Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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10 suggerimenti per l’acquisto di una tastiera

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Arranger KeysIl processo di acquisto di uno strumento musicale è come la scelta un vestito nuovo.  Lo strumento deve calzarvi in modo impeccabile, deve essere l’arranger che fa per voi. Il periodo in cui vi preparate alla scelta è un momento di brio mentale e di vivacità nel desiderio di coronare i vostri sogni. Non è quindi un processo che potete svolgere con troppa rapidità e conseguente incoscienza. Al contrario: armatevi di buona pazienza e godetevi il gusto della ricerca.

Ecco a voi, dieci suggerimenti per non cadere nella trappola di buscarvi il primo strumento che capita.

1 – Documentatevi

Prima di cominciare la caccia, suggerisco di farvi un’idea di massima della materia. L’offerta sul mercato è particolarmente ampia e il prezzo oscilla da poche centinaia fino a diverse migliaia di Euro. È necessario valutare le cose con cura all’inizio, senza farsi condizionare dalla fretta presupponendo di avere il fiuto immediato per un buon affare. Oltre ad essere vasta, l’offerta è anche variegata. È necessario quindi disporre di elementi di comparazione con cui valutare ciascuno strumento. Come prima cosa, documentatevi sul web, il web è un’ottima fonte di informazioni sterminate. Partite dai siti dei produttori e distributori, passate ai forum di musicisti e ai blog. Annotatevi gli strumenti di cui si parla maggiormente o che raccolgono consenti più entusiasti. Se potete, scaricate i manuali PDF degli strumenti e dategli una rapida lettura, almeno nei capitoli di vostro particolare interesse. Controllate le specifiche tecniche di ciascuno strumento candidato all’acquisto: vi serviranno per una valutazione comparativa.

2 – Fissate i vostri obiettivi e le vostre necessità, in ordine di priorità 

Vi siete fatti un’idea del mercato? Bene, ora pensate a voi stessi: annotatevi i dettagli esatti di che cosa state cercando. Ricordatevi la legge numero uno delle tastiere digitali: non esiste la tastiera perfetta. Sì, mettete il cuore in pace: non esiste lo strumento digitale definitivo, esiste piuttosto lo strumento che più si avvicina alle vostre esigenze. Siete alle prime armi e vi serve uno strumento con cui imparare o piuttosto siete uno studente al conservatorio? Usate lo strumento dal vivo o suonate solo in casa? Vi servono i tasti pesati per un’esecuzione pianistica oppure sono sufficienti tasti semi-pesati o addirittura leggeri? 88, 76 o 61 tasti? Avete necessità di espandere il repertorio di stili su ambito regionale o vi è sufficiente il repertorio mainstream? Siete interessati a programmare i vostri suoni per personalizzare a fondo la vostra musica o siete genuini esecutori? Avete bisogno di registrare le vostre esibizioni? Disponete di una DAW su PC o Mac oppure vi serve un sequencer di bordo? Definite il peso e le misure massime. E così via: scrivete il vostro elenco di requisiti. Non basta: date una priorità a ciascun elemento, vi aiuterà a scegliere che cosa è veramente importante per voi.

3 – Fissate un budget e attenetevi a quello

A meno che siate un figlio di papà o un vincitore alla lotteria, l’importo di spesa è un aspetto primario. Segnatevi quindi la cifra massima che vi consente il vostro patrimonio, escludete da subito gli strumenti che hanno prezzo superiore alla vostra possibilità e quelli che hanno prezzo troppo basso. Restringete la vostra ricerca agli strumenti che si avvicinano (senza superare) l’importo del vostro budget.

