arrangiato, diverso dall’originale, ma più attuale e più personale.

Oltre agli stili di fabbrica, nei negozi virtuali del web o in forma di libero scambio su alcuni forum, fanno capolino gli stili “verticali”, quelli cioè costruiti su misura di una canzone specifica, i c.d. Song Style, che vi consentono di avere a disposizione l’Intro originale della canzone, i suoni più vicini a quelli del disco, i giri di basso e i break di batteria necessari per un’esecuzione fedele al brano famoso.

A questo punto, la domanda che vi pongo è semplice: voi quale situazione prediligete? Versatili o verticali? Ci sono i pro e i contro per ciascun tipo di accompagnamento automatico. L’argomento è molto interessante, almeno per chi – come il sottoscritto – suona arranger da una vita. Per cui mi ci tuffo dentro ora, in questo articolo. Voi che fate: mi seguite?

Bill Haley & His Comets - Rock Around the Clock (1954)

Bill Haley & His Comets – Rock Around the Clock (1954)

Stili versatili

Da quando esistono le tastiere arranger, da sempre gli accompagnamenti automatici proposti di serie vanno a coprire un vasto repertorio nei vari generi, tipicamente pop, rock, jazz, canzoni sentimentali (ballads in inglese), ballabili, musica etnica e così via. Seppur costruiti sui ritmi e sulle melodie di brani tipici di ciascun repertorio, la gran parte degli stili di serie sono disegnati nel modo più orizzontale possibile per poter essere utilizzati nel maggior numero di composizioni possibili. Una tastiera di buona qualità ha numerosi stili di accompagnamento: prendiamo ad esempio Yamaha PSR-S970 (l’arranger che ho sottomano in questi giorni) ha 450 stili in totale. Sono tantissimi. Ma nello specifico genere Pop&Rock ne ha 49 e se, quello è il vostro ambito preferito, sappiate che con 49 stili dovete essere in grado di suonare parecchio materiale e, in linea teorica, tutta la produzione musicale pop e rock. Voglio dire: da quando nel 1954 Bill Haley & His Comets ha inciso Rock Around the Clock  fino ai giorni nostri in cui LP ha registrato Lost On You, il mercato discografico ha visto decine di migliaia di canzoni di genere con innumerevoli variazioni ritmiche e incalcolabili giri di basso. Possiamo pensare di suonare qualsiasi brano Pop & Rock con 49 stili soltanto a disposizione? Forse non proprio tutti, ma nella stragrande maggioranza dei casi è possibile trovare una buona soluzione.

Possiamo individuare, tra quei 49, lo stile che si avvicina di più, assegnare il tempo corrispondente al brano in questione, togliere le tracce di accompagnamento eccessive (a volte ci ritroviamo a suonare la nostra parte con il solo accompagnamento di basso e batteria, perché no?), dimentichiamo i pattern e le variazioni non applicabili. Alla fine, ci troveremo fra le mani un buon arrangiamento, in taluni casi un ottimo mix. Il risultato dipende da due fattori: loro e noi. Loro sono i programmatori degli stili Korg, Yamaha, Ketron, Roland e Casio: gli stili devono avere il carattere giusto per “bucare” e uscire in ascolto; e non devono eccedere nella vicinanza a specifiche composizioni, perché altrimenti se ne ridurrebbe l’utilizzo ad una canzone soltanto, un paio al massimo. Dall’altra parte, ci siamo noi: siamo noi con le nostre capacità, la nostra creatività, la nostra voglia di divertirci, sperimentare e imparare. A questo punto quello che possiamo ottenere è molto probabilmente una bella esecuzione e non un clone del brano originale. Vale la pena provarci.

