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Yamaha DGX-650: pianoforte digitale con funzioni di arranger

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Yamaha DGX-650

Yamaha DGX-650

Al Music Italy Show di Bologna, nello scorso mese di giugno, avevo avuto l’occasione di provare di persona Yamaha
DGX-650: trattasi di un nuovo modello di pianoforte digitale arranger, disponibile in due eleganti colori, tutto bianco o tutto nero. Come ho avuto modo di raccontarvi in quell’occasione, non ho avuto molta fortuna durante la mia prova. E così mi ero ripromesso di tornare con calma su questo modello. Lo faccio oggi grazie alla disponibilità in rete di due filmati di presentazione (i link sono qui sotto in fondo a questo articolo). Il primo ha un carattere istituzionale e un tono formale, mentre il secondo è molto più divertente e disinvolto, grazie allo straordinario estro di Bert Smorenburg.

Nella grande varietà di modelli a listino Yamaha, la serie DGX si colloca a favore di quanti prediligono tecniche pianistiche e che sono alla ricerca di un pianoforte arranger il cui acquisto non richieda un esborso economico più esorbitante, come potrebbe succedere con la serie Clavinova CVP. Non per nulla ho visto un modello DGX in diverse scuole di musica e di canto o a casa di amici con ambizioni pianistiche.

Come noto, il sistema operativo della serie DGX è derivato dalla serie inferiore delle tastiere Yamaha (per intenderci PSR-S650) ed è quindi semplificato rispetto gli arranger workstation (PSR-S750/S950 e Tyros). DGX-650 presenta un numero ridotto di pulsanti sul pannello che si prestano a svolgere ruoli diversi in base alla funzione software richiamata sullo schermo: questa soluzione tecnica richiede una certa pratica e, inizialmente, si dovrà far ricorso al manuale per conoscere come muoversi fra le numerose funzionalità software disponibili. Se escludiamo però questa restrizione dovuta al sistema operativo e alla limitatezza di pulsanti, per il resto ci sono molti motivi per cui dare una chance a questo prodotto.

Schermo principale di DGX-650

Schermo principale di DGX-650

Partiamo dalle 128 note di polifonia e dal suono di pianoforte acustico (Portable Grand). La qualità del campione è notevole, essendo derivato dal celebre pianoforte CFIIIS. La presenza di 88 tasti con azione Graded Hammer Standard (GHS) permette di replicare il tocco pesato di un pianoforte acustico con la sensazione di una costante variazione di peso dal registro basso (più pesante) a quello alto (più leggero). Per garantire la semplicità d’uso a favore dei pianisti, sul pannello è presente il pulsante Portable Grand Piano che consente di richiamare in un amen l’impostazione della tastiera sul suono classico di pianoforte, ovunque siate finite navigando sulle funzioni e sugli altri suoni disponibili a bordo. La tavolozza sonora degli altri strumenti non è vastissima, ma è conforme agli standard minimi di qualità sonora a cui Yamaha ci ha abituati nelle tastiere di questa levatura di prezzo.

Sono altresì disponibili le funzionalità standard presenti ormai nelle tastiere digitale di valore:

  • Attivando lo Split Mode potete differenziare quanto suonate con la mano destra e con quella sinistra. Ad esempio con la mano sinistra potete accompagnare con il basso acustico mentre con la mano destra armonizzate melodie.
  • Passando al Dual Mode potete emettere due suoni contemporaneamente su entrambe le mani. Il modo più diffuso (e un pochino abusato se mi consentite) è quello di incrociare un tappeto di archi al suono di pianoforte, ma ci sono innumerevoli altre possibilità di sovrapposizione.
  • Lo schermo monocromatico LCD (320×240 punti) consente di controllare la navigazione tra funzioni software, la selezione di suoni, stili e MIDI file ed anche di visualizzare lo spartito (Score) o il testo (Lyrics) dei MIDI file.
  • Il riconoscimento degli accordi può avvenire con la sola mano sinistra oppure su tutta l’estensione della tastiera, come un vero pianista si attenderebbe.
  • Ad accentuare il taglio pianistico del prodotto, nei filmati dimostrativi potete ascoltare una discreta carrellata di stili che concedono di far spiccare le proprie capacità pianistiche.
  • Sono pronti all’uso semplici funzioni come Tap Tempo, Metronomo e Transpose, tutte e tre molto più preziose di quanto non si possa apparentemente immaginare.

Vorrei segnalarvi anche la particolare funzione Style Recommender che avvia automaticamente lo stile più vicino al ritmo che state suonando in quel momento. Molto divertente e pratica, specialmente nell’uso casalingo.

Inoltre dobbiamo riferirvi della funzione Smart Chord: prestate attenzione, non corrisponde al semplice riconoscimento degli accordi suonati “con un dito solo”, perché è qualcosa in più. Infatti, suonando sia un accordo sia una singola nota, Smart Chord esegue l’accordo più opportuno introducendo sfumature adeguate all’accompagnamento completo (accordi di nona, di sesta, di settima eccedente, etc.) al fine di arricchire la propria esecuzione musicale con un suono più professionale.

Da una parte il pulsante Rec permette di registrare sul sequencer interno in formato MIDI su sei tracce, mentre le funzioni di editing sono alquanto ridotte. Dall’altra il pulsante Execute consente di registrare in formato audio su una memoria flash USB esterna: immaginate di collegare un lettore MP3 (qualsiasi smart phone ormai è in grado di farlo) all’ingresso Aux In di DGX-650 e potrete registrare tutto quello che suonate sulla tastiera “sopra la base MP3”. Il risultato è una nuova base audio (formato WAV) che potete poi copiare su PC o pubblicare in rete.

Ecco ora la presentazione istituzionale di Yamaha Corporation in lingua italiana

Questa è la divertente e più interessante dimostrazione di Bert Smorenburg.

Written by Renatus

8 agosto 2013 a 10:45

Pubblicato su Yamaha

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25 Risposte

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  1. Buonasera a tutti, ragazzi! Da un pò di tempo a questa parte tengo d’occhio un piano digitale della Yamaha, il DGX 640. Inizialmente non mi fidavo delle caratteristiche che avevo visto in una presentazione dello strumento su Internet, poiché esse sono parecchie e magari erano stati presentati solo i lati positivi dello strumento stesso. Ieri sono andato a provarlo e sono rimasto veramente sorpreso, in particolare dal suono assai realistico del pianoforte, ma anche da varie opzioni come lo split, il layer, il metronomo, gli styles e così via. Premettendo che lo strumento sarà utilizzato per intrattenimento, pianobar ecc., qualcuno di voi (magari un proprietario o qualcuno con molta esperienza su questo modello) potrebbe dirmi i vantaggi di esso, o magari evidenziare alcuni difetti? Grazie e buona serata a tutti! P.S.: Prima del DGX 640 tenevo d’occhio la serie Tyros, sempre della Yamaha, che però ho mollato praticamente subito, sapendo che era una serie a 61 tasti, mentre a me ne servirebbero 88. Una domanda: se la serie Tyros e il DGX 640 hanno più o meno le stesse funzioni, perché c’è una differenza di prezzo dai 1000 euro in su?

    Silver Price

    10 agosto 2013 at 18:34

    • Le serie Tyros e DGX non hanno le stesse funzioni. il sistema operativo Tyros è il più completo. Inoltre tavolozza sonora e repertorio stili sono di gran lunga più estesi. Convertitori D/A, unità effetti, connettori, schermo video a colori, armonizzatore vocale etc. contribuiscono a fare una grande differenza di prezzo.
      TYros è in pratica un Clavinova CVP senza il mobile e con una tastiera leggera a 61 tasti invece degli 88 pesati. Detto in termini molto generali.

      Renatus

      15 agosto 2013 at 18:31

  2. Bert Smorenburg.ha mai fatto delle dimostrazioni di esecuzioni simili anche con Tastiera Usai (Usai Keyboard)?
    Grazie, saluti

    Pinna Michela - Elmas

    14 agosto 2013 at 14:19

    • Non saprei Michela. Ho provato a cercare su YouTube (ma immagino l’abbia già fatto anche tu) ma non ho trovato nulla. Interessante il concetto di tastiera Usai, chissà che non abbia un grande futuro…

      PS: Grazie dell’attenzione prestata a questo blog.

      Renatus

      14 agosto 2013 at 17:36

  3. Salve! Come pianoforte suono e pesantezza dei tasti è superiore o inferiore al yamaha p 80? Gli styles presenti sono adatti per pianobar? Ha uscite per collegarlo ad un mixer? Legge i midifile? Grazie infinite!

    Pietro

    1 settembre 2013 at 09:13

    • Pietro, come ho scritto nell’articolo, non mi sembra che DGX-650 sia stato progettato per essere trasportato nei locali per pianobar.

      Renatus

      14 settembre 2013 at 11:53

  4. Salve a tutti!
    Ho appena acquistato un DGX 530 usato che sto iniziando appena a conoscere; ho scaricato diversi styles ma (via usb) ne riconosce una quantità ridottissima. I file .sty generati per Yamaha non vanno bene per tutti i modelli?
    Per trovare nuovi styles dovrei fare riferimento a quelli disponibili per altro modello con sistema operativo identico o simile?
    Se si, quale?
    Scusate per la banalità delle domande ma sono nuovo del mondo Yamaha…

    Marco Rinaudo

    14 novembre 2013 at 12:10

    • Ciao Marco. Sì ti confermo che la serie DGX non riesce a “digerire” tutti gli stili Yamaha creati per la serie PSR. Mi è stato infatti già segnalato da un altro lettore di questo blog. Purtroppo non dispongo di una tastiera DGX per cui mi è difficile poter indagare di persona. Mi spiace. Hai provato a contattare l’assistenza Yamaha e chiedere lumi?

