Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Korg Pax4: rilascio del sistema operativo V2.0

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Kog Pa4X – Versione 2.0

Quante volte ci siamo detti in passato: perché dover cambiare tastiera per ottenere funzioni nuove? Non sarebbe forte se i produttori di arranger workstation si concentrassero sul rilascio periodico di nuovo software evolutivo invece di proporre ai propri clienti l’accesso a proprie risorse economiche per comprare un nuovo strumento ogni due anni? Ebbene, oggi possiamo affermare che questo tipo di desideri è stato ascoltato in casa Korg. A fine giugno 2017, a distanza cioè di quasi due anni dal lancio avvenuto nel settembre 2015 e del successivo aggiornamento di novembre 2016, l’azienda italo-giapponese ha annunciato il rilascio gratuito della versione 2.0 del sistema operativo della propria ammiraglia Pa4X Pro, recentemente premiata in Germania dalla stampa specializzata come migliore arranger workstation (MIPA Awards). E con il nuovo sistema operativo arriva un’infornata corposa di nuovi timbri e nuovi stili di accompagnamento.

L’introduzione di Kaoss FX

Questo nuovo sistema operativo non è un semplice aggiornamento software, è molto di più. Dopo l’installazione del nuovo software, il musicista si trova davanti ad uno strumento più ricco di funzionalità e, se vogliamo, trasformato nell’usabilità grazie all’introduzione di KaossFX. Ne saranno entusiasti coloro che suonano gli arranger in contesti di DJ set: non pensate esclusivamente in termini di performance live in discoteche, club e via dicendo, ma anche nelle situazioni di chi esegue mix nel proprio studio per creare playlist personalizzate, pubblicare musica da distribuire secondo canali digitali innovativi oppure semplicemente coltivare il proprio hobby.

KaossFX è in buona sostanza lo stesso software Korg che abbiamo visto sul mercato per la prima volta nel 1999 su Kaoss Pad, un controller MIDI portatile di successo, con capacità aggiuntive di gestire campioni audio e di processare effetti. Il suo punto di forza era nella superficie touch-screen: sfruttando il posizionamento del tocco su un classico piano cartesiano, si poteva agire sulle coordinate X e Y e pilotare eventi MIDI ottenendo de facto stringhe di controllo continuo. La novità odierna è nello schermo touch-screen di Pa4X che può ora essere usato nello stesso modo, come possiamo vedere nel filmato che segue.

Come avete visto, KaossFX consente di controllare in tempo reale l’arpeggiatore, i filtri, l’intonazione e molto di più.

Risorse addizionali

La novità della versione 2.0 di Pa4X non è tutta qui. L’aggiornamento è affiancato da un significativo e importante rilascio di nuove risorse:

Funzionalità rinnovate

Dal punto di vista del sistema operativo propriamente detto, si registrano altre novità:

  • La funzione MIDI Song to Style Converter cambia nome e diventa Style Creator Bot: oltre a creare automaticamente uno stile partendo da una canzone in formato MIDI file, è ora possibile generare una Chord Sequence, in base gli accordi contenuti in una Song. Potete immaginarne l’uso: prendete il MIDI file più trito e ritrito del vostro repertorio e rigeneratelo ottenendo una nuova song più fresca che sfrutta gli originali stili di accompagnamento presenti sullo strumento.
  • Con Chord Detect, è possibile ora leggere gli accordi di qualsiasi MIDI file sulla pagina Lyrics e Score. Non sarà necessario inserire gli eventi degli accordi nel MIDI file. Questa funzione di calcolo, in passato, era presente su tutti gli arranger Roland, e ora è disponibile anche per i clienti Korg. Ovviamente, se trasportate la tonalità della song, gli accordi possono essere ricalcolati.
  • La comoda porta USB Host posta sul pannello frontale può essere sfruttata per collegamenti MIDI con controller esterni (pad, microtastiere, pianoforti digitali), senza dover fare ricorso ai soliti adattatori. Tutto più sempice.
  • Ci sono altre piccole migliorie di usabilità fra cui vale la pena menzionare la configurazione del punto di split in ciascuna locazione di Keyboard Set, le 128 posizioni aggiuntive per i Drum Kit, una migliore regolazione del guadagno del microfono (Mic Input Meter), le estensioni all’edit degli stili, del SongBook e – finalmente! – la possibilità di attivare il Keyboard Set immediatamente o, a scelta, solo sulla misura successiva.
  • Non manca una generale semplificazione dell’usabilità dello strumento e una maggiore stabilità grazie al fatto di aver risolto i vari guasti software emersi nel tempo.