Del resto, se proprio vogliamo suonare sopra l’arrangiamento esatto del disco, allora non giriamoci intorno e utilizziamo direttamente uno Standard MIDI file o piuttosto una base MP3. Ma se, nonostante tutto, siamo qui che vogliamo suonare stili di accompagnamento della sezione arranger è perché siamo esseri umani, non macchine, e desideriamo creare qualcosa di personale che possa far dire – a chi ci ascolta – frasi del tipo: “Conosco questa canzone e mi piace come la suoni tu, come l’hai fatta tua rendendola una cosa nuova, attuale”. I bravi musicisti fanno miracoli con l’arranger quando sanno reinventare un repertorio suonandolo in modo nuovo: fra il pubblico, molti hanno le antenne pronte e ascoltano con attenzione. E capiscono. La gente non è tutta stupida e intuisce subito quando si trova davanti ad un musicista sincero, uno che non fa finta e che sta dando tutto sé stesso per comunicare, per divertire, far ballare e far sognare.

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LP – Death Valley (2016)

Stili verticali

Tuttavia non è tutto qui. Ci sono anche i c.d. Song Style. Se non sapete che cosa significhi questo termine, sappiate che siete in buona compagnia: anch’io ne ignoravo l’esistenza fino ad alcuni anni fa, quando questo lessico è apparso con insistenza nei forum di musicisti suonatori di arranger. Il Song Style al contrario degli stili generici che abbiamo descritto qui sopra, è uno stile verticale, costruito a pennello per una canzone specifica. In questo modo, il musicista che suona l’arranger riesce ad essere sicuramente fedele all’arrangiamento originale e la sua esecuzione potrà essere apprezzata più facilmente da quella parte di pubblico che di solito è restìa ad approvare la reinvenzione e la libertà creativa.

I Song Style sono comodi soprattutto per chi lavora come intrattenitore nel pianobar, nei ristoranti, matrimoni, feste e così via. Quando, nel baccano e nella confusione, il musicista si trova in difficoltà a far emergere la propria arte. Suonare in questi contesti è spesso un duro lavoro.

Dove trovare i Song Style? A volte sono nascosti fra gli stili preset, talvolta sono distribuiti gratuitamente dalla casa produttrice delle tastiere (cercate nell’area Download del sito ufficiale), spesso si trovano nei portali che vendono stili su Internet, altrimenti si possono scambiare nelle comunità web (occhio ai comportamenti truffaldini in questi casi) e, infine, potete anche crearli da voi. La tecnica più semplice per costruire un Song Style è partire da uno Standard MIDI file esistente e, tramite specifici strumenti software – argomento che potremmo esplorare in questo blog un giorno – esportare i vari segmenti della canzone dentro i pattern dell’arranger: Intro, una variazione per la strofa, una per il ritornello, Fill-in per gli stacchi, se serve anche un Break e, alla fine di tutto, il suo Ending finale. Ne consegue che, all’interno di un Song Style, è piuttosto comune ritrovare pezzi interi di Standard MIDI file.

Lo so già che cosa vi state chiedendo: i Song Style sono molto comodi, ma non si corre il rischio che il titolare dei diritti d’autore dello Standard MIDI file possa eccepire qualcosa? In effetti questo rischio c’è, ad onore del vero. Ma, ovviamente, se avete acquistato il Song Style da qualche portale web che detiene i copyright, allora non avete alcun problema e siete in una botte di ferro.

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Chiudiamo con Michel Voncken, il celebre divulgatore di strumenti Yamaha mentre si esibisce in Sultans of Swing (Dire Straits), suonando uno stile Pop&Rock presente nell’arranger workstation PSR-S970.

Written by Renatus

22 febbraio 2017 at 22:41

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Entusiasmo contagioso nel forum web dei supporti ketroniani

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Il logo di Supporti Ketroniani

Il logo di Supporti Ketroniani

Quanti di voi ricordano l’annuncio che avevamo commentato insieme nell’ottobre 2016 in merito alla nascita del forum Ketron? Bene, oggi torniamo sull’argomento, perché gli avvenimenti hanno registrato un’evoluzione rapida nelle scorse settimane. Date le basi di generosa spontaneità, era inevitabile che l’organizzazione subisse una scossa di assestamento iniziale e che quindi, dopo un avvio esaltante, il gruppo si dovesse ricompattare. E tutto è avvenuto intorno a cinque pilastri fondamentali: Antonio Rizzato (nome di battaglia Nico er Pirata), Eber Dimarti, Luca Scala (noto come Turpe), Filippo Liguori e Pino Palladino (Giupa per gli amici). Il forum ha un nuovo nome Supporti Ketroniani, un’inedita formula grafica e una nuova piattaforma web.

