Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for febbraio 2017

Siete versatili o verticali?

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Introduzione

Come noto, un arranger esce sul mercato con la dotazione standard di accompagnamenti automatici “versatili”, pronti ad essere utilizzati per suonare un discreto numero di canzoni. In molti casi, è sufficiente variare il tempo ed eliminare una o più tracce, perché uno stile possa rivelarsi adatto per l’accompagnamento in brani molto diversi fra di loro. Naturalmente, il musicista può fare la differenza, personalizzando la propria esecuzione e mettendoci dentro la propria creatività al fine di ottenere un brano arrangiato, diverso dall’originale, ma più attuale e più personale.

Oltre agli stili di fabbrica, nei negozi virtuali del web o in forma di libero scambio su alcuni forum, fanno capolino gli stili “verticali”, quelli cioè costruiti su misura di una canzone specifica, i c.d. Song Style, che vi consentono di avere a disposizione l’Intro originale della canzone, i suoni più vicini a quelli del disco, i giri di basso e i break di batteria necessari per un’esecuzione fedele al brano famoso.

A questo punto, la domanda che vi pongo è semplice: voi quale situazione prediligete? Versatili o verticali? Ci sono i pro e i contro per ciascun tipo di accompagnamento automatico. L’argomento è molto interessante, almeno per chi – come il sottoscritto – suona arranger da una vita. Per cui mi ci tuffo dentro ora, in questo articolo. Voi che fate: mi seguite?

Bill Haley & His Comets - Rock Around the Clock (1954)

Bill Haley & His Comets – Rock Around the Clock (1954)

Stili versatili

Da quando esistono le tastiere arranger, da sempre gli accompagnamenti automatici proposti di serie vanno a coprire un vasto repertorio nei vari generi, tipicamente pop, rock, jazz, canzoni sentimentali (ballads in inglese), ballabili, musica etnica e così via. Seppur costruiti sui ritmi e sulle melodie di brani tipici di ciascun repertorio, la gran parte degli stili di serie sono disegnati nel modo più orizzontale possibile per poter essere utilizzati nel maggior numero di composizioni possibili. Una tastiera di buona qualità ha numerosi stili di accompagnamento: prendiamo ad esempio Yamaha PSR-S970 (l’arranger che ho sottomano in questi giorni) ha 450 stili in totale. Sono tantissimi. Ma nello specifico genere Pop&Rock ne ha 49 e se, quello è il vostro ambito preferito, sappiate che con 49 stili dovete essere in grado di suonare parecchio materiale e, in linea teorica, tutta la produzione musicale pop e rock. Voglio dire: da quando nel 1954 Bill Haley & His Comets ha inciso Rock Around the Clock  fino ai giorni nostri in cui LP ha registrato Lost On You, il mercato discografico ha visto decine di migliaia di canzoni di genere con innumerevoli variazioni ritmiche e incalcolabili giri di basso. Possiamo pensare di suonare qualsiasi brano Pop & Rock con 49 stili soltanto a disposizione? Forse non proprio tutti, ma nella stragrande maggioranza dei casi è possibile trovare una buona soluzione.

Possiamo individuare, tra quei 49, lo stile che si avvicina di più, assegnare il tempo corrispondente al brano in questione, togliere le tracce di accompagnamento eccessive (a volte ci ritroviamo a suonare la nostra parte con il solo accompagnamento di basso e batteria, perché no?), dimentichiamo i pattern e le variazioni non applicabili. Alla fine, ci troveremo fra le mani un buon arrangiamento, in taluni casi un ottimo mix. Il risultato dipende da due fattori: loro e noi. Loro sono i programmatori degli stili Korg, Yamaha, Ketron, Roland e Casio: gli stili devono avere il carattere giusto per “bucare” e uscire in ascolto; e non devono eccedere nella vicinanza a specifiche composizioni, perché altrimenti se ne ridurrebbe l’utilizzo ad una canzone soltanto, un paio al massimo. Dall’altra parte, ci siamo noi: siamo noi con le nostre capacità, la nostra creatività, la nostra voglia di divertirci, sperimentare e imparare. A questo punto quello che possiamo ottenere è molto probabilmente una bella esecuzione e non un clone del brano originale. Vale la pena provarci.

