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Ketron SD7: una conversazione con Giorgio Marinangeli

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Giorgio Marinangeli di Ketron

Giorgio Marinangeli di Ketron

In uno dei primi giorni caldi di questa timida primavera, mi ritrovo qui a riportarvi il risultato di una piacevole conversazione telefonica con Giorgio Marinangeli di Ketron, amico di vecchia data di queste pagine web. Giorgio ha accettato di soddisfare le mie prime curiosità su Ketron SD7, nella consapevolezza che poi io vi avrei spifferato tutto qui, in questo blog. Ringraziare Giorgio quindi non è per me un atto di cortesia, ma un sincero gesto di riconoscenza al quale spero possiate unirvi anche voi, cari e fedeli lettori di tastiere.wordpress.com.

Passiamo all’azione con il resoconto fedele di questo dialogo incentrato su SD7, il nuovissimo arranger presentato a Francoforte al MusikMesse dal 15 al 18 aprilre 2015.

Un nuovo prodotto italiano

Re’: Giorgio, nelle prime foto che ho visto, mi è piaciuto molto il contrasto fra l’aspetto vintage della scocca squadrata e robusta, come nelle vecchie serie Solton/Ketron, e lo schermo moderno a vividi colori. Di che materiale è fatta la scocca?
GM: Come si evince dal nome, SD7 è un nuovo membro della serie SD ( SD1, SD1 Plus, SD5, etc.) per cui mantiene più o meno la stessa linea estetica e forma. Il case è metallico e robusto anche se non particolarmente pesante considerato soprattutto che ci sono anche gli altoparlanti e l’amplificazione. Io personalmente ho suonato per tantissimi anni con una SD5, l’ho trascinata su e giù per centinaia di palchi e serate e francamente la sua struttura ed il suo case mi sono sempre sembrati all’altezza della situazione; penso potrà essere la stessa cosa per SD7.

Re’: Che tipo di tasti monta lo strumento?
GM: E’ una tastiera FATAR a 61 tasti normali. La stessa della precedente SD5.

Re’: E’ un autentico prodotto Made in Italy? Oppure siamo di fronte al caso “Progettato in Italia, assemblato in Cina”?
GM: Questo te lo garantisco. Come più volte mi è capitato di ribadire, il prodotto è tutto Made in Italy: progetto, studio, sviluppo, assemblaggio, stoccaggio, commercializzazione, etc. etc.

Re’: Mi incuriosisce questa scelta strategica, in un momento in cui quasi tutti decidono di produrre all’estero.
GM: Ma, sai, noi italiani siamo convinti in fondo di saper fare le cose, che le “possiamo” fare. Però, se penso ai contratti di lavoro e alle situazioni che oggi si vedono nei nostri distretti industriali, di tanto in tanto mi viene da pensare che siamo noi “italiani” i veri “cinesi”! Purtroppo poi abbiamo il peso delle tasse e dei costi accessori che ci appesantiscono, ma questa è tutta un’altra storia.
Inoltre, mi viene da dire che le altre marche, quelle che delocalizzano, alla fine, non è che poi lo regalano lo strumento, eh?

Nel panorama degli strumenti Ketron

Re’: Come commenteresti l’equazione che circola sul web secondo la quale SD7 sarebbe il risultato dell’accoppiamento di MidJPro con una tastiera di 61 tasti?
GM: Che è stata coniata da chi non conosce lo strumento. E’ chiaro che il motore ed il cuore dello strumento vengono dalla tecnologia del MidJPro, ma poi ci sono tante di quelle tante aggiunte che faccio fatica in questo momento a riassumerle tutte: nuovi styles, nuovi suoni, tutta la parte di gestione della tastiera con i vari MyList, ListVoices, SyleList, il nuovo Style Modeling, il Multi Player Audio, la sezione Recording, il MIDI File “restyle”… Scusami, sicuramente sto dimenticando qualcosa.

Re’: E, invece, che cosa ha ereditato SD7 dalla serie Audya?
GM: Mi viene da dire “nulla”, in prima istanza. Anche se, in effetti, molte delle soluzioni tecniche che oggi sono nei nostri strumenti vengono proprio da li. Lo Style Modeling era presente in Audya. Lì c’era la possibilità di modificare anche le chitarre audio e le batterie, anche se in modo leggermente diverso.

Re’: E in che cosa esattamente SD7 ha rinnovato la serie Audya?
GM: In nessun modo. SD7 non è della serie Audya: Audya rimane sempre il “top di gamma”.

La sezione arranger

Re’: La tecnologia delle tracce audio ha fatto strada. In SD7 ci sono novità su questo tema?
GM: Audio Multi Track è un bello strumento. Puoi creare basi fino a 6 tracce audio e mandarle in riproduzione sincrona senza tempi d’attesa o altro. Una traccia può anche essere dirottata nell’uscita Aux (cuffia ) e magari può servire come guida o clic per i batteristi o per gli altri musicisti.

Re’: Il nuovo strumento ha 260 stili di fabbrica. Non ti sembra un numero esiguo per le ambizioni di questo prodotto?
GM: Ne ha 260 di fabbrica, ma praticamente carica tutti quelli prodotti sin qui dalla Ketron a partire dalla serie X in su (fatta eccezione per la serie Audya) . Basta andare sul sito dell’azienda, scaricarsi i pattern desiderati, importarli, aggiustare giusto qualcosa qua e la (i pattern non sono MIDI file e l’importazione indolore è praticamente un’utopia) ed ecco centinaia di nuovi styles pronti all’uso.

Re’: E’ possibile riutilizzare gli stili Audya su SD7?
GM: Se contengono batterie o chitarre audio, no: quelle risorse non sono contenute all’interno di SD7. E però anche vero che è possibile importarli, perdendo magari le tracce di batteria o chitarra ed utilizzare poi il modeling per ripristinarle.

Re’: Rispetto le funzioni di edit degli stili presenti negli arranger Yamaha, Korg e Roland, che cosa ha di più lo Style Modeling di SD7?
GM: E uno strumento molto sfizioso. In realtà ti permette di cambiare e dar vita ad un nuovo style, senza scrivere una nota. Cambi un accompagnamento, un giro di basso e salvi un nuovo style. Francamente, devo dirti che il database interno di SD7 è molto ricco ed i musicisti che ci hanno lavorato hanno fatto un gran bel lavoro.

Altre caratteristiche

Re’: Dall’annuncio vedo che anche stavolta Ketron enfatizza come questo strumento sia disegnato per suonare dal vivo (arranger o player). A quando uno strumento Ketron dedicato al songwriting?
GM: Credo che tutti i nostri strumenti nascano con l’idea di essere portati sul palco, quindi la loro vocazione è sicuramente quella “live”. Ma non è tutto qui. La serie Audya ad esempio è un ottimo strumento adatto anche alla produzione musicale. Conosco molti studi e molti composer che la utilizzano per realizzare song, jingle o altro materiale audio. Tutti mi dicono che, il sound delle batterie e delle chitarre permette di realizzare materiale audio “dal taglio discografico” in modo veloce.

Re’: Il Vocalizer è un prodotto di terze parti?
GM: Made in Ketron anche questo.

Re’: Vedo che avete pensato di includere anche una memoria RAM sound.
GM: Sì, così il musicista potrà tenere aggiornato il proprio strumento nel tempo. Lo strumento non è chiuso ma permette di caricare nuovi suoni, anche se comunque dovranno essere forniti dalla casa madre in quanto non c’è la possibilità di crearne di nuovi in modo autonomo.

La sfida del mercato

Re’: Negli ultimi anni, alcuni clienti Ketron hanno scelto prodotti Yamaha e Korg. Secondo te, in quale modo SD7 potrebbe convincerli a “tornare a casa”?

GM: I clienti fanno quello che vogliono, ovviamente. Per me SD7 è uno strumento che suona bene, compatto e dal taglio fresco ma anche al tempo stesso rassicurante e tradizionale. Un gran bel mix di emozioni insomma!

Re’: Sembra che SD7 sia già disponibile nei negozi in questi giorni. Complimenti a Ketron per essere riuscita ad essere tempestiva nel fornire i negozi all’indomani del lancio del MusikMesse. Circolano voci su prezzi che rischiano di raffreddare l’entusiasmo iniziale all’indomani del MusikMesse 2015.
GM: Per conoscere il prezzo di listino ufficiale basta chiedere direttamente a Ketron. Per conoscere lo street price o il vero prezzo d’acquisto, basta chiamare il proprio negozio di fiducia. L’importante è non chiamare me, io non ve la posso vendere!

