Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Expansion Pack: Greetings from Italy (per Tyros 5 e PSR-S970/S770)

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La prima pagina degli stili in Greetings from Italy

Un nuovo pacchetto di espansione, Greetings from Italy, è apparso recentemente sul portale di Yamaha Music Soft. Trattasi di una collezione musicale dedicata all’antica tradizione folcloristica italiana, alla musica popolare da ballo, alle voci d’opera e alle grandi colonne sonore dei film.

Fra i suoni e gli accompagnamenti spiccano ritmi di tammurriata, quadriglia, rumba napoletana, pizzica, tarantella, saltarello; per gli amanti della balera e del ballo liscio, il pacchetto offre autentici ritmi di walzer, mazurka, polka, tango, fox, moderato; non mancano suoni di qualità necessari per il repertorio: sax contralto, sax tenore, fisarmoniche (master, musette, bandoneon) e chitarre e ritmiche. Infine, il pacchetto software include alcune voci di soprano d’opera ispirate ai più famosi temi e alle melodie di musica per film di Ennio Morricone e Hans Zimmer.

In dettaglio, Greetings from Italy contiene 32 nuovi stili di accompagnamento, 20 voci addizionali, 3 Multipad, 4 banchi di Registration e due spettacolari brani MIDI completi (La donna è mobile e Libiamo ne lieti calici) che dimostrano le capacità espressive possibili con i nuovi suoni presenti nel pacchetto.

Dietro la genesi e la realizzazione di questo lavoro importante, c’è un lavoro di squadra della divisione italiana di Yamaha Music Europe capitanata da Raffaele Volpe con Danilo Donzella e Mauro Di Ruscio e, soprattutto con la collaborazione esterna di Michele Mucciacito di Evento Suono che ha curato nei dettagli la fase di programmazione. Ho chiesto loro di commentare insieme questo lavoro, a favore dei lettori di Tastiere Arranger.

Danilo Donzella

L’esperienza

Re: Danilo, per favore introduci la materia.

DD: Siamo orgogliosi di presentare Greetings from Italy, una risorsa indispensabile per chi suona il repertorio italiano con Tyros5, PSR-S970 e PSR-S770. È stato un importante lavoro di squadra, l’esperienza di Michele è stata preziosa e fondamentale per la realizzazione, mentre io e Mauro ci siamo spesi per coordinare e indirizzare le attività, provare le risorse a fondo, collaudare il tutto e suggerire i miglioramenti possibili. Insomma, Greetings from Italy è il risultato di un lungo processo di ricerca, studio e verifica finale di gruppo.

Re: Michele, sono molto curioso di sapere da dove hai preso le mosse per creare la selezione di stili e di suoni.

MM: Naturalmente sono partito dalla nostra musica popolare: pizzica, tammurriata, rumba napoletana, quadriglia, saltarello e tarantella. Sono le cadenze ritmiche più famose e fanno parte della nostra tradizione.  Ho chiesto a musicisti ed esecutori esperti di quelle cadenze di venire in studio da me a Tavullia e registrare questi groove con i loro tamburi a cornice e tamburelli. Dopo la fase di registrazione, c’è stato un lungo processo di post-produzione ed editing per poterli poi gestire dentro gli arranger. Una volta completata lavorazione dei groove, ho iniziato la scrittura degli styles. Anche per creare style e suoni di musica da ballo contemporanea, ho usato lo stesso modus operandi che ho usato per la musica popolare ma stavolta mi sono concentrato sugli strumenti solisti della musica da ballo: sax contralto, sax tenore, fisarmoniche (musette, bandoneon e master) e chitarre di accompagnamento. La stretta collaborazione con i musicisti che suonano questo genere di musica è stata di aiuto.

Michele Mucciacito

Re: Ho visto che sono stati inseriti numerosi stili di accompagnamento dedicati alla musica da ballo a partire dai tipici ritmi valzer, polka e mazurka romagnoli passando per i moderati, cumbia e beguine, per arrivare fino alle nuove tendenze che il mondo della balera, come la Kizomba, un ballo di successo desunto dalla musica latina.

MM: In quel caso, per creare lo stile, ho preso come riferimento Kizombera la prima Kizomba per fisarmonica scritta in Italia e ballata in tutti i locali da ballo del Bel Paese.

Re: Michele, mi piacerebbe saperne di più delle voci solite operistiche vocalizzate.

MM: Quello è stato un processo di produzione particolare: c’è stato uno studio preventivo sull’acquisizione della voce e sul test dell’attitudine di tale campione ad essere suonato sulla tastiera. Infatti, l’attacco del suono della voce è variabile secondo la vocale prodotta e il controllo dei campioni per mezzo dei tasti bianchi e neri può essere difficoltoso: in particolare le melodie con BPM veloci richiedono campioni con una velocità di attacco omogenea su tutto il range dell’estensione della voce. Le fasi di post-produzione e editing sono state molto complesse, ma affascinanti al tempo stesso: ci sono sempre degli aspetti del suono che si comprendono bene solo nel momento in cui si lavora con l’editor dei campioni.

