Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for dicembre 2015

Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo 1.1.1

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Struttura del file system degli arranger Korg

Struttura del file system degli stili in un arranger Korg

Proprio a ridosso delle festività natalizie, Korg ha pubblicato due nuovi aggiornamenti del sistema operativo che governa l’ammiraglia Pa4X. Per qualche giorno abbiamo visto la versione 1.1.0 ma questa è stata sostituita velocemente dalla successiva versione 1.1.1 il cui manuale PDF in inglese è scaricabile dal sito istituzionale, mentre i possessori registrati possono scaricare la versione italiana della guida rapida da qui. Qualcosa deve essere andato storto, analogamente a quanto successo per Ketron SD7 lo scorso novembre, quando un rilascio software era stato ripetuto a pochi giorni di distanza perché la pubblicazione del nuovo software non aveva funzionato a dovere al primo colpo.

L’elenco dettagliato delle novità è riportato (in lingua italiana) sul sito del distributore nazionale: è un aggiornamento interessante ma non mi sembra di aver visto migliorie memorabili. Del resto, come è possibile elevare ancor più un sistema che è già nato con un numero impressionante di funzionalità? Se Korg volesse (o avesse le risorse) per un arricchimento software straordinario, probabilmente dovrebbe mettere mano alle fondamenta del sistema operativo per riscrivere la gestione del file system e liberarlo dalla struttura rigida di cartelle SET con cui è stato pensato anni orsono. Sin dai primi modelli di Professional Arranger, i dati possono essere memorizzati solamente in cartelle dalla gerarchia predefinita: le evidenti restrizioni non facilitano l’usabilità soprattutto nell’accesso a stili e a pad addizionali posti al di fuori della cartella SET caricata in memoria.  Personalmente ho imparato a conviverci con la mia Pa800 e del resto parliamo solo di una possibilità di miglioramento di un’architettura comunque stabile e affidabile.

PS: Avete già letto qualcosa in merito ai volumi 23-24 di stili gratuiti per arranger Korg?

 

 

Written by Renatus

28 dicembre 2015 at 09:39

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Consigli per gli acquisti dicembrini dei suonatori di arranger

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MusicOff - La grande comunità online per musicisti

MusicOff – La grande comunità online per musicisti

Per chi ama leggere gli articoli che riguardano gli arranger e dintorni.
Per chi legge abitualmente il blog tastiere.wordpress.com.
Per chi suona per professione e necessita di una strumentazione completa e aggiornata.
Per chi, dopo aver versato il saldo dell’IMU il 16 dicembre, è riuscito a trattenere qualcosa della propria tredicesima.
Per chi ha lavorato sodo per mettersi da parte qualche risparmio.
Per chi ha rotto il salvadanaio.
Per chi ha ricevuto una lauta mancia dai genitori, dai nonni o da una vecchia zia.
Per chi non è tastierista ed appartiene alla comunità dei lettori di MusicOff.
Per i chitarristi che affiancano un arranger al loro lavoro.
Per chi ha vinto una piccola somma alla lotteria.
Per chi è alla ricerca di un regalo per un musicista con arranger e può spendere anche solo una manciata di Euro.

Per tutti costoro, ho scritto tre articoli con cui ho avviato una nuova collaborazione editoriale con MusicOff, la grande comunita online di musicisti: per cominciare, ho esteso una semplice carrellata di consigli per gli acquisti dicembrini. I prodotti suggeriti appartengono ad una vasta gamma di prezzo: ci sono utili accessori a pochi Euro, altri ad un prezzo leggermente più alto, per passare alla sommaria rassegna di arranger workstation che partono da 500 Euro e arrivano fino alle ammiraglie sopra i 3000 Euro.

Se non avete ancora letto quei tre articoli, vi consiglio di farlo ora.

Buona lettura.

 

PS: Per la cronaca, non ho alcuna intenzione di smobilitare questo blog. Diciamo che ho ampliato la mia fatica di blogger. Speriamo di farcela.

Written by Renatus

21 dicembre 2015 at 20:01

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Stili in regalo da Korg Italy – Volume 23 e Volume 24

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Arranger Korg per animare le feste

Arranger Korg per animare le feste

Korg Italy si presenta anche quest’anno con un regalo natalizio per i propri clienti pubblicando un aggiornamento gratuito di risorse aggiuntive per la serie Pa (Professional Arranger). Trattasi di due nuove collezioni: il rilascio dei precedenti volumi risale all’estate del 2014, quando erano usciti contemporaneamente il volume 21 e 22.