L’impaginazione web sfoggiata del nuovo sito è straripante di immagini e icone: non vi spaventate, vi permette di apprezzare il classico entusiasmo degli esordienti. E’ un segno della schiettezza e della sincerità che i ragazzi dei supporti ketroniani generosamente spendono per dare vita e continuità a questo luogo di condivisione. Sono convinto che, con il tempo, sapranno fare tesoro della loro esperienza e lavoreranno di fino per maturare anche sotto l’aspetto grafico. La piattaforma è quella di Forum Attivo.

Quando una persona si iscrive a Supporti Ketroniani, viene invitato a presentarsi: è un’iniziativa molto simpatica che dà subito un tono caloroso di famigliarità, aiutando la nuova persona ad entrare in contatto facilmente con gli altri membri del forum. Del resto, la lettura delle presentazioni offre uno spaccato realistico del mercato Ketron, permettendo di evidenziare quali sono i prodotti più diffusi e in quali contesti sono utilizzati.

Nella sezione denominata Angolo del bar è possibile parlare di tutto. Al suo interno spicca l’area di scambio risorse: permette di condividere il proprio patrimonio software, suscitando un inevitabile ampliamento del pacchetto di file a disposizione di tutti: l’unione fa la forza! Ci sono registration, audio drum, stili, loop MIDI e così via. Al fine di non rischiare nulla sul piano della legalità, i moderatori del forum sono espliciti e rigorosi nell’invitare tutti i membri a non scambiare MIDI file e SongStyle (stili cioè costruiti su misura di una specifica canzone, di solito partendo da un MIDI file protetto da copyright).  Gli stili scambiati sono tutti originali e costruiti con la tecnica dello Style Modeling presente su SD40, SD9 e SD7 e motivo di gran vanto per Ketron. E’ possibile anche trovare le indicazioni dei forumer più esperti su come modificare i suoni per personalizzare le voci e arricchire il proprio arsenale sonoro secondo le finalità di ciascuno: di norma, queste informazioni sono applicabili a tutte le tastiere Ketron.

Sandro Fontanella (Ketron), Antonio Rizzato (forum), Marcello Colò (Ketron) e Filippo Liguori (forum)

Sandro Fontanella (Ketron), Antonio Rizzato (forum), Marcello Colò (Ketron) e Filippo Liguori (forum)

L’area News, Eventi e Concorsi Forum è alquanto inedita per i forum di questo tipo. Al di là di ricordare gli eventi più importanti, le fiere e gli eventi organizzati da Ketron in Italia, periodicamente i moderatori del forum pubblicano qui un concorso per stuzzicare la creatività musicale, fotografica o video dei partecipanti della comunità.

Nella sezione Styles e risorse aggiuntive è possibile ritrovare la documentazione relativa alle chiavette USB di stili aggiuntivi distribuiti da Ketron, oltre ai collegamenti alla documentazione ufficiale e agli aggiornamenti firmware.

Per completare la libreria di informazioni, ci sono sezioni dedicate ai consigli, al supporto sui singoli modelli, alle configurazioni software per chi lavora con Cubase e Adobe Audition e agli accessori e al loro funzionamento. Non manca l’area destinata agli annunci dei privati per il mercatino dell’usato.

Il forum è affiancato da una pagina su Facebook e da un canale YouTube: in quest’ultimo sono presenti numerosi filmati sugli strumenti Ketron con dimostrazioni, recensioni e video-guide. Il canale è dedicato prevalentemente ai nuovi modelli: SD7, SD9, SD40, MidJPro e SD1000.

Personalmente, ho percepito quanto i moderatori ci tengano a precisare che non sono una sorgente ufficiale di informazioni ufficiali di Ketron; tuttavia, lasciatemelo scrivere, la loro esperienza diretta e il loro entusiasmo per il marchio, rappresentano una risorsa importante per tutti i musicisti. E soprattutto questa comunità è una risorsa per Ketron stessa: si è ritrovata fra le mani un’esperienza spontanea e leale di social network a cui attingere. Cosa che, di ritorno, può solo tornare utile all’immagine e alla popolarità dall’azienda di Ancona.

