Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Il rapporto 2016 del blog tastiere wordpress.com

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Anche quest’anno il numero di letture di questo blog è in crescita. Non c’è stato un balzo in avanti come è avvenuto nel 2015 rispetto l’anno precedente, tuttavia i numeri parlano chiaro e sono impressionanti per il sottoscritto.
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Come vedete, anno dopo anno, cresce l’attenzione per questo blog dedicato alle tastiere arranger. Nel 2016 abbiamo superato il muro delle 200.000 letture (207.436 per l’esattezza!) compiute da 81.599 diversi visitatori. Potete immaginare il mio stato d’animo, io che nel 2009 mi ritenevo già soddisfatto se fossi riuscito a raggiungere 25 lettori.

Il 2016 è stato un anno a due velocità per il mercato degli arranger: nella prima parte dell’anno abbiamo assistito a diversi lanci di nuovi prodotti come Yamaha DGX-660, i fratellini Casio MZ-X500 e MZ-X300, la coppia Yamaha PSR-E453 e PSR-EW400 e il trio Ketron SD9, SD40 e SD80. Poi, dopo la fiere primaverile di Francoforte, tutti si sono fermati e non abbiamo registrato alcun lancio degno di nota, nemmeno alla vigilia dell’inverno, in vista del periodo dicembrino solitamente ghiotto di nuovi acquisti.

Come ogni anno, abbiamo pubblicato diversi articoli, allo scopo di mantenere viva l’attenzione e la nostra passione sugli arranger. Se ve ne sieti persi qualcuno, vi consiglio qui la lettura degli articoli più significativi degli ultimi 12 mesi:

Dal punto di vista personale, il 2016 è stato un anno di cambiamenti straordinari, visto che le vicissitudini lavorative mi hanno portato a fare armi e bagagli e trasferirmi temporaneamente con tutta la famiglia all’estero. Questo trasferimento ha inevitabilmente rallentato la produzione di articoli del blog per qualche mese. Ma, da alcune settimane (alcuni di voi lo hanno notato) sono riuscito a riprendere continuità nella scrittura, macinando nuovi articoli con entusiasmo: non posso farne a meno, non fosse altro per non deludere i numerosi lettori che visitano quotidianamente queste pagine web, inoltrandomi messaggi, quesiti e (la cosa più importante) attestati di amicizia.

Voglio augurare buon anno nuovo e salutare i professionisti che mi hanno aiutato nel raccogliere informazioni e generare contenuti: Riccardo Gerbi (Audiofader) in primis, Danilo Donzella e Raffaele Volpe (Yamaha), Max Tempia (Casio), Marcello Colò (Ketron), Claudio Marini (Roland), Raffaele Mirabella (Korg). E poi Marco Santonocito, Giovanni Giuffrida e Antony Spatola. Un saluto particolare a Luca Pilla (direttore tecnico di Audiofader) con cui ho ripreso i contatti quest’anno in vista di nuove collaborazioni: il nostro incontro molti anni fa, alla fiera musicale  del Disma a Rimini, è stato il primo stimolo, quello più importante, senza il quale non avrei mai cominciato a scrivere di musica e non sarebbe mai nato questo blog.

E un caro augurio di felice 2017 a tutti i musicisti-lettori che mi onorano della loro attenzione, a quanti commentano sul blog o mi scrivono messaggi, agli appassionati di arranger in genere, ai suonatori professionali e agli amatori, ai pianisti e suonatori d’organo, ai pianobaristi autentici che non fanno finta di suonare, ai musicisti solitari, agli studenti alle prime armi, ai dimostratori di tastiere, ai nostalgici che tornano a suonare dopo anni di assenza dalla musica, agli accompagnatori di cori, ai genitori che regalano una tastiera ai loro figli, ai nottambuli che spendono la loro notte con le cuffie suonando e creando musica. Non vi posso citare tutti ma sappiate che siete voi il motore di questo blog. A ciascuno di voi quindi la mia più grande e sincera gratitudine!

Che Dio vi benedica tutti.

Yamaha DGX-660: una conversazione con Danilo Donzella

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Vi abbiamo già raccontato di Yamaha DGX-660 in occasione della sua prima presentazione al mercato presso il Winter NAMM 2016. Oggi vorrei tornare sulla materia, visto che è notizia ormai certa la distribuzione sul mercato europeo, cosa che avverrà nel mese di aprile. Ce ne occupiamo qui con voi, grazie alla disponibilità di Danilo Donzella, key account di Yamaha Music Europe Branch Italy, che si è reso gentilissimo nell’aprire le porte della propria azienda per accogliere il sottoscritto a favore dei lettori affezionati di https://tastiere.wordpress.com

Danilo Donzella e Yamaha DGX-660

Danilo Donzella e Yamaha DGX-660

Re’: Di fronte ad uno strumento dedicato ai pianisti, è inevitabile che la prima domanda riguardi la qualità dei tasti.

DD: Yamaha produce in proprio le meccaniche dei propri strumenti a tastiera, mettendoci dentro tutta la propria esperienza e conoscenza derivante dai pianoforti acustici. La qualità dei componenti e la tecnologia fanno la differenza. Nel caso specifico di DGX-660, si è fatto ricorso alla tastiera standard pesata e graduata GHS: è una qualità di tasti che ben si adatta a questo tipo di prodotto. I tasti sono pesati al punto giusto in modo da consentire una buona esperienza pianistica: tieni conto che – sulla scala dei valori di qualità dei tasti – Yamaha offre altri modelli, ciascuno di essi è specifico e cresce di valore in base alla levatura superiore dei modelli su cui è montato.

