Tastiere arranger

Benvenuti!

Un ringraziamento sincero alle persone di Roland Europe

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Progettati e prodotti da Roland Europe

Progettati e prodotti da Roland Europe

E’ una notizia che è rimbalzata nei giorni scorsi sul web e che ha trovato poi conferma in alcuni servizi giornalistici e, soprattutto, nel comunicato ufficiale emesso il 6 novembre u.s. da Junichi Miki, presidente di fresca nomina di Roland Corporation, società quotata alla Borsa di Tokio.

In breve, la casa madre giapponese ha comunicato la propria decisione di mettere in liquidazione e chiudere Roland Europe SPA la propria filiale che ha sede ad Acquaviva Picena in provincia di Ascoli. Tale drastica decisione è stata motivata dalla nuova linea di condotta della multinazionale che prevede la concentrazione dei siti produttivi al fine di riprendere efficienza e competitività a fronte di un generale calo del mercato a livello planetario. La produzione di pianoforti, tastiere digitali e fisarmoniche di Roland sarà ora concentrata in un altro stabilimento che si trova in Indonesia, mentre il ruolo di ricerca e sviluppo sarà probabilmente svolto dalla sede di Hamamatsu in Giappone.

Parliamo di una realtà aziendale italiana seppur di proprietà giapponese al 100%. Roland Europe è nata dall’acquisizione della storica azienda italiana SIEL fondata nel 1976. Sin dal 1987, per conto della major giapponese, in quella sede è stato progettato e prodotto un numero incredibile di strumenti musicali digitali , fra cui tutta la serie di arranger di cui abitualmente scriviamo in questo blog. Per chi conosce gli arranger, questi sono solo alcuni dei prodotti che hanno segnato la storia nelle diverse generazioni di tastiere Roland. E’ giusto ricordare qui alcuni nomi “con affetto”, non sono solo sigle di modelli: chi li ha suonati con le proprie mani capirà esattamente a che cosa mi riferisco.

La situazione è ancora fluida e nei giorni scorsi  i 150 dipendenti hanno appeso fuori dai cancelli le divise aziendali con i loro nomi, a significare quanto le maestranze siano orgogliose della qualità del loro lavoro e dei successi conquistati in questi decenni.

Roland Europe è un sito dove esiste una tradizione strumentistica ed una grande cultura musicale. La compresenza nello stesso luogo della fase di progettazione e di produzione ha rappresentato una grande occasione di sinergia fra i due reparti, che ha contribuito a rendere grandi ed efficaci tutti gli strumenti realizzati.

I musicisti in Italia e nel mondo che hanno creduto nei prodotti a marchio Roland potranno continuare a farlo visto che la produzione continua altrove. Ma di certo, per noi appassionati di arranger sarà difficile comprendere questa novità: sinora gli unici arranger Roland progettati al di fuori dell’Italia (GW7/GW8 e Prelude) non avevano registrato un numero elevato di consensi, anzi avevano in qualche modo compromesso la buona reputazione del marchio nel settore degli arranger. Mentre, al contrario, molti musicisti hanno apprezzato il recente e positivo rinnovamento della collezione italiana di Roland con il lancio della serie BK e anche noi qui in questo blog avevamo registrato con entusiasmo i più recenti modelli fra cui il recentissimo BK-9 con cui avevo trascorso 48 ore di immersione totale come ho qui raccontato.

Senza il centro R&D di Acquaviva Picena, Roland sarà ancora capace di progettare nuovi arranger nel futuro? Sono convinto che anche i direttori di Roland in Giappone si siano posti questo quesito.

I consumatori che hanno acquistato e che acquisteranno prodotti Roland non devono temere: l’azienda dovrà sempre assicurare il supporto per tutto il periodo di garanzia e oltre, come da leggi italiane ed Europee. Il distributore nazionale Roland Italy di Arese (MI) non è stato coinvolto da questa riorganizzazione e continuerà ad offrire tutti i servizi di garanzia, assistenza software e di disponibilità delle eventuali parti di ricambio.

Ora non ci resta che fare i nostri migliori auguri ai dipendenti di Roland Europe perché riescano a convincere la casa madre a rivedere la decisione nel nome dei buoni risultati prodotti in questi anni e che quindi si possa ridare fiducia ad un’azienda italiana che ha lasciato un grande segno nella storia dei musicisti degli ultimi decenni. O che magari si possa trovare una soluzione alternativa con un diverso assetto societario, ipotesi che non sarebbe del tutto da scartare. Da parte nostra, nel piccolo del nostro blog, vorremmo esprimere un grandissimo ringraziamento alle persone che hanno lavorato in Roland Europe in questi anni, perché da loro, dalla loro creatività e dal loro impegno, una schiera interminabile di musicisti nel mondo ha tratto ore/giorni/mesi di musica suonata, di concerti, di sessioni di registrazione, di prove, di lezioni di musica e di divertimento.

Grazie, uomini e donne di Roland Europe. Noi facciamo tifo per voi.
Un forte abbraccio!

