Tastiere arranger

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Approfondiamo la conoscenza di Yamaha Tyros5

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Yamaha Tyros 5

Yamaha Tyros 5

In attesa di poter provare una Yamaha Tyros5 di persona e con la dovuta calma (Yamaha Italia batti un colpo se ci sei!), eccomi qui come promesso a condividere le riflessioni emerse dalla lettura della documentazione disponibile, compresi i manuali ufficiali e condividendo le prime reazioni in rete.

Tyros5-61 contro Tyros5-76

Cominciamo con lo smarcare un dubbio importante: le uniche differenze fra le due versioni di Tyros5 sono legate ai requisiti fisici: 61 tasti contro 76, una lunghezza di 1140 mm contro 1347 mm e 14,0 kg contro 16,0 kg. Non ce ne sono altre: funzioni software e caratteristiche hardware per il resto corrispondono.

Suonare

E’ risaputo che il cuore del motore sonoro degli arranger della serie Tyros batte forte quando si parla delle voci Super Articulation: queste permettono di creare espressioni musicali realistiche. La combinazione della modalità con cui si suona e la pressione dei pulsanti [ART. 1]/[ART. 2] consentono di aggiungere espressioni ed effetti particolari: rumori di fiato di chi suona un sax o il rumore della pressione dei tasti dello strumento, le armoniche delle corde di chitarra, glissati verso l’alto o il basso, stacchi di ottoni in calando e così via. Aspetti su cui Yamaha eccelle anche se altri marchi propongono soluzioni analoghe come i suoni Korg DNC e i toni Roland Super Natural.

La moltiplicazione delle sezioni d’organo ha creato l’interessante Organ World: ciascun tipo di organo dispone del proprio pannello di controllo a video, che rimanda alle vere sembianze dello strumento reale. I tipi Concert e Theatre riproducono le immense sale in cui sono suonati. Mentre i tipi Vintage, Home ed Euro dispongono di un controllo intuitivo e realistico del suono con speciali leve di piedaggio, schede e interruttori, come succedeva nello strumento fisico originale. I pianisti puri faranno pure spallucce, ma qui gli organisti gongolano.

Per le voci Ensemble, mi riservo di riparlarne in altre occasioni, dopo una prova diretta e personale.

Suonare con stile

La presenza dei nuovi stili +Audio ereditati da PSR-S950 e, perché no, ispirati alle novità introdotte dalla superba Ketron Audya, possono portare “una ventata fresca di realismo ed espressività” per le parti di batteria e di percussioni. Ma non dimenticate che Tyros5 conserva alcune buone abitudini della serie come gli stili nel formato SFF GE (Guitar Edition) ottimizzati per le tracce di chitarra e la tecnologia Articulation Element Modeling (AEM) che simula le caratteristiche degli strumenti: durante l’esecuzione il software seleziona i campionamenti sonori più adatti in sequenza ed in tempo reale, attingendo da un’enorme quantità di dati campionati. E lasciatemi citare infine le voci Wavecycling Sound che possono mettervi nelle condizioni di offrire risultati sorprendenti dal vivo.

Trovo ancor più interessante la possibilità di spostare l’area di rilevamento degli accordi dalla sezione della mano sinistra alla sezione della mando destra: e non mi riferisco all’aiutino per i mancini, ma piuttosto alla utile possibilità di suonare la linea di basso con la mano sinistra mentre si utilizza la mano destra per controllare la riproduzione dello stile. In questa speciale condizione è possibile impostare il Manual Bass ma il riconoscimento degli accordi avviene con un solo modo detto Fingered * e che richiede di suonare sempre almeno tre note per comandare il cambio di accordo allo stile in esecuzione. So che cosa state pensando: è da provare, prima di fare commenti. D’accordo.

Suonare con gli effetti

Ora guardate la foto di una Tyros5: non potete evitare di osservare il dominio esercitato dalla presenza dello schermo a colori TFT LCD, reclinabile e dalle dimensioni generose (7,5 pollici): il meglio che si possa immaginare per visualizzare gli spartiti digitali. I progettisti Yamaha hanno poi saputo sfruttare con abilità questo schermo rifinito e ampio disegnando pagine video di controllo degli effetti che offrono un controllo intuitivo, proprio come succedeva in passato con i dispositivi fisici reali, gli scatolotti hardware con cui abbiamo fatto musica per decenni (la migliore musica rock della storia, per la cronaca).

E che dire del Master Compressor, da sempre un gioiello prezioso nel bagaglio della serie Tyros: per quanti si chiedono quale possa essere il vantaggio dell’uso di un compressore, basti pensare che il suo scopo è quello limitare e comprimere le dinamiche del segnale audio: nel caso di segnali con dinamiche molto variabili (chitarra ad esempio) il compressore “riduce” l’intervallo dinamico evitando che suoni forti vadano in distorsione e suoni troppo deboli scompaiano. Se utilizzato la compressione con il guadagno, potete ottenere un suono più potente e di livello molto più alto.

Audio: sento, ascolto

Ora parliamo pure di altre cose buone e giuste: il Time Stretch per rallentare o velocizzare un file audio senza modificare l’intonazione, il Pitch Shift per modificare l’intonazione senza alterare il tempo, e il Vocal Cancel per tentare di cantare sulla base originale. Ok, tutto bello: ma perché il registratore audio produce solo file WAV e non anche il formato MP3? Non saprei, forse sarà solo una comodità superflua, ma io mi ci sono così abituato con la mia Korg Pa800. Comunque si può sopravvivere senza registratori audio: non è  per questo accessorio che si comprano arranger workstation.

Molto interessante per il supporto audio è l’Audio Link Multi Pad che consente di associare file WAVE ai singoli Multipad, un po’ come abbiamo descritto per le Audio Key di Roland BK-9. Immaginate gli utilizzi che potete fare dal vivo: ad esempio potete registrare brevi sequenze cantate, urlate, solo rumori o altre sequenze audio e richiamarle perché siano eseguite a tempo nel brano solo premendo uno dei tasti Multipad.

Onestamente, sulla carta, non provo grande entusiasmo per il nuovo cursore Cross Fader, quello che permette di regolare il bilanciamento del volume fra la riproduzione di un MIDI file e la riproduzione audio. Ovviamente mi posso sbagliare.

Voglia di espandersi

Tyros5 segue l’onda Yamaha degli ultimi modelli, compreso l’apri-pista PSR-S650. E cioè è possibile accrescere il patrimonio di risorse interne con una vasta gamma di voci e stili (denominati dati Premium Pack) che si possono acquistare e caricare su Tyros5. Se siete entusiasti di questa notizia, sappiate che dovete acquistare a parte il modulo opzionale di espansione della memoria flash per ospitare i file Wave che compongono le voci di espansione, gli stili e le song addizionali. Tecnicamente ne esistono due versioni: FL512M con 512MB di memoria e FL1024M con 1024MB.

E sappiate che dovete disporre anche di un PC con Microsoft Windows perché sembra che il software Yamaha Expansion Manager sia disponibile solo per PC al momento: lo scopo di questa applicazione gratuita è quella di consentire ai possessori di Tyros5 di installare e gestire i pacchetti di espansione sul proprio strumento sia tramite rete wi-fi sia tramite una memoria flash USB.

Music Finder e Registration

Ora, per qualche ragione Tyros5 viene consegnata con un Music Finder fatto di pochi record. Li volete tutti? Dovete scaricarveli da Internet dal sito http://download.yamaha.com/ Questa poi…  Credo tuttavia di aver scritto già abbastanza in merito al Music Finder  in questo blog; vi devo però confessare che mi è piaciuto costatare come su Tyros5 sia possibile memorizzare anche i brani musicali, sia in formato MIDI sia in formato audio, così come era possibile da tempo sul SongBook della concorrente casa Korg.

Nelle Registration è possibile premere il pulsante Info per aprire una pagina video che illustra in chiaro i parametri dell’impostazione memorizzata: le voci da pannello, lo stile attivo, il tempo e il pattern di avvio. Comodo, vero?

Preziosi gingilli

Parliamo innanzitutto del file system: la sua semplicità di accesso è nata con il primo modello di Tyros  e, a distanza di anni, si presenta oggi come un investimento lungimirante. Il numero massimo di file/cartelle memorizzabili in una cartella è 500. Nel tab USER, è possibile nidificare cartelle fino a quattro livelli, mentre il numero massimo di file e cartelle varia in base alle dimensioni dei file e della lunghezza dei nomi dei file e delle cartelle.

Se pensate che la funzione di Backup non vi possa servire, è soltanto perché non vi è mai capitato di perdere tutto il frutto del vostro lavoro per un banale guasto hardware o solo per una cancellazione involontaria.

Ho visto il cursore Assign e mi è venuto da pensare che il suo vantaggio più prezioso sarà quello di avere finalmente il nono cursore per pilotare il drawbar 1 nei suoni d’organo Hammond (o Vintage se preferite la forma anonima).

Ho trovato interessante il Panel Lock: immaginate di prendervi una pausa e di lasciare lo strumento incustodito, ebbene questa funzione protegge le impostazioni del pannello dall’accesso da parte di chiunque. Se siete professionisti e state suonando dal vivo, potete andarvi a bere una birretta senza che il nipotino della sposa vada a giocare con la vostra Tyros5 e faccia danni. Se siete musicisti casalinghi, potete rispondere al telefono senza rischiare che nel frattempo la vostra figlioletta vi cancelli tutti i MIDI file dal disco fisso. La protezione avviene con un codice PIN a quattro cifre: ma, state tranquilli, non è come il bancomat e non correte alcun rischio di smarrire il codice: in casi di smemoratezza, è sufficiente spegnere e riaccendere lo strumento per eliminare il blocco.

L’uscita video sul retro dello schermo è la tradizionale VGA con il supporto RGB per i monitor video tradizionali. Onestamente, nel caso di un modello di fascia così alta come Tyros5, mi sarei già aspettato la presenza aggiuntiva di una connessione digitale HDMI. Sarà per la prossima versione.

Superfluo traboccante

Secondo voi la funzione Repertoire era necessaria? Non bastava aprire il Music Finder e ordinare i record per la colonna stile?

E che dire di Style Recommender? Devo provarla prima di esprimere giudizi, però il fatto che la funzione analizza solo i tempi dell’esecuzione sulla tastiera, ma non la dinamica e nemmeno la durata delle note, mi porta a pensare sulla reale efficacia di questa caratteristica, che comunque non aggiunge nulla alla già stragrande capacità di Tyros5.

Un ultimo dubbio: secondo voi, ma esiste qualcuno che acquistano un arranger della serie Tyros e poi utilizza le Lesson/Guide oppure il  Performance Assistant Technology (P.A.T.)? Non saprei.

La mela che tanto va di moda

E ora parliamo degli apparati Apple che così tanto vanno di moda. Potete sfruttare iPhone, iPad e iPod Touch con diverse modalità di collegamento: potete collegarvi alle tradizionali porte MIDI nel caso disponiate del cavo di interfaccia MIDI i-MX1; potete invece collegarvi alla porta USB-to-Host se avete il cavo di interfaccia USB-MIDI i-UX1. Sulla carta ci sarebbe anche l’adattatore USB wireless LAN (UD-WL01), ma per il momento non ci è dato sapere se sarà incluso o meno: nel dubbio, restano i due cavi di interfaccia. Le applicazioni sull’Apple Store sono in crescita e fra queste possiamo citare Repertoire Finder, MusicSoft Manager

Per finire

Ma quanto ho scritto stasera. Mi sembra che per oggi ce ne sia abbastanza, vero? Vado a nanna! A presto.

Written by Renatus

27 novembre 2013 a 22:24

Pubblicato su Yamaha

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15 Risposte

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  1. Condivido la domanda ke ti fai sui P.A.T. sulla serie Tyros, è la stessa domanda ke mi sono fatto la prima volta ke ho acceso la mia Tyros2.
    Ma chissà un giorno
    Se mi permetti ho notato il prezzo un pò eccessivo, cmq è sempre uno strumento superlativo.
    Bluesyman79.

    Blyesyman 79

    29 novembre 2013 at 15:16

    • Un giorno il P.A.T. potrà servire si mie bambini x imparare a strimpellare un pò.

      Blyesyman 79

      29 novembre 2013 at 15:17

      • Fortunati quei bambini, Blyesyman 79!

        Renatus

        30 novembre 2013 at 14:58

    • Sì, il prezzo non è per tutte le tasche. Purtroppo…

      Renatus

      30 novembre 2013 at 14:58

  2. ma dov’è questo music finder …non si trova.

    Tony

    30 novembre 2013 at 19:14

  3. […] Altre informazioni sono disponibili qui: carrellata  di filmati su Tyros5 e approfondiamo la conoscenza di Tyros5. […]

  4. […] – Al momento del lancio – Segnalando la prima scarica di filmati dimostrativi – Approfondendo le novità tecnologiche – Altri filmati pubblicati da Bonners […]

  5. ciao mi chiamo claudio sono di torino suono da solo faccio liscio e anni 60 potresti dirmi dove posso trovare delle meravigliosi basi per il mio genere grazie

    claudio

    11 marzo 2014 at 21:59

  6. […] quanto concerne gli arranger, nulla si è mosso sul fronte delle ammiraglie, del resto Yamaha Tyros5 è stata lanciata da pochi mesi e sta fulminando il mercato. Per Korg siamo nella fase di […]

  7. […] nel luglio del 2014, quando avevamo commentato insieme il rilascio V1.06 del sistema operativo di Yamaha Tyros5. Da allora si sono susseguiti diversi aggiornamenti, tutti resi noti nella pagina ufficiale di […]

  8. […] di aver incorporato sulla serie 700 le più innovative e recenti caratteristiche già introdotte su Tyros 5 porta questi strumenti ad un livello eccelso. Fra le innumerevoli funzioni di bordo, possiamo […]

  9. È possibile usare gli style della tyros2 sulle superiori tyros 3, 4 e 5

    Eugeni

    5 settembre 2015 at 14:00

    • Sí, molti di quelli li troverai già di serie sul modello successivo. Per gli altri, porrebbe succedere che qualche suono non corrisponda, con Midi Player li puoi aggiustare.

      Renatus

      5 settembre 2015 at 16:54

  10. […] lo faccio volentieri perché è un buon resoconto di un confronto diretto possibile fra i suoni di Yamaha Tyros5 e Korg Pa4X: il dimostratore è riuscito perfettamente nell’intento di offrire una sobria […]


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