Volume 23

La prima delle due nuove collezioni contiene una raccolta di 12 stili di ambiente rhythm&blues e soul (caspita!). Si presti attenzione al fatto che non sono stili generalisti per un vasto repertorio: sono stati creati pensando soltanto a specifici brani: sono song style, come ama dire qualcuno. Quello che voglio dirvi è che sono ideali per suonare quei 12 brani originali ma che potrebbero non rispondere bene su altri canzoni, visto che non supportano pienamente altri tipi di accordi e di armonia, come invece succede con gli stili normali.

I nomi degli stili camuffano il titolo originale del brano e, per comodità, ve lo aggiungo io fra parentesi:

  • Sweet Home (Sweet Home Chicago di Robert Johnson e resa celebre dal film The Blues Brothers)
  • Gimme Love (Gimme Some Lovin’ scritta dal mitico organista Steve Winwood e portata al successo dallo Spencer Davis Group)
  • Shake Your Tail (Shake Your Tail Feather di cui tutti rammentiamo una ruggente versione di Ray Charles, anche questa tratta dal film The Blues Brothers)
  • Better Think  (Think!, ovviamente la voce più bella del soul Aretha Franklin)
  • Horse Sally (Mustang Sally di Wilson Pickett, che alcuni di voi ricorderanno dallo splendido film irlandese dedicato alla musica soul, The Committments)
  • At Midnight (In the Midnight Hour, come sopra di Wilson Pickett e dal film The Committments).
  • Chain The Fools (Chain of Fools, celeberrima canzone di Aretha Franklin)
  • Peter Theme (Peter Gunn Theme di Henry Mancini non avrebbe nulla a vedere con il blues, essendo un brano orchestrale nato come colonna sonora di un programma TV, ma da quando è stato usato in una scena da culto nel film The Blues Brothers è diventato un inno ostinato e ossessionante degli amanti della musica nera)
  • MinnieFreeloader (Minnie The Moocher di Cab Calloway, un classico del jazz anche questo entrato nel repertorio degli amanti del blues sempre grazie al film The Blues Brothers).
  • Everybody Bros (Everybody Need Somebody to Love del compianto Salomon Burke, trasformata nel tempo da Wilson Pickett fino a diventare un capolavoro universale con John Belushi e Dan Aykroyd nel film The Blues Brothers).
  • Prisoner Rock (Jailhouse Rock di Elvis Presley e gran finale del film The Blues Brothers – ancora una volta)
  • Soul Bros (Soul Man di Sam & Dave).

Questo volume è fatto di due cartelle:

  • Pa3X (può essere caricato anche su Pa3XLe, Pa900, Pa600, Pa300 and HAVIAN 30)
  • Pa4X (in questa cartella mancano gli ultimi tre stili della lista di cui qui sopra, dato che questi fanno già parte degli stili di fabbrica precaricati sullo strumento).

Volume 24

La collezione successiva VOLUME 24 è più esclusiva e può essere installata solo su Korg Pa4X. Trattasi di otto stili per il repertorio pop:

  • Marvin G. Pop
  • All Begins Pop
  • Blood Flow Pop
  • Let Her Pop
  • Drag Me Pop
  • Can’t Feel Pop
  • Want Me Pop
  • Fast Guitar Pop

___________________

Per concludere, vi passo il riferimento all’annuncio del distributore nazionale Eko Music Group e la pagina BonusWare di Korg da cui effettuare lo scarico dei file.

E ora diamo spazio ai Blues Brothers!

Written by Renatus

19 dicembre 2015 at 10:34

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Pedali per tastiere arranger: volume o espressione?

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Korg XVP-10 - Pedale del volume e dell'espressione

Korg XVP-10: Pedale del volume e dell’espressione

Volume ed espressione

Se suonate soltanto in casa, è probabile che non vi siate mai posti il problema di alzare o abbassare il volume del vostro arranger in tempo reale. Ma, la prima volta che uscite e suonate dal vivo, vi rendete immediatamente conto di quanto sia vitale il poter agire sul volume continuando a suonare e cioè senza staccare le mani dalla tastiera.

In queste condizioni, per controllare il volume di uscita, si utilizza abitualmente un pedale. Uno dei due fra quelli che (apparentemente ma solo apparentemente) sembrano svolgere lo stesso ruolo e cioè controllare l’intensità del suono. Il primo è il pedale del volume vero e proprio, il secondo è il pedale dell’espressione. Lavorano in modo diverso: vediamo come.

Partiamo dal MIDI

Prima di tutto, facciamo chiarezza sulla nozione di base e cioè sulla distinzione fra i due controlli (volume ed espressione) a livello di implementazione MIDI.

  • Nel MIDI, il volume è determinato dal controller 7 che influenza direttamente l’intensità del volume di uscita secondo la classica scala di valori che va da 0 (silenzio) a 127 (volume massimo).
  • Invece, l’espressione risponde al controller 11 e agisce come una sorta di percentuale del controllo del volume. Facciamoci aiutare da un esempio: supponiamo che state registrando una canzone di tre tracce, un pianoforte (volume ad 80) un basso (volume ad 85) e una batteria (volume a 90). Ora immaginiamo che vogliate aumentare il volume dei tre strumenti mantenendo inalterato il bilanciamento nel mix tra gli strumenti stessi. Potete agire sul volume in due modi diversi: 1) calcolare a mano i valori di ciascuno strumento aggiungendo una percentuale e arrotondarli al valore più vicino, 2) aggiungere un valore fisso a tutti gli strumenti. OPPURE c’è una terza via: assegnare il medesimo valore di espressione a tutti e tre gli strumenti.

    Boss FV-500L - Volume ed espressione

    Boss FV-500L – Volume ed espressione

Cosa succede con i due diversi tipi di pedale

Passiamo ora a vedere cosa succede quando suonate in tempo reale con un pedale del volume oppure con un pedale dell’espressione.

Con il pedale del volume, potete naturalmente variare l’intensità del segnale che viene ricevuto dalle uscite stereo della tastiera e inviato all’ingresso dell’amplificazione; in breve, questo pedale esegue le stesse operazioni che sono possibili con la manopola (o il cursore) sul pannello dello strumento, consentendovi di variare il volume master senza staccare le mani dalla tastiera in un momento in cui state suonando in tempo reale.

Con il pedale dell’espressione, invece, potete fare qualcosa di diverso: innanzitutto, controllare le dinamiche espressive con variazioni più tenui del volume per non correre alcun rischio di degradare il segnale, visto che le variazioni sono valori percentuali a quanto avete previsto sul valore del volume. Se poi il vostro arranger lo consente, potete utilizzare questo pedale per controllare il volume di alcune tracce soltanto (ad esempio Upper 2 e non Upper 1). Su alcune tastiere, potete programmarlo per agire su altri controlli come l’aftertouch, il pitch bend o addirittura i parametri dell’unità degli effetti. Inoltre il pedale dell’espressione può essere configurato per agire solo sui suoni e non sugli effetti e, quindi, nel momento in cui alzate di schianto il pedale, ottenete un silenzio meno drastico e più naturale.

Collegamenti fisici diversi

Dal punto di vista delle connessioni fisiche, visto che il pedale del volume riceve il segnale dalle uscite audio della tastiera e lo invia al sistema di amplificazione, occorre collegare quest’ultimo tramite due cavi dalle uscite stereo (OUT) della tastiera ed entrare negli ingressi del pedale, e poi dall’uscite del pedale con altri due cavi raggiungete il mixer o l’amplificatore esterno.

Invece con il pedale dell’espressione dovete fare un’altra strada, visto che il suo lavoro è inviare variazioni al controller 11 della tastiera: collegate le uscite del pedale – tipicamente jack TRS – al connettore del pedale assegnabile del vostro arranger e poi configuratelo opportunamente (ogni tastiera potrebbe essere un mondo a sé: cercate le istruzioni sul manuale).

Scelta di un pedale

Va da sé che, qualora il vostro arranger non abbia un ingresso per il controllo dell’espressione, potete solo optare per un pedale di controllo del volume. Nella scelta specifica di un pedale del volume, occorre tenere conto della qualità costruttiva e del pregio dei componenti: visto che alzando il potenziometro potete raggiungere i valori massimi di uscita del segnale audio, esiste il rischio reale di degradare il segnale, rischio che può essere contenuto ed escluso dalla qualità del pedale stesso.

Per la scelta di un pedale dell’espressione, è importante che la corsa di escursione dei valori sia lineare, senza scatti e per tutta la scala dei valori. E’ importante segnare correttamente la polarità, perché sia coerente con i valori previsti dalle specifiche tecniche del vostro arranger.

Quiklok VP26U - Pedale del volume

Quiklok VP26U – Pedale del volume

Alcuni modelli presenti sul mercato

Alcuni pedali funzionano solo per il controllo del volume o solo per l’espressione, mentre altri sono in grado di gestire alternativamente entrambi i funzionamenti. Ogni casa di strumenti musicali offre i propri pedali marchiati che vi garantiscono l’affidabilità, mentre sul mercato si trovano anche produttori indipendenti per i quali va appurata la compatibilità con il vostro arranger (un controllo preventivo non guasta, giusto per evitare sorprese).

  • Yamaha FC7 è apprezzato da molti musicisti ed è in grado di controllare sia il volume sia l’espressione e può anche essere utilizzato per qualsiasi altro parametro assegnabile.
  • Il semplice Korg EXP-2 e il più evoluto Korg XVP-10 sono pedali che agevolano entrambi i controlli. XVP-10 è dotato di due canali indipendenti di ingresso/uscita. E’ possibile collegare uno strumento o un processore di effetti godendo di uscite stereofoniche e controllare il volume di entrambi i canali contemporaneamente, o collegare due strumenti indipendenti e controllare il loro volume nello stesso momento.
  • Ketron 9PE006 è un pedale che controlla soltanto il volume.
  • Roland EV-5 è il pedale d’espressione tipico per tastiere elettroniche, mentre Roland EV-7 è un pedale dalla corsa molto lunga per essere utilizzato propriamente con i suoni d’organo della serie VK Roland.
  • Anche la sussidiaria Boss distribuisce pedali per volume/espressione come Boss FV-500L mentre il più piccolo FV-50L è un pedale stereo del solo volume. I pedali Boss in alluminio sono particolarmente diffusi fra i musicisti, date le dimensioni e la robustezza.
  • Quiklok VP26U è un pedale del volume molto robusto e universale; Bespeco VM16 e Bespeco VM18L sono le due varianti di due pedali per volume ed espressione adattabili alle diverse rotazioni.
  • Per finire citiamo anche il pedale Behringer FCV100 che può essere usato sia per il volume sia per l’espressione. Funziona a batterie a 9V oppure con un trasformatore DC a 12V.

E ora, se ho stuzzicato la vostra curiosità, andate in un negozio di strumenti musicali e provate qualche pedale da voi!

Written by Renatus

10 dicembre 2015 at 22:01

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Ultime notizie da Ketron

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Cattura

Mi piace lo stile introdotto recentemente da Ketron sul nuovo sito. Mi piace in particolare la dinamicità della pagina principale, dove scorrono le notizie. Mi dà un senso di vitalità, mi fa capire che la situazione non è statica: c’è movimento. Mi comunica che Ketron è vitale. E che il comparto di ricerca, sviluppo e produzione degli arranger ha ancora qualcosa da dire. E che, in particolare, il Made in Italy nella produzione di strumenti musicali non ha ancora cessato di tenere alta la propria bandiera. Bene!

E allora commentiamo insieme le ultime notizie, quelle uscite dopo il 13 novembre, giorno in cui ci siamo confrontati insieme qui sulle novità fino a quella data.

SD7 1.1.1
Qualcuno di voi ricorda il piccolo disguido a causa del quale il nuovo sistema operativo dell’apprezzata SD7 non era stato reso scaricabile immediatamente in forma stabile. Ketron era già intervenuta il 17 novembre per correggere l’anomalia, ripristinando un grande entusiasmo fra i recenti acquirenti di SD7. Ma non sono passati nemmeno altri nove giorni, che ancora una volta Ketron interviene pubblicando una successiva versione del firmware. Siamo così arrivati alla versione 1.1.1. E’ naturale che, in tempi così ravvicinati, non potesse arrivare un aggiornamento importante, si limita infatti a migliorare la sincronia dei file di testo con le basi audio e MIDI, a sistemare qualcosina sul controllo del Pitch Bend e a consentire l’accesso alle REGISTRATION dal menu MEDIA.

MIDJPRO 1.3.4
Gli aggiornamenti software di Ketron vanno a braccetto e, quasi contemporaneamente, assistiamo alla pubblicazione della versione 1.3.4 del sistema operativo di MIDJPRO, la scatola magica. Anche qui registriamo piccole briciole di miglioramento: la stessa sincronia dei file di testo di cui sopra, l’aggiustamento di alcuni ritmi e l’aggiornamento del manuale.

Descrizione di procedure utili
Gli aggiornamenti software fanno sempre piacere ma (a mio modesto avviso) la più gradita novità è la pubblicazione di articoli istruttivi che spiegano come creare un nuovo stile per Ketron SD7, come attivare l’effetto rotary sui suoni d’organo e, il più atteso, come importare su SD7 e MIDJPRO gli stili provenienti dai modelli Ketron precedenti della serie SD e MIDJAY, aspetto di cui ci aveva parlato anche Giorgio Marinangeli (ricordate?).

