Tastiere arranger

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Qualità degli arranger Roland

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Roland E50

Roland E50 - Music workstation

Potreste considerare quest’articolo come il tentativo di rispondere alla domanda: “Quali piacevoli sorprese potrebbe riscontrare un musicista che decida di suonare un arranger Roland dopo aver suonato per anni un arranger Yamaha“. Tutto questo nasce da quando ho affiancato una Roland E50 alla mia gloriosa Yamaha Tyros.

Chiariamoci subito: il confronto è impietoso per quanto concerne tavolozza sonora, interfaccia utente e cura dei dettagli. E’ ovvio che sia così: Tyros era l’ammiraglia di casa Yamaha e costava ben più di 2000 Euro, di contro E50 era l’arranger medio di casa Roland e costava intorno 1000 Euro. Per chi non lo sapesse E50 appartiene alla settima generazione di arranger Roland, quelli prodotti fra il 2005 e il 2009 (come E80 e G70).

Comunque , nonostante tutto, sono rimasto favorevolmente colpito da diverse caratteristiche tecniche rolandiane. Del resto è risaputo che ogni costruttore ha proprie conoscenze, risorse, tecnologie, esperienze e che questi aspetti si riflettono nei propri prodotti. Ed è quindi evidente che il mondo Yamaha ha qualità che Roland non ha, e viceversa. In effetti, non esiste la tastiera perfetta e neppure quella definitiva, come vogliono farci credere gli uffici marketing dei produttori di strumenti musicali. Esistono le persone, quelle che amano suonare con le proprie mani con il supporto di sequenze di arrangiamento automatico. E queste persone, questi musicisti dilettanti o professionisti che siano, possono trovare il proprio perché in diversi arranger workstation presente sul mercato.

Escludo esplicitamente, dunque, da quest’analisi i suoni, la qualità dei timbri e delle voci. In effetti, il motore sonoro Yamaha già si distingue sensibilmente da Roland, e in questo caso il confronto sarebbe stato viziato dal fatto che l’ammiraglia Tyros ha una capacità di fuoco capace di sfornare suoni molto professionali e pronti a essere usati persino in uno studio di registrazione. E50 risente invece degli ovvi tagli fatti sulle dimensioni dei campioni, sulla qualità dei convertitori e sulle caratteristiche degli effetti di bordo. Diciamo che entrambe le tastiere suonano bene, ma Tyros appartiene ad una classe superiore.

Mi concentro invece sulle funzioni software. E vediamo insieme una cosa per volta.

