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Music Italy Show 2013: lo stand Ketron

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Stand Ketron al MIS 2013

Giorgio Marinangeli allo Stand Ketron

Terminiamo oggi i racconti sulla fiera Music Italy Show 2013 svoltasi a Bologna lo scorso fine settimana.

Mi è piaciuto molto il colpo d’occhio all’ingresso del padiglione 22 della fiera di Bologna. Lo stand Ketron apriva la scena da protagonista e offriva di sé l’impressione di un hub accogliente presso il quale valeva la pena fare una sosta. Tutti gli strumenti esposti erano facilmente accessibili per la prova dall’esterno, senza dover attraversare lo stand. Questa soluzione tecnica consentiva di sfruttare al massimo tutti gli spazi, come se ogni metro lineare del perimetro fosse un’occasione invitante per provare un prodotto Ketron.

Le tastiere poi erano piazzate a schiera, una dietro l’altra, comodamente disponibili per una prova personale in cuffia. Forse era l’angolo o solo il momento più tranquillo della fiera, tuttavia ricordo queste prove come le uniche veramente indisturbate dagli stand vicini e, soprattutto, dalle irregolari cascate di rullate sui tamburi che facevano da sottofondo continuo ai padiglioni della fiera.

Veniamo ai prodotti. Finalmente abbiamo messo le mani su MidJPro, la tanto attesa scatola magica che era stata presentata in anteprima al Musik Messe 2012 di Francoforte e che finalmente può essere messa in distribuzione. Alzato il volume master, ho potuto provare in cuffia le capacità di questo modulo hardware che potrebbe rivelarsi prezioso per gli intrattenitori professionisti abitualmente impegnati in serate di piano-bar, matrimoni, feste danzanti, karaoke, discoteche, concerti e animazioni collettive varie. Lo schermo sensibile al tocco consente di muoversi fra le diverse funzioni possibili: lettore multimediale di MIDI file, MP3, WAV. Mi sono divertito anche a pilotare una batteria pigiando i vari elementi dello strumento, un po’ come si fa con Garage Band su Apple iPad.

Ketron Audya 5 e MidJPro al MIS 2013

Ketron Audya 5 e MidJPro al MIS 2013

Ho quindi assistito alla bella dimostrazione di SD-1000 di Marco Bacchetta. Questo modulo sonoro era pilotato da un Audya che operava da master keyboard. Devo confessarvi che, per quel che ho sentito, i suoni di questo prodotto spaccano di brutto. Se qualcuno di voi fosse affezionato agli stili del proprio arranger e avesse il solo desiderio di rinnovare la propria tavolozza sonora, consiglio di dare una chance a SD-1000: la collegate tramite al vostro strumento, mettete in playback le vostre basi MIDI e vi trovate fra le mani una musica tutta nuova di zecca. Suonateci sopra le vostre parti: pianoforte, chitarre acustiche ed elettriche, fiati, organi, fisarmoniche, Bassi, Strings, Drum Sets acustici ed elettronici etc. Dal vivo le vostre esibizioni guadagneranno anni luce di realismo e di efficacia. Ketron ha poi introdotto su SD1000 anche la tecnologia dei loop audio percussivi suddivisi nei più diversi generi musicali, aspetto che dà una marcia in più a questo prodotto rispetto tutti gli altri moduli similari del mercato.

E’ stato bello poter rimettere le mani sui 61 tasti semipesati di SD-5, un arranger di levatura media la cui scocca e qualità dei tasti dà un grande senso di robustezza, segno di uno strumento dalla lunga vita. Suonare SD-5 con le proprie mani dà sempre grandi soddisfazioni, grazie soprattutto agli ottimi stili e alla qualità inconfondibile dei timbri naturali. Adoro gli stili Unplugged ed è stato bello osservare come il modello esposto sfoggiava il nuovissimo USB & SD Card Reader al posto dell’obsoleto Floppy Disk Driver. Questo importante dispositivo consente la gestione di MIDI file, Registration, stili e tutti gli altri file supportati dalle macchine, oltre alla riproduzione file WAV e MP3. E’ la dimostrazione di quanta attenzione Ketron presta ai propri clienti più fedeli: sino a ieri era quasi impensabile dotare i vecchi strumenti di un potente lettore audio/MIDI di bordo. Onore all’italiana Ketron!

Ma lo strumento su cui mi sono soffermato più a lungo nelle prove è stato un Audya 5 che mi ha inizialmente confermato la sensazione di leggerezza che avevo avuto in occasioni precedenti. Se SD-5 sembra avere le spalle robuste, qui abbiamo la sensazione opposta. Tuttavia la sezione arranger di Audya 5 è davvero forte: da una parte dobbiamo ribadire il realismo degli strumenti acustici, dall’altra dobbiamo però prendere atto anche della qualità degli stili, i cui pattern spesso non si limitano a sequenze che ciclano le solite quattro misure, ma si espandono per dare modo di costruire anche costruzioni armoniche più varie ed estese. E il tutto con un risultato che spicca per naturalezza e semplicità: una grande dote per chi ama fare musica. Se non fosse arrivato il momento di assistere all’esibizione di Michael Falkestein nel vicino stand di Hammond Italia, credo che sarei rimasto attaccato a questo arranger come la colla, per tutto il giorno.

Written by Renatus

22 giugno 2013 a 09:56

Pubblicato su Ketron

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8 Risposte

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  1. Grazie per le tue preziose informazioni

    gi.log@libero.it

    23 giugno 2013 at 12:11

    • Grazie a te per il tempo che hai dedicato a leggere questo blog.

      Renatus

      24 giugno 2013 at 11:20

  2. […] Notizie dallo stand Ketron […]

  3. […] altri nuovi prodotti Ketron a disposizione: il modulo sonoro SD1000 (di cui vi ho già riportato le mie impressioni dirette) e il pianoforte digitale […]

  4. […] a provarla anche se in modo sommario. I più attenti fra di voi ricordano di avervi già riportato le mie impressioni trascritte in quella […]

  5. […] azienda italiana, in cui ha partecipato dal 2000 alla progettazione degli ultimi modelli: MidJay, Audya e MidJPro. Oggi sono contento di condividere con voi il resoconto di un’intervista che Giorgio […]

  6. […] a Marco Bacchetta, musicista professionista che ho potuto apprezzare di persona nel corso del Music International Show di Bologna dello scorso anno. Oltre che suonare nei locali italiani ed esteri, Bacchetta collabora […]

  7. ciao, qualcuno mi sa dire chi ha scritto il pezzo che suona Marco nel video? titolo ? grazie

    santu gelsominu

    24 ottobre 2015 at 17:49


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