Re’: Poco fa, quando hai acceso DGX-660 e abbiamo cominciato ad ascoltare gli stili, devo confessarti che mi ha colpito la buona qualità sonora degli amplificatori di bordo, pur sapendo che la potenza del segnale è disegnata per gli ambienti casalinghi.

DD: In effetti abbiamo due amplificatori da 6W ciascuno, che solo apparentemente potrebbero non sembrare sufficienti. Come hai sentito con le tue orecchie, sono più che adeguati.

Re’: Tu lo sai che, quando avevo provato il modello precedente DGX-650 alla fiera di Bologna del 2013 non ero riuscito ad avviare gli stili automatici?

DD: Succede la prima volta a chi è abituato alle impostazioni delle serie Tyros e PSR-S dove il pulsante ACMP è tipicamente a sinistra, prima degli altri pulsanti o comunque evidenziato. Qui, nella serie DGX invece, quel pulsante è posto leggermente più centrale. E quindi può capitare di non individuarlo subito. Basta saperlo e vedrai che non ci si sbaglia più.

Re’: Che mi dici del Piano Room?

DD: Su questo strumento, Yamaha ha reso disponibile una selezione di diversi suoni di pianoforte che si prestano a svariate circostanze. È uno spazio virtuale nel quale puoi scegliere il tuo suono di pianoforte preferito e collocarlo nell’ambiente ideale dei tuoi esercizi o della tua esibizione: una semplice stanza, il palco di un club o della sala di un concerto. Il motore sonoro è quello derivato dai pianoforti CF.

Re’: Quali tipi di registrazioni sono permesse?

DD: Ci sono due possibilità di registrare le proprie esecuzioni: la prima è un registratore MIDI a sei tracce di cui una è dedicata alla progressione degli accordi, la seconda è un registratore audio su memoria USB. Entrambe le modalità possono aiutare chi studia il pianoforte per riascoltare i propri esercizi e imparare a migliorarsi. Nel caso del registratore MIDI è possibile vedere lo spartito delle proprie registrazioni per avere un’impressione immediata della precisione esecutiva dei propri esercizi. Penso che molti apprezzeranno la chiarezza e le dimensioni dello schermo LCD di bordo. Per la registrazione audio, vorrei farti notare che puoi collegare un microfono all’ingresso Mic In e registrare così anche la voce di un cantante oltre a tutte le parti suonate sulla tastiera. Questo aspetto potrebbe favorire anche le serate karaoke con gli amici a casa.

Re’: E, secondo me, potrebbe servire anche nelle scuole di canto, dove già negli anni passati, avevo visto alcuni i pianoforti DGX. Cambiamo argomento: personalmente mi ci ritrovo con un pianoforte di colore nero, lo trovo particolarmente elegante, ma non mi aspettavo che ci fosse un mercato per i pianoforti di colore bianco.

DD: È un colore sempre più richiesto. Proprio perché DGX-660 è rivolto ad un’utenza casalinga, la disponibilità di un colore bianco consente una migliore integrazione con gli arredamenti moderni che oggi troviamo spesso nelle nostre case. L’aspetto esteriore è comunque molto curato ed elegante. Credo che un pianoforte come questo si presti bene in diversi contesti domestici. Comunque sia, il nero è sempre disponibile.

Re’: Vedo che ci sono 205 stili.

DD: In effetti questo strumento non nasce come arranger workstation, ma come pianoforte digitale con l’integrazione della sezione arranger. La ricchezza degli stili è proprio voluta per permettere di utilizzare un pianoforte digitale con 88 tasti per divertirsi, registrare, approcciarsi tramite gli accompagnamenti automatici ai vari generi musicali. Gli stili Yamaha sono realizzati internamente e cercano di sfruttare al meglio la tavolozza sonora e gli effetti di bordo di ogni strumento. Puoi includere nella registrazione delle tue canzoni MIDI anche le tracce di accompagnamento. Oltre agli stili SFF secondo lo standard Yamaha, puoi qui anche provare a suonare gli stili SFF GE con un sottofondo realistico delle parti di chitarra.

Re’: Ci sono altri aspetti importanti che vorresti segnalare?

DD: La polifonia è stata aumentata a 192 note, ovvero 64 note in più rispetto il modello precedente. E poi c’è la possibilità di impostare tre diverse diteggiature per il riconoscimento degli accordi: Multi Finger, Full Keyboard e AI Fingered.

Re’: Quale tipo di cliente potrebbe essere interessato a procurarsi DGX-660?

DD: Penso ai pianisti principianti, agli appassionati, a quanti amano suonare in casa un pianoforte di qualità ad un prezzo contenuto, alla portata di molti: oggi è possibile avere in casa un pianoforte digitale con l’aggiunta della sezione arranger che consente di sommare ore e ore di divertimento senza annoiarsi.

Re’: Grazie Danilo. A presto.

 

 

Written by Renatus

27 febbraio 2016 at 08:20

Pubblicato su Yamaha

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