Tastiere arranger

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Giorgio Marinangeli racconta il progetto Ketron Audya (parte 1 di 2)

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Ketron Audya

Ketron Audya

Da diversi decenni KETRON è un nome importante nel panorama internazionale dei produttori di strumenti musicali rappresentando, in particolare, una punta di diamante nel segmento degli arranger. Giorgio Marinangeli è uno dei collaboratori più attivi di questa azienda italiana, in cui ha partecipato dal 2000 alla progettazione degli ultimi modelli: MidJay, Audya e MidJPro. Oggi sono contento di condividere con voi il resoconto di un’intervista che Giorgio mi ha concesso in questi giorni. Il testo è particolarmente lungo: per facilitarne la lettura su web, l’ho divisa in due parti. Ecco la prima parte, la seconda seguirà a breve.

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Intervista (prima parte)

Re’: Ciao Giorgio. Grazie della disponibilità per questa intervista a beneficio dei lettori di tastiere.wordpress.com. Alcuni di questi mi scrivono spesso per avere informazioni sui prodotti Ketron. Da una parte molti sanno che KETRON produce da decenni strumenti musicali di qualità al top nel panorama internazionale. Tuttavia ci sono molti dettagli che non sono conosciuti e che possono essere molto interessanti per chi suona le tastiere e gli arranger in particolare.

GM: Io voglio ringraziare te, Renato, per avermi contattato e per la voglia dimostrata di inserire nel tuo blog le opinioni, le idee di un “Ketroniano DOC”, come il sottoscritto. Spero che questa nostra chiacchierata, che io considero a metà tra “l’ufficiale ed il personale”, sia d’aiuto ai lettori di questo blog interessati ai prodotti KETRON.

Re’: E allora partiamo con la prima domanda. Che cosa hanno in comune le varie versioni di Audya dal primo modello del 2008 fino ad Audya4 e Audya5?

GM: Sono strumenti che appartengono alla stessa famiglia e, fatta eccezione per le diverse estensioni della tastiera (76 tasti su Audya, 61 su Audya5 ) o la sua completa mancanza (Audya4), sono formalmente identiche sia nelle prestazioni che nelle possibilità. A dire il vero su Audya5 ed Audya4 sono stati rimossi gli ingressi e le uscite digitali che erano presenti su Audya 76 ed è stato aggiunto il tastierino multitabs; queste sono in effetti le uniche vere differenze tecniche tra le macchine. Colgo anche l’occasione per precisare che la stessa Audya 76 (la prima ad essere commercializzata) nel corso degli anni ha subito solamente due modifiche: una hardware ed una software. Nelle ultime Audya 76 prodotte, è stato inserito un connettore hardware per l’aggiunta di una espansione di memoria RAM (fino a 192 Mb). La stessa quantità di RAM può essere comunque installata anche nelle tastiere prodotte inizialmente aggiungendo il circuito di espansione direttamente sulla scheda audio della macchina. L’altra modifica ha riguardato la wavetable e alcune funzioni e settaggi software della macchina.

Re’: E per quanto riguarda la qualità sonora?

GM: La qualità sonora di Audya è stata migliorata grazie al Sound Upgrade il quale ha permesso alla tastiera di avere una sound più equilibrato e presente, nuovi suoni che includono i rumori e le caratteristiche tipiche degli strumenti originali e molte altre migliorie e accorgimenti software oltre a funzioni completamente nuove come il Wave Editor, la User Audio Drum, il Pattern Editor, e così via. Anche in questo caso chi aveva già acquistato lo strumento, è stato messo nella condizione di aggiornarlo alla versione 4.0. Gli strumenti successivi, Audya5 ed Audya4 sono già prodotti con questi aggiornamenti di serie.

Re’: I continui aggiornamenti software sono sempre apprezzati, visto che garantiscono e proteggono gli investimenti fatti dei clienti al momento dell’acquisto e ne prolungano la vita per molti anni.