Del resto, se proprio vogliamo suonare sopra l’arrangiamento esatto del disco, allora non giriamoci intorno e utilizziamo direttamente uno Standard MIDI file o piuttosto una base MP3. Ma se, nonostante tutto, siamo qui che vogliamo suonare stili di accompagnamento della sezione arranger è perché siamo esseri umani, non macchine, e desideriamo creare qualcosa di personale che possa far dire – a chi ci ascolta – frasi del tipo: “Conosco questa canzone e mi piace come la suoni tu, come l’hai fatta tua rendendola una cosa nuova, attuale”. I bravi musicisti fanno miracoli con l’arranger quando sanno reinventare un repertorio suonandolo in modo nuovo: fra il pubblico, molti hanno le antenne pronte e ascoltano con attenzione. E capiscono. La gente non è tutta stupida e intuisce subito quando si trova davanti ad un musicista sincero, uno che non fa finta e che sta dando tutto sé stesso per comunicare, per divertire, far ballare e far sognare.

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LP – Death Valley (2016)

Stili verticali

Tuttavia non è tutto qui. Ci sono anche i c.d. Song Style. Se non sapete che cosa significhi questo termine, sappiate che siete in buona compagnia: anch’io ne ignoravo l’esistenza fino ad alcuni anni fa, quando questo lessico è apparso con insistenza nei forum di musicisti suonatori di arranger. Il Song Style al contrario degli stili generici che abbiamo descritto qui sopra, è uno stile verticale, costruito a pennello per una canzone specifica. In questo modo, il musicista che suona l’arranger riesce ad essere sicuramente fedele all’arrangiamento originale e la sua esecuzione potrà essere apprezzata più facilmente da quella parte di pubblico che di solito è restìa ad approvare la reinvenzione e la libertà creativa.

I Song Style sono comodi soprattutto per chi lavora come intrattenitore nel pianobar, nei ristoranti, matrimoni, feste e così via. Quando, nel baccano e nella confusione, il musicista si trova in difficoltà a far emergere la propria arte. Suonare in questi contesti è spesso un duro lavoro.

Dove trovare i Song Style? A volte sono nascosti fra gli stili preset, talvolta sono distribuiti gratuitamente dalla casa produttrice delle tastiere (cercate nell’area Download del sito ufficiale), spesso si trovano nei portali che vendono stili su Internet, altrimenti si possono scambiare nelle comunità web (occhio ai comportamenti truffaldini in questi casi) e, infine, potete anche crearli da voi. La tecnica più semplice per costruire un Song Style è partire da uno Standard MIDI file esistente e, tramite specifici strumenti software – argomento che potremmo esplorare in questo blog un giorno – esportare i vari segmenti della canzone dentro i pattern dell’arranger: Intro, una variazione per la strofa, una per il ritornello, Fill-in per gli stacchi, se serve anche un Break e, alla fine di tutto, il suo Ending finale. Ne consegue che, all’interno di un Song Style, è piuttosto comune ritrovare pezzi interi di Standard MIDI file.

Lo so già che cosa vi state chiedendo: i Song Style sono molto comodi, ma non si corre il rischio che il titolare dei diritti d’autore dello Standard MIDI file possa eccepire qualcosa? In effetti questo rischio c’è, ad onore del vero. Ma, ovviamente, se avete acquistato il Song Style da qualche portale web che detiene i copyright, allora non avete alcun problema e siete in una botte di ferro.

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Chiudiamo con Michel Voncken, il celebre divulgatore di strumenti Yamaha mentre si esibisce in Sultans of Swing (Dire Straits), suonando uno stile Pop&Rock presente nell’arranger workstation PSR-S970.

