Tastiere arranger

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Summer NAMM 2016: calma piatta per gli arranger

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Il Winter NAMM di gennaio è, ogni anno, l’appuntamento più importante a livello internazionale per gli strumenti musicali. Esiste anche un’edizion e estiva di questa fiera. Ha valenza prevalentemente locale e riguarda il mercato domestico degli Stati Uniti. Il Summer NAMM 2016 si svolge a Nashville e raramente appaiono grandi novità in genere, figuriamoci nel settore degli arranger: succede qualche volta ma di rado. Così è stato anche quest’anno nell’edizione 2016 che si è tenuta nei giorni di fine giugno.

I filmati che seguono rappresentano i pochi contributi video disponibili in rete, a conferma di un’edizione marginale per noi appassionati suonatori di arranger.

Presso lo stand Casio, Rick Formidoni illustra brevemente le capacità di caricare campioni su MZ-X500 e annuncia che, in futuro, sarà disponibile uno strumento software che permetterà di assegnare i singoli campioni a ciascuno dei 61 tasti della tastiera.

Yamaha non aveva nulla di interessante da presentare come novità della famiglia arranger: e così vediamo insieme Tony Escuata mentre spende due parole per presentare la possente workstation Montage.

In questa calma piatta, mi tocca far ricorso ad un filmato di repertorio per ricordarci reciprocamente che cosa sia un arranger e come sia possibile suonare con gli stili di accompagnamento. Per questo motivo, vi propongo ora la dimostrazione di Roland E-A7 realizzata da Tony White. Vi consiglio di guardarla tutta, fino alla fine.

Written by Renatus

19 luglio 2016 at 19:30

Ketron annuncia gli Style Package 2016

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KetronUdite! Udite! Ne avevamo fatto cenno qualche settimana fa e ora siamo qui con voi per costatare insieme come la promessa sia divenuta realtà. Nei giorni scorsi Ketron ha infatti confermato l’annuncio di nuove risorse per la serie STYLES PACKAGE 2016. Si tratta di memorie flash in formato USB che permettono di espandere il repertorio di fabbrica con stili aggiuntivi per ogni modello di arranger prodotto della casa di Ancona. Gli stili provengono dalle varie librerie di successo realizzate in passato prevalentemente per SD5: gli stili originali sono stati rielaborati e aggiornati in modo da suonare al meglio, sfruttando le innovazioni e i suoni degli arranger più recenti.

I modelli che traggono maggior vantaggio da questo annuncio sono SD7, SD80 e MidJPro per i quali sono disponibili quattro diversi volumi di raccolte aggiuntive di stili. Un quinto volume raccoglie 32 song style cioè stili disegnati su misura di specifici brani di successo, parliamo quindi di sicuri riempipista per chi suona dal vivo. Quest’ultimo volume può funzionare anche su SD40. Non è rimasta all’asciutto la serie Audya, per la quale è stata annunciata una specifica raccolta composta di 6 nuovi stili.

Ricapitoliamo.

SD7-SD80

  • Volume 1: 13 stili Ballad, 11 Country e 13 Dance
  • Volume 2: 28 stili Latin, 10 Party
  • Volume 3: 22 stili Folk, 19 Unplugged
  • Volume 4: 13 stili Pop, 16 Rock e 16 Swing

MidJPro

  • Volume 1: 14 stili Ballad, 12 Country, 12 Dance
  • Volume 2: 28 stili Latin, 10 Party
  • Volume 3: 22 stili Folk, 19 Unplugged
  • Volume 4: 13 stili Pop, 15 Rock, 16 Swing

SD7 – SD40 – SD80 – MidJpro

  • 32 stili “song style”

Audya

  • 6 stili

Queste risorse sono in vendita presso i negozi autorizzati Ketron al prezzo di 74 Euro per ciascun volume, tranne il volume 3 per MidJPro che costa 55 Euro.

L’elenco dettagliato di tutti gli stili per ciascun volume è disponibile qui: http://www.ketron.it/images/ketron/USB_pen_drive/Ketron%20Styles%20Package%202016.pdf

L’ultima buona notizia di casa Ketron è la conferma che è prossima la consegna ai rivenditori dei primi esemplari di SD40 e SD80, modelli annunciati quest’anno alla fiera di Francoforte.

Written by Renatus

13 luglio 2016 at 18:00

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Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo 1.2.1

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Pa4X - OS Versione 1.2

Pa4X – OS Versione 1.2

L’8 luglio 2016 Korg ha rilasciato numerosi aggiornamenti software per i propri prodotti a listino. Per quanto ci compete, sottolineiamo qui in questo blog l’annuncio della versione 1.2.1 che riguarda sia Pa4X sia il fratello Pa4X Oriental.

Non si tratta di un piccolo rilascio, ma di una versione arricchita con numerose caratteristiche aggiuntive. Tentiamo qui di raccontarle brevemente, in un sommario selettivo i cui dettagli sono nel manuale PDF che accompagna il pacchetto di aggiornamento scaricabile dal sito di Korg:

  • Nello schermo principale, ora l’informazione dello stile e del Keyboard Set attivo danno evidenza del tipo di banco di provenienza (esempio: Fty per risorsa di fabbrica, Usr per banco utente, SBook per SongBook e così via).
  • La funzione di ricerca Search è in grado di operare anche fra i Pad, Voice Presets, Samples e Multisamples.
  • Il valore massimo del tempo è stato innalzato a 300BPM mentre il valore minimo del volume del metronomo è stato ridotto a 10.
  • La selezione della Voice Preset non è più memorizzata nel Keyboard Set e nello stile. In altre parole, l’attivazione di un diverso Keyboard Set o di un diverso stile non ha più effetto sul parametro Voice Preset. Per ripristinare l’associazione possibile precedentemente, occorre fare ricorso ad un elemento del SongBook. C’è anche una scorciatoia nascosta: premere per più secondo il pulsante SongBook per creare un nuovo elemenento che associ la Voice Preset al Keyboard Set, allo stile o alla Song.
  • La riduzione dei parametri memorizzati nei Keyboard Set e negli stili non si limita a questo: anche il Master Transpose segue la stessa sorte. E, anche in questo caso, la soluzione è passare attraverso il SongBook.
  • Ogni stile e ogni elemento del SongBook possono memorizzare un differente valore del parametro Fill Mode. Quest’ultimo permette di stabilire in automatico che cosa succede al termine di un Fill-In o di un Break. Si potrà decidere il passaggio ad una variazione specifica, il ritorno alla variazione precedente, il passaggio a quella numericamente successiva o altre sequenze diverse personalizzate. Inoltre, il parametro Fill Mode permette esecuzioni interattive articolate in base all’impostazione del parametro Auto Fill.
  • La registrazione di file MP3 utilizza ora l’algoritmo di compressione a valori costanti di bitrate (CBR) al posto del metodo variabile VBR: le dimensioni dei file registrati occuperanno il 20% circa in più, ma qualità del risultato sarà maggiormente garantita.
  • Pa4X può ora leggere e suonare campioni utente compressi. In questo modo è possibile ottenere in pratica un raddoppiamento della memoria di campionamento disponibile. Si presti attenzione: i campioni compressi non possono essere de-compressi successivamente.
  • Le possibilità di parametri assegnabili agli slider, agli switch e al pedale sono state estese.
  • L’implementazione del MIDI è stata arricchita. Possono essere ora controllati da remoto tramite MIDI: stili, Keyboard Set, Master Transpose e Quarter Tone Scale.

Non è tutto qui, c’è molto di più, oltre ad un discreto numero di guasti software che sono stati risolti. La descrizione completa è nel manuale PDF: PA4X OPERATING SYSTEM VERSION 1.2.

E, prima di chiudere, ho selezionato questo filmato video dedicato a quanti non conoscono Korg Pa4X. Il bravo Michel Deuchst di SudClaviers ci presenta gli aspetti vincenti e le potenzialità di  questo strumento. Se non conoscete il francesce, attivate i sottotitoli di YouTube, chissà che non possano aiutarvi.

Written by Renatus

10 luglio 2016 at 09:48

Pubblicato su Korg

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Ogni occasione è buona per (imparare a) suonare

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Cattura

Ogni occasione è buona per suonare. Che voi siate diplomati al conservatorio o che siate principianti, le vostre giornate sono costellate di momenti buoni per suonare uno strumento musicale. Se le vostre capacità vi consentono di affrontare le rapsodie di Gershwin oppure soltanto Kumbaya, non importa, la sostanza non cambia: l’essenziale è suonare. E saper suonare, alla fine è solo frutto di esercizio: per cui, mettetevi il cuore in pace ed esercitatevi, esercitatevi e ancora esercitatevi. Conosco poche soddisfazioni nella vita pari a quelle che si provano quando ci si rende conto di aver imparato a suonare un brano nuovo in modo accettabile, dopo decine (centinaia, migliaia!) di prove. Quando intuite di possedere un brano nelle vostre dita, in quel momento vi sentite un leone. Imparare a suonare qualcosa di nuovo è un’esperienza educativa fantastica. È una disciplina che crea carattere e irrobustisce la propria forza di volontà. È un toccasana per l’anima, visto che può generare ottimismo e stima di sé. E quando sembra che tutto sia in salita e ci si sente incapaci di progredire, in realtà è bene prendere atto che è solo questione di tempo e di gradualità. Con la musica, non conviene mai fare il passo più lungo delle proprie capacità. Uno sforzo per volta. Quello che avete appena imparato, va consolidato prima di procedere oltre. Ripetete l’esercizio. Non stancatevi mai. E suonate. Suonate con le vostre mani. Davvero, non lasciatevi condizionare dalle basi (SMF o MP3 che siano) e piuttosto imparate a suonare da voi. Fatevi accompagnare da un ritmo o da uno stile di accompagnamento se avete un arranger. Ma suonate, diamine suonate con le vostre mani!

C’è sempre un’occasione giusta per suonare. Siete da soli in casa? Suonate per voi stessi. Siete in vacanza? Portatevi dietro la vostra tastiera e dedicate il vostro tempo libero a suonare. Partecipate ad una festa di amici? Tirate fuori la vostra tastiera e suonate in pubblico. Recatevi nelle chiese: sono piene di organi e tastiere, dedicategli il vostro tempo. Non esiste scuola migliore dell’accompagnamento liturgico: vi consente di farvi le ossa senza grossi rischi (non ci saranno mai fischi, ma al contrario avrete sempre la comprensione di tutti, non è fantastico?). Volete tirare su qualche risparmio? Presentatevi nei piccoli locali e offritevi per suonare dal vivo e poi fatelo davvero: nessuna base in playback, solo voi e le vostre capacità. Il pubblico percepirà la differenza. Vedete un pianoforte abbandonato nella hall di un albergo? Chiedete il permesso al direttore dell’hotel e poi suonate. Avete un gruppo di amici con chitarre, basso e percussioni? E cosa aspettate: chiamateli e trovatevi la sera a provare. Le occasioni per suonare dal vivo salteranno fuori da sole: feste patronali, matrimoni, anniversari, compleanni, eventi comunali, pro loco, associazioni, scuole, birrerie, piccoli concerti… a differenza di quanto si crede, esistono numerosi spazi dover poter suonare. Ed è un peccato vederli occupati (abusivamente?) da quelli che si presentano con un PC e un lettore qualsiasi di basi.