  1. Funzione Cover applicabili a stili e MIDI file
    Che vi posso dire, è possibile ottenere lo stesso risultato anche su un arranger Yamaha ma a prezzo di modifiche manuali e ripetitive. Qui invece basta premere un pulsante per far suonare il vostro stile Pop con strumenti acustici. Ovviamente non bisogna esagerare, altrimenti il risultato potrebbe essere pacchiano. Tuttavia, vi consente di rivitalizzare le vostre performance, soprattutto dopo anni in cui avete suonato lo stesso stile e rischiate di annoiarvi un po’.
  2. Adaptive Chord Voicing
    La sezione arranger Roland elimina quei rischi di salti innaturali di ottava che inevitabilmente si corrono durante le esibizioni più brillanti. Non so se sia dovuto a quest’aspetto, tuttavia riconosco però che Roland sembra avere una marcia in più nel rendere naturale la propria esibizione: è come se l’arranger Roland accettasse una maggiore imprecisione della propria esibizione e provvede a smussare gli angoli ottenendo una performance più disinvolta. Ovviamente mi posso sbagliare, ma durante le mie prove avverto una maggiore autenticità. Sarà solo un aspetto soggettivo?
  3. Passaggi fra i vari pattern
    Questa è stata per me la più grande sorpresa: scoprire come sia sciolto il passaggio dall’Intro al Main, dal Main al Fill-In, o dal Main all’Ending. Anche qui l’arranger riesce a percepire l’intenzione del musicista con maggiore fedeltà ed offre una performance sempre precisa, senza errori e sbavature. E dire che già Yamaha (secondo me) supera gli arranger Korg, dove o si è precisi nella scansione delle misure o si rischia un effetto di accompagnamento discordante. Tuttavia Roland mi sembra al top in questo aspetto tecnico.
  4. Funzioni di ricerca
    Beh, Yamaha soffre da tempo di questa ridondanza fra Music Finder e Registration. L’ho già scritto più volte: ma quando mai ci sarà uno strumento di ricerca così facile come il Music Finder ma capace di memorizzare lo stesso sterminato numero di parametri delle Registration? Ebbene in casa Roland ci sono riusciti: gli User Program permettono di salvare tutti i parametri di cui si ha bisogno e, con un solo clic, uno User Program può essere associato al Music Assistant (gemello del Music Finder di casa Yamaha).
  5. Funzione Play List
    Mi son sempre chiesto perché il sistema operativo di Yamaha non abbia una funzione analoga. Eppure utilissima. Chissà.
  6. Inversione del basso
    Ragazzi, che bella questa funzionalità: basta attivarla con un pulsante e la vostra Roland suonerà il basso esattamente come ve la aspettavate.
  7. Finalmente ci sono anche le mezze misure!
    Essì, quando si tratta di suonare una misura di 2/4 a metà di un’esibizione con uno stile di 4/4. In casa Roland, si può!
  8. Inserire testi nei MIDI file
    Per carità, grazie a quel genio di Heiko Plate, è possibile inserire i testi su PC usando il freeware
    PSRUTI. Però Roland vi permette di farlo direttamente sul vostro E50.
  9. Visualizzare accordi in tempo reale.
    Di nuovo: se avete PSRUTI potete calcolare gli accordi in automatico o inserirli manualmente. Qui è tutto più semplice. Ci pensa l’arranger: anche se gli eventi degli accordi non sono presenti nel MIDI file, E50 li calcola in tempo reale e li visualizza.
  10. Cancellare o inserire misure in una canzone
    Voi non ci crederete, ma questa è la lacuna più grave del Song Creator di Yamaha. Sul sequencer di Roland si può fare in un botto su tutte le tracce. In casa Yamaha bisogna ripetere la stessa operazione a manina sulle singole tracce.
  11. Style Converter
    Sì lo so non sempre i risultati sono immediatamente eccellenti, ma volete mettere questa funzione utilissima grazie alla quale prendete la vostra canzone e la trasformate brevemente in uno stile per il vostro arranger?

Da questo elenco, possiamo riflettere insieme sul fatto che Roland ha un patrimonio valido di soluzioni tecniche che rendono capace di costruire arranger con i fiocchi. Speriamo che questo patrimonio non sia disperso e che presto si possa rivedere la casa nippo-italiana tornare a sfoderare prodotti vincenti sul mercato, come succedeva ai tempi di E20, E70, G1000 e G70.

Written by Renatus

1 maggio 2011 a 22:18

Pubblicato su Roland

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5 Risposte

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  1. Ma la Roland non produce più più tastiere arranger?? E’ rimasta solo quella ciofeca di Prelude…😦

    Alessandro Landi

    3 maggio 2011 at 21:00

    • In effetti… sì. Purtroppo. Ci sarebbe il modulo Roland BK-7m: a breve in questo blog, pubblicherò il resoconto della mia prova.

      Renatus

      3 maggio 2011 at 22:22

      • Ok! Lo aspetto!😉

        Alessandro Landi

        4 maggio 2011 at 21:34

  2. […] avesse guadagnato il rispetto da parte di numerosi musicisti con i modelli di successo G70, E80 e E50/E60; mentre la generazione successiva di arranger aveva indotto una generale sensazione di abbandono […]

  3. […] strumenti dal contenuto essenziale: un’affidabile tavolozza sonora di qualità e un valido arsenale di stili. Roland, in effetti, si aspetta che i clienti sfruttino altri strumenti accessori per i controlli […]


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