Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for the ‘Korg’ Category

Nuova usabilità degli arranger con Korg Pa1000/Pa700?

leave a comment »

Korg PA1000, nuovo arranger workstation per il 2017

Ci sono momenti importanti nella vita: la famiglia, il lavoro, gli amici, lo studio, lo sport possono dare grandi soddisfazioni. Ma non c’è momento nella mia vita che mi appassioni nello stesso modo come quando posso suonare la mia tastiera. Non importa quanto sia triste, allegro, confuso, smarrito o scoraggiato: purché sia davanti alla mia tastiera, un momento in cui possa fare musica, e io sto bene. Se possibile, preferisco suonare alla fine di una giornata faticosa ed estenuante, come stasera che ho consumato le dita suonando per l’ennesima volta stili Unplugged sulla mia “vecchia” Korg Pa800. Ed è in momenti come questo che mi ritrovo ancor più attratto dall’idea dei nuovi arranger Korg, in particolare Pa1000 e Pa700. Con una certa curiosità mi sono chiesto più volte quanto siano cambiati i concetti di usabilità degli arranger in casa Korg rispetto la prima serie Pa inaugurata nel 2003 con Pa1X. Con questo tipo di interesse, ho cominciato a studiare il materiale messo a disposizione da Korg, cercando di capirne di più. Vediamo tutto ora, insieme.

Fondamenti di usabilità

Sono numerosi gli aspetti che hanno suscitato la mia attenzione, sin dall’accensione dello strumento: i tempi di avvio sono sempre stati un punto disputabile degli arranger Korg; tutto deriva dalla scelta architetturale di gestire tutti i parametri a livello software, al fine di ottenere la massima flessibilità, con la conseguenza logica di dover caricare in memoria tutto il sistema operativo, i parametri e i campioni PCM ogni volta, all’avviamento: i tempi biblici dei primi modelli si sono ridotti sensibilmente e ora Pa1000/Pa700 richiedono circa 30 secondi per l’avvio.

Lo schermo è reclinabile manualmente secondo tre posizioni ed è interessante la possibilità di bloccare lo schermo stesso con Push-to-Lock, letteralmente “spingi per bloccare”. La regolazione della luminosità dello schermo avviene sempre tenendo premuto il pulsante Menu mentre si ruota il Dial: non essendo una manovra intuitiva, è stata aggiunta l’iconcina della luminosità sul pannello.

A questo proposito, ho trovato interessante l’interattività generale di controllo dei valori di ciascun parametro:

  • Dopo aver toccato un parametro sullo schermo, è sempre possibile ruotate il Dial per regolarne il valore.
  • Oppure, sempre dopo aver toccato il parametro sullo schermo, si può trascinare il dito sullo schermo a sinistra e a destra oppure in alto e in basso, senza staccare il dito dallo schermo ma muovendolo anche al di fuori dell’icona relativa al parametro, rendendo tutto più facile;
  • Altrimenti toccando due volte il parametro, appare una pagina di inserimento dei valori numerici del valore specifico.

Tutti i parametri On/Off restano impostati come erano all’ultimo spegnimento.

Timbri

I numerosi suoni sono richiamabili tramite quattro pagine: Factory, Legacy (cioè i timbri derivati dai modelli Pa precedenti), GM/XG, User. Per alcuni suoni, il movimento del joystick in avanti aggiunge il vibrato. Per aggiungere abbellimenti ai suoni DNC, DN1 e DN2 sono a disposizione gli switch posti sulla sinistra della tastiera. I timbri di organo Hammond sono sempre personalizzabili tramite drawbar graficamente rappresentati sul touch screen.

Il pulsante Split può avere tre posizioni: se è spento, significa che le parti UP1, UP2 e UP3 sono suonabili su tutta l’estensione della tastiera; se è accesso, significa che, a sinistra del punto di split, si può suonare la parte Lower. Premendo a lungo il tasto Split, appare la finestra di impostazione del punto di separazione virtuale della tastiera: tale valore resta memorizzato fino al cambio successivo (oppure, cosa rara da usare cum grano salis: è possibile impostare punti di split diversi in ogni Keyboard Set).