Re: I suoni vocalizzati sono i primi per Yamaha che si ispirano alla nostra tradizione operistica e alle nostre grandi colonne sonore. Anche questo è stato un passo importante per la casa giapponese.

MM: È una ricerca continua che da anni porto avanti come sound designer e style maker al fine di creare contenuti musicali che possano esaltare al massimo le potenzialità delle tastiere arranger. Con Greetings from Italy abbiamo tentato di offrire nuovi spunti musicali ai musicisti degli arranger Yamaha, che siano essi professionisti o neofiti della musica. Un grazie particolare ad Alessandra Bosco, l’artista che ha interpretato i suoni vocalici presenti nel pack con la sua magica voce e che ora i musicisti potranno far cantare con la propria Tyros5, PSR-S970 o PSR-S770.

Mauro Di Ruscio

Re: E tu, Mauro, come valuti questo lavoro?

MDR: Oltre che pianista, sono anche fisarmonicista, per me una grande passione ereditata da mio padre Nicola il quale la suonava in modo fantastico, seppure solo per diletto. Da anni non suono più nell’ambito della musica da ballo ma, grazie al mio lavoro, conosco molti musicisti che suonano nelle balere e nelle feste di piazza: ne ho invitati alcuni ad ascoltare in anteprima il pack non ancora definitivo, ricevendo delle ottime valutazioni in generale e suggerimenti particolari su suoni specifici e su certe velocità da ritoccare. Tutta questa esperienza diretta dal mondo reale è stata applicata al pack, durante tutta la lunga fase di test approfondito. Sono convinto che Greetings from Italy potrà dare grandi soddisfazioni a chi suona il repertorio popolare con gli arranger Yamaha.

Conclusione

Si chiude qui l’intervista gentilmente concessa ai lettori di Tastiere Arranger. Potete scaricare il pacchetto Greetings from Italy (al prezzo di 119,99 Euro per Tyros5 e 89,99 Euro per PSR-S970/S770) dal portale di Yamaha Music Soft, dove è possibile ascoltare alcuni brevi estratti audio dimostrativi.

E ora lasciamoci con l’intepretazione della colonna sonora de Il gladiatore, registrata utilizzando lo stile Imperial Rome, compreso nel pack.

PS: Mi riprometto di pubblicare, fra non molto, probabilmente sulle colonne del sito AudioFader, il test personale e completo di questo prodotto.

Il rapporto 2016 del blog tastiere wordpress.com

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Anche quest’anno il numero di letture di questo blog è in crescita. Non c’è stato un balzo in avanti come è avvenuto nel 2015 rispetto l’anno precedente, tuttavia i numeri parlano chiaro e sono impressionanti per il sottoscritto.
cattura

Come vedete, anno dopo anno, cresce l’attenzione per questo blog dedicato alle tastiere arranger. Nel 2016 abbiamo superato il muro delle 200.000 letture (207.436 per l’esattezza!) compiute da 81.599 diversi visitatori. Potete immaginare il mio stato d’animo, io che nel 2009 mi ritenevo già soddisfatto se fossi riuscito a raggiungere 25 lettori.

Il 2016 è stato un anno a due velocità per il mercato degli arranger: nella prima parte dell’anno abbiamo assistito a diversi lanci di nuovi prodotti come Yamaha DGX-660, i fratellini Casio MZ-X500 e MZ-X300, la coppia Yamaha PSR-E453 e PSR-EW400 e il trio Ketron SD9, SD40 e SD80. Poi, dopo la fiere primaverile di Francoforte, tutti si sono fermati e non abbiamo registrato alcun lancio degno di nota, nemmeno alla vigilia dell’inverno, in vista del periodo dicembrino solitamente ghiotto di nuovi acquisti.

Come ogni anno, abbiamo pubblicato diversi articoli, allo scopo di mantenere viva l’attenzione e la nostra passione sugli arranger. Se ve ne sieti persi qualcuno, vi consiglio qui la lettura degli articoli più significativi degli ultimi 12 mesi:

Dal punto di vista personale, il 2016 è stato un anno di cambiamenti straordinari, visto che le vicissitudini lavorative mi hanno portato a fare armi e bagagli e trasferirmi temporaneamente con tutta la famiglia all’estero. Questo trasferimento ha inevitabilmente rallentato la produzione di articoli del blog per qualche mese. Ma, da alcune settimane (alcuni di voi lo hanno notato) sono riuscito a riprendere continuità nella scrittura, macinando nuovi articoli con entusiasmo: non posso farne a meno, non fosse altro per non deludere i numerosi lettori che visitano quotidianamente queste pagine web, inoltrandomi messaggi, quesiti e (la cosa più importante) attestati di amicizia.

Voglio augurare buon anno nuovo e salutare i professionisti che mi hanno aiutato nel raccogliere informazioni e generare contenuti: Riccardo Gerbi (Audiofader) in primis, Danilo Donzella e Raffaele Volpe (Yamaha), