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Riconoscimento degli accordi Pianist 2 con Roland BK-5

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Suonare, suonare, suonare

Suonare, suonare, suonare

In ogni arranger workstation che si rispetti, è possibile configurare metodi diversi di riconoscimento degli accordi al fine di pilotare l’accompagnamento automatico dei vari stili. Le prime generazioni di arranger supportavano una sola modalità di base: il riconoscimento degli accordi avveniva soltanto in base a quanto si suonava con la mano sinistra nella parte Left e l’accordo andava sempre suonato completo. Successivamente però, i migliori arranger hanno cominciato a supportare nuove diteggiature, alcune più semplificate (bastava suonare la tonica per l’accordo di maggiore, ad esempio) e altre più innovative, fino a quando non è apparso il riconoscimento degli accordi su tutta l’estensione della tastiera, cosa che finalmente ha consentito ai musicisti di suonare un arranger come fosse veramente un pianoforte. I pianisti (e gli organisti) che sapevano suonare a due mani avevano finalmente trovato pane per i loro denti.Questa diteggiatura particolare è nota con diversi termini secondo i vari costruttori: Korg la chiama Full, Roland e Ketron la definiscono Pianist , nel mondo Yamaha è Full Keyboard, mentre per Casio è Full Range.

In pratica, grazie a questa modalità estesa, gli accordi possono essere riconosciuti a prescindere dalla posizione delle note suonate sulla tastiera: possono essere utilizzate le note che si suonano con la mano sinistra, oppure con la mano destra, oppure con entrambe sull’intera estensione della tastiera. Di norma, per essere riconosciuto in questa modalità, l’accordo doveva essere composto da un minimo di tre note: cioè è necessario suonare contemporaneamente tre tasti perché l’accompagnamento automatico possa cambiare con il nuovo accordo.

Ovviamente, in certe situazioni, questa necessità si scontra con la partitura o comunque con la regolare esecuzione del brano, ad esempio quando le tre note dell’accordo dovevano essere suonate sul secondo movimento della misura ad accordo già cambiato sul basso o sulle altre parti; oppure quando la composizione non richiede un particolare momento in cui le tre note dell’accordo possono essere suonate insieme. Insomma: non è agevole coprire tutte le situazioni musicali.

Ora però sembra che Roland abbia avuto un’idea nuova per colmare questa lacuna. Infatti il nuovo arranger Roland BK-5 presenta la modalità Pianist 2 che consente di sfruttare il pedale Hold per richiedere all’arranger di riconoscere il cambio di accordo in un preciso momento dell’esecuzione, anche se in quell’instante si sta suonando una sola nota soltanto. Se il pedale viene mantenuto, l’identificazione degli accordi continua fino ai cinque tasti successivi suonati.

Mi rendo conto della difficoltà di riuscire a spiegarsi a livello teorico: forse è meglio quindi vedere questa nuova diteggiatura all’opera grazie alla bravissima Lena Panfilova e al video di presentazione che è stato pubblicato dagli amici della rivista Strumenti Musicali. Lena ci presenta la nuova Roland BK-5 ed è un piacere vederla all’opera con Fly Me To the Moon (In Other Words).

Written by Renatus

2 giugno 2012 a 07:08

Pubblicato su Roland

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6 Risposte

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  1. E’ sicuramente un passo avanti, via software e’ una funzione gia’ implementata nell’arranger One Man Band di Jos Maas

    Maurizio

    2 giugno 2012 at 09:19

    • Grazie della segnalazione, Maurizio. One Man Band è un software per PC, chissà che non riesca un giorno a dedicare dello spazio anche a questi prodotti software.

      Renatus

      3 giugno 2012 at 18:18

  2. In tutte le ketron che ho posseduto (e anche le solton ms) la funzione pianist è sempre stata utilizzata in combinazione con il edale sustain: finchè non lo rilasciavi, l’arranger continuava a suonare l’ultimo accordo riconosciuto su tutta l’estensione dell tastiera, non mi sembra qundi una particolare novità.

    edo

    19 agosto 2012 at 00:29

  3. […] celebrata modalità di riconoscimento degli accordi Enhanced pianist mode (Pianist 2) che avevamo già visto su […]

  4. […] Questa tecnica consente di sfruttare il pedale Hold per richiedere all’arranger di riconoscere il cambio di accordo in un preciso momento dell’esecuzione, anche se in quell’instante si sta suonando una sola nota soltanto. Se il pedale viene mantenuto, l’identificazione degli accordi continua fino ai cinque tasti successivi suonati. Utilissimo quando si suona l’arranger come fosse una pianoforte, con il riconoscimento degli accordi su tutta l’esensione della tastiera (Whole). Ne avevamo già parlato in questo blog nel giugno del 2012. […]


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