Parliamo di questi ultimi, i Keyboard Set: trattasi di una serie di timbri, suonabili in contemporanea su Pa1000/Pa700 e che possono essere salvati in una locazione di memoria per essere richiamati automaticamente: ogni memoria individua quali suoni di tastiera (singolarmente, in layer, in split), i valori di trasposizione e gli effetti: tutti questi parametri sono contenuti all’interno della libreria Keyboard Set. Possono inoltre essere associati agli stili o agli elementi del SongBook. I Keyboard Set possono essere pilotati da 9 pulsanti (condivisi con SongBook): visualmente dà l’impressione di essere tutto un po’ affollato. Comoda l’idea comunque del My Setting per richiamare il Keyboard Set preferito, quello che viene selezionato all’accensione della tastiera.

Da quello che ho visto, su Pa1000/Pa700 non mi risultano variazioni sull’utilizzo del pulsante Exit che si presta ancora una volta a dover essere premuto migliaia e migliaia di volte, per consentire di orientarsi fra le varie funzionalità possibile. Inoltre, va detto che, sulla carta, la presenza del touch screen avrebbe favorito la riduzione del numero di pulsanti che affollano il pannello, ma non è stato fatto. Ne saranno lieti i non vedenti e gli amanti dei controlli analogici e fisici: ad esempio, i pulsanti delle categorie degli style avrebbero potuto essere eliminati del tutto in quanto ridondanti, ma Korg ha stabilito di lasciarli.

Ampliamento dell’usabilità degli stili

Trovo geniale il Chord Sequencer perché permette di liberare la mano sinistra per suonare un assolo o gestire i controller DNC. Il pulsante del Chord Sequencer lampeggia per segnalare quando si sta registrando una sequenza di accordi; è illuminato in verde quando si ha una sequenza di accordi pronta ad essere suonata. È possibile altresì associare la registrazione di un Chord Sequencer ad uno switch per un richiamo immediato.

Mi piace l’idea del Bass & Lower Backing, particolarmente utile per suonare introduzioni personalizzate dei brani. A stile fermo si può suonare la parte Lower e, suonando due o più note insieme, entra anche il basso.

Le possibilità di remix delle tracce sono state estese e facilitate con le funzioni di Track Control, e ora si presta particolarmente ricca la facoltà di agire sui dettagli della traccia percussiva.

Richiede uno studio approfondito il nuovo Style Creator Bot, che ha mandato in pensione il Midi-to-Style: la conversione richiede una manciata di secondi ma è evidente (e naturale) che non tutti gli Standard MIDI File possono essere convertiti d’amblais in uno stile accompagnamento effettivamente suonabile con sufficiente efficacia.

Korg PA1000: un pannello operativo affollato di pulsanti

Playback

Il doppio sequencer è sempre stato un segno distintivo degli arranger Korg: nel caso degli Standard MIDI file ora si possono sincronizzare i due brani seguendo sulla grafica del video la scansione delle misure. Nelle basi audio, è possibile mettere in Mute la traccia della melodia tramite Track Select: ne abbiamo già parlato in questo blog, meno riverbero c’è sulla voce e più incisiva sarà la riduzione della voce del canto.

Sempre per la logica operativa di giocare con due pulsanti, si può tenere premuto il tasto Shift e girare il Dial per cambiare la velocità del brano.

Kaoss

L’introduzione del software Kaoss offre nuovi canoni di usabilità dello strumento. È la prima volta che un concetto simile viene applicato ad un arranger e sarà interessante approfondirne le possibilità. L’utilizzo del Kaoss in modo Style offre una creatività atipica nel panorama degli arranger. In modo Song invece, premere Shift e toccare Freeze sullo schermo per consolidare una posizione sulle coordinate.

Effetti

Rimangono vaste le possibilità di agire sugli effetti per arricchire di presenza e fantasia il panorama sonoro: EQ immancabile, effetti Insert FX & Master FX come da manuale di trattamento dei segnali audio, un prezioso Guitar FX per controllare una chitarra eventualmente collegata all’ingresso Audio In e, per chiudere il mix finale, Global EQ e Limiter. Per i cantanti, la presenza del processore vocale TC Helicon è ormai uno standard per gli arranger Korg.