Written by Renatus

16 febbraio 2017 at 06:00

Jerry Kovarsky: tastiere for dummies

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Tastiere for Dummies - Edizioni Hoepli

Tastiere for Dummies – Edizioni Hoepli

Oggi vi parlo di un libro. Sì, stavolta vi consiglio di dedicarvi alla lettura. Da un paio d’anni è disponibile sul mercato il libro che (ora la sparo grossa!) avrei voluto essere capace di scrivere io.

Voi sapete che io scrivo questo blog solo per passione e non sono nessuno nel mondo delle tastiere, quindi state tranquilli: se non ho ancora pubblicato un libro, non vi siete persi niente. Ma Jerry Kovarsky è davvero qualcuno e il suo libro è un qualcosa che nessun lettore di questo blog dovrebbe perdersi. Specialmente se avete l’onestà di ammettere che vi mancano ancora conoscenze sufficienti per padroneggiare il mondo delle tastiere digitali e siete desiderosi di saperne di più.

Abbiamo già parlato di Jerry Kovarsky in questo blog: ad esempio, nell’intervista che Max Tempia ha rilasciato per i lettori di questo blog lo scorso anno (NDA: se non l’avete ancora letta, vi consiglio farlo ora, almeno nella prima parte; poi tornate qui, che continuiamo il nostro discorso). Bene, in quell’intervista Max ci ha raccontato di Jerry  Kovarsky, membro del leggendario Voicing Team di Korg e che ha guidato i grandi progetti delle storiche workstation Korg insieme a Michele Paciulli e altri musicisti. Dopo aver abbandonato Korg, Jerry ha avviato una collaborazione con Casio sempre nell’ambito delle tastiere digitali. Non solo, Jerry è riuscito a stupire tutti anche nel mondo dell’editoria musicale specializzata: il Nostro scrive dannatamente bene e i suoi numerosi e vivaci articoli sono pubblicati da diversi anni sulla rivista americana Keyboard Magazine: quei testi sono oro che cola per quanti suonano tastiere ai giorni nostri. I più fedeli lettori di questo blog ricorderanno l’illuminante articolo di Jerry che mi sono permesso di tradurre in italiano nel febbraio 2016: Arranger calunniati ed incompresi.

Torniamo al libro. Dicevamo, se siete assetati di informazioni su come suonare le tastiere, non potevate chiedere di più di questo: che Jerry Kovarsky mettesse nero su bianco la sintesi della sua ultra decennale esperienza e conoscenza e che lo facesse utilizzando un linguaggio semplice, alla portata di tutti, come è nella tradizione della collana for dummies.

Cari amici, cari fedeli lettori di tastiere.wordpress: questo libro vi spiega tutto quello che vi serve sapere: perché i tasti pesati o waterfall, a cosa serve l’aftertouch, e come sono fatti i suoni campionati e ancora: fondamenti della musica, effetti e ritmi di accompagnamento, MIDI, audio, editing dei suoni… Udite! Udite! Ci sono ben due capitoli dedicati agli arranger (agli arranger!) e agli stili di accompagnamento: già da soli questi due testi valgono l’acquisto di tutto il libro.

Tastiere for dummies non può annoiarvi, visto che può essere letto in pillole, solo quando serve per capire certuni argomenti. Un po’ come un manuale di facile consultazione da leggere alla bisogna. Va da sé che la lettura sistematica dall’inizio alla fine potrebbe solo giovarvi, dandovi la possibilità di ottenere una panoramica ragionata e completa su tutta la conoscenza di base necessaria per orientarvi nell’ampio universo della musica suonata e prodotta con tastiere digitali.

Il prezzo di copertina è di 15 Euro circa, ma se siete clienti Kindle potete scaricarlo in versione digitale a soli 10,99 Euro. In ogni caso, sono cifre abbordabili e il piccolo investimento non è nulla a confronto del valore che otterrete da questa lettura.

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In questo filmato che segue, Jerry si diletta con un suono di pianoforte accompagnato dai ritmi di accompagnamento (Casio Privia PX-5S).

Written by Renatus

11 febbraio 2017 at 06:00