Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Yamaha Genos: la recensione di Jerry Kovarsky (traduzione in italiano)

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Questo articolo è la traduzione italiana della recensione che il mitico Jerry Kovarsky ha scritto dopo aver testato la nuova ammiraglia di casa Yamaha. Potete leggere gratuitamente il testo in lingua inglese sul sito originale, dove è stato pubblicato il 25 gennaio 2018.
La proprietà di questo articolo appartiene quindi a eMusician.
E’ possibile abbonarsi alla rivista digitale al costo di 19.99 dollari all’anno.© 2018 NewBay Media, LLC. All Rights Reserved. 

 

YAMAHA GENOS: WORKSTATION DIGITALE, TASTIERA ARRANGER E MOLTO DI PIÙ

L’uscita della nuova tastiera ammiraglia di Yamaha è una grande novità per compositori e artisti. La casa di produzione giapponese ha progettato questo strumento con l’intento di creare una tastiera arranger così evoluta e perfezionata da essere considerata come il miglior successore possibile di Tyros 5.

Se siete alla ricerca di una workstation digitale oppure se state cercando una tastiera arranger, in entrambi i casi Yamaha Genos è così ricca di funzionalità da soddisfarvi comunque.

Nella mia recensione di Tyros 5 scritta nel 2016 per la rivista Keyboard Magazine, avevo identificato il cliente ideale per le tastiere arranger nel musicista che si esibisce come One Man Band. Questi richiedono uno strumento in grado di suonare gran parte delle tracce musicali, supportando allo stesso tempo il cantante con un armonizzatore vocale e riproducendo brani MIDI o audio con il lettore di testi. Del resto, i musicisti per i quali sono state progettate le tastiere arranger sono più interessati a suonare e ad esibirsi dal vivo, piuttosto che immergersi nell’editing audio o in altre funzionalità profonde e più complesse.

Con questa idea in mente, personalmente credo di avere compreso bene perché Yamaha abbia utilizzato il termine Digital Workstation per Genos: l’azienda vuole che la si guardi senza pregiudizi precostituiti. E sarebbe un peccato non provarla, perché Genos offre suoni sorprendenti, stili musicali ben fatti e un vasto corredo di tecnologie all’avanguardia che si addicono di solito agli strumenti professionali di alto livello.

COMINCIAMO DALL’ASPETTO ESTERNO

Genos appare a prima vista con un look molto elegante, grazie allo schermo touch screen a colori da 9″ e al pannello che spicca per ordine ed equilibrio, molto meno affollato di pulsanti, manopole e cursori rispetto il suo predecessore, Tyros 5.

Genos è pronta per riprodurre timbri (voci nel glossario Yamaha), fornire tracce di accompagnamento, richiamare sequenze e suoni one shot dai quattro pad, riprodurre due canzoni contemporaneamente (MIDI o audio, con visualizzazione dei testi in tempo reale), e arricchire la voce del canto al microfono con effetti e armonizzazioni automatiche. Tutte queste attività sono chiaramente visualizzate sul display e, toccando a video il campo indicato, è possibile selezionare un nuovo timbro, aprire un file o qualsiasi altra risorsa. Inoltre, l’usabilità sul video agevola l’accesso a numerosi controlli e impostazioni in un modo molto flessibile (vedi Figura 1).

Fig. 1. La pagina Voice Part Setup offre una chiara panoramica delle quattro parti, del loro mix e dell’impostazione degli effetti. È possibile toccare ogni area dello schermo per modificarne direttamente i valori o per aprire una pagina con maggiori dettagli di personalizzazione.

Sulla sinistra della scocca, sono presenti nove slider dalla corsa relativamente lunga e sei manopole provviste di un utile scatto centrale. Le manopole hanno tre set di parametri assegnabili e gli slider ne hanno due, ciascuno con il proprio display dedicato: molto bello!

Nella parte inferiore dello schermo iniziale, sono evidenti sei schede a cui l’utente può assegnare qualsiasi pagina desiderata, riducendo così la necessità di navigazione in sotto-menu (vedi Figura 2).

Fig. 2. La Home Page mostra molte informazioni. Le sei schede in basso sono configurabili dall’utente in modo da accedere rapidamente a qualsiasi pagina/menu.