SongBook

Il SongBook è una caratteristica preziosa degli arranger Korg da cui non si può prescindere. Specialmente per chi suona dal vivo. Non è una novità, ma va precisato che la nuova versione è in grado di memorizzare anche le Chord Sequence. A livello personale, devo approfondire bene la materia per capire se eventualmente possa generare confusione operativa il fatto che i pulsanti Set List siano gli stessi con controllano i Keyboard Set.

Registrazione

Il metodo di registrazione più immediato è quello delle Backing Sequence (quick record). Come da manuale, si consiglia di ridurre sempre la risoluzione quando si registra in questo metodo, almeno in sedicesimi, onde evitare il rischio che eventuali imprecisioni si riflettano sulla registrazione. Mi piace osservare come il pulsante Start/Stop avvii sia lo style sia la registrazione, molto meglio e più comodo così, visto che in passato si dovevano premere due pulsanti separati. Il secondo metodo di registrazione è lo Step Backing Sequence, già presente sulla storica i3 dove però aveva un’interfaccia video di cui provo nostalgia ancora oggi. Sugli strumenti Korg non manca mai il sequencer MIDI a 16 tracce con le possibilità di full edit: qui la registrazione si fa seria e permette di lavorare su tracce singole, evento per evento. Il quarto e ultimo modo di registrazione è quello in formato audio MP3.

Media

Il corredo di uscite è completo, non manca nulla. Da osservare come la porta USB device sul retro possa essere adibita al collegamento di un computer con la tastiera per copiare file MP3 o altre risorse. Il file system continua ad essere basato sul concetto di cartella SET, sul quale ho già espresso più volte le mie perplessità in questo blog, quindi mi sembra eccessivo tornarci sopra ancora una volta. Ormai lo sapete.

Conclusioni

Tornando finalmente al quesito iniziale, se cioè è cambiato il modo di lavorare con gli arranger Korg, allo stato attuale delle conoscenze, non mi sento di sbilanciarmi. Sono in effetti cambiate e migliorate tante caratteristiche tecniche, ma la mia impressione è che la sostanza e la filosofia della serie Pa siano rimaste quelle originali. Se guardiamo il fratello maggiore dei due nuovi arranger, rispetto i modelli precedenti, la memoria RAM di Pa1000 è stata ampliata fino a 600MB (lineari) con la possibilità di caricare campioni compressi con un processore più veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore di una migliora polifonia. Il numero superiore di suoni, stili e di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni permetterà di ampliare il proprio repertorio, lavorando con migliore comodità. I nuovi amplificatori di bordo promettono una maggiore dinamica sonora. Tutto questo rende Pa1000 uno strumento interessante ma, se vogliamo cercare evoluzioni operative, le dobbiamo cercare su aspetti accessori come ad esempio Kaoss, Chord Sequencer e Style Creator Bot. Torneremo sull’argomento con qualche esperienza concreta.

Annunci

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 novembre 2017 at 16:04

Pubblicato su Korg

Tagged with , ,

Tutto quello che avreste voluto sapere su Korg Pa1000 e Pa700

with 5 comments

Korg rinnova la serie Pa di arranger professionali con Pa700 (nella foto) e Pa1000

Il tam tam mediatico che sta convogliando l’attenzione internettiana intorno all’imminente lancio di Yamaha Genos sta offuscando in questi giorni il recente annuncio delle ultime novità di casa Korg: Pa1000 e Pa700. Senza nulla togliere all’importanza dell’evento relativo al successore di Tyros 5, credo sia altrettanto doveroso rivolgere la nostra attenzione ai due gioielli di tecnologia applicata alla musica che vanno ad aggiornare l’offerta di Korg, avendo ampliato la famiglia di modelli derivati da Pa4X.

Siete dunque alla caccia di informazioni su Pa1000 e Pa700? Ecco a voi la rapida bibliografia web del momento.