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Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

22 febbraio 2017 at 22:41

Pubblicato su argomenti vari

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Entusiasmo contagioso nel forum web dei supporti ketroniani

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Il logo di Supporti Ketroniani

Il logo di Supporti Ketroniani

Quanti di voi ricordano l’annuncio che avevamo commentato insieme nell’ottobre 2016 in merito alla nascita del forum Ketron? Bene, oggi torniamo sull’argomento, perché gli avvenimenti hanno registrato un’evoluzione rapida nelle scorse settimane. Date le basi di generosa spontaneità, era inevitabile che l’organizzazione subisse una scossa di assestamento iniziale e che quindi, dopo un avvio esaltante, il gruppo si dovesse ricompattare. E tutto è avvenuto intorno a cinque pilastri fondamentali: Antonio Rizzato (nome di battaglia Nico er Pirata), Eber Dimarti, Luca Scala (noto come Turpe), Filippo Liguori e Pino Palladino (Giupa per gli amici). Il forum ha un nuovo nome Supporti Ketroniani, un’inedita formula grafica e una nuova piattaforma web.

L’impaginazione web sfoggiata del nuovo sito è straripante di immagini e icone: non vi spaventate, vi permette di apprezzare il classico entusiasmo degli esordienti. E’ un segno della schiettezza e della sincerità che i ragazzi dei supporti ketroniani generosamente spendono per dare vita e continuità a questo luogo di condivisione. Sono convinto che, con il tempo, sapranno fare tesoro della loro esperienza e lavoreranno di fino per maturare anche sotto l’aspetto grafico. La piattaforma è quella di Forum Attivo.

Quando una persona si iscrive a Supporti Ketroniani, viene invitato a presentarsi: è un’iniziativa molto simpatica che dà subito un tono caloroso di famigliarità, aiutando la nuova persona ad entrare in contatto facilmente con gli altri membri del forum. Del resto, la lettura delle presentazioni offre uno spaccato realistico del mercato Ketron, permettendo di evidenziare quali sono i prodotti più diffusi e in quali contesti sono utilizzati.

Nella sezione denominata Angolo del bar è possibile parlare di tutto. Al suo interno spicca l’area di scambio risorse: permette di condividere il proprio patrimonio software, suscitando un inevitabile ampliamento del pacchetto di file a disposizione di tutti: l’unione fa la forza! Ci sono registration, audio drum, stili, loop MIDI e così via. Al fine di non rischiare nulla sul piano della legalità, i moderatori del forum sono espliciti e rigorosi nell’invitare tutti i membri a non scambiare MIDI file e SongStyle (stili cioè costruiti su misura di una specifica canzone, di solito partendo da un MIDI file protetto da copyright).  Gli stili scambiati sono tutti originali e costruiti con la tecnica dello Style Modeling presente su SD40, SD9 e SD7 e motivo di gran vanto per Ketron. E’ possibile anche trovare le indicazioni dei forumer più esperti su come modificare i suoni per personalizzare le voci e arricchire il proprio arsenale sonoro secondo le finalità di ciascuno: di norma, queste informazioni sono applicabili a tutte le tastiere Ketron.

Sandro Fontanella (Ketron), Antonio Rizzato (forum), Marcello Colò (Ketron) e Filippo Liguori (forum)

Sandro Fontanella (Ketron), Antonio Rizzato (forum), Marcello Colò (Ketron) e Filippo Liguori (forum)

L’area News, Eventi e Concorsi Forum è alquanto inedita per i forum di questo tipo. Al di là di ricordare gli eventi più importanti, le fiere e gli eventi organizzati da Ketron in Italia, periodicamente i moderatori del forum pubblicano qui un concorso per stuzzicare la creatività musicale, fotografica o video dei partecipanti della comunità.

Nella sezione Styles e risorse aggiuntive è possibile ritrovare la documentazione relativa alle chiavette USB di stili aggiuntivi distribuiti da Ketron, oltre ai collegamenti alla documentazione ufficiale e agli aggiornamenti firmware.

Per completare la libreria di informazioni, ci sono sezioni dedicate ai consigli, al supporto sui singoli modelli, alle configurazioni software per chi lavora con Cubase e Adobe Audition e agli accessori e al loro funzionamento. Non manca l’area destinata agli annunci dei privati per il mercatino dell’usato.

Il forum è affiancato da una pagina su Facebook e da un canale YouTube: in quest’ultimo sono presenti numerosi filmati sugli strumenti Ketron con dimostrazioni, recensioni e video-guide. Il canale è dedicato prevalentemente ai nuovi modelli: SD7, SD9, SD40, MidJPro e SD1000.

Personalmente, ho percepito quanto i moderatori ci tengano a precisare che non sono una sorgente ufficiale di informazioni ufficiali di Ketron; tuttavia, lasciatemelo scrivere, la loro esperienza diretta e il loro entusiasmo per il marchio, rappresentano una risorsa importante per tutti i musicisti. E soprattutto questa comunità è una risorsa per Ketron stessa: si è ritrovata fra le mani un’esperienza spontanea e leale di social network a cui attingere. Cosa che, di ritorno, può solo tornare utile all’immagine e alla popolarità dall’azienda di Ancona.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 febbraio 2017 at 06:00

Jerry Kovarsky: tastiere for dummies

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Tastiere for Dummies - Edizioni Hoepli

Tastiere for Dummies – Edizioni Hoepli

Oggi vi parlo di un libro. Sì, stavolta vi consiglio di dedicarvi alla lettura. Da un paio d’anni è disponibile sul mercato il libro che (ora la sparo grossa!) avrei voluto essere capace di scrivere io.

Voi sapete che io scrivo questo blog solo per passione e non sono nessuno nel mondo delle tastiere, quindi state tranquilli: se non ho ancora pubblicato un libro, non vi siete persi niente. Ma Jerry Kovarsky è davvero qualcuno e il suo libro è un qualcosa che nessun lettore di questo blog dovrebbe perdersi. Specialmente se avete l’onestà di ammettere che vi mancano ancora conoscenze sufficienti per padroneggiare il mondo delle tastiere digitali e siete desiderosi di saperne di più.

Abbiamo già parlato di Jerry Kovarsky in questo blog: ad esempio, nell’intervista che Max Tempia ha rilasciato per i lettori di questo blog lo scorso anno (NDA: se non l’avete ancora letta, vi consiglio farlo ora, almeno nella prima parte; poi tornate qui, che continuiamo il nostro discorso). Bene, in quell’intervista Max ci ha raccontato di Jerry  Kovarsky, membro del leggendario Voicing Team di Korg e che ha guidato i grandi progetti delle storiche workstation Korg insieme a Michele Paciulli e altri musicisti. Dopo aver abbandonato Korg, Jerry ha avviato una collaborazione con Casio sempre nell’ambito delle tastiere digitali. Non solo, Jerry è riuscito a stupire tutti anche nel mondo dell’editoria musicale specializzata: il Nostro scrive dannatamente bene e i suoi numerosi e vivaci articoli sono pubblicati da diversi anni sulla rivista americana Keyboard Magazine: quei testi sono oro che cola per quanti suonano tastiere ai giorni nostri. I più fedeli lettori di questo blog ricorderanno l’illuminante articolo di Jerry che mi sono permesso di tradurre in italiano nel febbraio 2016: Arranger calunniati ed incompresi.

Torniamo al libro. Dicevamo, se siete assetati di informazioni su come suonare le tastiere, non potevate chiedere di più di questo: che Jerry Kovarsky mettesse nero su bianco la sintesi della sua ultra decennale esperienza e conoscenza e che lo facesse utilizzando un linguaggio semplice, alla portata di tutti, come è nella tradizione della collana for dummies.

Cari amici, cari fedeli lettori di tastiere.wordpress: questo libro vi spiega tutto quello che vi serve sapere: perché i tasti pesati o waterfall, a cosa serve l’aftertouch, e come sono fatti i suoni campionati e ancora: fondamenti della musica, effetti e ritmi di accompagnamento, MIDI, audio, editing dei suoni… Udite! Udite! Ci sono ben due capitoli dedicati agli arranger (agli arranger!) e agli stili di accompagnamento: già da soli questi due testi valgono l’acquisto di tutto il libro.

Tastiere for dummies non può annoiarvi, visto che può essere letto in pillole, solo quando serve per capire certuni argomenti. Un po’ come un manuale di facile consultazione da leggere alla bisogna. Va da sé che la lettura sistematica dall’inizio alla fine potrebbe solo giovarvi, dandovi la possibilità di ottenere una panoramica ragionata e completa su tutta la conoscenza di base necessaria per orientarvi nell’ampio universo della musica suonata e prodotta con tastiere digitali.