A destra dello schermo, ci sono sei pulsanti gateway che consentono di accedere a ciò che si potrebbe considerare come i diversi “modi operativi” su Genos. Il pulsante Home richiama la pagina video principale, mentre Style agevola la scelta di un altro stile di accompagnamento. Il pulsante Voice fornisce una panoramica completa delle impostazioni dei timbri: volume, pan, ottava, EQ, effetto Insert e mandate al Chorus e al Reverb. Invece Song mostra un maggior numero di parametri rispetto il pulsante della pagina Home. Il pulsante Playlist consente di gestire le scalette di Registration e Song in un elenco per facilitarne il richiamo dal vivo.

Più sotto, sono presenti sei pulsanti assegnabili. Possono essere usati per attivare qualsiasi pagina o funzione di menu, anche come doppione dei pulsanti del pannello frontale: per controllare le funzioni di missaggio, per agire sui controlli dell’accompagnamento e altro. Questa apparente ridondanza in realtà è un vantaggio: offre un’interfaccia del pannello frontale meravigliosamente comoda e completa secondo le esigenze di ciascuno. Complimenti al team di progettisti Yamaha.

Genos è dotata di 76 tasti con meccanica FSX e aftertouch. La risposta al tocco è ottima: precisa con il giusto equilibrio tra resistenza iniziale e ritorno alla posizione originale. Il Pitch Bend e la modulazione sono controllati da un solo joystick: gestisce due direzioni per la modulazione e un pulsante di blocco per fermare il valore della stessa modulazione. Il controllo espressivo del suono può essere affinato grazie a tre interruttori di articolazione, un pulsante assegnabile (indicato anche come controllo della velocità del rotary), controlli dell’ottava e della trasposizione. Sul retro, oltre ai tre ingressi per pedali assegnabili, il pannello posteriore include le uscite stereo principali, quattro uscite analogiche aggiuntive e due ingressi audio, tutti su jack da 1/4″. L’ingresso microfono è un jack combo XLR / 1/4″ commutabile all’ingresso Phantom a 48V. Sono altresì presenti due set di ingressi MIDI IN/OUT, due porte USB e un’uscita digitale coassiale (S/PDIF). Le dimensioni di Genos sono leggermente più piccole di Tyros 5 e il peso è più leggero di 3kg circa.

ASCOLTARE I SUONI

Genos viene consegnata con un corredo di oltre 1650 suoni e 58 kit drum/SFX. La polifonia dello strumento è di 128 note mentre è possibile utilizzare altre 128 note per le espansioni Yamaha e i campioni personalizzati.

In linea con la filosofia Yamaha, i suoni Genos non sono modificabili in profondità: sono disponibili i controlli di base per il taglio/risonanza del filtro e l’inviluppo dell’amplificatore, insieme alle impostazioni di modulazione (aumento/diminuzione) e aftertouch, ma non sono consentite ulteriori modifiche a bordo, mentre le funzionalità di editing sono possibili sono in un’applicazione esterna per PC fornita gratuitamente da Yamaha. Ora, dato che tutto ciò che è presente su Tyros 5 è disponibile anche su Genos, mi concentrerò da qui in poi solo su ciò che è diverso e nuovo.

Ad esempio, ci sono due nuovi timbri di pianoforte: il migliore pianoforte a coda da concerto della serie CFX e il C7, uno dei pianoforti da studio preferiti dai musicisti da decenni. Entrambi sembrano suonare in modo stereo a quattro vie, con la possibilità di controllare la risonanza per smorzare o bloccare la vibrazione delle corde. I timbri di fabbrica sono belli: sono stato in grado di modellare una gamma di altri toni usando l’equalizzatore a due bande, modificando il cutoff del filtro e sfruttando la ricchezza degli effetti interni.

I pianoforti elettrici sembrano essere rielaborati dalla serie Tyros e includono quei rumori fisici che aggiungono dimensione e realismo ai modelli elettromeccanici. Per controllare i campioni di Rhodes e Wurlitzer, è possibile muovere il joystick in avanti e far svanire il corpo del suono per enfatizzare ulteriormente questi rumori: non che ce ne fosse bisogno, in effetti, personalmente avrei preferito che ci fosse un modo per miscelarli. Esiste un solo tipo di Rhodes (il modello suitcase con un carattere pronunciato degli effetti bell & tine), mentre la gamma dei pianoforti DX è stata ampliata, così come Wurly, Clav e CP-80. Tutti possono davvero essere felici di suonare. Cosa volere di più? Ci saranno pacchetti di espansione nel prossimo futuro per i quali nutro grandi speranze, in quanto quelli della serie Tyros erano eccellenti.

