Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Espandere Tyros5 con Reface

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tyros-reface

Nello scorso dicembre, Yamaha Music Corporation ha pubblicato una serie di filmati video per dimostrare come un musicista possa espandere l’arsenale sonoro della propria Tyros5 sfruttando i suoni e i controlli hardware presenti nelle piccole tastiere della serie Yamaha Reface. Ve ne consiglio la visione, soprattutto perché questi filmati includono una chiara spiegazione della connessione MIDI, tema che si presenta spesso ostico e difficile, specialmente per chi è alle prime armi con le tastiere digitali. Potete attivare i sottotitoli di YouTube, nel caso abbiate difficolta a comprendere l’inglese.

Se sapete poco o nulla della serie Yamaha Reface, vi consiglio la lettura della panoramica pubblicata da Riccardo Gerbi su MusicOff. Nel caso siate abbonati ad Audiofader, allora non vi potete perdere la presentazione di Luca Pilla.

 

Colleghiamo i due strumenti

Il primo filmato si rivela utile in termini generali, visto che illustra con chiarezza i singoli passi necessari su come collegare e configurare due strumenti digitali per impostare la configurazione MIDI. Voglio dire che questa procedura è valida anche per gli altri modelli Yamaha e, nei concetti, anche per le tastiere digitali di altri marchi (Korg, Roland, Casio, Ketron e così via).

Nel nostro caso si osservi:

  • collegamento fisico da MIDI OUT di Tyros 5 a MIDI IN di Reface
  • collegamento fisico da STEREO OUT di Reface a STEREO AUX  IN di Tyros 5.
  • creazione di un template MIDI in cui far suonare la parte di Right3 con una voce di Reface: prima Right3 viene posta in Local Off per non farle utilizzare i suoni interni e poi la trasmissioni MIDI è disabilitata per tutte le altre parti di Tyros 5.

Rassegna di possibilità con i diversi modelli Reface

Il secondo filmato è un’autentica cavalcata che vede all’opera tutti i modelli della serie Reface. Il primo, Reface YC, è dedicato ai suoni degli organi vintage: è notevole osservare come sia possibile utilizzare Tyros5 per pilotare  drawbar, rotary speaker e controlli della percussione perché abbiano effetto su Reface. Ad esempio la rotella della modulazione è utile per controllare la velocità del Leslie.

Successivamente il filmato presenta Reface DX specializzato nella sintesi sonora FM, resa celebre dalla leggendaria Yamaha DX7, la prima tastiera musicale interamente digitale in commercio, strumento cult negli anni ottanta.

Il terzo modello Reface CS contiene i suoni di sintetizzatore a cui si fa abitualmente ricorso nella musica R&B, HipHop, Techno e Dance in genere.

Alla fine, appare Reface CP che include i migliori suoni di pianoforti elettrici (Wurlitzer, Fender Rhodes e compagnia bella) che dagli anni sessanta in poi sono apparsi in tutti i dischi prodotti nel periodo d’oro della musica moderna occidentale (blues, rhythm&blues, soul, rock, pop, jazz…).
Il filmato video dimostra anche come sia possibile suonare i suoni interni di Tyros5 in sovrapposizione dei suoni di Reface, impostare i volumi del mix dei diversi suoni e memorizzare questa combinazione in un banco di Registration per riutilizzi dal vivo o comunque in futuro.

Una comunità web di musicisti

Nel terzo filmato, si parla quasi esclusivamente del portale www.soundmondo.com creato da Yamaha per favorire i propri clienti nella condivisione dei suoni creati su Reface. Buono a sapersi, ma fra i tre, questo è il filmato meno interessante per noi appassionati di arranger.

Conclusione

A livello internazionale, le meningi del personale marketing di Yamaha devono essere ancora indolenzite oggi, per la fatica di aver partorito questa idea: comunicare alla clientela le potenzialità a disposizione di chi accoppia un modello Reface alla propria Tyros5, con il risultato di incuriosire gli appassionati di arranger alla serie Reface e viceversa. E’ una geniale operazione di co-marketing fra prodotti interni. Hanno tutta la mia sincera ammirazione.