Prossimamente su questo blog

Re’: Vorrei chiudere qui, chiedendoti un ultimo favore. I lettori del mio blog sono molto interessati ad articoli tecnici per imparare a conoscere a fondo la sezione arranger e la costruzione degli stili. Saresti disponibile in futuro a programmare altre conversazioni come questa, però a carattere più tecnico e sempre a favore dei lettori?
GM: In effetti c’è molta curiosità su questo tema. Sono ovviamente disponibile ad approfondire l’argomento per i tuoi lettori, magari suggerendo qualche esempio o procedura su come personalizzare uno stile o anche crearne uno nuovo, anche se quest’ultimo punto richiede molto impegno. Ma ci possiamo provare, cercando di essere semplici e chiari per tutti.

Re’: Grande! Allora a presto, Giorgio. Ti sono, anzi ti siamo infinamente grati.

Ketron SD7

Ketron SD7

Written by Renatus

13 maggio 2015 a 07:36

Pubblicato su Ketron

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13 Risposte

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  1. Caro Renato, ti faccio i complimenti per questa meravigliosa intervista. L’idea di realizzare una sorta di rubrica con un responsabile Ketron è ottima. Vorrei che tu gli chieda della questione accessibilità da parte di persone con problemi di vista. Attualmente, Ketron e Yamaha sono rimaste le uniche tastiere a non avere il touch screen. Secondo me, dovrebbero lasciare entrambe le possiblità, sia utilizzando lo schermo e sia i pulsanti dello strumento.
    Anzi, ho notato che l’sd 7 di Ketron, anch’esso ha il touch screen, quindi presumo che in futuro si vada sempre per questa soluzione.
    I non vedenti non possono rimanere fuori dal poter utilizzare questi strumenti. In passato ho contattato diverse case di strumenti musicali (ketron era una delle prime), ma non mi hanno saputo risolvere la questione.
    I produttori dovrebbero riprendere il concetto di accessibilità per tutti dalla Apple, che ha realizzato sì prodotti touch screen, ma con sintesi vocali e quindi completamente accessibili.
    Potresti portare alla sua attenzione queste tematiche? Grazie e ancora complimenti.

    Lino

    15 maggio 2015 at 13:30

    • Ciao Lino, queste tue preoccupazioni sono condivisibili. So che Giorgio Marinangeli legge il nostro blog: chissà che non ti risponda lui direttamente.

      Renatus

      18 maggio 2015 at 06:34

      • ciao un informazione i style della sd1 funzionano sulla sd7? grazie

        patti ignazio

        25 febbraio 2016 at 12:54

      • Ciao Ignazio. Secondo quanto detto da Giorgio nell’intervista, sembrerebbe proprio di sì. Perché non contatti direttamente Ketron per una doppia conferma?

        Renatus

        28 febbraio 2016 at 16:18

  2. […] L’intervista a Giorgio Marinangeli di Ketron. […]

  3. […] Descrizione di procedure utili Gli aggiornamenti software fanno sempre piacere ma (a mio modesto avviso) la più gradita novità è la pubblicazione di un paio di articoli istruttivi che spiegano come creare un nuovo stile per Ketron SD7, come attivare l’effetto rotary sui suoni d’organo e, il più atteso, come importare su SD7 e MIDJPRO gli stili provenienti dai modelli Ketron precedenti della serie SD e MIDJAY, aspetto di cui ci aveva parlato anche Giorgio Marinangeli (ricordate?). […]

  4. […] Ketron SD7 e intervista a Giorgio Marinangeli […]

  5. […] fetta di estimatori. Al quarto posto troviamo Ketron che, grazie ad un prodotto di successo come SD7, sta crescendo nel livello di interesse dei […]

  6. […] pullulano di interventi a favore e circolano diverse esperienze di musicisti che testimoniamo come SD7 si stia giocando la propria buona reputazione allo stesso livello delle altre ammiraglie, Korg Pa4X […]

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  8. […] in cui racconta il progetto Audya (parte prima e parte seconda), quella in cui ci parla di SD7, e l’intervista a Marcello Colò dove si possono trovare informazioni sui modelli 2016: SD9, […]


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