4 – Scegliete fra nuovo e usato

Acquistare modelli nuovi vi dà la possibilità di accedere ad almeno due anni di garanzia. In alcuni casi, anche di più. Inoltre, essendo la tastiera nuova, avrete la certezza di trovare tasti in ottime condizioni, pulsanti reattivi, schermi luminosi e uscite MIDI/audio perfettamente funzionanti e, per finire, una scocca senza graffi. Nel caso dell’usato risparmierete un sacco di soldi e potrete avere accesso a modelli con dotazioni superiori. Tuttavia ci sono dei contro: il periodo di garanzia è limitato se non addirittura nullo e va verificata l’usura dello strumento. Nel mondo dell’usato si possono fare buoni affari, attenzione però ai lupi e agli imbroglioni. Un buon consiglio è quello di prendere contatto personale con il venditore, magari scambiarsi i numeri di telefono e fare una chiacchierata per capire chi c’è dall’altra parte. I migliori venditori sono conosciuti anche nel web: chiedete informazioni in giro. La buona reputazione è una macchia d’olio che si acquisisce con il tempo e con il numero di clienti felici e soddisfatti.

5 – Diffidate dei prezzi troppo bassi

Specialmente nel mondo dell’usato, aprite bene gli occhi e le orecchie. Se la maggior parte delle offerte sul mercato di un certo modello è di 1000 Euro (ad esempio) e un giorno trovate un’offerta a 500 Euro, forse c’è qualcosa che non va. Chiedete di valutare lo strumento di persona prima di confermare l’acquisto. Solo allora capirete il perché. Ignorate bellamente le spiegazioni email del tipo: “vendo per errato acquisto”, “vendo perché mia moglie ha comprato il divano nuovo e non c’è più spazio per la tastiera in casa”, “devo vendere subito per comprare il regalo per mia figlia a Natale” o amenità del genere; sono informazioni del tutto ininfluenti per la vostra scelta.

6 – Fidatevi della marca, ma fino ad un certo punto

Può darsi che, per qualche ragione, siete attratti da una certa marca. Magari vi piace solo il nome o ne avete sentito parlare bene da qualcuno nel negozio del barbiere. Bene, allora cominciate da quella marca, ma non fissatevi solo su quella. Documentatevi, aprite lo sguardo sulla concorrenza. Il tempo passa, la tecnologia si evolve e non è detto che una marca di successo negli anni 90 sia ancora innovativa ai giorni d’oggi. Anzi, alcuni marchi blasonati sono addirittura scomparsi e i modelli residui sono presenti solo sul mercato dell’usato. Prima di buttarvi, ragionate e fate confronti.

7 – Facilitate la scelta, scendendo a due-tre prodotti al massimo

Se manterrete a lungo una rosa ampia di candidati, vi verrà il mal di testa a forza di passare le notti nell’indecisione. Quando si avvicina il momento di decidere, restringete la scelta ai due o tre strumenti che preferite. Concentratevi su questi e lasciate perdere tutto il resto. La scelta di un acquisto deve essere un momento di divertimento, non un seme per coltivare la vostra ansia.

8 – Non prendete per oro colato i consigli che trovate sui forum o sui blog

I soldi sono vostri, la musica che suonerete è vostra. Gli autori dei blog (compreso il sottoscritto, ovviamente) e i membri dei vari forum di musicisti che popolano il web esprimono sempre opinioni e valutazioni basate sulla propria esperienza. Non è detto che coincida con la vostra, anzi. È difficile trovare valutazioni che possono essere adottate e sposate in modo acritico. Le opinioni degli altri sono utili per orientarci, mai per prendere una decisione.

9 – Il prezzo non è mai il fattore decisivo

Un conto è segnarvi da principio il vostro budget: vi serve per selezionare i prodotti a cui potete permettervi di accedere. Ma dopo di ciò, non andate diretti ad acquistare l’arranger workstation che costa di meno fra i due-tre che avete individuato. E nemmeno pensate che quello che costa di più, vale di più. Al contrario, ritornate sulla lista di requisiti di cui al punto 2. È quella la cartina al tornasole che vi dirà quale modello è veramente quello che si serve. Potrebbe essere il più economico o il più costoso, non importa: è quello che molto più probabilmente si avvicina di più alle vostre necessità secondo le priorità da voi stabilite.

