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Tutto quello che volete sapere su Korg Havian 30

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Korg Havian 30

Korg Havian 30

Un segno di qualità dei prodotti Korg è evidente dalla consueta contemporaneità fra il lancio di un nuovo modello e la pubblicazione completa di tutta la documentazione possibile sul web. Adoro questa scelta tecnica e questa strategia di marketing che contraddistingue i produttori migliori di strumenti musicali. E così, sin dai primi giorni successivi al lancio di Korg Havian 30, avevamo già a disposizione un discreto materiale per approfondire la conoscenza del nuovo pianoforte digitale arranger.

Ecco per voi il sommario dei materiali disponibili nella rete:

PS: Se siete interessati ad approfondire l’argomento, vi rinvio ai precedenti articoli pubblicati in questo blog su Korg Havian 30: prima l’annuncio, poi la presenza in fiera a Francoforte e, infine, l’approfondimento.

Written by Renatus

24 maggio 2015 at 16:57

Pubblicato su Korg

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Come caricare un nuovo file MusicFinder su Tyros/PRS

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MusicFinder, comoda funzione negli arranger Yamaha

MusicFinder, comoda funzione negli arranger Yamaha

Il manuale di istruzioni Yamaha mi è sembrato abbastanza chiaro in materia e, pertanto, ho sempre dato per scontato che, una volta scaricato il MyMusicFinder V12 o V13 Beta, sarebbe stato un gioco da ragazzi caricarlo nelle impostazioni del pannello del vostro arranger.

Sono passati mesi (anni) dalla pubblicazione di quelle risorse e ancora oggi, ogni tanto, qualcuno di voi mi scrive per chiedermi come funziona la procedura sullo strumento.

E’ evidente che mi sbagliavo: qualcosa nel manuale di istruzioni non è sufficientemente chiaro per alcuni lettori di questo blog. Cerchiamo allora di spiegare come fare “passo passo”, con un approccio diverso da quanto è scritto nella guida ufficiale, tenendo a mente che la procedura è in realtà semplice ed è più difficile spiegarla che eseguirla.

Chiariamo innanzitutto l’obiettivo

L’obiettivo di questa procedura è caricare un file MusicFinder nelle impostazioni del pannello di un arranger della serie Tyros o PSR. E sì, perché fino a quando non lo avete impostato in memoria, non potete utilizzare i titoli delle canzoni nel nuovo file. Non basta averlo copiato sulla memoria USER, su una memoria Flash USB o sul disco fisso HD interno. Bisogna che sia inserito “nelle impostazioni del pannello”. Solo dopo questa operazione, gli elementi dei vari titoli delle canzoni sono finalmente visibili quando premete il pulsante Music Finder sul pannello della vostra tastiera.

Questa procedura vale per i due MyMusic Finder prodotti dal sottoscritto, ma vale per qualsiasi file equivalente: ad esempio quelli scaricabili dal sito Yamaha http://download.yamaha.com/, dal sito PSR Tutorial o da qualsiasi altra fonte.

Nota bene: ci sono arranger Yamaha esclusi da tutto questo. Sono quelli che non dispongono del Music Finder perché al suo posto il produttore giapponese ha previsto una funzione alternativa e nota con il nome di Music Database. Mi riferisco a tutti i modelli PSR-S5xx, PSR-S6xx e PSR-Exxx. Alcuni esempi: PSR-S650 e PSR-E443.

Punto di partenza

Partiamo dunque dal fatto che avete già un file per Music Finder. Lo riconoscete dall’estensione .mfd.  A titolo di esempio diciamo che avete scaricato dal web il MyMusicFinderV12.mfd.

Bene, se avete questo file, ora è necessarlo copiarlo su un supporto di memoria accessibile dal vostro strumento:

  • il caso più semplice è la memoria Flash USB
  • altrimenti è possibile usare disco fisso HD interno
  • oppure ancora la memoria USER dello strumento
  • negli strumenti più vecchi di dieci anni ricordate che c’è il floppy disk (o il suo sostituto)

Questo è il punto di partenza: se siamo arrivati qui,  ora possiamo continuare.

Avviate la funzione di impostazione

Sino a qualche anno fa, gli arranger Yamaha consentivano l’avvio della funzione di impostazione solo dalla pagina di configurazione delle UTILITY. A dire il vero, quella procedura risultava ad alcuni un pochino arzigogolata. Quindi, negli ultimi anni Yamaha ha migliorato il proprio sistema operativo e ora è disponibile una procedura più rapida.

Quello che voglio dire è che la funzione di impostazione può essere avviata in due modi diversi, in base al modello di arranger. Vediamo entrambi i metodi, voi seguite la procedura che riguarda il vostro modello.

Caso A
Avete uno strumento della serie Tyros fino a Tyros 2 oppure serie PSR-S fino a PSR-S900:

  1. Premete il pulsante [FUNCTION] sul pannello dello strumento. Vi appare la pagina UTILITY sullo schermo.
  2. Utilizzate i pulsanti in alto, a destra dello schermo, NEXT (in alcuni strumenti si chiamano TAB) per aprire il video del SYSTEM RESET.
  3. Premete il pulsante [I] corrispondente a MUSIC FINDER.
  4. Fatto, ora saltate al paragrafo successivo, sotto il caso B.

Caso B
Avete Tyros 3 (o successivi) oppure PSR-S910 (o successivi):

  1. Premere direttamente il pulsante [MUSIC FINDER] per la pagina principale MUSIC FINDER.
  2. Premete il pulsante [7] (FILES) sotto lo schermo per aprire il formato video di selezione dei file.
  3. Fatto, continuate a leggere.

Che ne dite di fare una copia di sicurezza?

Da questo punto in poi, non importa quale modello di arranger sia in vostro possesso, visto che la procedura è la stessa.

Però, prima di continuare, è necessario prendere una piccola precauzione: vi consiglio infatti di fare una copia di salvataggio preliminare delle impostazioni attive, per avere la possibilità di tornare indietro in tempi successivi e reimpostare i vecchi titoli del MUSIC FINDER così come erano.

La procedura di salvataggio è semplice.

  1. Utilizzate i pulsanti in alto, a destra dello schermo, NEXT (in alcuni strumenti si chiamano TAB) per spostarvi sulla memoria USER, USB o HD (disco fisso).
  2. Guardate ora in fondo allo schermo e premete il pulsante [6] (SAVE)  corrispondente sotto lo schermo.
  3. Inserite a video un nome riconoscibile della vostra copia di salvataggio (ad esempio “COPIA01″).
  4. Premete il pulsante [8] (OK) sotto lo schermo per confermare.

Finalmente, avendo completato la copia di sicurezza dell’esistente, possiamo proseguire con l’inserimento delle nuove impostazioni nel MUSIC FINDER.

Caricare un file Music Finder nelle impostazioni del pannello

Caricare un file Music Finder nelle impostazioni del pannello

Selezionate il nuovo file

  • Tramite i pulsanti in alto, a destra dello schermo, NEXT ( o TAB), ritornate nella pagina video relativa alla memoria in cui avete copiato il nuovo file, quello scaricato dal sito Web nel “punto di partenza” di cui abbiamo parlato qui sopra (memoria flash USB, etc.).
  • Premete il pulsante a sinistra dello schermo e corrispondente al vostro file: [A] oppure [B] oppure [C] etc.
  • Il sistema mostra un messaggio in cui vi viene chiesto di selezionare (REPLACE) per sostituire o (APPEND) per aggiungere:
    • REPLACE: i nuovi titoli da impostare vanno a sostituire e quindi eliminare completamente gli elementi del MUSIC FINDER che avete ora in memoria
    • APPEND: i nuovi titoli sono aggiunti a quelli esistenti (se questa è la vostra scelta, tenete conto che ogni tastiera ha un limite massimo nel numero di elementi caricabili nel Music Finder)
  • Sullo schermo vi sarà chiesto di confermare, premendo il pulsante [G] (YES).
  • Osservate lo strumento che avvia il lavoro di impostazione, di solito è abbastanza veloce, dipende dal vostro modello di arranger. Quando appare il messaggio di completamento, premete il pulsante [F] (YES).

Tirate un sospiro di sollievo, è tutto fatto. Potete ora andare sulla funzione del Music Finder e trovate tutti i titoli delle canzoni che cercavate e, per ognuna di esse, il suggerimento per lo stile arranger più appropriato.

Evviva! Buona musica!

Written by Renatus

20 maggio 2015 at 20:18

Ketron SD7: una conversazione con Giorgio Marinangeli

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Giorgio Marinangeli di Ketron

Giorgio Marinangeli di Ketron

In uno dei primi giorni caldi di questa timida primavera, mi ritrovo qui a riportarvi il risultato di una piacevole conversazione telefonica con Giorgio Marinangeli di Ketron, amico di vecchia data di queste pagine web. Giorgio ha accettato di soddisfare le mie prime curiosità su Ketron SD7, nella consapevolezza che poi io vi avrei spifferato tutto qui, in questo blog. Ringraziare Giorgio quindi non è per me un atto di cortesia, ma un sincero gesto di riconoscenza al quale spero possiate unirvi anche voi, cari e fedeli lettori di tastiere.wordpress.com.

Passiamo all’azione con il resoconto fedele di questo dialogo incentrato su SD7, il nuovissimo arranger presentato a Francoforte al MusikMesse dal 15 al 18 aprilre 2015.

Un nuovo prodotto italiano

Re': Giorgio, nelle prime foto che ho visto, mi è piaciuto molto il contrasto fra l’aspetto vintage della scocca squadrata e robusta, come nelle vecchie serie Solton/Ketron, e lo schermo moderno a vividi colori. Di che materiale è fatta la scocca?
GM: Come si evince dal nome, SD7 è un nuovo membro della serie SD ( SD1, SD1 Plus, SD5, etc.) per cui mantiene più o meno la stessa linea estetica e forma. Il case è metallico e robusto anche se non particolarmente pesante considerato soprattutto che ci sono anche gli altoparlanti e l’amplificazione. Io personalmente ho suonato per tantissimi anni con una SD5, l’ho trascinata su e giù per centinaia di palchi e serate e francamente la sua struttura ed il suo case mi sono sempre sembrati all’altezza della situazione; penso potrà essere la stessa cosa per SD7.

Re': Che tipo di tasti monta lo strumento?
GM: E’ una tastiera FATAR a 61 tasti normali. La stessa della precedente SD5.

Re': E’ un autentico prodotto Made in Italy? Oppure siamo di fronte al caso “Progettato in Italia, assemblato in Cina”?
GM: Questo te lo garantisco. Come più volte mi è capitato di ribadire, il prodotto è tutto Made in Italy: progetto, studio, sviluppo, assemblaggio, stoccaggio, commercializzazione, etc. etc.

Re': Mi incuriosisce questa scelta strategica, in un momento in cui quasi tutti decidono di produrre all’estero.
GM: Ma, sai, noi italiani siamo convinti in fondo di saper fare le cose, che le “possiamo” fare. Però, se penso ai contratti di lavoro e alle situazioni che oggi si vedono nei nostri distretti industriali, di tanto in tanto mi viene da pensare che siamo noi “italiani” i veri “cinesi”! Purtroppo poi abbiamo il peso delle tasse e dei costi accessori che ci appesantiscono, ma questa è tutta un’altra storia.
Inoltre, mi viene da dire che le altre marche, quelle che delocalizzano, alla fine, non è che poi lo regalano lo strumento, eh?

Nel panorama degli strumenti Ketron

Re': Come commenteresti l’equazione che circola sul web secondo la quale SD7 sarebbe il risultato dell’accoppiamento di MidJPro con una tastiera di 61 tasti?
GM: Che è stata coniata da chi non conosce lo strumento. E’ chiaro che il motore ed il cuore dello strumento vengono dalla tecnologia del MidJPro, ma poi ci sono tante di quelle tante aggiunte che faccio fatica in questo momento a riassumerle tutte: nuovi styles, nuovi suoni, tutta la parte di gestione della tastiera con i vari MyList, ListVoices, SyleList, il nuovo Style Modeling, il Multi Player Audio, la sezione Recording, il MIDI File “restyle”… Scusami, sicuramente sto dimenticando qualcosa.

Re': E, invece, che cosa ha ereditato SD7 dalla serie Audya?
GM: Mi viene da dire “nulla”, in prima istanza. Anche se, in effetti, molte delle soluzioni tecniche che oggi sono nei nostri strumenti vengono proprio da li. Lo Style Modeling era presente in Audya. Lì c’era la possibilità di modificare anche le chitarre audio e le batterie, anche se in modo leggermente diverso.

Re': E in che cosa esattamente SD7 ha rinnovato la serie Audya?
GM: In nessun modo. SD7 non è della serie Audya: Audya rimane sempre il “top di gamma”.

La sezione arranger

Re': La tecnologia delle tracce audio ha fatto strada. In SD7 ci sono novità su questo tema?
GM: Audio Multi Track è un bello strumento. Puoi creare basi fino a 6 tracce audio e mandarle in riproduzione sincrona senza tempi d’attesa o altro. Una traccia può anche essere dirottata nell’uscita Aux (cuffia ) e magari può servire come guida o clic per i batteristi o per gli altri musicisti.

Re': Il nuovo strumento ha 260 stili di fabbrica. Non ti sembra un numero esiguo per le ambizioni di questo prodotto?
GM: Ne ha 260 di fabbrica, ma praticamente carica tutti quelli prodotti sin qui dalla Ketron a partire dalla serie X in su (fatta eccezione per la serie Audya) . Basta andare sul sito dell’azienda, scaricarsi i pattern desiderati, importarli, aggiustare giusto qualcosa qua e la (i pattern non sono MIDI file e l’importazione indolore è praticamente un’utopia) ed ecco centinaia di nuovi styles pronti all’uso.

Re': E’ possibile riutilizzare gli stili Audya su SD7?
GM: Se contengono batterie o chitarre audio, no: quelle risorse non sono contenute all’interno di SD7. E però anche vero che è possibile importarli, perdendo magari le tracce di batteria o chitarra ed utilizzare poi il modeling per ripristinarle.

Re': Rispetto le funzioni di edit degli stili presenti negli arranger Yamaha, Korg e Roland, che cosa ha di più lo Style Modeling di SD7?
GM: E uno strumento molto sfizioso. In realtà ti permette di cambiare e dar vita ad un nuovo style, senza scrivere una nota. Cambi un accompagnamento, un giro di basso e salvi un nuovo style. Francamente, devo dirti che il database interno di SD7 è molto ricco ed i musicisti che ci hanno lavorato hanno fatto un gran bel lavoro.

Altre caratteristiche

Re’: Dall’annuncio vedo che anche stavolta Ketron enfatizza come questo strumento sia disegnato per suonare dal vivo (arranger o player). A quando uno strumento Ketron dedicato al songwriting?
GM: Credo che tutti i nostri strumenti nascano con l’idea di essere portati sul palco, quindi la loro vocazione è sicuramente quella “live”. Ma non è tutto qui. La serie Audya ad esempio è un ottimo strumento adatto anche alla produzione musicale. Conosco molti studi e molti composer che la utilizzano per realizzare song, jingle o altro materiale audio. Tutti mi dicono che, il sound delle batterie e delle chitarre permette di realizzare materiale audio “dal taglio discografico” in modo veloce.

Re’: Il Vocalizer è un prodotto di terze parti?
GM: Made in Ketron anche questo.

Re': Vedo che avete pensato di includere anche una memoria RAM sound.
GM: Sì, così il musicista potrà tenere aggiornato il proprio strumento nel tempo. Lo strumento non è chiuso ma permette di caricare nuovi suoni, anche se comunque dovranno essere forniti dalla casa madre in quanto non c’è la possibilità di crearne di nuovi in modo autonomo.

La sfida del mercato

Re’: Negli ultimi anni, alcuni clienti Ketron hanno scelto prodotti Yamaha e Korg. Secondo te, in quale modo SD7 potrebbe convincerli a “tornare a casa”?

GM: I clienti fanno quello che vogliono, ovviamente. Per me SD7 è uno strumento che suona bene, compatto e dal taglio fresco ma anche al tempo stesso rassicurante e tradizionale. Un gran bel mix di emozioni insomma!

Re': Sembra che SD7 sia già disponibile nei negozi in questi giorni. Complimenti a Ketron per essere riuscita ad essere tempestiva nel fornire i negozi all’indomani del lancio del MusikMesse. Circolano voci su prezzi che rischiano di raffreddare l’entusiasmo iniziale all’indomani del MusikMesse 2015.
GM: Per conoscere il prezzo di listino ufficiale basta chiedere direttamente a Ketron. Per conoscere lo street price o il vero prezzo d’acquisto, basta chiamare il proprio negozio di fiducia. L’importante è non chiamare me, io non ve la posso vendere!

Prossimamente su questo blog

Re': Vorrei chiudere qui, chiedendoti un ultimo favore. I lettori del mio blog sono molto interessati ad articoli tecnici per imparare a conoscere a fondo la sezione arranger e la costruzione degli stili. Saresti disponibile in futuro a programmare altre conversazioni come questa, però a carattere più tecnico e sempre a favore dei lettori?
GM: In effetti c’è molta curiosità su questo tema. Sono ovviamente disponibile ad approfondire l’argomento per i tuoi lettori, magari suggerendo qualche esempio o procedura su come personalizzare uno stile o anche crearne uno nuovo, anche se quest’ultimo punto richiede molto impegno. Ma ci possiamo provare, cercando di essere semplici e chiari per tutti.

Re': Grande! Allora a presto, Giorgio. Ti sono, anzi ti siamo infinamente grati.

Ketron SD7

Ketron SD7

Written by Renatus

13 maggio 2015 at 07:36

Pubblicato su Ketron

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Deebach Max: un arranger, una giovane promessa

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Deebach Max

Deebach Max

Avete avuto pazienza e siete arrivati alla fine del video dimostrativo di Deebach Max di cui vi ho raccontato qualche giorno fa? Bene, ora è il momento di condividere le prime impressioni.

A primo sguardo

In primo piano spicca lo schermo dalle dimensioni generose (7″) con touch screen. E lì intorno, si può ammirare una schiera di grandi pulsanti retro-illuminati. La scocca non è originale e sembra che Deebach l’abbia riutilizzata acquisendola da altri produttori locali. Il segno è comunque quello di una bella presenza, forse non molto elegante e poco armoniosa, ma comunque un’immagine di strumento che si può imporre con il carattere.

Il peso è di soli 9kg, incluso il supporto di metallo: questo aspetto ci conduce ad osservare come i tasti dinamici siano leggeri e lo strumento sia dotato delle sole parti hardware essenziali per suonare dal vivo. Il peso contenuto ci spiega anche il prezzo (833 Euro soltanto). Da ciò ne discederebbe che siamo nel segmento degli arranger medi, dove già sono in concorrenza Roland BK-5, Yamaha PSR-S750 e (perché no) anche Korg Pa600.

I costruttori vantano con orgoglio come lo strumento sia suonabile entro 25 secondi dall’accensione: è un messaggio specifico per chi è abituato a suonare arranger Korg, dove i tempi di avvio sono abitualmente più lunghi.

In aggiunta allo strumento, viene fornito il Grand Suit Software, un’applicazione esterna per PC dove è possibile personalizzare gli stili, i suoni e le performance.

Il video di dimostrazione

La dimostrazione, quella che vi abbiamo segnalato precedentemente, genera entusiasmo e viene da chiedersi se il merito sia della bravura di  Dietmar Delissen o della qualità dello strumento in sé. In effetti – come i lettori di questo blog sanno bene – quando il musicista è bravo, anche lo strumento riesce sempre a fare la sua bella figura.

Pur tenendo conto delle ovvie riserve sulla qualità audio che si può percepire su YouTube, mi sento di apprezzare  tutti gli organi in genere e i suoni di pianoforte (anche se non proprio tutti) mentre, per tutto il resto, non ho sentito nulla che meriti una nota di encomio, pur riconoscendeo un diffuso livello di qualità nelle varie famiglie di strumenti. Se vogliamo cercare un punto debole, mi sembra (ripeto: mi sembra) che sia nell’assenza di nerbo delle parti percussive che non dimostrano di bucare il mix degli stili, come invece sarebbe atteso. Ma è solo una prima impressione.

Mi è appara un po’ ingenua, poi, la sezione arranger, dove quel poco degli stili che abbiamo potuto ascoltare dimostra la gioventù del prodotto. Ci vorrà tempo per avere un ampio patrimonio di stili innovativi. Chissà, se Max fosse compatibile con gli stili degli arranger Korg, allora questo nuovo strumento potrebbe esserne avvantaggiato (che idea geniale: sviluppare un arranger compatibile in modo nativo con gli stili degli altri costruttori: perché non ci sono imprenditori italiani che non ci hanno ancora pensato?).

L’amplificazione di bordo è competitiva per la categoria e dovrebbe dare buone soddisfazioni: si vedano sotto le specifiche tecniche per i dettagli.

Specifiche tecniche di Deebach Max

Tastiera 61 tasti dinamici
Schermo video 7″ ad alta risoluzione e touch screen
Tempo di accensione circa 25 secondi
Polifonia 128 note
Suoni Circa 1000 suoni di serie, 64 Drumkits, 256 GM2 e 9 GM2 Drum Kit
Espandibilità Altri suoni possono essere scaricati dall’area Download del forum dedicato agli strumenti DEEBACH
Effetti Reverbero, Delay, Chorus, Master EQ
Altro Arpeggiatore
Arranger 240 stili di fabbrica
Espandibilità arranger Style Creator con il Grand Suite PC Software, altri stili scaricabili dal forum DEEBACH
Controlli dello stile Select, Start-Stop, Sync-Start/Stop, Intro A/B, Main A/B/C/D, Ending A/B, Fill In, OTS Link, Fade In/Out
Controllo del lettore MIDI Select, Play/Stop, Record, Pause, RW, FF 16 canali MIDI Mixer
Score Visualizza lo spartito sullo schermo
Metronomo 30-280B BPM
Registratore MIDI e AUDIO su dispositivo USB
Parti Part 1-2-3 & Lower
Alimentatore Esterno (DC IN)
Connessioni Cuffie, AUX In/Out, pedale del Sustain, pedale del volume, USB per PC, USB per memoria flash, MIDI In/Out/Thru
Amplificazione di bordo Bassreflex a due vie, tweeter 15W x2, bassi 25W x2
Dimensioni 970 x 390x 160 mm
Peso 9kg incluso il supporto di metallo

 

Conclusioni

Il prezzo è interessante ma – personalmente – non mi stupisce più di tanto, come abbiamo visto il corredo di funzioni hardware/software è quello tipico degli arranger che non superano il migliaio di Euro.

Per il momento Deebach Max sembra essere distribuito prevalentemente nel mercato tedesco: la produzione artigianale non consente di pensare a grandi numeri di vendite. Staremo a vedere eventuali evoluzioni nel futuro prossimo e lo riprenderemo in considerazione quando avremo certezze di distribuzione e assistenza post-vendita anche in Italia.