Written by Renatus

14 gennaio 2017 at 01:00

Pubblicato su Yamaha

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10 suggerimenti per l’acquisto di una tastiera

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Arranger KeysIl processo di acquisto di uno strumento musicale è come la scelta un vestito nuovo.  Lo strumento deve calzarvi in modo impeccabile, deve essere l’arranger che fa per voi. Il periodo in cui vi preparate alla scelta è un momento di brio mentale e di vivacità nel desiderio di coronare i vostri sogni. Non è quindi un processo che potete svolgere con troppa rapidità e conseguente incoscienza. Al contrario: armatevi di buona pazienza e godetevi il gusto della ricerca.

Ecco a voi, dieci suggerimenti per non cadere nella trappola di buscarvi il primo strumento che capita.

1 – Documentatevi

Prima di cominciare la caccia, suggerisco di farvi un’idea di massima della materia. L’offerta sul mercato è particolarmente ampia e il prezzo oscilla da poche centinaia fino a diverse migliaia di Euro. È necessario valutare le cose con cura all’inizio, senza farsi condizionare dalla fretta presupponendo di avere il fiuto immediato per un buon affare. Oltre ad essere vasta, l’offerta è anche variegata. È necessario quindi disporre di elementi di comparazione con cui valutare ciascuno strumento. Come prima cosa, documentatevi sul web, il web è un’ottima fonte di informazioni sterminate. Partite dai siti dei produttori e distributori, passate ai forum di musicisti e ai blog. Annotatevi gli strumenti di cui si parla maggiormente o che raccolgono consenti più entusiasti. Se potete, scaricate i manuali PDF degli strumenti e dategli una rapida lettura, almeno nei capitoli di vostro particolare interesse. Controllate le specifiche tecniche di ciascuno strumento candidato all’acquisto: vi serviranno per una valutazione comparativa.

2 – Fissate i vostri obiettivi e le vostre necessità, in ordine di priorità 

Vi siete fatti un’idea del mercato? Bene, ora pensate a voi stessi: annotatevi i dettagli esatti di che cosa state cercando. Ricordatevi la legge numero uno delle tastiere digitali: non esiste la tastiera perfetta. Sì, mettete il cuore in pace: non esiste lo strumento digitale definitivo, esiste piuttosto lo strumento che più si avvicina alle vostre esigenze. Siete alle prime armi e vi serve uno strumento con cui imparare o piuttosto siete uno studente al conservatorio? Usate lo strumento dal vivo o suonate solo in casa? Vi servono i tasti pesati per un’esecuzione pianistica oppure sono sufficienti tasti semi-pesati o addirittura leggeri? 88, 76 o 61 tasti? Avete necessità di espandere il repertorio di stili su ambito regionale o vi è sufficiente il repertorio mainstream? Siete interessati a programmare i vostri suoni per personalizzare a fondo la vostra musica o siete genuini esecutori? Avete bisogno di registrare le vostre esibizioni? Disponete di una DAW su PC o Mac oppure vi serve un sequencer di bordo? Definite il peso e le misure massime. E così via: scrivete il vostro elenco di requisiti. Non basta: date una priorità a ciascun elemento, vi aiuterà a scegliere che cosa è veramente importante per voi.

3 – Fissate un budget e attenetevi a quello

A meno che siate un figlio di papà o un vincitore alla lotteria, l’importo di spesa è un aspetto primario. Segnatevi quindi la cifra massima che vi consente il vostro patrimonio, escludete da subito gli strumenti che hanno prezzo superiore alla vostra possibilità e quelli che hanno prezzo troppo basso. Restringete la vostra ricerca agli strumenti che si avvicinano (senza superare) l’importo del vostro budget.

4 – Scegliete fra nuovo e usato

Acquistare modelli nuovi vi dà la possibilità di accedere ad almeno due anni di garanzia. In alcuni casi, anche di più. Inoltre, essendo la tastiera nuova, avrete la certezza di trovare tasti in ottime condizioni, pulsanti reattivi, schermi luminosi e uscite MIDI/audio perfettamente funzionanti e, per finire, una scocca senza graffi. Nel caso dell’usato risparmierete un sacco di soldi e potrete avere accesso a modelli con dotazioni superiori. Tuttavia ci sono dei contro: il periodo di garanzia è limitato se non addirittura nullo e va verificata l’usura dello strumento. Nel mondo dell’usato si possono fare buoni affari, attenzione però ai lupi e agli imbroglioni. Un buon consiglio è quello di prendere contatto personale con il venditore, magari scambiarsi i numeri di telefono e fare una chiacchierata per capire chi c’è dall’altra parte. I migliori venditori sono conosciuti anche nel web: chiedete informazioni in giro. La buona reputazione è una macchia d’olio che si acquisisce con il tempo e con il numero di clienti felici e soddisfatti.

5 – Diffidate dei prezzi troppo bassi

Specialmente nel mondo dell’usato, aprite bene gli occhi e le orecchie. Se la maggior parte delle offerte sul mercato di un certo modello è di 1000 Euro (ad esempio) e un giorno trovate un’offerta a 500 Euro, forse c’è qualcosa che non va. Chiedete di valutare lo strumento di persona prima di confermare l’acquisto. Solo allora capirete il perché. Ignorate bellamente le spiegazioni email del tipo: “vendo per errato acquisto”, “vendo perché mia moglie ha comprato il divano nuovo e non c’è più spazio per la tastiera in casa”, “devo vendere subito per comprare il regalo per mia figlia a Natale” o amenità del genere; sono informazioni del tutto ininfluenti per la vostra scelta.

6 – Fidatevi della marca, ma fino ad un certo punto

Può darsi che, per qualche ragione, siete attratti da una certa marca. Magari vi piace solo il nome o ne avete sentito parlare bene da qualcuno nel negozio del barbiere. Bene, allora cominciate da quella marca, ma non fissatevi solo su quella. Documentatevi, aprite lo sguardo sulla concorrenza. Il tempo passa, la tecnologia si evolve e non è detto che una marca di successo negli anni 90 sia ancora innovativa ai giorni d’oggi. Anzi, alcuni marchi blasonati sono addirittura scomparsi e i modelli residui sono presenti solo sul mercato dell’usato. Prima di buttarvi, ragionate e fate confronti.

7 – Facilitate la scelta, scendendo a due-tre prodotti al massimo

Se manterrete a lungo una rosa ampia di candidati, vi verrà il mal di testa a forza di passare le notti nell’indecisione. Quando si avvicina il momento di decidere, restringete la scelta ai due o tre strumenti che preferite. Concentratevi su questi e lasciate perdere tutto il resto. La scelta di un acquisto deve essere un momento di divertimento, non un seme per coltivare la vostra ansia.

8 – Non prendete per oro colato i consigli che trovate sui forum o sui blog

I soldi sono vostri, la musica che suonerete è vostra. Gli autori dei blog (compreso il sottoscritto, ovviamente) e i membri dei vari forum di musicisti che popolano il web esprimono sempre opinioni e valutazioni basate sulla propria esperienza. Non è detto che coincida con la vostra, anzi. È difficile trovare valutazioni che possono essere adottate e sposate in modo acritico. Le opinioni degli altri sono utili per orientarci, mai per prendere una decisione.

9 – Il prezzo non è mai il fattore decisivo

Un conto è segnarvi da principio il vostro budget: vi serve per selezionare i prodotti a cui potete permettervi di accedere. Ma dopo di ciò, non andate diretti ad acquistare l’arranger workstation che costa di meno fra i due-tre che avete individuato. E nemmeno pensate che quello che costa di più, vale di più. Al contrario, ritornate sulla lista di requisiti di cui al punto 2. È quella la cartina al tornasole che vi dirà quale modello è veramente quello che si serve. Potrebbe essere il più economico o il più costoso, non importa: è quello che molto più probabilmente si avvicina di più alle vostre necessità secondo le priorità da voi stabilite.

10 – La cosa più importante: provate lo strumento prima di acquistarlo

Se preferite, potete ignorare tutti i miei suggerimenti precedenti, ma su questo devo raccomandarvi di essere intransigenti: non comprate nulla che non abbiate provato con le vostre mani e le vostre orecchie. Cercate i negozi di strumenti musicali della vostra provincia o regione e dedicategli qualche mezza giornata. Gli strumenti sono esposti nel negozio per una sola ragione: per essere provati. Non vergognatevi a chiedere: anche se il negozio è pieno di gente, non abbiate paura: sedetevi e provate. Provate a lungo. Per tutto il tempo che vi serve. Controllate la pienezza dei suoni, la durata dei campioni, la risposta dei tasti al tocco, la qualità dei tasti l’impasto sonoro degli stili, la comodità dei pulsanti, la chiarezza dello schermo, l’usabilità a prima vista. Avrete le idee molto più chiare e capirete subito quale è lo strumento che più fa per voi. Se invece il commesso vi dice che gli strumenti non possono essere toccati, ditegli allora che non vi interessa più, fategli un bel sorriso, augurategli buona giornata e uscite da quel negozio: è evidente che non hanno alcuna idea di come si vendono gli strumenti musicali.