PS: Colgo l’occasione per salutare pubblicamente Giorgio Marinangeli, caro amico di questo blog: gli auguro tutto il meglio, a seguito della sua recente decisione di terminare la collaborazione con Ketron e di abbandonare il  mondo dell’ingegneria musicale per passare ad un altro settore professionale. Excelsior!

Written by Renatus

3 dicembre 2015 at 23:14

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Con un arranger in una casa di riposo e un nugolo di bambini

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Oggi mi sento un po’ naif.

E’ successo domenica scorsa, in una situazione per me un po’ insolita ma molto semplice: ho accompagnato un coro di bambini che si sono recati con entusiasmo in una casa di riposo per anziani, per una classica mattinée con canti, barzellette, giochi di magia e danza.

Vi devo confessare che, grazie al mio arranger workstation Korg Pa800, ho potuto fare un sacco di cose:

  • Ho collegato le due uscite audio a due amplificatori esterni da 150 Watt ciascuno per diffondere il suono nel salone.
  • Ho usato gli amplificatori di bordo della mia tastiera come spie per il sottoscritto.
  • Alcuni anziani erano già nella sala mentre montavo gli strumenti. Ho passato allora un MIDI file di un minuetto classico per pianoforte come base per provare i livelli: mentre ascoltavo la resa dal fondo della sala, mi sono reso conto di aver fatto resuscitare l’attenzione di qualche anziano dalle loro carrozzine (chissà quale ricordo devo avere risvegliato).
  • Ho collegato un microfono Shure SM58 all’ingresso Audio Input della Pa800 e questo è stato usato successivamente dai due bambini che fungevano da disinvolti presentatori e da altri due piccoli e bravi raccontatori di barzellette (fantastici, per la cronaca).
  • In pochi minuti ero pronto. Quando sono arrivati tutti i bambini abbiamo cominciato. Ho accompagnato il coro in un paio di brani, sfruttando gli stili della sezione arranger. Avevo preparato la scaletta sfruttando la CustomList del SongBook, dove avevo configurato le voci da suonare dal vivo (STS) e le tracce degli stili. Così è stato facile ed immediato richiamare le impostazioni richieste.
  • Per il primo brano avevo scelto uno stile con una buona presenza nei bassi e nei suoni percussivi: questo scelta ha permesso al coro dei bambini di sentire bene il tempo e non perdersi.
  • All’attacco del secondo brano cantato, c’è stata una piccola ma fatale indecisione e la maestra del coro ha dato l’avvio con un leggero ritardo e così i bambini si sono trovati indietro di due movimenti con il canto: nessun problema, alla misura successiva ho premuto il pulsante magico Tap Tempo Reset e ci siamo trovati tutti a tempo in un niente (chissà se poi qualcuno se ne è accorto). Troppo comodo!
  • Durante i giochi di magia e lo spettacolino di danza, ho passato un paio di basi MP3 che mi erano stati dati dagli organizzatori dell’evento, sfruttando il doppio sequencer di Pa800 .
  • Alla fine, mentre tutti uscivano ho suonato – in tempo reale – un paio di ballate classiche e strumentali, sempre sfruttando gli stili della sezione arranger.
  • In meno di dieci minuti ho smontato tutto. Sempre da solo.

OK, voi direte: tutto qua? Non era niente di che, non era una situazione professionale e nemmeno impegnativa. Era solo uno spettacolino con bambini per un pubblico di persone molto anziane, disposte ad ascoltar di tutto pur di rompere la monotonia. Sì lo so, probabilmente era proprio così, avete ragione voi, ma… ma quant’è comodo disporre di un buon arranger e quanto è bello suonare le cose più semplici?

Alla prossima!

PS: Dimenticavo di dirvi che l’amico Riccardo Gerbi mi ha recentemente coinvolto fra i collaboratori della sua redazione e, da oggi, è cominciata per me una nuova piccola avventura nell’editoria web della musica. Troverò il tempo per stare dietro anche a questo nuovo impegno? Proviamoci. Intanto vi segnalo che è uscito il mio primo articolo di consigli per i regali natalizi per chi suona tastiere arranger: Arranger Workstation – Regali di Natale #1 Ovviamente la lettura è consigliata.

 

Written by Renatus

1 dicembre 2015 at 23:26

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