10 – La cosa più importante: provate lo strumento prima di acquistarlo

Se preferite, potete ignorare tutti i miei suggerimenti precedenti, ma su questo devo raccomandarvi di essere intransigenti: non comprate nulla che non abbiate provato con le vostre mani e le vostre orecchie. Cercate i negozi di strumenti musicali della vostra provincia o regione e dedicategli qualche mezza giornata. Gli strumenti sono esposti nel negozio per una sola ragione: per essere provati. Non vergognatevi a chiedere: anche se il negozio è pieno di gente, non abbiate paura: sedetevi e provate. Provate a lungo. Per tutto il tempo che vi serve. Controllate la pienezza dei suoni, la durata dei campioni, la risposta dei tasti al tocco, la qualità dei tasti l’impasto sonoro degli stili, la comodità dei pulsanti, la chiarezza dello schermo, l’usabilità a prima vista. Avrete le idee molto più chiare e capirete subito quale è lo strumento che più fa per voi. Se invece il commesso vi dice che gli strumenti non possono essere toccati, ditegli allora che non vi interessa più, fategli un bel sorriso, augurategli buona giornata e uscite da quel negozio: è evidente che non hanno alcuna idea di come si vendono gli strumenti musicali.

Written by Renatus

7 gennaio 2017 at 08:00

Il rapporto 2016 del blog tastiere wordpress.com

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Anche quest’anno il numero di letture di questo blog è in crescita. Non c’è stato un balzo in avanti come è avvenuto nel 2015 rispetto l’anno precedente, tuttavia i numeri parlano chiaro e sono impressionanti per il sottoscritto.
cattura

Come vedete, anno dopo anno, cresce l’attenzione per questo blog dedicato alle tastiere arranger. Nel 2016 abbiamo superato il muro delle 200.000 letture (207.436 per l’esattezza!) compiute da 81.599 diversi visitatori. Potete immaginare il mio stato d’animo, io che nel 2009 mi ritenevo già soddisfatto se fossi riuscito a raggiungere 25 lettori.

Il 2016 è stato un anno a due velocità per il mercato degli arranger: nella prima parte dell’anno abbiamo assistito a diversi lanci di nuovi prodotti come Yamaha DGX-660, i fratellini Casio MZ-X500 e MZ-X300, la coppia Yamaha PSR-E453 e PSR-EW400 e il trio Ketron SD9, SD40 e SD80. Poi, dopo la fiere primaverile di Francoforte, tutti si sono fermati e non abbiamo registrato alcun lancio degno di nota, nemmeno alla vigilia dell’inverno, in vista del periodo dicembrino solitamente ghiotto di nuovi acquisti.

Come ogni anno, abbiamo pubblicato diversi articoli, allo scopo di mantenere viva l’attenzione e la nostra passione sugli arranger. Se ve ne sieti persi qualcuno, vi consiglio qui la lettura degli articoli più significativi degli ultimi 12 mesi:

Dal punto di vista personale, il 2016 è stato un anno di cambiamenti straordinari, visto che le vicissitudini lavorative mi hanno portato a fare armi e bagagli e trasferirmi temporaneamente con tutta la famiglia all’estero. Questo trasferimento ha inevitabilmente rallentato la produzione di articoli del blog per qualche mese. Ma, da alcune settimane (alcuni di voi lo hanno notato) sono riuscito a riprendere continuità nella scrittura, macinando nuovi articoli con entusiasmo: non posso farne a meno, non fosse altro per non deludere i numerosi lettori che visitano quotidianamente queste pagine web, inoltrandomi messaggi, quesiti e (la cosa più importante) attestati di amicizia.

Voglio augurare buon anno nuovo e salutare i professionisti che mi hanno aiutato nel raccogliere informazioni e generare contenuti: Riccardo Gerbi (Audiofader) in primis, Danilo Donzella e Raffaele Volpe (Yamaha), Max Tempia (Casio), Marcello Colò (Ketron), Claudio Marini (Roland), Raffaele Mirabella (Korg). E poi Marco Santonocito, Giovanni Giuffrida e Antony Spatola. Un saluto particolare a Luca Pilla (direttore tecnico di Audiofader) con cui ho ripreso i contatti quest’anno in vista di nuove collaborazioni: il nostro incontro molti anni fa, alla fiera musicale  del Disma a Rimini, è stato il primo stimolo, quello più importante, senza il quale non avrei mai cominciato a scrivere di musica e non sarebbe mai nato questo blog.