Se dovete suonare in pubblico, non arrivate impreparati, altrimenti i risultati potrebbero generare frustrazione in voi stessi. Quindi esercitatevi a fondo a casa, molte volte. Fate sentire i vostri pezzi a qualche amico per capire dove siete ancora incerti. Ancora meglio, se potete andate a lezione da un maestro, seguite i suoi consigli e lavorate sugli esercizi che vi darà. Soprattutto agli inizi, andare da un maestro è fondamentale per le impostazioni iniziali della postura e delle mani, per essere indirizzati sulla giusta strada. Se non potete permettervi un maestro, ci sono le scuole di musica, dove è possibile ottenere lezioni in classe e indicazioni su come correggere gli errori e migliorare la tecnica. In uno spartito, studiate una misura alla volta con entrambe le mani: apparentemente sembrerà complesso, ma in realtà è di gran lunga più facile imparare a suonare un brano nuovo subito con le due mani, piuttosto che imparare l’intero brano con una sola mano, poi con l’altra e alla fine ricominciare da capo per metterle insieme.

Se vi sentite insicuri, non imparate i brani nuovi alla velocità dello sparito. Rallentate il metronomo e studiateli ad una velocità più lenta: all’inizio è importante tenere il tempo, anche se più lentamente. Poi, quando vi sentite pronti, accelerate leggermente il metronomo di 5-10 BPM e riprovate. E anche qui, quando avete raggiunto la padronanza, accelerate ancora fino a raggiungere il tempo previsto dalla composizione originale. Un passo alla volta. E poi magari non fermatevi nemmeno qui: accelerate il brano di più e continuate ad esercitarvi. Se siete capaci di suonare un brano ad una velocità molto più elevata, quando tornerete alla velocità originale, vi sentirete più tranquilli, più a vostro agio. E, a quel punto, non sarà più questione di azzeccare le note giuste e di tenere il tempo, perché tutto questo sarà già nelle vostre corde. E vi potrete concentrare sulla qualità dell’esecuzione dando il giusto valore ai dettagli: il forte, il piano, i respiri, le sfumature, l’intensità espressiva, le emozioni. Sì, le emozioni. Che cosa è la musica se non un prezioso monumento alle vostre emozioni?

Written by Renatus

5 luglio 2016 at 20:57

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Doppio rilascio software per Ketron SD7 e MidJPro

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sd7

Ad Ancona, presso il centro R&D di Ketron, da tempo si parla seriamente di sinergia fra SD7 e MidJPro. Non è un caso infatti che l’ultimo aggiornamento software di entrambi i modelli sia stato rilasciato “in coppia”. Il 21 giugno abbiamo infatti visto l’annuncio della versione 1.2.0 di SD7 e, il giorno successivo 22 giugno, è apparsa la comunicazione della versione 1.4.0 di MidJPro. Non vi tratti in inganno la diversità di numerazione: sarà stato sofferto il parto di questo doppio rilascio congiunto, ma la buona notizia è che finalmente Ketron riesce a raccogliere i frutti dell’azione combinata di sviluppo e collaudo sui due strumenti. Vedremo presto buoni effetti similari anche sugli altri modelli di arranger come SD40 e SD80.

Questa è un’ottima notizia per chi suona uno strumento Ketron di ultima generazione: gli aggiornamenti, le migliorie, le riparazioni dei guasti software possono essere studiati e realizzati “in tandem” e quindi dimezzando i tempi o, se preferite, raddoppiando i risultati, visto che tutto viene esteso ad entrambe le piattaforme. Da una parte, Ketron può contare su costi minori e più razionali di sviluppo e, dall’altra, può offrire al mercato soluzioni più ampie, sistemi operativi più robusti e più ricchi di funzionalità. E i risultati si vedono: i primi musicisti che hanno installato i nuovi rilasci riportano già commenti positivi, avendo percepito una reattività più rapida e una più confortevole affidabilità dello strumento.