Il concetto di eleganze del design di Genos è stato esteso anche al pannello posteriore. Qui, si potranno osservare le uscite dei diffusori sinistro/destro sui lati opposti della scocca, mentre le due uscite principali, le quattro uscite audio aggiuntive, e gli ingressi stereo e jack per microfono con alimentazione Phantom sono posizionati tutti insieme sulla destra.

Con i timbri d’organo, Yamaha ha risolto una mia vecchia lamentela che avevo espresso ai tempi di Tyros: il suono d’organo campionato aveva un sacco di rumore a bassa frequenza e altri disturbi provenienti dall’effetto Leslie si intromettevano, a seconda della frequenza. Su Genos, tutto questo è stato ripulito. La gestione di Organ Flutes è stata conservata e ora il suono è molto più rispettabile, tenendo conto che questo strumento non sta cercando di essere un vero clone Hammond. Naturalmente, i nove cursori funzionano come drawbar quando viene richiamato uno di questi suoni. Tuttavia, il timbro è costruito in modo tale che non ci sia un graduale aumento o diminuzione da una velocità di Leslie a un’altra.

Le voci di archi, già pregevoli sui modelli precedenti, ora hanno una seconda scelta di sessione chiamata KinoStrings: questo suono è meraviglioso. Sono stati campionati con il panning e il posizionamento corretto dei musicisti- Sono un po’ più aggressivi e più spessi dei Seattle Strings (così si chiamano ora).

Genos propone nuovi strumenti nelle categorie degli ottoni, dei legni e delle chitarre: tutti i suoni acustici fanno un grande uso dei controlli di articolazione per produrre tecniche di performance naturali. Sono inclusi un sacco di nuovi suoni di synth, che coprono il repertorio vintage e attraversare i moderni generi elettronici.

Tutto questo ci porta all’ultima categoria di suoni, i nuovi Revo Drums, che utilizzano assegnazioni di campioni ciclici (Round Robin) per aumentare il realismo delle esecuzioni. I vari kit e campioni singoli sono costantemente di notevole fattura.

In effetti, il suono generale di Genos è superbo. Grazie ai nuovi circuiti di conversione DA introdotti da Yamaha, la fedeltà è di qualità per audiofili.

ABBONDANZA DI EFFETTI

Genos apre nuovi orizzonti alla potenza di elaborazione degli effetti in una tastiera. Oltre al Global Master Reverb e Chorus (condivisibili con tutte le parti), al compressore e EQ a 8 bande (attivabili per le uscite finali), lo strumento offre 28 blocchi di effetti Insert. Concettualmente, questi sono pensati per offrire un effetto per ogni parte che Genos può suonare (mano destra, accompagnamento, tracce in una canzone, input del microfono e così via), ma non vi è nulla che impedisce di combinare effetti multipli su qualsiasi parte si voglia.

Mentre nessuna delle voci di fabbrica sembrava trarne vantaggio, ho vissuto un’esperienza esplosiva nella creazione di voci più ricche in ogni categoria di suoni, e avevo ancora un sacco di risorse DSP a disposizione per aggiungere effetti alle parti di accompagnamento. I timbri sono già di un livello eccelso e possono salire ancor di più avendo a disposizione una eccellente libreria di effetti. L’unico problema è che non è possibile salvare un suono che utilizza più effetti Insert come voce utente: è necessario memorizzarla in una Registration. Ci sono alcuni stratagemmi utili per poter modificare tutti i parametri degli effetti: si possono imparare in fretta e ne vale la pena.

ASSEGNARE I SUONI ALLE VARIE PARTI DELLA TASTIERA

Genos ha quattro parti pronte per essere suonate in qualsiasi momento. Tre sono designate per la mano destra, mentre la quarta è per la parte inferiore della tastiera o la mano sinistra. I pulsanti sul pannello frontale facilitano il passaggio dei suoni e la creazione di layer e split. È possibile definire facilmente il punto di divisione per il suono inferiore e anche i tre suoni superiori.

Con una sola operazione, è possibile selezionare uno qualsiasi dei tre suoni assegnati alla mano destra e, se il punto di split è inattivo, suonare su tutta l’estensione della tastiera: quando si utilizza il suono Right3 in combinazione con un altro, lo split diventa attivo, in modo da ottenere il beneficio di sfruttare l’assegnazione delle parti alla tastiera in modo interattivo. È possibile poi definire un intervallo separato per l’attivazione dell’accompagnamento (o impostarlo sulla nota MI più bassa se non si ha bisogno di usarla), il che significa che si possono impostare tre zone per l’esecuzione dal vivo, con la zona centrale che può avere due suoni in sovrapposizione. Quattro di queste impostazioni Multi sound sono disponibili e possono essere salvate/richiamate come One Touch. Se sono necessario altre configurazioni, è possibile richiamarle dal display o utilizzare un banco di Registration con i suoi dieci pulsanti a pannello.

Gli artisti dal vivo spesso usano una zona della tastiera per attivare un effetto sonoro di synth o una parte campionata. Genos ha quattro pulsanti Multipad che possono essere utilizzati per riprodurre frasi MIDI o audio o un colpo di suono immediato. Le frasi possono essere riprodotte una volta o ripetute. È possibile richiamare altri gruppi di queste frasi come descritto per le impostazioni One Touch.

L’arpeggiatore ha una bella libreria di pattern, frasi raggruppabili, fraseggi di synth, sequenze di accordi di accompagnamento, arpeggi e accompagnamenti di chitarre, filtri e la durata degli effetti. La risoluzione del tempo e il controllo della durata sono gestibili tramite le manopole del Live Control.

SUONARE INSIEME AL GRUPPO

Fino a qui, ho ricoperto gli aspetti “normali” di Genos, riferendomi in modo particolare a quei musicisti (per lo più statunitensi) che usano come riferimento per il confronto un sintetizzatore classico dalle tipiche prestazioni. Ma Genos è di più: è un arranger dalla potenza straordinaria. Offre 550 stili, che coprono praticamente tutti i generi che si possono desiderare, e sono uniformemente eccellenti, autentici e programmati con gusto. Per la maggior parte dei casi, l’impasto sonoro si avvicina alla base originale preregistrata, con il vantaggio di disporre della flessibilità che permette il controllo completo sull’arrangiamento. E con l’abbondante varietà di tre introduzioni, quattro variazioni con Fill-In, un Break e tre finali.

Inoltre, i cursori e le manopole semplificano il missaggio in tempo reale, consentendo di disattivare facilmente le parti in tempo reale. È possibile modificare gli stili forniti: mi piace molto la funzione di Assembly, con cui innestare frasi provenienti da altri stili per creare un nuovo style ibrido. Mi piacciono anche i controlli di Groove, Dynamics e Velocity che permettono di modellare la sensazione e la dinamica di ogni parte in diversi modi musicali.

UNO STRUMENTO PER I COMPOSITORI

Genos incorpora un sequencer MIDI a 16 tracce in grado di registrare e modificare parti generate dal motore di accompagnamento, oltre alle parti Right e ai MultiPad (Figura 3). Questo può essere fatto in un singolo passaggio o in una parte alla volta. Mi piace avere la possibilità di provare diverse idee di armonia a fronte di un Groove o di una band con cui suonare insieme. Inserendo e modificando passo dopo passo una sequenza di accordi, Genos consente di provare un’idea, tornare indietro e modificare un determinato tipo di accordo o sonorizzazione, aggiungendo o eliminando accordi; e poi, ogni volta, subito provare con la band come suona la nuova idea.

Fig. 3. Nel sequencer MIDI, è possibile modificare una traccia di accordi per creare la propria idea di canzone e provare le modifiche agli accordi e ai controlli dello stile. La band di accompagnamento è pronta a suonare ogni idea che si sta sperimentando.

Una volta perfezionata la forma della propria canzone, è possibile aggiungere altre parti in tempo reale. Se si canta o si suona un altro strumento, è possibile far girare questo brano MIDI su una traccia audio stereo, quindi sovra incidere un’altra performance audio, instradando il microfono o lo strumento sulle unità effetti se lo si desidera. Et voilà! Si può creare un brano demo completo e di qualità, tutto “in the box”.

Una nota speciale è la possibilità di integrare alcune applicazioni iOS con Genos. Ad esempio, l’app Chord Tracker di Yamaha analizza gli accordi di un file o brano audio per creare un grafico di accordi base. Si sceglie “Invia a strumento” per trasmettere il file su Genos tramite rete WiFi e guidare il motore di accompagnamento per riprodurre la canzone, in qualsiasi stile si voglia. Che grande comodità per un musicista!

BEN FATTO, BEN ARRANGIATO

Tutto sommato, Genos sembra incredibile e offre una miriade di funzionalità, supportate da una rete di suoni, campioni e canzoni aggiuntivi. Ne consegue che, inevitabilmente, viene fornita ad un super-prezzo.