_________________

Visitate la pagina del produttore per saperne di più: http://english.deebach.eu/max-live.htm

 

Written by Renatus

9 maggio 2015 at 23:14

Pubblicato su Deebach

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Deebach, dalla Germania un nuovo produttore di arranger

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Deebach Max

Deebach Max

Ecco a voi: un nuovo produttore di arranger

Devo ringraziare l’amico Borrenzo del forum di Supporti Musicali per la segnalazione che ha ispirato questo articolo (e il prossimo). Essì, perché altrimenti non avrei potuto farvi cenno di Max, un nuovo arranger di fabbricazione germanica grazie alla piccola società Deebach. Sì, è proprio così: c’è una società tedesca che potrebbe andare a coprire il vuoto lasciato da quei produttori di strumenti musicali che hanno interrotto i propri investimenti nel comparto degli arranger. Che dite? Poteva passare inosservata una notizia così nel nostro blog? La novità è così importante che, prima di parlarvi dello strumento, lasciatemi raccontare che cosa ho scoperto su questa emergente azienda teutonica.

Deebach, una storia recente

Le radici risalgono al 2003 con lo sviluppo di una nuova tecnologia (XMS-Pro) dedicata al mercato delle schede di espansione digitali.  L’idea di fondo era quella di offrire un arricchimento ai principali strumenti musicali in circolazione: la sfida era quella di creare suoni più ricchi e più autentici di quanto non riuscissero a fare i produttori degli strumenti stessi. In questo modo i musicisti avrebbero avuto a disposizione risorse alternative che non solo avrebbero esteso la capacità esecutiva dello strumento ma, inevitabilmente, ne avrebbero anche prolungato l’uso negli anni. Nel 2008 gli ideatori di XMS-Pro fondano un’ azienda a Viersen (cittadina tedesca vicina al confine fra Germania e Olanda) e la chiamano Deebach.  E’ il momento in cui gli sviluppatori software stabiliscono di aver trovato finalmente la piattaforma ideale su cui concentrare le proprie idee e le proprie capacità di sviluppo e, indovinate un po’, scelgono gli arranger Korg della serie PAx.

Deebach XMS-PRO Korg Pa3X Serie

Deebach XMS-PRO Korg Pa3X Serie

In questo contesto nasce XMS-Pro Music System, una memoria flash USB dotata sia di software sia di una carrellata completa di suoni pronti a rimpiazzare i MultiSample di fabbrica. In altre parole, trattasi un accessorio offerto ai possessori di arranger Korg, i quali possono continuare a suonare gli stili originali di Pa3X sfruttando i suoni diversi e alternativi di casa Deebach. A me sembra un’idea geniale.  Non è un caso che Korg si sia dimostrato un eccellente produttore di hardware,  al punto da attrarre aziende terze per la produzione di risorse aggiuntive, persino alternative a quelle incluse dalla casa madre di serie. La distribuzione di XMS-Pro Korg Pa3X Serie riguarda prevalentemente il mondo tedesco ed olandese, tuttavia il suo successo consente a Deebach di ottenere le risorse per impegnarsi nello studio e realizzazione di un nuovo arranger su hardware poprietario: esce timidamente nel mercato nello scorso inverno e si chiama Max.

Max, l’arranger

Ora dovrei parlarvi del nuovo arranger. Ma non vorrei annoiarvi troppo con le parole. Quindi vi propongo di mettervi comodi e godervi la presentazione di Max da parte del bravissimo Dietmar Delissen. Si tratta di una recente registrazione effettuata al Musiktreffen nelle vicinanze di Erfurt (sempre Germania). Per ora ascoltatevi la presentazione del nuovo arranger. La durata del filmato è di quasi un’ora e sono certo che troverete aspetti interessanti.

Tornerò a condividere i miei commenti e le mie valutazioni su questo nuovo strumento nel prossimo articolo.

A presto.

Written by Renatus

6 maggio 2015 at 19:05

Pubblicato su Deebach

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Wersi Sonic, arranger workstation monumentale

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Wersi Sonic

Wersi Sonic

Conoscete il Wersi Sonic?

Immaginate di essere un produttore di strumenti musicali e non volete badare a spese. Cominciate con il volere disporre di una tabella di suoni da paura e li campionate con microfoni Neumann. Predisponete un processore capace di una polifonia praticamente illimitata che permetta di aggiungere suoni fino a quando la CPU non scoppia. Gli montate una memoria RAM di 8GB espandibile fino a 32GB. Cercate sempre di dare il massimo dotando il vostro arranger di un doppio manuale (uno a 76 e l’altro a 61 tasti) e di una doppia pedaliera – ovviamente dinamica (pensavate forse si stesse scherzando?). Piazzate uno schermo a colori a 12″ in formato 16:9 e con touch screen. Coprite il tutto con una console ampia, una pulsantiera solida ed una schiera sterminata di controlli fisici Drawbar. Chiedete ai vostri programmatori musicisti di creare 350 stili automatici di cui 150 con tracce audio RealDrum. Non avete ancora finito di cercare il meglio in assoluto:  inserite un disco fisso SSD, un lettore DVD, un registratore MP3, un’uscita video DVI/HDMI e prevedete che il sistema operativo supporti l’integrazione VST e molto molto di più (rischio di annoiarvi con questa abbondanza esagerata).

Ovviamente avrete uno strumento che costa un botto – 19.990 Euro nella versione completa – ma sentite che bestia di strumento!

Non ho parole, godetevi la dimostrazione di Robert Bartha.

Il risultato si vede e si sente. Tutti i dettagli sul sito del produttore Wersi.

Written by Renatus

3 maggio 2015 at 09:00

Pubblicato su Wersi

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Ritorniamo a parlare di Korg Havian 30

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Korg Havian  30

Korg Havian 30

Approfondiamo la conoscenza

Il lancio di Ketron SD7 al MusikMesse 2015 ha rischiato di mettere in ombra la concomitante presentazione del pianoforte digitale Korg Havian 30. Korg aveva tentato di parare il colpo anticipando la notizia sul web di una settimana e ottenendo così un’attenzione esclusiva nei giorni immediatamente precedenti. Ma il 15 aprile, con l’apertura dei cancelli della fiera di Francoforte, gran parte dell’attenzione degli appassionati di arranger si è spostata inevitabilmente verso lo stand Ketron. Del resto SD7 aveva con sé diversi elementi di novità, mentre nel caso di Havian 30, l’impressione generale è stata quella di assistere all’ennesima variazione del tema “terza generazione degli arranger della serie Pa”.

E’ venuto ora il momento di non fermarsi alle prime impressioni e di scavare un po’ di più all’interno della documentazione pubblicata da Korg Italy di Osimo, dove risiede il centro R&D che ha ideato, studiato e realizzato questo prodotto. Ad Osimo Korg progetta non solo arranger ma anche pianoforti digitali: ed è proprio ammirando il pianoforte Korg SP-280 che si colgono somiglianze stilistiche che ci conducono ad apprezzare la bellezza armoniosa della scocca esterna di Havian 30. Credo di aver già espresso la mia valutazione positiva in merito all’aspetto esteriore dello strumento in esame. Grazie al nuovo e apposito stand ST-H30-BK, da acquistare a parte, Havian 30 non si presenta come un mero pianoforte digitale, ma come un complemento di arredamento dal carattere tecnologico che non sfigurerebbe in certi contesti casalinghi o, se insistete, anche in piccoli club o locali eleganti (ma su questo punto vorrei però esprimermi di nuovo, più avanti in questo articolo).

Innanzitutto è un pianoforte digitale

E’ significativo che Raffaele Mirabella di EkoMusic Group, il distributore italiano dei prodotti Korg, abbia recentemente confermato sul forum di Supporti Musicali la presenza di una tastiera di qualità dall’ottima risposta prodotta dalla FATAR, azienda di Recanati che fornisce tastiere a tutti i migliori produttori di strumenti musicali nel mondo. Il modello di tasti FATAR è TP/100LR: non è fra i più pesanti e il risultato si vede dal non eccessivo peso totale del pianoforte (15kg).

Havian 30 nasce con un nuovo suono di piano acustico a coda stereo con la risonanza delle corde ed ha anche un ottimo campione di piano verticale, sempre stereo e con risonanza.

E poi è anche un arranger

Per tutti gli altri suoni, gli effetti e gli stili di accompagnamento, non possiamo dire molto di più che non sia stato già detto: la serie Pa degli arranger Korg gode di una popolarità ormai affermata a livello mondiale. Come ho già avuto di segnalarvi in questo blog, grazie al totale dominio di ogni parametro, questi arranger sono da sempre i prediletti di chi ama personalizzare i propri suoni e le proprie esibizioni, di chi non si accontenta delle configurazioni di fabbrica ma ama esplorare alla ricerca di modalità espressive personali.

Il nuovo formato del manuale

Probabilmente nel tentativo di rendere più umano e avvicinabile il sistema operativo Korg, il tradizionale manuale dell’utente è stato riscritto usando un formato grafico nuovo. A dire il vero, i manuali Korg sono sempre stati i migliori rispetto tutta la concorrenza: completi, scritti bene e molto chiari. Ora il nuovo formato è più moderno ed è evidente lo sforzo compiuto nella consapevolezza che molti lo leggeranno direttamente su uno schermo (PC o tablet) e sempre di meno in formato cartaceo. Sarà interessante vedere se anche questi nuovi manuali finiranno “in biblioteca”: sapete come la penso e quanto esorti i fedeli lettori di questo blog a non scoraggiarsi mai di fronte alle difficoltà dello studio. Sarebbe davvero un peccato sfruttare parzialmente le capacità dei propri strumenti e solo per le resistenze ad aprire un manuale per imparare e conoscere a fondo le caratteristiche disponibili.

Compatibilità degli stili

Come da tradizione, la compatibilità degli stili della sezione arranger è garantita sempre in avanti: quindi non si dovrebbero avere problemi a caricare su Havian 30 tutti gli stili prodotti sui modelli Korg degli anni precedenti, sia i modelli i sia le tre generazioni della serie Pa. Ci riserviamo di verificare questa possibilità quando compariranno i primi esemplari nei negozi e si potrà provare con mano.

Caratteristiche a confronto con gli altri arranger Korg

Nei giorni scorsi, qualcuno ha liquidato affrettatamente la novità di Havian 30, come se fosse il semplice accoppiamento di una Korg Pa300 con una scocca capace di portare una tastiera pesata a 88 tasti. Entrando però nei dettagli, si può scoprire come Havian 30 abbia qualcosa in più e qualcosa in meno rispetto Pa300, come sia dotato di altre caratteristiche diverse ed ereditate da Pa600 e che mancano su Pa300, mentre dispone di una funzione importante che sino a ieri addirittura apparteneva solo agli arranger Korg di levatura superiore. Vediamoli insieme in dettaglio.

Rispetto Pa300, il nuovo pianoforte digitale Havian 30 vanta in più:

  • Lettore di basi MP3 con visualizzazione dei testi (CDG), trasporto +6/-5 semitoni e variazione del tempo +/-30%
  • Registratore audio MP3 (che, per la cronaca, manca non solo a Pa300 ma anche al modello superiore Pa600).
  • 420 stili di fabbrica (Pa300 ne ha solo 310).
  • Chord Sequencer utile per memorizzare dal vivo e poi ripetere ad libitum una sequenza di accordi per pilotare la sezione arranger e, in questo modo, potersi concentrare solo sulla propria esibizione tipicamente – in questi casi – pianistica
  • Limiter (compressore particolare per controllare il picco e quindi evitare che il segnale superi livelli determinati).
  • Amplificatori stereo da 25W contro gli esigui 13W di Pa300 e 15W di Pa600.

Ci sono quindi aspetti positivi che la discostano da Pa300, ma il quadro non sarebbe completo se ora non facessimo un cenno all’assenza di alcune funzioni relative al controllo degli stili. Mancano infatti i pulsanti Pad per il controllo dei pattern addizionali, il tasto Reset per ripristinare il tempo e la scansione delle misure, Fade In/Out per la dissolvenza e Style Change per attivare il cambio automatico delle voci da tastiera al caricamento di uno stile.

Sul nuovo pianoforte digitale, alcuni lamentano l’assenza degli ingressi e delle uscite stero di linea; queste ultime in particolare sarebbero tornate utili per collegare lo strumento a un mixer o a un sistema di amplificazione tramite cavi jack sbilanciati. Si dovrà quindi ricorrere all’uscita delle cuffie con un connettore jack stereo standard e servirà un mixer prima di arrivare agli amplificatori. Questo aspetto dovrà essere tenuto in debito conto da chi pensa di sfruttare Havian 30 dal vivo.

Sempre in comune a Pa300, anche Havian 30 nasce con l’adattatore esterno per l’alimentazione elettrica: questa scelta è probabilmente voluta dal costruttore al fine contenere i costi di produzione, tuttavia è una caratteristica degli strumenti che fa storcere il naso ad alcuni, sia per la scomodità sia per l’immagine da strumento “economico” che ne risulta.

Ma non vorrei essere troppo negativo, insistendo con l’evidenza dei dettagli assenti. Questo è un pianoforte digitale CON sezione arranger e non viceversa. Se qualcuno è alla ricerca di uno strumento con tasti pesati per suonare gli stili automatici, direi che può trovare pane per i propri denti. Va da sé che Korg ha pensato ad uno strumento ben bilanciato con le funzioni che servono ed operando tagli sul resto. Ed è altrettanto comprensibile che alcuni di questi tagli possano aver privato qualcuno di caratteristiche attese.

Conclusioni

Non ci resta che aspettare che appaia nei negozi perché si possa provare.

Il prezzo al dettaglio è di 1399 Euro.

E ora basta con le parole: diamo spazio alla musica, ascoltando insieme una dimostrazione ufficiale di Havian 30.

Written by Renatus

26 aprile 2015 at 16:06

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