E un caro augurio di felice 2017 a tutti i musicisti-lettori che mi onorano della loro attenzione, a quanti commentano sul blog o mi scrivono messaggi, agli appassionati di arranger in genere, ai suonatori professionali e agli amatori, ai pianisti e suonatori d’organo, ai pianobaristi autentici che non fanno finta di suonare, ai musicisti solitari, agli studenti alle prime armi, ai dimostratori di tastiere, ai nostalgici che tornano a suonare dopo anni di assenza dalla musica, agli accompagnatori di cori, ai genitori che regalano una tastiera ai loro figli, ai nottambuli che spendono la loro notte con le cuffie suonando e creando musica. Non vi posso citare tutti ma sappiate che siete voi il motore di questo blog. A ciascuno di voi quindi la mia più grande e sincera gratitudine!

Che Dio vi benedica tutti.

Acustico o digitale, un bel dilemma

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pianoforteIn un recente scambio di messaggi con Angelo, fedele lettore di questo blog, ho affrontato l’argomento controverso se valga o meno la pena sostituire il buon vecchio pianoforte acustico con una tastiera digitale. Ve la faccio breve: io sono giunto alla conclusione che una tastiera digitale possa (debba?) affiancare un pianoforte acustico, ma non sostituire. Non sono la stessa cosa e uno non può sostituire l’altro.

Il pianoforte acustico è unico e intramontabile. La sua fisicità e il suo realismo restano esperienze eccezionali: la possibilità di interagire con il tocco sui tasti per ottenere movimenti, vibrazioni e risonanze autentiche sono fenomeni reali che il mondo digitale può solo imitare e non rimpiazzare. È uno strumento perfetto che ha superato i secoli, capace di accontentare i gusti musicali di diverse generazioni in molte epoche. La qualità del suono, la protezione dell’investimento e l’aspetto estetico sono considerazioni fondamentali per dare il valore che il pianoforte acustico merita.

Però, al giorno d’oggi, se trascuriamo il recente fenomeno dei pianoforti ibridi, la tendenza dominante è quella di acquistare strumenti musicali digitali. E per diverse ragioni.

Il primo motivo è la manutenzione: gli strumenti digitali non richiedono di essere periodicamente accordati, occupano poco spazio e si puliscono più facilmente. Il secondo è la portabilità: pesi e misure degli strumenti digitali consentono un più facile trasporto. Al terzo posto ci metterei la convenienza: sul mercato si possono trovare strumenti digitali a buon prezzo con eccellenti suoni di pianoforte. In quarta posizione vorrei citare la versatilità: oltre al suono di pianoforte acustico, uno strumento digitale permette di emulare i suoni di pianoforti elettromeccanici, organi classici ed elettronici, archi, fiati, legni, chitarre… Al quinto posto vale il corredo di funzionalità tipicamente disponibili nel dominio digitale come la registrazione delle proprie esecuzioni, il caricamento di nuovi campioni e l’editing dei suoni, lo spartito digitale, le connessioni MIDI, audio e USB, e così via. In ultimo ci metterei il rispetto dei coinquilini: utilizzando le cuffie, è possibile suonare per tutta la notte senza disturbare nessuno.

E non trascurate il fatto che, se lo strumento digitale a tastiera include la sezione arranger, allora è possibile avere a disposizione musicisti virtuali: un batterista, un bassista, più chitarristi, un’orchestra intera che accompagna. Un motivo in più. Per me, quello decisivo. Da allora suono arranger workstation. E non ho smesso ancora oggi.

Written by Renatus

30 dicembre 2016 at 08:00

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Outlet Yamaha, Hamamatsu (Giappone) novembre 2016

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Yamaha Outlet Hamamatsu

Yamaha Outlet Hamamatsu

It’s so cold here tonight” commentava stasera lo studente australiano con cui ho scambiato due chiacchiere in un piccolo ristorante giapponese a Narita. E in effetti come potevo dargli torto: ha nevicato stamattina e le temperature ora sembrano polari. Siamo nelle vicinanze dell’areoporto di Tokyo. Domani mattina torno a casa: non vedo l’ora, dopo una settimana di lavoro trascorsa in Giappone. Qui in solitudine nella camera d’albergo, è il momento adatto per aggiornare il blog con il resoconto della visita fatta nei giorni scorsi all’outlet Yamaha di Hamamatsu, la città in cui si trovano la sede principale e un importante polo produttivo della casa giapponese dei tre diapason.