Conclusioni

Nella versione originale di lancio nel 2015, Pa4X era già un contenitore straordinario di ottimi timbri e di stili di accompagnamento innovativi, e traboccava di un numero sterminato di funzioni software. Con questo aggiornamento, le potenzialità digitali e le capacità di programmazione raggiungono livelli mai visti prima su un arranger workstation. Se da una parte esultano i musicisti programmatori e quelli dediti al DJ set, dall’altra parte anche i musicisti tradizionali (quelli che suonano con le proprie mani su tasti bianchi e neri) possono trovare motivi di interesse grazie all’espansione del numero di voci e di stili.

Manca qualcosa? E’ difficile trovare ragioni per cui lamentarsi davanti a questa abbondanza. Tuttavia – personalmente – mi sento di insistere su un punto particolare: non ho trovato traccia della rivisitazione del file system proprietario basato su cartelle .SET e sulle conseguenti strutture di risorse organizzate per banchi e numero predefinito di locazioni di memoria. Sembra dunque che questa scelta progettuale sia dura a morire. Chissà se un giorno Korg non deciderà di rinnovare anche questo aspetto, regalando un botto definitivo di semplicità operativa ai propri strumenti.

L’aggiornamento è d’obbligo per chi possiede già questa ammiraglia. Per tutti gli altri, è un motivo in più per visitare un negozio di strumenti musicali e provare di persona dove sono arrivati i progettisti del centro R&D di Korg Italy.

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Per saperne di più, potete visitare le note di rilascio redatte da Raffaele Mirabella e pubblicate sulla pagina dedicata nel sito del distributore nazionale Eko Music Group oppure sul sito internazionale di Korg.

Written by Renatus

10 luglio 2017 at 13:11

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Korg Pa4X e i suoi discendenti

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Korg Pa4X, arranger workstation

Il tempo passa inesorabilmente e l’ultimo lancio di autentiche novità arranger in casa Korg risale al settembre 2015 con l’annuncio di Pa4X. A dire il vero, al MusikMesse 2017, abbiamo visto da vicino Pa4X Musikant, ma si tratta di un modello di scarso interesse nel nostro Paese, in quanto è essenzialmente dedicato al mercato di ceppo germanico e al genere schlager in particolare. Così come era successo con il modello precedente (Pa3X), seguirà presto una declinazione articolata dei discendenti di altri modelli derivati e più interessanti. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo. Arriverà molto probabilmente un modello portatile che sostituirà a listino l’ottimo Pa600, una workstation arranger di media caratura a 61 o a 76 tasti, come Pa900 e Pa3X Le, una versione economica alla stregua di Pa300. Senza escludere la possibilità di una eccezionale uscita a 88 tasti pesati come Havian 30, il pianoforte arranger, ma su questo punto ho qualche dubbio, per ora.

In attesa di queste novità, mi raccomando, nel frattempo non restiamo con le mani in mano. Possiamo continuare a suonare con gioia gli strumenti di cui disponiamo adesso. Per gli appassionati della serie Korg, tutti i modelli citati qui sopra rappresentano interessanti variazioni del tema: grazie al totale dominio di ogni parametro, questi arranger sono da sempre i prediletti di chi ama personalizzare i propri suoni e le proprie esibizioni, di chi non si accontenta delle configurazioni di fabbrica ma ama esplorare a fondo. E il loro prezzo di listino si è ormai assestato, chissà che non cali ancora in vista di imminenti uscite.

Inoltre, possiamo approfondire la conoscenza dell’attuale ammiraglia Pa4X, cogliendo l’occasione della recente pubblicazione di una serie di tre filmati video che illustrano in dettaglio le qualità e le caratteristiche degli stili per arranger Korg.  Ci ha pensato Frank Tedesco, dall’Arizona (USA), un giovane e brillante musicista che si è prestato alla presentazione di questi filmati per il canale Korg USA su YouTube. Ovviamente i filmati sono in lingua inglese ma, come sempre suggerisco, potetete fare ricorso ai sottotitoli di YouTube per seguire meglio le spiegazioni.

Nel primo video, Frank ci parla di riconoscimento degli accordi e dell’utilizzo del pulsante Memory.

Nel secondo video, si entra più nel dettaglio affrontando argomenti interessanti con il Bass Inversion, il basso manuale e le memorie STS per il richiamo automatico delle parti da suonare dal vivo insieme ad un accompagnamento automatico.

Nella terza e ultima parte, Frank ci illustra come controllare Intro, Ending, Tempo e Synchro Start/Stop e completare così le nozioni di base per la migliore esibizione musicale con uno stile di accompagnamento automatico.