GM: E’ una caratteristica tipica della KETRON: quella di consentire ai proprio utenti di continuare ad utilizzare le proprie macchine per lungo tempo e di non produrre e commercializzare strumenti che tra loro si differenziano solamente per qualche nuovo suono o per qualche nuovo style. Questo genere di politica avrebbe causando un inevitabile e rapida obsolescenza dei prodotti con conseguente svalutazione dei medesimi. Al contrario ha sempre dato la possibilità a tutti gli utenti di aggiornare i propri strumenti e portarli al pari di quelli più recenti tutelando in tal modo la clientela che era ed è l’obiettivo dell’azienda. Scusate se è poco!

Re’: Il nome KETRON ha un’ottima reputazione presso i musicisti professionisti interessati agli arranger.

GM: La KETRON è un’azienda che vive e prospera da oltre 30 anni. E’ stata fondata nel lontano 1981 e chiaramente le vendite dei propri prodotti le hanno permesso di giungere sino ai nostri giorni cercando di migliorare di anno in anno, di prodotto in prodotto.

Re’: In termini risultati, qual è stato il prodotto arranger KETRON che ha fatto i più alti numeri di vendite?

GM: La serie MS è stata senza alcun dubbio il primo grande successo dell’azienda su larga scala ed ha permesso al nome KETRON di farsi conoscere ed affermare in molti paesi in cui ha successivamente consolidato le sue posizioni con le serie X, 😄 e SD. Il MidJay è stato un altro prodotto molto ben accettato dal mercato.

Re’: Torniamo al progetto Audya. Sarei curioso di conoscere che cosa avevate in mente quando è stata avviata la progettazione.

GM: Il maggior punto di forza di questo strumento è racchiuso nel suo cuore sonoro e musicale. Per capire di che pasta è fatta Audya, è sufficiente selezionare uno style con chitarre e batterie Audio (ad esempio il Jazz Samba Style), premete un accordo sulla tastiera e pigiate il tasto Intro3. L’orchestra parte ed in alcuni punti si fa fatica a credere che si tratti di una “macchina” automatica e non di una band composta da tre o quattro musicisti. Gli styles si sviluppano per 16, 32, o anche più battute, la batteria risulta viva e mai monotona, gli accompagnamenti danno supporto al groove e ti immergono nell’atmosfera dello style selezionato. Intervieni sui fill e sui break in tempo reale e senti il batterista che “ti viene dietro” come avrebbe fatto “quel tuo amico” con il quale avevi suonato quando eri più giovane sui palchi e nei locali della tua città.

Giorgio Marinangeli e la direzione Ketron ritirano il secondo Tastenwelt-Awards  per il MidJay Plus (2009)

Giorgio Marinangeli e la direzione Ketron ritirano il secondo Tastenwelt-Awards per il MidJay Plus (2009)

Re’: Ho provato Audya5 al recente MIS 2013 di Bologna e confermo: anch’io ho provato qualcosa di simile.

GM: Che dire: Audya è questo, è esuberante, è opulenta nel volume e nel ritmo. Quando ti sei stufato di suonarla, la puoi spegnere e riaccendere il giorno dopo ed avrai la sorpresa di nuove emozioni. Grazie allo style modeling puoi combinare tutte le esecuzioni e le linee melodiche e di accompagnamento contenute nello strumento a tuo piacere e puoi creare nuovi style, che si adattano ai tuoi brani, in modo semplice ed immediato. Se sei più esigente e raffinato, puoi utilizzare la funzione User Audio Drum per inserire negli style le tue batterie personali, (magari registrate proprio con il tuo vecchi amico batterista!) o magari utilizzare questa funzione per inserire cori e frasi audio che si “agganciano” alle varie sezioni dello style. Io credo che AUDYA racchiuda in se buone idee e alcune buone intuizioni sia tecniche e musicali.
Teniamo presente che stiamo parlando di uno strumento il cui sviluppo è iniziato diversi anni fa. La sua genesi, almeno per quanto riguarda le batterie audio, deriva dal MidJay ed in particolare dai DjLoop. Ricordo che l’idea di base per questa funzione venne dopo una chiacchierata avuta con alcuni sviluppatori software che lavoravano per una nota azienda di software per PC ad una fiera agli inizi del 2002. In quell’anno alla KETRON stavamo lavorando al MidJay e alla nuova piattaforma hardware che avrebbe poi portato alla serie Audya. Quell’idea nel giro di qualche settimana fu applicata al nuovo lettore in gestazione e nacquero così i DJLoop. In effetti nel lettore questi strani oggetti non sembravano aver tanto senso ma erano il seme per lo sviluppo futuro degli Audio Drum e degli User Audio Drum (funzioni che trovate sulla serie Audya). Devo dire che qualcosa del genere c’è anche su Audya. A mio avviso su questo strumento ci sono delle idee che potrebbero essere embrioni per nuove funzioni e nuove possibilità future. A voi scoprire quali sono!

(Continua…)

PS: La seconda parte dell’intervista a Giorgio Marinangeli è disponibile qui.

Written by Renatus

18 dicembre 2013 a 19:06

Pubblicato su Ketron

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8 Risposte

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  1. […] https://tastiere.wordpress.com. Se vi siete persi la prima parta dell’intervista, fate clic qui per leggerla […]

  2. […] L’intervista a Giorgio Marinangeli di Ketron. […]

  3. […] Veniamo ora a quanto ci compete, gli arranger workstation. In sintesi, abbiamo compreso che questa fiera è stata avara di novità. Del resto nel 2013 erano stati “sparati” tutti i colpi migliori da Yamaha (Tyros5), Roland (BK-9), Casio (WK-6600, CTK-6200) e Korg (Pa900). Anche la connazionale Ketron aveva detto il suo con il rilascio commerciale di MidJPro. Ecco quindi che non potevamo aspettarci molto dal NAMM invernale 2014, soprattutto tenendo conto di una crisi generalizzata del mercato e delle vendite, mantenendo presente la penuria di risorse per investimenti volti alla ricerca e allo sviluppo di prodotti più avanzati e, soprattutto, essendo consapevoli della contrazione del mercato degli arranger in sé a favore di soluzioni diverse, come peraltro ci è stato raccontato per bene in questo blog da Giorgio Marinangeli nel corso dell’interessante intervista che ci ha concesso un mese. A proposito, se non l’avete ancora letta, mi permetto di suggerirvi di farlo subito facendo clic qui. […]

  4. […] distratti fra i lettori di questo blog: se non sapete ancora chi sia Giorgio Marinangeli, allora fate clic qui per saperne di […]

  5. […] che qualcosa bolle in pentola in casa Ketron, ma è ancora prematuro parlare del sostituto di Audya. In casa Roland non tira una buona aria e piuttosto che vedere l’evoluzione di BK-9, temiamo […]

  6. […] giorni scorsi Giorgio Marinangeli ha pubblicato sul proprio blog personale un’interessante intervista a Marco Bacchetta, […]

  7. Giorgio,sono il fortunato acquirente della Audya.Dopo due settimane non si e’ accesa piu’.Ieri,alzato alle 4 ,alle 9 ero alla ketron ad Ancona sud ed in una sola ora Paolo,tecnico valente,ha saputo risolvere il problema:dipendeva da una flash ram del sistema che era GUASTA!!Ora,io ero uno deiguru della componentistica che va sui satelliti,con tutte le loro regole,burn in a 173 ore minimo ecc..ecc.Mache razza di componentistica viene utilizzata su queste schede?Tieni conto che la prima cosa a cui ho sottoposto la MIA tastiera e’ stato un piccolo burn in a 173 ore MINIMO,e questo ne e’ stato il risultato…

    Duilio Ritarossi

    27 febbraio 2015 at 08:00

  8. […] vi suggerisco la lettura delle interviste a Giorgio Marinangeli in cui racconta il progetto Audya (parte prima e parte seconda), quella in cui ci parla di SD7, e l’intervista a Marcello Colò dove si […]


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