  • Cominciamo dal momento istituzionale: la presentazione dei due prodotti sul sito di Eko Music Group, già distributore nazionale dei prodotti Korg in Italia: Pa1000 e Pa700. In lingua tricolore, troverete le descrizioni dei due prodotti e le specifiche tecniche (piccola soddisfazione personale: osservate come l’espressione forgiata anni fa dal sottoscritto per il motto di questo blog “suonare con stile” sia stata mutuata e riutilizzata nel testo di presentazione; personalmente mi fa molto piacere).
  • In attesa che sia disponibile la versione italiana, è possibile assistere ai manuali video di entrambi i prodotto in lingua sul sito internazionale di Korg: manuali Pa1000 e manuali Pa700. Sono 10 interessanti filmati istruttivi la cui visione è consigliata per chi vuole saperne di più.
  • E’ anche disponibile la guida rapida (in italiano!) per Pa700 e Pa1000 e il manuale utente completo (in inglese) per Pa700 e Pa1000.
  • Sono altresì scaricabili dal web i driver aggiornati a favore di quanti collegano il nuovo arranger Pa700 o Pa1000 al proprio computer (Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Mac).

Evoluzione tecnologica delle serie Pa

Per quanti si chiedono quali caratteristiche specifiche di Pa1000 siano state aggiunte rispetto il modello precedente Pa900, possiamo qui citare questi aspetti essenziali: il naturale aggiornamento dei suoni e degli stili preset, la memoria RAM estesa da 192MB a 600MB (lineari) con la possibiltà di caricare campioni compressi, un processore più robusto e veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore della polifonia, un numero superiore di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni, uno schermo con migliore definizione, inclinabile e pronto ad essere utilizzato come controller del Kaoss FX, il nuovo convertitore di MIDI file in stili di accompagnamento (Style Creator Bot), un maggior numero di effetti fra cui il Vocoder, la possibilità di memorizzare le progressioni di accordi del Chord Sequencer negli style e nel Songbook e i nuovi amplificatori di bordo che promettono una maggiore dinamica sonora.

Analoghe valutazioni possono essere su Pa700 rispetto a Pa600 con l’ampliamento ad esempio della memoria RAM da 256MB (lineari) contro 96MB, gli amplificatori da 25W cad. invece di 15W e coni per i bassi, un peso più leggero di oltre 1KG (non male!) e uno schermo con superiore definizione dei colori.

Per quanto riguarda le differenze fra i due modelli nuovi (Pa1000 e Pa700), vi rimando al mio precedente articolo pubblicato qualche settimana fa.

Styles

Vi suggerisco qui la visione del terzo video-manuale (della serie di dieci), in cui la voce narrante di Steve McNally (Korg USA) ci illustra con pienezza le funzioni di controllo della sezione arranger con i suoi 430 stili di fabbrica. Ricordate sempre che, se avete difficoltà a intendere il testo in inglese, potete attivare i sottotitoli con la traduzione automatica in italiano.

Conclusioni

Come sempre, sarebbe bello per me raccontarvi di più di Pa1000 e Pa700, magari ci riuscirò dopo aver provato questi strumenti di persona. Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 settembre 2017 at 12:57

Pubblicato su Korg

Tagged with , , , , , ,

Korg alza il sipario su Pa1000 e Pa700

with 7 comments

Korg Pa1000

Adoro i colori di questi arranger workstation nuovi di zecca. Li vedremo prossimanente nei migliori negozi di strumenti musicali.

Da diversi anni, il centro R&D di Korg Italy propone un progressivo e inesorabile aggiornamento tecnologico dei propri prodotti. Stavolta il lancio è gèmino: due prodotti in un botto solo, un solo annuncio vale per due prodotti paralleli (scommetto che non vi è sfuggita l’analogia con la strategia Yamaha segnata dalla gestione della coppia PSR/S970 e PSR-S770). Pa1000 si colloca nella stessa posizione che era occupata da Pa900, mentre Pa700 leggermente più in basso, dove Pa600 aveva raccolto numerosi consensi.