Il prezzo di copertina è di 15 Euro circa, ma se siete clienti Kindle potete scaricarlo in versione digitale a soli 10,99 Euro. In ogni caso, sono cifre abbordabili e il piccolo investimento non è nulla a confronto del valore che otterrete da questa lettura.

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In questo filmato che segue, Jerry si diletta con un suono di pianoforte accompagnato dai ritmi di accompagnamento (Casio Privia PX-5S).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 febbraio 2017 at 06:00

Ketron SD40 | Sistema operativo versione 1.0.1

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Ketron SD40

Ketron SD40

Il modulo arranger Ketron SD40 è stato presentato al Musik Messe nell’aprile del 2016, come ultimo di una lunga serie di moduli sonori di successo disegnati e realizzati dall’azienda di Ancona. Molti di voi ricorderanno MS40, X4, XD3SD3 e Audya 4. Come noto, da numerosi anni, Ketron esercita un ruolo di predominio tecnologico e commerciale sul mercato specifico dei moduli arranger.

SD40 pesa solo 2Kg e spicca per dimensioni compatte (32 x 18 x 10 cm): sono dettagli importanti che ci rivelano quanto questo oggetto sia comodo da trasportare in ogni dove. SD40 è pronto ad essere collegato ad una tastiera master, ad un pianoforte digitale, ad una fisarmonica MIDI, permettendo così al musicista di esibirsi dal vivo con una sezione arranger di stili professionali, la cui energia è ampiamente riconosciuta grazie ai suoni Ketron, celebri per realismo e naturalezza.

Lo scorso 11 gennaio 2017 Ketron ha annunciato l’aggiornamento software 1.0.1 di SD40. Tale aggiornamento è essenzialmente dedicato ad una migliore operatività delle memorie flash USB, grazie allo sviluppo di un’ulteriore compatibilità con i formati di chiavette USB in circolazione. Nell’entusiasta comunità che gravita intorno al forum dei Supporti Ketroniani, è stato rilevato dagli utenti più esperti che il nuovo sistema operativo offre anche un miglioramento della dinamica dello strumento, sebbene questo aspetto non sia stato confermato ufficialmente dalla casa produttrice.

Le informazioni tecniche su questo prodotto sono consultabili nella brochure commerciale. Altrimenti, ecco per voi la presentazione registrata da Eber Dimarti dal canale YouTube di Supporti Ketroniani.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

6 febbraio 2017 at 19:00

Pubblicato su Ketron

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Yamaha MusicSoft: sconto quantità su MIDI file e stili di accompagnamento

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L’investimento realizzato da Yamaha per rinnovare il proprio negozio virtuale e che si è concretizzato lo scorso maggio con il rinnovamento totale della parte grafica e operativa di quel sito, richiede ora che il numero di vendite continui ad essere significativo. E così, al fine di premiare gli acquisti più sostanziosi, Yamaha Music Club riserva ora una scala di sconti crescenti in riferimento alle quantità:

  • chi acquista da 3 a 5 articoli, MIDI file e/o stili di accompagnamento, riceve uno sconto immediato del 5%
  • chi ne acquista da 6 a 8, riceve uno sconto del 10%
  • e per chi acquista almeno 9 articoli, fra brani MIDI e stili di accompagnamento, lo sconto sale al 15%

Lo sconto è applicato non appena gli articoli sono salvati nel carrello. Gli sconti non sono generosi come quelli che il sito applicava nel periodo natalizio (20%), sono tuttavia sempre apprezzabili. La promozione è disponibile dal 26 gennaio scorso e non è stata data comunicazione di quando terminerà. Tuttavia, suggerisco a chi di voi è interessato di fare comunque un giro.

Per maggiori informazioni riguardanti l’offerta, visitate la pagina: http://it.yamaha.com/it/news_events/musical_instruments/promo_midi_stili/

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Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

2 febbraio 2017 at 06:00

Pubblicato su Yamaha