Frank Tedesco ha pubblicato nei mesi precedenti altri filmati tutorial su Korg Pa4X, molto più tecnici sulla programmazione degli stili e dei MIDI file. Se vi interessano, cercateli sul canale Korg USA su YouTube.

Written by Renatus

10 maggio 2017 at 06:00

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MusikMesse 2017: lo stand Korg

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Korg Pa900 (sopra) e Pa4X Pro (sotto) – Foto di Mario Jr Restagno

Innanzitutto, al MusikMesse Korg “ufficialmente” non c’era. Sì, va bene, uno stand dedicato agli strumenti Korg era presente, ma apparteneva al distributore nazionale tedesco e non al produttore ed era posizionato in una parte laterale del padiglione principale dedicato agli strumenti a tastiera. Comunque sia, anche in queste condizioni più contenute, lo stand era particolarmente affollato, a segno di una grande attenzione da parte del pubblico tedesco per il marchio italo-giapponese.

Era possibile vedere e toccare con mano le diverse novità dei prodotti Korg: il pianoforte digitale G1 e la lussuosa nuova versione di SV1-73 RM (ragazzi, che spettacolo). Ho percepito una larga attenzione di fronte all’esemplare di Kronos 88. Ma, come da proposito, la mia concentrazione è stata catturata dai due arranger esposti: Pa4X Pro (ovviamente nella declinazione Musikant) e Pa900.

Le due tastiere erano poste una sopra l’altra e quindi la possibilità di sedersi e provare con calma era ridotta. Mi spiego meglio aprendo una parentesi per un invito rivolto a chi progetta gli stand per le fiere di strumenti musicali: cari amici, posso capire che il vostro lavoro è difficile, dovendo stipare diversi strumenti in uno spazio contenuto, tuttavia non è davvero possibile evitare di mettere in fiera due tastiere una sopra l’altra? Mentre un visitatore prova la prima, non è possibile accedere all’altra, con il risultato di allungare le code e ridurre del 50% la disponibilità dei prodotti. Chiudo la parentesi.

Ho assistito alla dimostrazione di Pa4x Pro Musikant da parte di Juergen Sartorius, che ha accentuato i toni di modernità del prodotto nell’uso delle feste dal vivo. Forse sono abituato a musicisti italiani più spontanei che suonano con altro stile e ben altro trasporto. Ma il prodotto vale molto e Juergen ha fatto del proprio meglio, facendo ricorso a diverse brani di successo.

Che dirvi di più? Ho lasciato lo stand Korg con un piccolo senso di amaro in bocca: avrei voluto avere più tempo per suonare Pa900 e Pa4X Pro ma è difficile farlo quando hai diverse persone che ti fissano mettendoti a disagio nella speranza che tu ti alzi subito e gli lasci il posto. Spero di avere più fortuna in futuro perché gli arranger Korg meritano davvero di essere raccontati.

Juergen Sartorius durante la dimostrazione di Korg Pa4X Musikant (Foto di Mario Jr Restagno)

Written by Renatus

9 aprile 2017 at 21:00

Korg Pa80 Card Converter: aggiornamento alla versione 1.10

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Korg Pa80 Converter – Copyright Korg Italy

Pa80 è stato l’arranger più venduto della storia di Korg e chissà se qualcuno di voi ne ha ancora uno in casa. Sono certo che molti di voi ricorderanno lo scorso anno, quando Max Tempia ha raccontato ai lettori di tastiere arranger la genesi di questo prodotto di successo: tutto questo è ormai storia. Del resto, la qualità intrinseca di quell’arranger workstation è talmente pregiata che, ancora oggi, Korg mantiene a listino lo stesso prodotto, seppure sotto forme hardware più innovative, più contenute ed originali: si vedano microARRANGER e Liverpool.

Veniamo ora a noi: per i felici possessori di Pa80, nel 2008 Korg Italy aveva rilasciato un programma software di utilità per PC che aveva lo scopo di convertire i dati utente personalizzati su quello strumento per renderli disponibili anche su modelli di arranger successivi. Ora la novità del 2017 sta nel fatto che, nel mese di gennaio scorso, Korg Italy ha pubblicato la versione aggiornata 1.10 di quel software: si chiama Converting PA80 Card e funziona su tutte le più recenti versioni di PC con Microsoft Windows 7, 8 e 10. I dati salvati su Pa80 possono essere ora convertiti e riportati su Pa4X, Pa3X, Pa300, Pa600, Pa900, Pa3XLe, Havian 30, Pa2X Pro, Pa800 e Pa1X Pro.