Non è la prima volta che vi racconto di questo negozio posto su diversi piani. Gli spazi non sono immensi e dall’outlet di casa madre di solito ci aspetteremmo l’esposizione universale di tutti gli strumenti a catalogo. E invece non è così. Gli spazi espositivi si sono ristretti a tre piani e, praticamente, solo due sono effettivamente dedicati agli strumenti musicali, mentre nel terzo si trovano libri, manuali, spartiti e CD/DVD. Al piano di ingresso sono esposti legni, ottoni, chitarre, tastiere digitali e tutta l’accessoristica utile, mentre al piano superiore dominano i pianoforti acustici e i violini. Già non mi aspettavo di trovare qualche arranger, visto che Tyros e serie PSR di taglio elevato non sono distribuiti sul mercato giapponese. Per quanto riguarda gli arranger, ho trovato esposti i modelli di primo prezzo PSR (il modello più alto era PSR-E453). Nulla di più tranne un paio di Electone. Fra i pianoforti digitali Clavinova erano esposti solo modelli della serie CLP, mentre osservavo l’assenza dei modelli CVP con accompagnamenti.

yamaha-c5xPazienza, dicevo fra me, quando mi reco dal commesso e cerco di capire se almeno riesco a provare un Montage, la nuova workstation di casa Yamaha di cui ricordavo una dimostrazione stellare da parte di Manuele Montesanti al Torino Synth Meeting nello scorso mese di maggio. Ebbene ottengo questa risposta: “Peccato, ho proprio venduto la scorsa settimana l’unico esemplare di Montage che mi era stato consegnato. E non credo che me ne arriveranno degi altri per un bel po”. Reagisco con stupore e il commesso immediatamente chiarisce: “Puoi anche andare a cercare un Montage altrove in altri negozi, ma  sarai fortunato se ne trovi uno: la prima produzione è stata già tutta venduta”. Un successo schiacciante, pensavo fra me. Introvabile in Giappone. Chissà in Italia.

E’ tutto qua. Sayonara, ovviamente con la segnalazione del video registrato da Manuele Montesanti per presentare Yamaha Montage.

Written by Renatus

24 novembre 2016 at 14:43

Senza casa

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Questo post è dedicato alle persone che vivono nelle zone colpite dal terremoto e in quelle circostanti. Ad oggi, oltre 22mila gli sfollati e 200mila le case lesionate. Dallo scorso agosto ad oggi, i più sfortunati hanno perso la vita, altri la casa, altri ancora non possono rientrare nelle loro dimore salve ma incerte; e poi ci sono quelli che dormono all’addiaccio, quelli che non hanno più certezze per il loro futuro. Per chi è rimasto ancora, c’è ancora paura, sempre tanta paura.

In questo blog abbiamo spesso fatto a cenno ad aziende e, soprattutto, persone che vivono nelle vicinanze delle aree interessate dal sisma. A tutti loro, va la nostra più sincera solidarietà. Per chi può e vuole esprimere un proprio segno concreto, segnalo il sito della Caritas Italiana.

Written by Renatus

2 novembre 2016 at 22:01

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Musika! Appuntamento a Roma: 30 ottobre 2016

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musika1Una nuova fiera di strumenti musicali? Così sembra.

Appare ora all’orizzonte Musika! Dove? A Roma, presso il centro congressi del Lifestyle Hotel in via Giorgio Zoega 59. La data è domenica prossima 30 ottobre. Gli organizzatori sono gli stessi che l’anno scorso si erano fatti sentire con i tamburi di Batterika!

Se per caso vi risulta comodo (purtroppo al sottoscritto non molto), ma voi buoni frequentatori di questo blog, potreste fare un giretto, o no? I 2000 metri quadri a disposizione consentiranno la presentazione di 97 aziende espositrici e 52 eventi dal vivo.