Tuttavia, Genos il suo costo di lancio equivale a quello che aveva Tyros 5, ma include molti più campioni e suoni, un più ampio schermo a colori sensibile al tocco e controlli migliorati in tempo reale con il proprio display dedicato. Si possono anche riempire 1,8 GB di memoria Flash per caricare nuove espansioni o campioni utente, il che richiederebbe un costo aggiuntivo (circa $ 450) su Tyros. Vista sotto questa luce, Genos offre un valore superiore.

Adoro i suoni, gli stili e come si presenta Genos, ma lascio decidere ai lettori se possono permettersela. So che, dal punto di vista sonoro e musicale, non se ne pentiranno.

PUNTI DI FORZA

Qualità del suono incontaminata. Timbri e stili eccellenti. Effetti abbondanti. Ampia memoria per campioni, espansioni e stili addizionali.

LIMITAZIONI

Prezzo elevato. Editing del suono marginale. Alcune operazioni possono risultare un po’ complicate.

Yamaha offre una serie completa di accessori per Genos. Progettato specificamente per lo strumento, GNS-MS01 ($ 379) è un sistema audio 2.1 con una coppia di diffusori satellite (woofer da 3″, tweeter da 0,8″ e 20W ciascuno) e un subwoofer (altoparlante da 6,5″, 40 W). L7-B ($ 265) lascia un sacco di spazio per gambe e pedali e ha imbottitura in schiuma sulla parte superiore per evitare che lo strumento possa scivolare. Altre opzioni sono l’UD-BT01 Wireless Bluetooth USB per host MIDI Adapter ($ 79) e MD-BT01 Wireless Bluetooth Interfaccia MIDI ($ 79).

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Chi è l’autore? Dopo una carriera di oltre 30 anni nello sviluppo e nel marketing dei prodotti per la tastiera, e quasi 50 anni passati a suonarli, Jerry Kovarsky si sente molto sicuro di sé quando ammette che gli piace un sacco suonare le tastiere arranger.

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Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 febbraio 2018 at 20:01

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Winter NAMM 2018: Yamaha alza il sipario su PSR-S975/S775 e PSR-E463/EW410

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Nei giorni scorsi, in merito al Winter NAMM 2018, vi abbiamo riportato notizie dagli stand DEXIBELL, Kurzweil, Casio e Roland. Ora è il turno del marchio più grande e, forse, il più atteso da numerosi lettori di questo blog. In effetti, è qui che troviamo il più ampio numero di novità: lo spazio Yamaha è stato utilizzato quest’anno per presentare 90 nuovi prodotti, quattro di questi ci riguardano direttamente perché toccano il comparto degli arranger.

Yamaha PSR-S975

PSR-S975 e PSR-S775

Innanzitutto Yamaha ha aggiornato i prodotti di punta della serie PSR con il lancio dei nuovi fratelli arranger workstation: PSR-S975 e PSR-S775. Dalla lettura del codice dei modelli, si intuisce che non stiamo parlando di fresca tecnologia derivata dall’ammiraglia Genos, ma piuttosto di un aggiornamento di PSR-S970 e PSR-S770 il cui lancio sul mercato risaliva all’estate del 2015. Le migliorie introdotte riguardano il numero di timbri che sale enormemente di circa 630 unità su ciascun modello, contando nel numero una maggiore presenza di voci Super Articulation, MegaVoice, Sweet!, Cool! e Live!
Il repertorio di stili sale su entrambi i modelli di ben Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 gennaio 2018 at 20:00

Yamaha Genos: dalla metamorfosi del Music Finder nasce Playlist

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Yamaha Genos

È possibile ancora rimanere incantati?

Quante volte vi succede di rimanere incantati davanti a qualcosa? Non così spesso, immagino, specialmente di questi tempi in cui il senso di meraviglia è stato seppellito dal dispotismo razionale del materialismo. Ma, senza inoltrarci in voli pindarici di natura filosofica – non è questo blog il posto giusto – limitiamoci alle esperienze di ogni giorno: il pianto di un bambino che nasce, il sorriso improvviso di una persona a cui vuoi bene, un gesto di gentilezza da parte di uno sconosciuto, una giornata di sole dopo otto settimane di pioggia (credetemi: non sto esagerando, so di quel che parlo). Orbene, è sempre bello essere sorpresi da un improvviso senso di incanto, come quello che ho provato io quando – dietro suggerimento di Filippo Liguori di Arrangers Italia – ho importato il MyMusicFinder su Yamaha Genos e, sfruttando l’innovativa funzione Playlist, ho cercato di suonare i titoli di alcune canzoni che avevo programmato in passato sul MusicFinder degli arranger Yamaha della precedente generazione.