Immagine tratta dal manuale di Pa80 Card Converter – Copyright Korg Italy

Il processo di conversione riguarda i dati memorizzati nella scheda di memoria (Flash Card) opzionale che va quindi inserita su Pa80 per cominciare. Queste schede di espansione erano vendute con diversi tagli: da 8MB fino a 64MB. Da qui, va eseguita una copia su floppy-disk e pertanto vi si richiede di prepararvi con una sufficiente scorta dei vecchi dischetti. Lo so, sono sempre più difficili da trovare. Dimenticavo, servirà anche un lettore esterno di dischetti da collegare alla porta USB del vostro PC.

Il software converte solo i dati utente presenti originariamente sulla Flash Card e non agisce sui dati salvati nella memoria interna di Pa80. La tecnica utilizzata dal software è quella di convertire tutti i dati nel formato proprietario del modello Pa1X, nella certezza che tutti i modelli successivi della serie Pa garantiscono la compatibilità totale con Pa1X stessa. Il processo riporta User Sounds, campioni e stili ma non coinvolge Performance e banchi di STS. Di conseguenza solo le tracce degli stili possono essere convertite e non le tracce assegnate alle voci da tastiera.

Per saperne di più, leggete il comunicato sul sito ufficiale.

Written by Renatus

22 marzo 2017 at 18:00

Winter NAMM 2017: le conclusioni

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namm

Che il settore degli arranger sia stramaturo non è una novità: è un fatto consolidato da almeno una decina d’anni. Che poi il mercato degli Stati Uniti (dove si svolge annualmente il Winter NAMM) sia stato da sempre piuttosto insensibile alle tastiere con accompagnamenti, è altrettando risaputo. E allora, non vi deve sorprendere il fatto che gli arranger, il nostro argomento preferito, non abbiano conquistato quest’anno le prime pagine e i social network. L’unico angolo del nostro comparto che ha registrato qualche timida novità è quello delle tastiere più economiche, un segmento studiato per principianti e amatori e che, da qualche tempo, si sta aprendo ai DJ in provetta. Osservate che questo tipo di prodotti è oggetto di attenzioni anche da parte di alcuni chitarristi alla ricerca di accompagnamenti automatici.  Ecco, in questo settore di consumo, qualcosina di nuovo si è visto in casa Yamaha e Casio.

Per tutti i dettagli, vi rinvio alla lettura dei resoconti che ho pubblicato per voi nei giorni scorsi:

In merito agli altri produttori di arranger (Ketron, Deebach, Orla, Wersi), non sono pervenute notizie di presenza alla fiera nordamericana.

Infine, per non dimenticarci che gli strumenti sono solo “mezzi” il cui fine autentico è suonare, godiamoci insieme questo filmato casalingo e rilassato di Mike Reed. Trattasi di una registrazione elementare realizzata fra le mura domestiche da parte di questo simpatico e anziano organista, ormai in pensione ma dotato di una tecnica eccellente. E’ alle prese con la rivisitazione di For Once in my Life ispirato alla versione originale di Tony Bennett del 1966. Mike suona un organo Hammond Grandee (dotato di sezione arranger con ben 64 ritmi di accompagnamento!), accoppiato ad altoparlanti Leslie 700.
Mettetevi comodi e ascoltate!

Written by Renatus

23 gennaio 2017 at 06:00

Winter NAMM 2017: lo stand Korg

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Provare di persona strumenti Korg al Winter NAMM 2017

Provare di persona strumenti Korg al Winter NAMM 2017

Ieri abbiamo commentato insieme gli annunci Roland in occasione della fiera degli strumenti musicali Winter NAMM 2017 che ha aperto al pubblico il 19 gennaio con chiusura prevista per domenica 22.

Oggi passiamo in rassegna lo stand Korg.

Devo confessarvi che sono rimasto un po’ deluso non avendo rilevato nessuna novità per la serie Pa, quella da noi preferita, essendo gli arranger workstation l’argomento prìncipe di questo blog. Sono però altri i comparti di strumenti a tastiere per i quali ci sono novità. Nulla di trascendentale comunque: trattasi essenzialmente di ritocchi estetici.

La serie di music workstation Korg assiste all’ingresso di due nuovi modelli offerti con nuova finiture e in serie limitata: KROME 88 PT e in platino e  KRONOS 88 GD in color oro. Tranquillizzatevi, non ci sono altre novità tranne che il colore. L’aspetto è molto bello ed accattivante in entrambi i casi. Al di là dei contenuti sonori – che per la cronaca dovrebbe essere la ragione principale per cui si sceglie uno strumento musicale – coloro che vogliono fare un figurone dal vivo o sfoggiare la propria workstation in salotto, ora hanno comunque un motivo in più per dare una possibilità a Korg. Ovviamente la bellezza di questi prodotti Made in Italy è inconfondibile.