Insomma, sono finalmente arrivati i discendenti di Pa4X: gli aspetti distintivi di entrambi i nuovi modelli sono riconoscibili nella continuità di progetto Pa, l’espansione di risorse hardware, il rinnovato arsenale sonoro Korg, la presenza dei suoni DNC, gli accompagnamenti di serie rivisti ed estesi, il grande schermo TFT a colori TouchView a 7 pollici, il Chord Sequencer, l’uscita video RCA di serie, il modulo effetti GuitarFX per elaborare il suono di una chitarra collegata all’ingresso Audio In e una scocca dalle dimensioni contenute che favorisce la portabilità.

Il fratello maggiore vanta il processore processore vocale TC Helicon, tasti semipesati con aftertouch, oltre 430 stili di accompagnamento e la possibilità di inclinare lo schermo. Il fratellino si difende proponendo 370 stili di serie, un peso più leggero (9,9kg contro 10.75kg). Pa1000 offre 1750 suoni di bordo (50 in più), due suoni di pianoforte stereo multi-layer (contro uno), memoria utente per i propri campioni di 600MB lineari (contro 256MB sempre lineari).

Rispetto i modelli precedenti, Pa700 e Pa1000 sono carrozzati con una memoria PCM di gran lunga superiore e un numero più vasto di locazioni interne. Il sistema di amplificazione è stato migliorato per ottenere maggiore dinamica sonora. I due nuovi arranger ereditano le novità tecnologiche introdotte nel 2015 su Pa4X inclusi gli importanti aggiornamenti rilasciati lo scorso giugno/luglio come lo Style Creator Bot, il gingillone per i DJ Kaoss FX e la porta USB-host; vanno in pensione i predecessori Pa900 (uscito nel 2013) e Pa600 (uscito nel 2012).

Tutte le specifiche sono sul sito del distributore Korg italiano: Pa1000 e Pa700.

Per quanto riguarda i prezzi, Pa1000 si attesterà molto probabilmente poco sotto i 2.000 Euro, mentre Pa700 non dovrebbe superare i 1.300 Euro. Ma è ancora presto per esserne sicuri: i prezzi subiranno aggiustamenti nelle prossime settimane, quando i negozi cominceranno a ricevere le prime consegne.

Vi consiglio ora la visione di due filmati: il primo è il video ufficiale dimostrativo di Pa700, pubblicato sul canale istituzionale di Korg, in cui sono enfatizzate le capacità di intrattenimento danzante del nuovo strumento.

Nel secondo filmato troviamo Frank Tedesco alle prese con registrazioni più misurate ed espressive. Sempre Korg Pa700.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 settembre 2017 at 23:28

Pubblicato su Korg

Tagged with ,

Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo 2.0.1

with 2 comments

Korg Pa4X v2.0.1

Il primo giorno di agosto, a distanza di poco più di un mese dal rilascio della modernizzazione del sistema operativo di Korg Pa4X (versione 2.0 del 30 giugno 2017), Korg è corsa ai ripari con la pubblicazione di una successiva edizione 2.0.1 dedicata esclusivamente alla riparazione di guasti software, molto probabilmente introdotti proprio con la versione precedente. Per la cronaca, i guasti software riguardavano lo split, il SongBook, il Sampling e la visualizzazione dei testi in formato CDG associati a basi MP3.

Tutti i dettagli sono sul sito ufficiale.

Va da sé che non ci sono alternative per i possessori di questa tastiera: installare la versione 2.0.1 subito dopo aver installato la versione 2.0, le cui importanti innovazioni meritano di essere osservate da tutti gli appassionati di tastiere arranger, come abbiamo documentato qui in questo blog nelle settimane scorse.

Per la cronaca, la versione 2 del sistema operativo è gratuita per chi aveva acquistato un esemplare di Pa4X, mentre dobbiamo registrare un leggero innalzamento di prezzo del prodotto sul mercato: la versione a 61 tasti sale mediamente a 3.599 Euro mentre il modello a 76 tasti raggiunge i 3.799 Euro. Ovviamente, alcuni particolari punti vendita possono ancora offrire questi prodotti a prezzi inferiori: verificate direttamente di persona con il vostro negoziante di fiducia.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 agosto 2017 at 10:52

Pubblicato su Korg

Tagged with , ,

Korg Pax4: rilascio del sistema operativo V2.0

with 3 comments

Kog Pa4X – Versione 2.0

Quante volte ci siamo detti in passato: perché dover cambiare tastiera per ottenere funzioni nuove? Non sarebbe forte se i produttori di arranger workstation si concentrassero sul rilascio periodico di nuovo software evolutivo invece di proporre ai propri clienti l’accesso a proprie risorse economiche per comprare un nuovo strumento ogni due anni? Ebbene, oggi possiamo affermare che questo tipo di desideri è stato ascoltato in casa Korg. A fine giugno 2017, a distanza cioè di quasi due anni dal lancio avvenuto nel settembre 2015 e del successivo aggiornamento di novembre 2016, l’azienda italo-giapponese ha annunciato il rilascio gratuito della versione 2.0 del sistema operativo della propria ammiraglia Pa4X Pro, recentemente premiata in Germania dalla stampa specializzata come migliore arranger workstation (MIPA Awards). E con il nuovo sistema operativo arriva un’infornata corposa di nuovi timbri e nuovi stili di accompagnamento.

L’introduzione di Kaoss FX

Questo nuovo sistema operativo non è un semplice aggiornamento software, è molto di più. Dopo l’installazione del nuovo software, il musicista si trova davanti ad uno strumento più ricco di funzionalità e, se vogliamo, trasformato nell’usabilità grazie all’introduzione di KaossFX. Ne saranno entusiasti coloro che suonano gli arranger in contesti di DJ set: non pensate esclusivamente in termini di performance live in discoteche, club e via dicendo, ma anche nelle situazioni di chi esegue mix nel proprio studio per creare playlist personalizzate, pubblicare musica da distribuire secondo canali digitali innovativi oppure semplicemente coltivare il proprio hobby.

KaossFX è in buona sostanza lo stesso software Korg che abbiamo visto sul mercato per la prima volta nel 1999 su Kaoss Pad, un controller MIDI portatile di successo, con capacità aggiuntive di gestire campioni audio e di processare effetti. Il suo punto di forza era nella superficie touch-screen: sfruttando il posizionamento del tocco su un classico piano cartesiano, si poteva agire sulle coordinate X e Y e pilotare eventi MIDI ottenendo de facto stringhe di controllo continuo. La novità odierna è nello schermo touch-screen di Pa4X che può ora essere usato nello stesso modo, come possiamo vedere nel filmato che segue.

Come avete visto, KaossFX consente di controllare in tempo reale l’arpeggiatore, i filtri, l’intonazione e molto di più.

Risorse addizionali

La novità della versione 2.0 di Pa4X non è tutta qui. L’aggiornamento è affiancato da un significativo e importante rilascio di nuove risorse:

Funzionalità rinnovate

Dal punto di vista del sistema operativo propriamente detto, si registrano altre novità:

  • La funzione MIDI Song to Style Converter cambia nome e diventa Style Creator Bot: oltre a creare automaticamente uno stile partendo da una canzone in formato MIDI file, è ora possibile generare una Chord Sequence, in base gli accordi contenuti in una Song. Potete immaginarne l’uso: prendete il MIDI file più trito e ritrito del vostro repertorio e rigeneratelo ottenendo una nuova song più fresca che sfrutta gli originali stili di accompagnamento presenti sullo strumento.
  • Con Chord Detect, è possibile ora leggere gli accordi di qualsiasi MIDI file sulla pagina Lyrics e Score. Non sarà necessario inserire gli eventi degli accordi nel MIDI file. Questa funzione di calcolo, in passato, era presente su tutti gli arranger Roland, e ora è disponibile anche per i clienti Korg. Ovviamente, se trasportate la tonalità della song, gli accordi possono essere ricalcolati.
  • La comoda porta USB Host posta sul pannello frontale può essere sfruttata per collegamenti MIDI con controller esterni (pad, microtastiere, pianoforti digitali), senza dover fare ricorso ai soliti adattatori. Tutto più sempice.
  • Ci sono altre piccole migliorie di usabilità fra cui vale la pena menzionare la configurazione del punto di split in ciascuna locazione di Keyboard Set, le 128 posizioni aggiuntive per i Drum Kit, una migliore regolazione del guadagno del microfono (Mic Input Meter), le estensioni all’edit degli stili, del SongBook e – finalmente! – la possibilità di attivare il Keyboard Set immediatamente o, a scelta, solo sulla misura successiva.
  • Non manca una generale semplificazione dell’usabilità dello strumento e una maggiore stabilità grazie al fatto di aver risolto i vari guasti software emersi nel tempo.