Nel nostro piccolo, in tema di arranger troverete qualche spunto di interesse. Yamaha presenta l’arranger a 76 tasti PSR-EW400 del cui fratello a 61 tasti (PSR-E453) avevo scritto in questa occasione. Sarà presente il bravissimo Mauro di Ruscio, un’autorità ormai riconosciuta in materia di arranger Yamaha: dimostrerà dal vivo le qualità di PSR-S970 Tyros5.

Anche Roland e Korg hanno garantito la loro adesione all’evento, ma – al momento – non ci è dato sapere se esporranno un qualche arranger come, rispettivamente, EA7 oppure Pa4X.

Fra i vari relatori, sarà presente Enrico Cosimi di cui ricordo un’appassionata e divertente presentazione al Torino Synth Meeting: stavolta farà “suonare” il mitico Moog e anche questo è un appuntamento che vi raccomando caldamente.

L’ingresso all’evento costa 12 Euro (intero) e 8 Euro (ridotto). Per saperne di più, visitate il sito Music Expo .

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E ora rilassiamoci con un video pubblicato recentemente da Justin Myerscough di A&C Hamilton, negozio di strumenti musicali di Preston (Inghilterra, a nord di Liverpool). In questo contributo, possiamo apprezzare insieme la versatilità dei suoni e degli stili di Yamaha PSR-S970.

Written by Renatus

22 ottobre 2016 at 20:34

Marco Santonocito, una storia professionale fra musica e tastiere

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Lo spazio odierno del nostro blog è dedicato a Marco Santonocito, musicista e professionista nel settore. Da anni si dedica attivamente al mondo della musica e al mercato degli strumenti musicali a tastiera in particolare. Alla sua lunga e ricca esperienza mi sono rivolto per raccontare ai lettori di tastiere.wordpress.com alcuni spunti concreti e diretti sullo storia e sull’attuale stato delle vendite di tastiere arranger.

Santonocito

Marco Santonocito

Re’: Ciao Marco, cominciamo da te. In qualità di musicista, quali sono state le esperienze che oggi ricordi con maggiore intensità?

MS: Quando avevo 16 anni, ascoltavo la PFM, il rock progressivo dei Rush, l’hard rock dei Led Zeppelin e i Pink Floyd. All’epoca, i miei strumenti erano un Elka X705 e un Crumar DS2. Con il mio primo gruppo, suonavo rock con testi in italiano. Ho iniziato presto a lavorare da Lajolo, uno dei negozi di strumenti musicali più rinomati di Torino di quegli anni, dove ho potuto provare e approfondire la conoscenza di meravigliosi synth come Roland Jupiter 6 e 8, Prophet-5, OBX e i vari synth Korg come Lambda, Delta, Trident, Sigma e Polysix. All’epoca, uscivo la sera dal negozio, mangiavo qualcosa in fretta e furia e proseguivo in un pianobar sino a notte fonda, tutti i giorni per qualche anno. Il ritmo era pesante da sopportare ma la voglia di suonare era tanta. Quando facevo pianobar suonavo con un piano Yamaha CP30, un Korg Lambda e un Minimoog usato, comprato dopo averlo noleggiato al mitico Federico Monti Arduini alias Guardiano del faro. A casa avevo anche un organo Hammond C3 con Leslie, che ovviamente restava lì parcheggiato visto il peso che lo rendeva impossibile da trasportare.

Re’: Sei un decano della vendita di strumenti musicali. Da quando operi nel mondo dei negozi degli strumenti musicali?

MS: Lavoro nel settore dal 1980, forse tra gli anni migliori della musica moderna, di sicuro incredibilmente vivi per quanto riguarda le novità nelle tastiere.

Re’: Molti ti conoscono per le tue dimostrazioni strumentali di notevole qualità. Quando dimostri un pianoforte o una tastiera elettronica, a che cosa ti ispiri?