Cattura

Written by Renatus

16 novembre 2013 a 11:38

Pubblicato su argomenti vari, Roland

17 Risposte

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  1. Sono d’accordo con te su quello che hai riportato, però da possessore del BK9 ti dico che sono abbastanza preoccupato perchè le versioni software vengono rilasciate proprio dall’ R&D di roland europe il quale è stato liquidato e le parti di ricambio degli strumenti prodotti lì, vengono fornite solo da quell’azienda, roland italy in tutto questo è un semplice intermediario, percui mi viene da pensare che la questione sia molto più grave di quella che si può immaginare.
    Ho sempre posseduto arranger Roland, se questa è la fine di roland europe, probabilmente il BK9 sarà l’ultimo arranger che avrò acquistato da Roland.

    Friend74

    16 novembre 2013 at 21:24

  2. Continuo a pormi domande senza trovare una giusta logica. Sicuramente non sono un esperto di marketing ma non credo che faccia un ottima pubblicità chiudere Roland Europe. Perchè allora presentare il bk9 per poi chiudere dopo 6 mesi, la casa dove è stata partorita.

    orazio74

    17 novembre 2013 at 11:16

    • Ho una sensazione, Orazio74: è come se Roland avesse dato un’ultima chance alla sede italiana di “spremere fuori” tutto il loro know how e la loro esperienza. I brevetti, il software, la tecnologia e la soluzione adottata restano di proprietà di Roland Corporation anche dopo la chiusura di questa storica filiale produttiva. Non è stata una scelta di marketing, ma un programma industriale.

      Programmazione industriale: è quella che manca oggi all’economia italiana.

      Renatus

      17 novembre 2013 at 11:55

      • avendola vissuta dal vivo non posso che dare ragione a Renatus, purtroppo gli “italiani” non brillavano per programmazione industriale, ero il responsabile SW in europa del sound Engine per le tastiere G70 E50 E60 ma poi me ne sono andato per mancanza di prospettive offerte e possibilità di “osare” negata dal management ai giovani. Un vero peccato non utilizzare tanto talento, sono convinto che sia questa una delle con-cause che hanno portato la Roland Europe ad essere giudicata non competitiva dalla casa Madre, ma forse mi sbaglio…

        Marco

        19 novembre 2013 at 00:21

      • e che programma industriale sarebbe, uno che fa chiudere un’azienda in attivo che produce innovazione di successo? non sembra avere alcun senso

        il know how lo hanno le persone, non le aziende, e` da 50 anni che ci propinano questa bufala che la “conoscenza” si possa vendere, comprare e trasferire come se fosse un etto di mortadella, ma non funziona cosi`, tantomeno in un settore con una forte componente creativa

        spero vivamente, per gli artisti che hanno sempre apprezzato il marchio, questo non significhi un grosso passo indietro sulla qualita` della produzione

        lorenzo

        19 novembre 2013 at 00:35

  3. […] a seguito della pubblicazione del mio recente articolo sulle vicissitudini di Roland Europe, ho ricevuto la segnalazione di un’iniziativa che intende offrire sul web un luogo di […]

  4. Ti ringrazio per il bell’articolo.
    Anche noi della Roland Europe non comprendiamo fino in fondo la scelta della casa madre, soprattutto perchè chiuderemo il 2013 in attivo. Purtroppo la nostra azienda va ad aggiungersi alle tante che in questi ultimissimi anni stanno chiudendo anche a causa di scelte politiche che non tutelano il lavoro in Italia.
    Daniele – Purchasing Dept. – Roland Europe Spa

    Daniele Santini

    18 novembre 2013 at 23:38

    • Ringrazio Marco, Lorenzo, Daniele, ringrazio tutti per i vostri commenti.

      Renatus

      19 novembre 2013 at 21:22

  5. […] Picena, dove si stanno per chiudere definitivamente le porte di Roland Europe (leggete qui tutta la storia), il presidente Junichi Miki in questi giorni si è recato ad Anaheim ad inaugurare lo stand […]

  6. […] stati popolari negli USA, al contrario di quanto è accaduto per altre case negli ultimi anni. L’incipiente chiusura dello stabilimento italiano di Roland Europe ha penalizzato anche un altro prodotto Made in Italy: […]

  7. […] amati arranger, sarebbero quindi esclusi purtroppo da questo salvataggio. Abbiamo già espresso la nostra vicinanza alle maestranze di Acquaviva Picena su questo […]

  8. […] un attimo avevo avuto l’impressione di una smobilitazione totale, vista la recente chiusura del sito produttivo piceno di Roland Europe, avvenuta lo scorso anno. E invece non era così, per […]

  9. […] Ta-dà! Chi mai più se lo aspettava? La notizia del giorno appartiene a Roland e al suo nuovo arranger. Davvero? Sì, davvero. E’ ufficiale: si chiama E-A7 ed è il primo arranger studiato e realizzato dalla casa giapponese dopo l’infelice chiusura di Roland Europe. […]

  10. […] Ma quelli della Roland Corporation in Giappone, si sono già pentiti di aver chiuso lo stabilimento di Roland Europe di Acquaviva Picena? […]

  11. […] il nome di Roland Europe per decenni fino alla chiusura del 2014. Ne abbiamo diffusamente parlato qui in questo blog e ora è bello vedere come alcune fra le professionalità italiane che hanno contribuito a rendere […]


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