Del resto, la coerenza di progettazione del proprio parco di modelli è uno dei punti di forza di qualsiasi comparto industriale. Nel caso degli strumenti musicali a tastiera, è il cavallo di battaglia che ha permesso a Yamaha di diventare il numero uno e a Korg e Roland di restare molto competitivi.

Grazie a tutto questo, per esempio, ora SD7 ha l’accordatore a bordo e MidJPro può ereditare il Multitrack (a dire il vero, sembra che ci fosse anche prima, ma era nascosto). Per tutti i dettagli, vi rimando al sito di Ketron dove sono descritti:

Circolano voci secondo cui, prossimamente, Ketron introdurrà sul mercato nuove memorie flash USB contenenti un parco di stili aggiuntivo. Sono buone notizie: restiamo quindi in attesa per poter commentare queste novità, senza dimenticare SD9 presentata nel corso dell’ultima edizione della fiera di Francoforte.

Written by Renatus

25 giugno 2016 at 17:20

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Yamaha PSR-E453: tastiera portatile per tutte le tasche

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MusicOff

Come abbiamo visto insieme nei giorni scorsi, il segmento delle tastiere portatili sta partecipando attivamente al fenomeno di crescita delle vendite di strumenti musicali del 2015 e del 2016.

Vi consiglio la lettura di questo approfondimento dedicato alla nuova tastiera portatile Yamaha già disponibile nei migliori negozi di strumenti musicali. Si chiama PSR-E453. Ne esiste una versione a 76 tasti con il nome di PSR-EW400.

E’ tutto scritto nella mia ultima pubblicazione sul portale della grande comunità online dei musicisti MusicOff. Vi suggerisco di dare uno sguardo:

Yamaha PSR-E453: tastiera portatile per tutte le tasche.

Buona lettura!

_________________________

Riccardo Gerbi e Danilo Donzella al MusikMesse 2016 di Francoforte.

E ora Menno Beijer suona PSR-E453 sul canale YouTube di Oosterndopr (Olanda).

Written by Renatus

19 giugno 2016 at 09:00

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Mercato degli strumenti musicali in crescita

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IMG_5273Non so se vi è sfuggito il comunicato del 6 giugno scorso pubblicato da DISMA Musica, l’associazione dei distributori e produttori di strumenti musicali in Italia. In tale comunicato si dà notizia dei numeri totali del mercato nazionale così come registrati a fine 2015. Ebbene, l’enfasi che viene data è la crescita dei volumi di fatturato delle aziende del settore. E’ un incremento di affari che dimostra un segnale di piccola ripresa dell’economia italiana e un rinnovato interesse a fare musica nel Belpaese. La crescita è del 10% e sembra che anche il primo trimestre del 2016 offra dati ancor più confortanti. C’è da esserne lieti, sicuro.

Se si entra nel dettaglio dei numeri, si osserva come i segmenti di prodotto che stanno crescendo di più riguardano le tastiere portatili, le chitarre elettriche e acustiche, gli strumenti a plettro, l’amplificazione del suono, i registratori e la computer music.

Non tutti però vincono: ci sono strumenti musicali che stanno vivendo la loro stagione di difficoltà: armoniche a bocca, amplificatori per strumenti singoli, microfoni, pianoforti acustici e… arranger. Sono informazioni che ci fanno riflettere e richiedono approfondimenti, specialmente per i professionisti del settore.

Per quanto riguarda l’oggetto principale del nostro blog, prendiamo atto come i piccoli arranger portatili stiano diventando molto interessanti mentre quelli più evoluti abbiano raggiunto la loro definitiva maturità e stiano intevitabilmente perdendo terreno. Non è una novità.

Quale sarà il futuro degli arranger workstation? Restate sintonizzati su questo blog perché saremo qui a raccontarvelo.

PS: Per ulteriori approfondimenti, vi consiglio la lettura dell’articolo di Francesco Prisco pubblicato da Repubblica.

Written by Renatus

12 giugno 2016 at 08:54

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