Ora, non credevo alle mie orecchie: conosco bene quelle impostazioni del MusicFinder, mi sono molto famigliari gli stili di arrangiamento che ci stanno dietro e i timbri Yamaha di ogni traccia dell’accompagnamento. Che dirvi? Mi sembrava come se tutto fosse stato rinnovato e abbellito. Suonare quelle stesse canzoni su Genos risultava diverso, più realistico e straordinariamente attuale. È in quel momento che mi è sembrato di cogliere i primi cenni del balzo in avanti che ha voluto compiere il centro R&D di Yamaha con il progetto Genos. E dire che Tyros 5 e PSR-S970/S770 non scherzavano mica.

Genos rivoluziona il mondo degli arranger ispirandosi ad una storia di successo

DisplayList su Yamaha Genos

Parliamo quindi della nuova funzione Playlist. Trattasi del nuovo metodo di configurazione rapida dello strumento per richiamare le impostazioni desiderate su Genos e suonare con gli strumenti e gli stili più adatti per la propria esecuzione. In altre parole, sembra essere il tentativo (riuscito) di offrire la stessa comodità che casa Korg offriva sui propri arranger con il nome di SongBook.

Immaginatevi di memorizzare in un banco di registration una particolare song, uno stile di accompagnamento, determinati timbri da suonare in tempo reale con la tastiera, gli effetti, il trasporto, il tempo, persino un file di testo. Sino a ieri queste impostazioni andavano associate ad un banco di registration (8 memorie per ciascun banco) e, per suonare dal vivo, occorreva aprire ciascun banco, volta per volta. Ora invece Genos consente di organizzare le memorie di registrazione in comode scalette che possono essere richiamate istantaneamente dal vivo. O anche a casa, beata comodità!

L’elenco delle canzoni da suonare appare a video ed è sufficiente selezionare un titolo per richiamare la specifica memoria di uno specifico banco di registration. La vastità del repertorio non spaventerà più nessuno: una Playlist può contenere fino a 2.500 memorie ed è possibile richiamare le impostazioni del pannello corrispondenti per ciascuna canzone con un singolo tocco.

Addio, glorioso e amato MusicFinder

Playlist manda in pensione lo storico MusicFinder che, infatti, non è presente su Genos. È possibile importare i record di MusicFinder utilizzati sulle precedenti tastiere Yamaha (come il MyMusicFinder per Yamaha PSR-S970) per utilizzare i record sulla Playlist di Genos, nello stesso modo in cui si utilizzava la funzione MusicFinder sui modelli precedenti. Il nuovo strumento include una funzione di importazione automatica dei record di MusicFinder: ogni titolo viene convertito in banchi di memoria di registrazione e salvati in una cartella nell’unità User di Genos. Contemporaneamente, nell’unità flash USB la conversione crea una Playlist dei file di banco memoria di registrazione convertiti (con lo stesso nome del file importato). Le impostazioni di MusicFinder vengono registrate nel numero di memoria di registrazione [1] per ciascun banco.

Chi desidera utilizzare Playlist nello stesso modo con cui utilizzava il MusicFinder originale, deve attivare il pulsante [OTS LINK] per abilitare il cambio automatico dei timbri da suonare in tempo reale in base a ciascuna delle quattro variazioni MAIN dello stile di accompagnamento.

Durante la procedura di conversione, le parole chiave e il genere di ciascun record del MusicFinder sono convertiti come informazioni tag e ciò rende possibile la ricerca dei record dal display di selezione del banco di registrazione.

Conclusione

La storia di Playlist ci porta ad osservare come Yamaha abbia riutilizzato il patrimonio funzionale e tecnologico accumulato in vent’anni di tastiere delle serie PSR e Tyros e lo abbia riportato in una dimensione di usabilità moderna ed attuale. La curva di apprendimento di Genos sarà rapida per chi ha confidenza con gli arranger Yamaha, ma il risultato sarà davvero nuovo per tutti: la musica che romba sotto la scocca di Genos darà vita ad una nuova generazione di musica a favore di una rinnovata stirpe di musicisti.

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Lasciamoci con Il mio canto Libero di Lucio Battisti, reinterpretato da Filippo Liguori con Yamaha Genos (style Country Folk Ballad).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 gennaio 2018 at 17:49

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Il rapporto 2017 del blog Tastiere Arranger

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Oggi, nell’augurare Buon Anno 2018 a tutti voi lettori fedeli di Tastiere Arranger, ancora una volta sono lieto di poter cogliere l’occasione e ringraziarvi in modo speciale per la vostra incessante attenzione, lettura e partecipazione: il traffico web di questo blog continua a crescere, anno dopo anno. Ecco i dati forniti dalla piattaforma di WordPress, il numero di letture dal 2009 (anno di nascita di questo blog) ad oggi.