Written by Renatus

7 gennaio 2017 at 08:00

Il rapporto 2016 del blog tastiere wordpress.com

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Anche quest’anno il numero di letture di questo blog è in crescita. Non c’è stato un balzo in avanti come è avvenuto nel 2015 rispetto l’anno precedente, tuttavia i numeri parlano chiaro e sono impressionanti per il sottoscritto.
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Come vedete, anno dopo anno, cresce l’attenzione per questo blog dedicato alle tastiere arranger. Nel 2016 abbiamo superato il muro delle 200.000 letture (207.436 per l’esattezza!) compiute da 81.599 diversi visitatori. Potete immaginare il mio stato d’animo, io che nel 2009 mi ritenevo già soddisfatto se fossi riuscito a raggiungere 25 lettori.

Il 2016 è stato un anno a due velocità per il mercato degli arranger: nella prima parte dell’anno abbiamo assistito a diversi lanci di nuovi prodotti come Yamaha DGX-660, i fratellini Casio MZ-X500 e MZ-X300, la coppia Yamaha PSR-E453 e PSR-EW400 e il trio Ketron SD9, SD40 e SD80. Poi, dopo la fiere primaverile di Francoforte, tutti si sono fermati e non abbiamo registrato alcun lancio degno di nota, nemmeno alla vigilia dell’inverno, in vista del periodo dicembrino solitamente ghiotto di nuovi acquisti.

Come ogni anno, abbiamo pubblicato diversi articoli, allo scopo di mantenere viva l’attenzione e la nostra passione sugli arranger. Se ve ne sieti persi qualcuno, vi consiglio qui la lettura degli articoli più significativi degli ultimi 12 mesi:

Dal punto di vista personale, il 2016 è stato un anno di cambiamenti straordinari, visto che le vicissitudini lavorative mi hanno portato a fare armi e bagagli e trasferirmi temporaneamente con tutta la famiglia all’estero. Questo trasferimento ha inevitabilmente rallentato la produzione di articoli del blog per qualche mese. Ma, da alcune settimane (alcuni di voi lo hanno notato) sono riuscito a riprendere continuità nella scrittura, macinando nuovi articoli con entusiasmo: non posso farne a meno, non fosse altro per non deludere i numerosi lettori che visitano quotidianamente queste pagine web, inoltrandomi messaggi, quesiti e (la cosa più importante) attestati di amicizia.

Voglio augurare buon anno nuovo e salutare i professionisti che mi hanno aiutato nel raccogliere informazioni e generare contenuti: Riccardo Gerbi (Audiofader) in primis, Danilo Donzella e Raffaele Volpe (Yamaha), Max Tempia (Casio), Marcello Colò (Ketron), Claudio Marini (Roland), Raffaele Mirabella (Korg). E poi Marco Santonocito, Giovanni Giuffrida e Antony Spatola. Un saluto particolare a Luca Pilla (direttore tecnico di Audiofader) con cui ho ripreso i contatti quest’anno in vista di nuove collaborazioni: il nostro incontro molti anni fa, alla fiera musicale  del Disma a Rimini, è stato il primo stimolo, quello più importante, senza il quale non avrei mai cominciato a scrivere di musica e non sarebbe mai nato questo blog.

E un caro augurio di felice 2017 a tutti i musicisti-lettori che mi onorano della loro attenzione, a quanti commentano sul blog o mi scrivono messaggi, agli appassionati di arranger in genere, ai suonatori professionali e agli amatori, ai pianisti e suonatori d’organo, ai pianobaristi autentici che non fanno finta di suonare, ai musicisti solitari, agli studenti alle prime armi, ai dimostratori di tastiere, ai nostalgici che tornano a suonare dopo anni di assenza dalla musica, agli accompagnatori di cori, ai genitori che regalano una tastiera ai loro figli, ai nottambuli che spendono la loro notte con le cuffie suonando e creando musica. Non vi posso citare tutti ma sappiate che siete voi il motore di questo blog. A ciascuno di voi quindi la mia più grande e sincera gratitudine!

Che Dio vi benedica tutti.

Acustico o digitale, un bel dilemma

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pianoforteIn un recente scambio di messaggi con Angelo, fedele lettore di questo blog, ho affrontato l’argomento controverso se valga o meno la pena sostituire il buon vecchio pianoforte acustico con una tastiera digitale. Ve la faccio breve: io sono giunto alla conclusione che una tastiera digitale possa (debba?) affiancare un pianoforte acustico, ma non sostituire. Non sono la stessa cosa e uno non può sostituire l’altro.

Il pianoforte acustico è unico e intramontabile. La sua fisicità e il suo realismo restano esperienze eccezionali: la possibilità di interagire con il tocco sui tasti per ottenere movimenti, vibrazioni e risonanze autentiche sono fenomeni reali che il mondo digitale può solo imitare e non rimpiazzare. È uno strumento perfetto che ha superato i secoli, capace di accontentare i gusti musicali di diverse generazioni in molte epoche. La qualità del suono, la protezione dell’investimento e l’aspetto estetico sono considerazioni fondamentali per dare il valore che il pianoforte acustico merita.

Però, al giorno d’oggi, se trascuriamo il recente fenomeno dei pianoforti ibridi, la tendenza dominante è quella di acquistare strumenti musicali digitali. E per diverse ragioni.

Il primo motivo è la manutenzione: gli strumenti digitali non richiedono di essere periodicamente accordati, occupano poco spazio e si puliscono più facilmente. Il secondo è la portabilità: pesi e misure degli strumenti digitali consentono un più facile trasporto. Al terzo posto ci metterei la convenienza: sul mercato si possono trovare strumenti digitali a buon prezzo con eccellenti suoni di pianoforte. In quarta posizione vorrei citare la versatilità: oltre al suono di pianoforte acustico, uno strumento digitale permette di emulare i suoni di pianoforti elettromeccanici, organi classici ed elettronici, archi, fiati, legni, chitarre… Al quinto posto vale il corredo di funzionalità tipicamente disponibili nel dominio digitale come la registrazione delle proprie esecuzioni, il caricamento di nuovi campioni e l’editing dei suoni, lo spartito digitale, le connessioni MIDI, audio e USB, e così via. In ultimo ci metterei il rispetto dei coinquilini: utilizzando le cuffie, è possibile suonare per tutta la notte senza disturbare nessuno.

E non trascurate il fatto che, se lo strumento digitale a tastiera include la sezione arranger, allora è possibile avere a disposizione musicisti virtuali: un batterista, un bassista, più chitarristi, un’orchestra intera che accompagna. Un motivo in più. Per me, quello decisivo. Da allora suono arranger workstation. E non ho smesso ancora oggi.

Written by Renatus

30 dicembre 2016 at 08:00

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Ketron SD80: aggiornamento software versione 1.0.1

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SD80 è il modello più originale lanciato quest’anno dall’italiana Ketron, in un segmento musicale di nicchia, dove comunque l’azienda di Ancona gioca un ruolo predominante sul mercato a livello globale: gli arranger con tastiere cromatiche.

SD80 balza agli occhi con particolare evidenza grazie al manuale cantabile composto di 52 bottoni disposti cromaticamente a destra e la classica pulsantiera di 120 bottoni per i bassi a sinistra. Non è uno strumento per tutti, essendo destinato agli amanti della fisarmonica: costoro possono pilotare la sezione arranger pari a quella di SD7 sfruttando i manuali con sistema a bottoni posti in orizzontale sul piano della tastiera.

Ebbene, la novità recente è del 22 dicembre scorso, quando Ketron ha comunicato a tutti i propri clienti l’aggiornamento del software di base alla vesione 1.0.1 che include:

  • Arricchimenti funzionali ad Autoplay, Transpose, gestione dei MIDI file, Vocalizer, Portamento, Fade Out, Fill/Break, gestione memorie flash USB, gestione stili
  • Nuova funzionalità Footswitch Talk
  • Inserimento del VoiceTrone su User Tabs

Il comunicato ufficiale Ketron non lo dice, ma abbiamo il sospetto che qualche piccolo guasto software presente nella precedente versione 1.0.0, sia stato riparato all’interno di questo nuovissimo rilascio.