Conclusioni

Nella versione originale di lancio nel 2015, Pa4X era già un contenitore straordinario di ottimi timbri e di stili di accompagnamento innovativi, e traboccava di un numero sterminato di funzioni software. Con questo aggiornamento, le potenzialità digitali e le capacità di programmazione raggiungono livelli mai visti prima su un arranger workstation. Se da una parte esultano i musicisti programmatori e quelli dediti al DJ set, dall’altra parte anche i musicisti tradizionali (quelli che suonano con le proprie mani su tasti bianchi e neri) possono trovare motivi di interesse grazie all’espansione del numero di voci e di stili.

Manca qualcosa? E’ difficile trovare ragioni per cui lamentarsi davanti a questa abbondanza. Tuttavia – personalmente – mi sento di insistere su un punto particolare: non ho trovato traccia della rivisitazione del file system proprietario basato su cartelle .SET e sulle conseguenti strutture di risorse organizzate per banchi e numero predefinito di locazioni di memoria. Sembra dunque che questa scelta progettuale sia dura a morire. Chissà se un giorno Korg non deciderà di rinnovare anche questo aspetto, regalando un botto definitivo di semplicità operativa ai propri strumenti.

L’aggiornamento è d’obbligo per chi possiede già questa ammiraglia. Per tutti gli altri, è un motivo in più per visitare un negozio di strumenti musicali e provare di persona dove sono arrivati i progettisti del centro R&D di Korg Italy.

____________________

Per saperne di più, potete visitare le note di rilascio redatte da Raffaele Mirabella e pubblicate sulla pagina dedicata nel sito del distributore nazionale Eko Music Group oppure sul sito internazionale di Korg.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 luglio 2017 at 13:11

Pubblicato su Korg

Tagged with , , , , , ,

Korg Pa4X e i suoi discendenti

with one comment

Korg Pa4X, arranger workstation

Il tempo passa inesorabilmente e l’ultimo lancio di autentiche novità arranger in casa Korg risale al settembre 2015 con l’annuncio di Pa4X. A dire il vero, al MusikMesse 2017, abbiamo visto da vicino Pa4X Musikant, ma si tratta di un modello di scarso interesse nel nostro Paese, in quanto è essenzialmente dedicato al mercato di ceppo germanico e al genere schlager in particolare. Così come era successo con il modello precedente (Pa3X), seguirà presto una declinazione articolata dei discendenti di altri modelli derivati e più interessanti. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo. Arriverà molto probabilmente un modello portatile che sostituirà a listino l’ottimo Pa600, una workstation arranger di media caratura a 61 o a 76 tasti, come Pa900 e Pa3X Le, una versione economica alla stregua di Pa300. Senza escludere la possibilità di una eccezionale uscita a 88 tasti pesati come Havian 30, il pianoforte arranger, ma su questo punto ho qualche dubbio, per ora.

In attesa di queste novità, mi raccomando, nel frattempo non restiamo con le mani in mano. Possiamo continuare a suonare con gioia gli strumenti di cui disponiamo adesso. Per gli appassionati della serie Korg, tutti i modelli citati qui sopra rappresentano interessanti variazioni del tema: grazie al totale dominio di ogni parametro, questi arranger sono da sempre i prediletti di chi ama personalizzare i propri suoni e le proprie esibizioni, di chi non si accontenta delle configurazioni di fabbrica ma ama esplorare a fondo. E il loro prezzo di listino si è ormai assestato, chissà che non cali ancora in vista di imminenti uscite.