      Renatus

      19 novembre 2013 at 21:41

      • Grazie Renatus per la cortese risposta.
        Prima di contattare l’assistenza voglio provare collegandola al pc e dopo avere installato tutto il software, cercherò di capirci qualcosa in più. Diciamo che la dotazione standard di styles, voices e MDB on board è più che soddisfacente però sono alla ricerca di sonorità particolari e voglio capire come fare per ampliarne la disponibilità.
        Grazie ancora!

        Marco Rinaudo

        20 novembre 2013 at 10:00

  5. Ragazzi,salve,ieri ho acquistato il mio yamaha dgx 650,e ho nontato una cosa che il volume al minimo minimo non si sente.Che vuol dire che i miei autoparlanti non sono buoni?..cioè il minimo non è effettivo,per iniziare a sentire il suono devo girare la rotellina dal minimo di un quarto.e suonando leggeremnte inizia a sentirsi.Quindi c’è un quarto di suono rubato nei minimi delle casse.Voi che pensate,che è il mio dgx ad essere così,e quindi è difettato?O sono tutti così?…ieri l’ho preso,e mi sta salendo l’ansia.HELP ME!

    Andrea

    30 novembre 2013 at 00:40

    • vai tranquillo sono tutte cosi!!!

      sergio

      30 novembre 2013 at 16:54

  6. […] a Yamaha DGX-650, pianoforte digitale con funzioni di arranger a cui abbiamo già dedicato un articolo in questo blog. Vi rimando alla lettura di quell’articolo per tutti i dettagli sul […]

  7. salve da Alberto dgx 650 e’ in pianoforte da casa dedicato agli stornellatori della Domenica niente dipiu’ e’ ottimo in casa bei suoni qualche cosa in piu’ del 640 un buon regalo di natale auguri a tutti.

    alberto

    12 dicembre 2013 at 10:58

    • Ciao Alberto. Grazie del commento a questo blog. Ho trovato originale e simpatica la tua espressione “stornellatori della domenica”. In effetti, come ho avuto modo di scrivere in altre parti di questo blog, io ho visto la serie DGX essenzialmente in due situazioni: da una parte nell’uso casalingo, come hai sottolineato tu; dall’altra però ho visto qualche esemplare anche nelle scuole di canto e di musica. Di certo non è uno strumento progettato per chi suona dal vivo con regolarità, anche se i suoni di DGX650 non farebbero davvero una brutta figura in un hotel, pianobar o simili. Saluti.

      Renatus

      15 dicembre 2013 at 23:12

  8. il suoni di piano….sono pessimi!!!!!!!!!e tutti gli altri suoni sono vecchi!!!!!!!!!!!!!!gli styles…idem!!!!Le tastiere yamaha come suoni sono valide dalla psrs710 in su…

    pippo

    18 marzo 2014 at 11:23

  9. Volevo segnalare che l’ottima recensione è stata utilizzata integralmente da un sito di vendita di strumenti musicali: http://www.verdestrumentimusicali.com/articolo.php?a=4535

    Michele Sirianni

    10 aprile 2014 at 19:39

  10. […] latita su questo segmento: forse l’unico confronto diretto potrebbe essere fatto con Yamaha DGX-650 anche se una comparazione serrata fra le due specifiche tecniche potrebbe sbilanciare fortemente; […]

  11. Scusate, ho un problema con la yamaha dgx 640, mi spiego. Mi sono state regalati degli Style su chiavetta, ma non so come utilizzare tali arrangiamenti, in quanto è come se questa chiavetta non la leggesse. Non so se devo collegare la USB ad un PC, ma non so come leggerli dal pc. Sono alle prime arimi. Potreste suggerirmi come fare?

    Giuseppe

    3 giugno 2015 at 10:59

  12. […] Da quando è stato presentato al mercato il pianoforte arranger Korg Havian 30, immagino che molti (come il sottoscritto) si siano interrogati in merito al confronto con un altro pianoforte arranger, Yamaha DGX-650. […]

  13. salve vorrei sapere perche non legge tutti i midi file che ho nella pennetta si ferma sempre a 901 si può fare qualcosa o no grazie

    christian

    26 novembre 2015 at 21:40

    • E’ probabile che non gestisca cartelle con un numero di file superiore a 901. In effetti diversi arranger Yamaha hanno un limite sotto questo aspetto. Hai provato a dividere i MIDI file in diverse cartelle?

      Renatus

      29 febbraio 2016 at 09:10

  14. […] nuovo modello manda in pensione il precedente pianoforte arranger DGX-650 rispetto il quale diminuisce il peso fino a 21kg, la polifonia sale da 128 a 192 note (strano, […]


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