Le istruzioni di download del software e successiva installazione sono disponibili sul sito istituzionale.

Written by Renatus

26 dicembre 2016 at 09:00

Pubblicato su Ketron

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Sconti natalizi su Yamaha Music Soft

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Dal 20 dicembre 2016 fino al 9 gennaio 2017 è in vigore una promozione natalizia sul sito eCommerce Yamaha Music Soft che vi consente di acquistare qualsiasi prodotto in vendita con il 20% di sconto: pacchetti di stili e suoni aggiuntivi, MIDI Songs, Style File, Registration, spartiti e molto altro ancora. Tutti i prodotti sono cuciti su misura del vostro arranger workstation. Basta selezionare lo strumento (tutti i modelli delle serie Tyros, PSR, Clavinova, etc.), perché la mercanzia proposta corrisponda a materiali digitali compatibili.

Chi di voi fosse a digiuno della materia potrebbe dare uno sguardo all’articolo che ho pubblicato lo scorso maggio.

Buona lettura e, se siete possessori di un arranger Yamaha, fateci un pensierino.

Written by Renatus

23 dicembre 2016 at 18:29

Pubblicato su Yamaha

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Leonard Cohen Set: SongBook per Korg Pa800 (e successori)

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Leonard Cohen (1934-2016)

Leonard Cohen (1934-2016)

Ci sono artisti che hanno lasciato un segno indelebile sull’umanità. Ci sono compositori che hanno scritto canzoni che resteranno per sempre. Ci sono timbri vocali che saranno inconfodibili per l’eternità. E’ il caso di Leonard Cohen, poeta e musicista scomparso il 7 novembre 2016 all’età di 82 anni a cui vorrei dedicare il piccolo spazio odierno del mio blog.

Devo confessarvi che la recente dipartita di questo cantautore ha stimolato la mia voglia di tornare a suonare, dopo un periodo movimentato in cui la mia vita è stata rigirata come un calzino. E così, finalmente, sono tornato all’opera sulla mia fidata Pa800, cercando di suonare da me il miglior repertorio di Cohen. Ho individuato fra le sue canzoni quelle con cui avevo maggior affinità e mi sono buttato. Il risultato è il SongBook COHEN.SET per arranger Korg, ora a disposizione di tutti i lettori di tastiere.wordpress

Quanti fra di voi hanno un arranger workstation Korg Pa800 potranno riutilizzare questo SongBook per trovare la propria ispirazione e suonare queste canzoni. Chi ha un modello diverso di arranger Korg, potrà utilizzare il SongBook Editor per convertire il file e caricarlo sul proprio strumento. Tenete conto che ho sfruttato gli stili preset ed è chiaro quindi che non ritroverete i c.d. song style fatti su misura per suonare le canzoni come gli originali. Al contrario, gli arrangiamenti selezionati riflettono la mia personale interpretazione di questo repertorio. Sono un punto di partenza da cui partire per dare sfogo alla vostra capacità espressiva.

Spero che qualcuno di voi possa trovare interesse in questo lavoro e che sia solo l’inizio, perché altri possano aggiungere altri titoli di Leonard Cohen oppure anche rivedere e sostituire gli stili da me scelti. Ancor meglio: non c’è nulla di più grande nella musica come la possibilità di realizzare qualcosa di nostro, di personale.

Potete scaricare la cartella COHEN.SET che contiene il SongBook da questa cartella Box.Com.

Le canzoni che ho selezionato sono: Dance Me to the End of Love, Tower of Song, I’m Your Man, If It Be Your Will, Hallelujah, Hey That’s No Way to Say Goodbye, On the Level, Bird on the Wire, SuzanneNevermind e Tonight’s Will Be Fine. Se non conoscete questi titoli, potete ascoltare i brani originali su questa playlist web che ho creato apposta per voi su Deezer (l’ascolto completo dei brani richiede la registrazione, anche gratuita).

Suoniamo, riflettiamo, divertiamoci!

Written by Renatus

17 dicembre 2016 at 18:02

Pubblicato su Korg

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