Inoltre, possiamo approfondire la conoscenza dell’attuale ammiraglia Pa4X, cogliendo l’occasione della recente pubblicazione di una serie di tre filmati video che illustrano in dettaglio le qualità e le caratteristiche degli stili per arranger Korg.  Ci ha pensato Frank Tedesco, dall’Arizona (USA), un giovane e brillante musicista che si è prestato alla presentazione di questi filmati per il canale Korg USA su YouTube. Ovviamente i filmati sono in lingua inglese ma, come sempre suggerisco, potetete fare ricorso ai sottotitoli di YouTube per seguire meglio le spiegazioni.

Nel primo video, Frank ci parla di riconoscimento degli accordi e dell’utilizzo del pulsante Memory.

Nel secondo video, si entra più nel dettaglio affrontando argomenti interessanti con il Bass Inversion, il basso manuale e le memorie STS per il richiamo automatico delle parti da suonare dal vivo insieme ad un accompagnamento automatico.

Nella terza e ultima parte, Frank ci illustra come controllare Intro, Ending, Tempo e Synchro Start/Stop e completare così le nozioni di base per la migliore esibizione musicale con uno stile di accompagnamento automatico.

Frank Tedesco ha pubblicato nei mesi precedenti altri filmati tutorial su Korg Pa4X, molto più tecnici sulla programmazione degli stili e dei MIDI file. Se vi interessano, cercateli sul canale Korg USA su YouTube.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 maggio 2017 at 06:00

Pubblicato su Korg

Tagged with ,

MusikMesse 2017: lo stand Korg

with 5 comments

Korg Pa900 (sopra) e Pa4X Pro (sotto) – Foto di Mario Jr Restagno

Innanzitutto, al MusikMesse Korg “ufficialmente” non c’era. Sì, va bene, uno stand dedicato agli strumenti Korg era presente, ma apparteneva al distributore nazionale tedesco e non al produttore ed era posizionato in una parte laterale del padiglione principale dedicato agli strumenti a tastiera. Comunque sia, anche in queste condizioni più contenute, lo stand era particolarmente affollato, a segno di una grande attenzione da parte del pubblico tedesco per il marchio italo-giapponese.

Era possibile vedere e toccare con mano le diverse novità dei prodotti Korg: il pianoforte digitale G1 e la lussuosa nuova versione di SV1-73 RM (ragazzi, che spettacolo). Ho percepito una larga attenzione di fronte all’esemplare di Kronos 88. Ma, come da proposito, la mia concentrazione è stata catturata dai due arranger esposti: Pa4X Pro (ovviamente nella declinazione Musikant) e Pa900.

Le due tastiere erano poste una sopra l’altra e quindi la possibilità di sedersi e provare con calma era ridotta. Mi spiego meglio aprendo una parentesi per un invito rivolto a chi progetta gli stand per le fiere di strumenti musicali: cari amici, posso capire che il vostro lavoro è difficile, dovendo stipare diversi strumenti in uno spazio contenuto, tuttavia non è davvero possibile evitare di mettere in fiera due tastiere una sopra l’altra? Mentre un visitatore prova la prima, non è possibile accedere all’altra, con il risultato di allungare le code e ridurre del 50% la disponibilità dei prodotti. Chiudo la parentesi.

Ho assistito alla dimostrazione di Pa4x Pro Musikant da parte di Juergen Sartorius, che ha accentuato i toni di modernità del prodotto nell’uso delle feste dal vivo. Forse sono abituato a musicisti italiani più spontanei che suonano con altro stile e ben altro trasporto. Ma il prodotto vale molto e Juergen ha fatto del proprio meglio, facendo ricorso a diverse brani di successo.

Che dirvi di più? Ho lasciato lo stand Korg con un piccolo senso di amaro in bocca: avrei voluto avere più tempo per suonare Pa900 e Pa4X Pro ma è difficile farlo quando hai diverse persone che ti fissano mettendoti a disagio nella speranza che tu ti alzi subito e gli lasci il posto. Spero di avere più fortuna in futuro perché gli arranger Korg meritano davvero di essere raccontati.

Juergen Sartorius durante la dimostrazione di Korg Pa4X Musikant (Foto di Mario Jr Restagno)

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 aprile 2017 at 21:00