MS: Per prima cosa cerco istintivamente di capire la persona che ho davanti a me, le sue esigenze, le sue preferenze e le sue debolezze, guardandola in faccia e suonando un brano della sua epoca. A volte succede che il cliente si commuove, questo significa che sei riuscito a toccarlo nell’anima e a presentare lo strumento come un oggetto prezioso.

Rassegna di arranger

Re’: Marco, possiamo commentare brevemente i migliori arranger che hai suonato in questi anni? Partiamo dal primo arranger di grande successo: Roland E70.

MS: E chi non ha avuto una tastiera E70? Lo strumento del pianistabar, lo strumento per eccellenza con i suoi accompagnamenti tipici da rolandiano: ci potevi suonare di tutto. Ovviamente non puoi paragonarla alle grandi sonorità di oggi, ma pensiamo ai primi anni novanta: non esisteva pianista senza una Roland.

Re’: Ne avevo una anch’io! Ma passiamo ad un altro arranger: Solton MS60.

MS: Ma che bella! Facile da usare, suoni puliti, finalmente tu sentivi un bel sax. Penso che MS60 fosse l’unica a quei tempi capace di riprodurre un violino così reale. Ricordo una stupenda fisarmonica, un sacco di floppy -disk con stili nuovi. Facevi ballare un paese intero. La si vede in giro ancora oggi, peccato la scocca che dopo qualche anno rimane appiccicosa, forse le vernici non erano delle migliori.

Re’: Una delle mie preferite, per cui provo una grande nostalgia: Korg i3.

MS: Mi sembrava di avere il mondo in mano: la nominai la tastiera dagli accompagnamenti ribelli, con quella carica esplosiva e il fill-in generato ogni 4 battute. Impazzivo per il suono del sax soprano. Peccato per quel difetto nella lettura dei MIDI file: non riconosceva la traccia 10 (drums). Era costruita con un bel materiale e una buona meccanica.

Re’: Sempre in tema di nostalgia, parliamo un attimo di Technics KN7000.

MS: Detto dagli agenti che commercializzavano il prodotto, sono stato il dimostratore che ha venduto più KN7000 in Italia. Il sound Technics colpiva subito, belli i pianoforti e i fiati, erano suoni molto classici. Ricordo il grande display a colori, l’amplificazione che ti dava buone soddisfazioni, un caldo sax tenore, fantastica la tromba: mi bastava suonare Gonna Fly Now, tema del film Rocky e qualche brano di Ennio Morricone e la tastiera era venduta.

Re’: E ora Korg Pa80.

MS: La tastiera che aprí un varco alla serie PA, buona la posizione dei comandi. Il sound era tipico Korg: moderno e facile. E’ piaciuta subito a molti, grazie al doppio lettore MIDI di bordo.

Re’: E che mi dici di Yamaha Tyros4?

MS: Grande! Sono rimasto entusiasta dai suoni molto reali, suoni orchestrali, realistiche le chitarre. In negozio suonavi i temi di film come “I pirati dei Caraibi”, qualche brano dei Pink Floyd e vedevi le bocche aperte delle persone stupite dalla sonorità che usciva da quella tastiera.

Re’: Torniamo in casa Korg con Pa3X.

MS: Era l’evoluzione di Pa800. Finalmente una tastiera che si sentiva sotto le dita con una buona meccanica, Gli accompagnamenti Korg erano tipicamente caldi ed avvolgenti. Onestamente era un po’ macchinosa, ma i materiali erano ottimi. Suonare un brano di Santana era il massimo.

Re’:  E poi arrivò Yamaha Tyros 5.

MS: All’impatto, devo ammettere che grandissime differenze dalla Tyros 4 non ne abbia trovato, anche perché – come dico sempre – non possiamo aspettarci sempre la luna!  Meravigliosi i suoni orchestrali, gli ottoni, i corni e gli archi. E le chitarre, come sempre, suonavano molto reali. Non manca nulla. Interessante anche la zona DJ.

Re’: E terminiamo con due parole su Korg Pa4X.

MS: Anche in questa workstation di alta gamma ho trovato ottimi suoni e arrangiamenti. Nulla da dire: è uno strumento professionale a tutti gli effetti, anche qui un po’ macchinosa da lavorare ma la pasta Korg è inconfondibile: puoi tirare fuori suoni grassi tipici da synth, come piacciono a me, una buona alternativa a Yamaha Tyros 5. Certo che averle tutte e due… sarebbe il massimo.

Cambiamenti

Re’: Il mercato degli ultimi anni è cambiato.

MS: E’ cambiato da quando i computer hanno fatto irruzione nella produzione musicale: il mercato è stato stravolto ed i musicisti sono stati messi da parte in favore di soluzioni più economiche, per non parlare poi della recente onda dei deejay. Giusto o sbagliato che sia, a volte bisogna saper accettare i cambiamenti e trovare un proprio spazio malgrado tutto. Ma è un fatto che il settore si è reso saturo di gente che “fa musica” o piuttosto crede o dice di “fare musica”, ma questo è un altro discorso. I tempi sono mutati in modo radicale, le case costruttrici oggi mescolano i prodotti rincorrendo l’utopia di tastiere che possano essere suonate ma anche semplicemente “attivate” mediante l’uso di pad e tasti destinati a chi non ha alcuna capacità tecnica. Per i veri musicisti si è persa l’euforia derivante dal poter provare uno strumento nuovo. Da alcuni anni mancano nuove idee e i produttori di strumenti musicali cercano di soddisfare esigenze le più disparate e magari inconciliabili nello stesso strumento con il solo risultato di rendere forse più vibrante e ricco di novità il mercato dei plug-in da abbinare alle master keyboard.

Re’: Oggi il mercato sta vivendo la sfida del web. Come si stanno preparando i negozi tradizionali?

MS: Oggi il web è un grande aiuto per presentare al mondo la propria vetrina, ma come tutte le cose il web manca di contatto umano. Ci si trova con grande difficoltà a spiegare come suona uno strumento, non vedo gli occhi illuminati del cliente e non intuisco il suo desiderio e/o le sue necessità, di conseguenza non si riesce a comunicare la magia dell’oggetto. Poi si trova il cliente che esige solo un prezzo ed ovviamente acquista solo dove costa meno pensando che uno strumento musicale o un frigorifero siano la stessa cosa ed ignorando che la vera qualità ha un costo.

Re’: Passando agli arranger. Secondo DISMA Musica le tastiere arranger economiche stanno aumentando le proprie vendite, mentre quelle più pregiate stanno perdendo quota. È così anche secondo la tua esperienza?

MS: È indubbio che le vendite delle tastiere di fascia alta si siano un po’ arenate, al contrario delle tastiere più economiche. Onestamente è difficile capire se è colpa della crisi, della paura di spendere o dell’incapacità di saper dare un giusto valore alla qualità. Del resto, gli arranger orami sono diventati una sorta di workstation a tutti gli effetti: soddisfano i musicisti più esigenti grazie alle loro potenzialità, danno modo al tastierista di sfruttare al meglio tutte le caratteristiche per una performance completa. Sono prodotti maturi.

Re’: Grazie Marco. Un abbraccio.

MS: Buona musica a tutti!

Marco Santonocito nasce nel 1962 a Torino. Da giovane si dedica allo studio del pianoforte e alle tastiere elettroniche acquisendo svariate tecniche da molteplici insegnanti. Nel 1980 inizia le prime esperienze musicali in vari locali piemontesi, lavora presso un negozio di strumenti musicali di Torino e studia le tecniche di accordatura e manutenzione dei pianoforti acustici.
Negli anni ha collaborato con la RAI e per i concerti di vari autori di primo piano come Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Pino Daniele, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Rossana Casale, Tullio de Piscopo, Roberto Vecchioni, Toots Thielemans, Peter Cincotti, Joe Sample e Randy Crawford, Manu Katche e Michel Camilo.
Recentemente ha collaborato con Roberto Cacciapaglia e Checco Zalone.Per saperne di più, visitate: sito di Marco Santonocito.

Concludiamo riportando un filmato che Marco Santonocito ha registrato nel 2008 per dimostrare fino a dove un musicista, dotato di buona tecnica, si può spingere con un arranger Yamaha della serie Tyros.

Written by Renatus

1 agosto 2016 at 08:00

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