Korg Krome 88 PT in colore platino

Korg Krome 88 PT in colore platino

Al Winter NAMM è possibile provare anche il recente modello KRONOS-88 LS Light Touch che monta tasti più leggeri e quindi procura maggiore agilità: è un tastiera da provare da chi predilige esibizioni organistiche o suoni di sintetizzatore, mentre potrebbe non piacere ai pianisti fedeli ai tasti pesati. Per chi non lo sapesse, la serie di workstation Korg Kronos eccelle per diverse ragioni, fra cui i ben nove sistemi di sintesi sonora di cui è dotata. Anche in questo caso abbiamo qualcosa da commentare dal punto di vista esteriore: vale la pena infatti menzionare la scocca esterna che è stata realizzata con un bel tono di marrone scuro, mentre i fianchetti laterali in legno conferiscono un buon tocco di calore. Il peso è ovviamente più contenuto rispetto il modello precedente ad 88 tasti, più di 6KG in meno.

Se tutto questo vi è sembrato poco, potete prendere nota che nello stand è presente anche il prototipo di un futuro pianoforte da palco (Korg Grandstage) che potrebbe rivelarsi molto interessante per i musicisti che si esibiscono dal vivo, potendo affiancare agli 88 tasti pesati e ad una valida piattaforma sonora pianistica, anche altri sette generatori di suono, dando così vita così ad un inedito concetto di pianoforte workstation.

A presto, tornerò ancora per il resoconto di altri stand, sempre alla caccia di novità nel settore tastiere arranger.

Korg Kronos 88 LS

Korg Kronos 88 LS

Written by Renatus

20 gennaio 2017 at 08:30

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Leonard Cohen Set: SongBook per Korg Pa800 (e successori)

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Leonard Cohen (1934-2016)

Leonard Cohen (1934-2016)

Ci sono artisti che hanno lasciato un segno indelebile sull’umanità. Ci sono compositori che hanno scritto canzoni che resteranno per sempre. Ci sono timbri vocali che saranno inconfodibili per l’eternità. E’ il caso di Leonard Cohen, poeta e musicista scomparso il 7 novembre 2016 all’età di 82 anni a cui vorrei dedicare il piccolo spazio odierno del mio blog.

Devo confessarvi che la recente dipartita di questo cantautore ha stimolato la mia voglia di tornare a suonare, dopo un periodo movimentato in cui la mia vita è stata rigirata come un calzino. E così, finalmente, sono tornato all’opera sulla mia fidata Pa800, cercando di suonare da me il miglior repertorio di Cohen. Ho individuato fra le sue canzoni quelle con cui avevo maggior affinità e mi sono buttato. Il risultato è il SongBook COHEN.SET per arranger Korg, ora a disposizione di tutti i lettori di tastiere.wordpress

Quanti fra di voi hanno un arranger workstation Korg Pa800 potranno riutilizzare questo SongBook per trovare la propria ispirazione e suonare queste canzoni. Chi ha un modello diverso di arranger Korg, potrà utilizzare il SongBook Editor per convertire il file e caricarlo sul proprio strumento. Tenete conto che ho sfruttato gli stili preset ed è chiaro quindi che non ritroverete i c.d. song style fatti su misura per suonare le canzoni come gli originali. Al contrario, gli arrangiamenti selezionati riflettono la mia personale interpretazione di questo repertorio. Sono un punto di partenza da cui partire per dare sfogo alla vostra capacità espressiva.

Spero che qualcuno di voi possa trovare interesse in questo lavoro e che sia solo l’inizio, perché altri possano aggiungere altri titoli di Leonard Cohen oppure anche rivedere e sostituire gli stili da me scelti. Ancor meglio: non c’è nulla di più grande nella musica come la possibilità di realizzare qualcosa di nostro, di personale.

Potete scaricare la cartella COHEN.SET che contiene il SongBook da questa cartella Box.Com.

Le canzoni che ho selezionato sono: Dance Me to the End of Love, Tower of Song, I’m Your Man, If It Be Your Will, Hallelujah, Hey That’s No Way to Say Goodbye, On the Level, Bird on the Wire, SuzanneNevermind e Tonight’s Will Be Fine. Se non conoscete questi titoli, potete ascoltare i brani originali su questa playlist web che ho creato apposta per voi su Deezer (l’ascolto completo dei brani richiede la registrazione, anche gratuita).

Suoniamo, riflettiamo, divertiamoci!

Written by Renatus

17 dicembre 2016 at 18:02

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