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Collezione di stili Yamaha: 2013 International Charts

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2013 International Charts

2013 International Charts

Percezioni positive mi raggiungono quando osservo i segnali di continuo aggiornamento del repertorio di risorse software per gli arranger.  Lo spunto di queste osservazioni mi è nato in questi giorni a seguito della recente diffusione sul portale Yamaha MusicSoft di una nuova collezione di stili denominata 2013 International Charts. Trattasi di un pacchetto di dieci stili in vendita sul web al prezzo di 39,99 Euro.

A dire il vero, ci sono due prospettive da cui possiamo commentare:

  1. La disponibilità di risorse per le tastiere uscite di produzione da diverso tempo.
  2. La pubblicazione di stili che permettono di suonare musica dal gusto adeguato ai giorni nostri, anche su tastiere in commercio nei tempi andati.

Se consideriamo la prima prospettiva, dobbiamo riconoscere il merito di Yamaha perché i dieci accompagnamenti automatici di questo pacchetto sono compatibili con tutta la serie Tyros (fino al primo modello) e con la serie dei modelli PSR (a ritroso fino ai modelli PSR-2000/PSR-1000). Insomma, pensate: chi ha acquistato un arranger oltre 14 anni fa, ancora oggi può pensare di arricchirlo con stili nuovi! Non è male.

Se osserviamo ora la cosa anche dalla seconda prospettiva, prendiamo atto che gli stili sono adeguati ai titoli delle canzoni più celebri del 2013. E non è banale, se pensate che a volte gli stili aggiuntivi ripropongono l’ennesima variazione di un 8 Beat, di una ballad o di un ritmo latino, parliamo cioè di repertori che sono solitamente ben coperti dalla dotazione di fabbrica o dagli stili compatibili ed ereditati da altri modelli della famiglia. Invece qui abbiamo a disposizione ritmi nuovi per i giorni nostri.

Dicevamo, sono dieci stili che vanno a rivelarsi utili per un repertorio molto recente:

  • Ho Hey Folk: con questo stile potrete suonare una bellissima canzone del 2013 in pieno stile folk rock – Ho Hey – lanciata con successo dal trio proveniente dal Colorado (USA): The Lumineers.
  • Wake Up Dance: potrete cimentarvi con il vostro arranger alle prese del successone energetico e trascinante del DJ svedese che risponde al nome di Avicii: Wake Me Up
  • Lucky Disco: e qui potete dedicarvi a suonare il tormentone assoluto del 2013, Get Lucky dei francesi Daft Punk.
  • PopTango: Tangled Up appartiene a Caro Emerald e sul vostro arranger può diventare un autentico riempi-pista.
  • World Dance: questo stile è basato su World in Our Hands un brano pop frutto del compositore inglese (di origine nigeriane) Taio Cruz.
  • Moving Pop: stile costruito sulla canzone dei Gossip (Move in the Right Direction) e soprattutto sulla riedizione 2013 curata dalla polacca Kasia Dereń.
  • Mafia Dance: un altro successo internazionale per tutte le discoteche che era arrivato dalla Svezia: Don’t You Worry Child degliSwedish House Mafia.
  • R&B Hit 2013: anche questo stile appartiene al repertorio più danzereccio ed è costruito su Blurred Lines di Robin Thicke.
  • Animal Pop: potete suonare un successo australiano della cantante ed attrice Lenka: Everything At Once.
  • SynthPop 2013: con  Safe and Sound potete dare spazio infine al pop californiano dei Capital Cities.

Se siete un suonatore di arranger Yamaha, allora vi suggerisco di ascoltate le demo di questi stili dalla pagina del prodotto e, qualora vi piacciano e pensate possano tornarvi utili, fateci un pensierino. Fate vobis.

E questi sono i collegamenti ai filmati video degli altri brani citati qui sopra: Wake Me Up, Get Lucky, Tangled Up, World in Our Hands, Safe and SoundMove in the Right Direction, Don’t You Worry Child, Blured LinesEverything At Once.

Written by Renatus

3 febbraio 2014 a 23:05

Pubblicato su Yamaha

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2 Risposte

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  1. Caro Renatus, continuano purtroppo a mancare gli stili per le canzoni italiane. A parte una piccolissima collezione trovata ormai anni fa, nulla esce per noi. Possibile che non ci siano produttori italiani di stili per i nostri arrangerr (italiani)?
    Un saluto
    Maurizio

    Maurizio

    3 febbraio 2014 at 23:22

    • Ciao Maurizio.
      Grazie del tuo contributo.
      Sì certo, il repertorio nazionale è trascurato.
      Che sia un problema di insufficiente “massa critica”?
      Se ci fosse un mercato più vivace di suonatori di arranger in Italia, forse ci potrebbe essere anche un’offerta.

      Renatus

      7 febbraio 2014 at 20:41


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