Stats

Come potete vedere da voi, il 2017 ha registrato 231.476 letture (il 10% in più rispetto l’anno precedente); tali letture sono state svolte da 87.308 visitatori unici. Dal 2009 ad oggi, il numero totale di letture supera la cifra di 1.132.038 clic.

Quest’anno, ho avuto la fortuna di pubblicare 58 nuovi articoli. Vi segnalo qui sotto quelli più significativi: se per caso ve ne siete perso qualcuno, chissà oggi potrebbe essere il momento buono per leggerli.

Concludo ricordando che gli articoli di Tastiere Arranger sono pubblicati sulla piattaforma di WordPress, ma sono altresì raggiungibili tramite altre strade digitali come Tumblr e Facebook.

Ancora grazie a tutti e buon inizio di 2018.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 gennaio 2018 at 17:14

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Visitando negozi di strumenti musicali in Giappone

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E’ un’abitudine innata in gran parte di noi, appassionati tastieristi: cogliere l’occasione di viaggi di lavoro o di vacanza per visitare negozi di strumenti musicali ovunque siano nel mondo. Nel mio caso, il lavoro mi porta di tanto in tanto in Giappone e il caso vuole che la città di destinazione sia Hamamatsu, guarda che coincidenza: qui si trova il cuore della produzione di strumenti musicali grazie alle sedi di tre importanti produttori nipponici: Yamaha, Roland e Kawai. In passato ero riuscito a visitare lo straordinario Museo degli strumenti musicali ma di solito non ho molto tempo libero durante queste trasferte. Ho la fortuna che il mio albergo è nelle vicinanze dell’outlet Yamaha, per cui una visita periodica in quell’esposizione commerciale è imperdibile.

Quest’anno sono riuscito anche a visitare un grande negozio di strumenti musicali nelle vicinanze di Fukuroi. Partiamo da quest’ultimo. Concentrandoci sulle tastiere e, nello specifico, nelle tastiere arranger, gli strumenti esposti confermano la differenza del mercato giapponese rispetto quello del nostro mercato occidentale. Niente arranger top di gamma e nemmeno workstation di medio livello: gli unici arranger in vendita sono quelli di primo livello. Ho scattato qualche foto, vediamole insieme.

In mezzo ad una distesa di pianoforti digitali, si intravede una tastiera Casio CTK-3500.

Poco più in là, l’unico arranger Yamaha della serie PSR. Si tratta di PSR-E363 circondato da tastiere-giocattolo.

Non mancano i nuovi modelli di tastiere Roland della serie GO: ecco il modello dedicato ai suoni di pianoforte GO-Piano.

E’ tutto qua. Veniamo ora al Yamaha Outlet di Hamamatsu, nel centro della città giapponese.

Una distesa di pianoforti digitali Yamaha. C’è un modello per ogni esigenza.

Pianoforte acustico Yamaha C1X, la serie CX rappresenta la serie di punta dei pianoforti Yamaha.

Ed ecco perché gli arranger non si vendono in Giappone: questo mercato nazionale è affezionato agli Electone, strumenti a doppio manuale a metà strada fra un organo elettronico ed una tastiera arranger (il primo modello Electone è del 1959 ed era direttamente ispirato agli organi Hammond).

 

 

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 dicembre 2017 at 14:18

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Gioia, amore, tristezza e rabbia: il concorso di Yamaha Music Club

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Concorso Yamaha Music Club

Questa occasione proposta da Yamaha Music Club sembra essere disegnata su misura dei numerosi musicisti che suonano con passione il pianoforte o la tastiera e che desiderano mettersi in gioco come compositori. La partecipazione richiede la pubblicazione su SoundCloud di un brano originale in formato audio della durata di 20 secondi, suonato con il solo pianoforte o con una base multitraccia registrata con il sequencer (NDA: come sapete gran parte delle tastiere arranger attuali è dotata di un sequencer con capacità di registrazione audio).

Il tema delle composizioni va scelto fra alcune emozioni basilari dell’indole umana: gioia, amore, tristezza e rabbia. I partecipanti possono scegliere uno solo fra questi temi. La sfida è nel riuscire ad esprimere con efficacia tutto il valore di quell’emozione avendo a disposizione soltanto 20 secondi.

Il termine per il caricamento dei file su SoundCloud è il 10 dicembre p.v. Non è esplicitamente riportato sul regolamento ma, ovviamente, possono partecipare anche i minori in grado di esibire una liberatoria del genitore o tutore.

La giuria nominata da Yamaha Music Club assegnerà il premio ai quattro vincitori, uno per ogni tema, entro il 28 gennaio 2018. Il premio consiste nella produzione di un filmato video che sarà realizzato appositamente da Yamaha Music e che potrà essere visionato sul canale YouTube di Yamaha Music Club e sugli altri canali social network gestiti dalla società. Inoltre, il vincitore sarà invitato a spendere una giornata nella sede di Yamaha Music a Gerno di Lesmo (MB), una giornata dedicata alle prove e alla registrazione dell’intero brano idealmente su un pianoforte Yamaha AvantGrand N3X. Yamaha Italia ha confermato che sarà possibile, in alternativa, registrare il proprio brano tramite l’arranger workstation Yamaha Genos.

Chi è interessato può visitare le pagine dedicate al concorso Share Your Emotion e leggere con attenzione il regolamento.

Al fine di stuzzicare la curiosità – e a titolo di esempio – ecco per voi quattro composizioni pubblicate proprio da Yamaha Music Club. Cominciamo dalla gioia, un sentimento incontenibile e che Simone Pionieri esprime facendo correre a perdifiato le proprie mani e le proprie dita sul pianoforte.

L’amore, nelle corde più liriche del romanticismo, viene così interpretato da Mauro Di Ruscio.

La terza emozione è quella della tristezza: Luigi Ranghino la rappresenta con una sequenza pianistica che induce amarezza e malinconia.

E, per finire, ecco la rabbia intrisa di collera e sdegno, secondo Seby Burgio.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

4 novembre 2017 at 09:59

PSR-S970/S770: il test pubblicato su AudioFader

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AudioFader pubblica il test di Yamaha PSR-S970 e PSR-S770

Con colpevole ritardo, vi segnalo soltanto ora che è stato pubblicato da tempo il test di PSR-S970/S770 firmato dal sottoscritto per i titoli di AudioFader. Lo so, lo so, abbiamo tutti nella testa il recente annuncio di Yamaha Genos e il fatto di prestare attenzione a due modelli che sono a listino da un paio d’anni potrebbe apparire ad alcuni un po’ datato. In realtà è vero il contrario. A mio parere.

Primo, perché questi due arranger rappresentano ancora il meglio dell’esperienza Yamaha nel segmento medio della categoria.

Secondo, perché non tutti hanno un portafoglio che gli consenta di balzare ai 3500 Euro di Tyros 5 o 4200 Euro di Genos: il prezzo odierno di PSR-S970 e PSR-S770 si trova intorno ai 1480 Euro e 990 Euro, rispettivamente.

Terzo, perché questi due modelli resteranno a listino ancora a lungo e non è ancora dato sapere quando usciranno i successori (ci vorrà ancora molto tempo).

Quarto, perché questo articolo è un test approfondito: non troverete soltanto la descrizione tecnica del prodotto, ma anche la valutazione accurata e i risultati dettagliate delle mie prove, dopo aver collaudato questi arranger di persona per alcuni mesi.

In ultimo, perché AudioFader è una testata importante, con una personalità editoriale che non ha eguali sul mondo del giornalismo tecnico-musicale in Italia: ogni informazione è verificata, esperta e approfondita.

In breve, la lettura è consigliata a tutti gli appassionati di arranger. Ricordo che è necessario registrarsi (gratuitamente) per leggere questo o gli altri articoli presenti sul sito.

Eccovi l’incipit dell’articolo, come un piccolo assaggio.

Il catalogo delle workstation arranger Yamaha è storicamente ricco di proposte per qualsiasi budget che, grazie a regolari aggiornamenti e l’introduzione di nuovi concetti tecnologici, mantiene una solida posizione di leader del settore.
In questo test mi sono voluto concentrare su due modelli di questa serie quali la PSR-S970, un leone ruggente che ha ereditato in sé molta della qualità tipica della serie di grado superiore Tyros, e la sorellina PSR-S770 sprovvista dell’armonizzatore vocale e di altri caratteristiche accessorie ma situata in una stuzzicante posizione per qualità-prezzo. Questi due ultimi modelli della serie sono in vendita dal 2015: non sono in effetti una novità dell’ultima ora, ma ancora oggi vale la pena approfondire la conoscenza di questi prodotti.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

21 ottobre 2017 at 10:51

Pubblicato su Yamaha

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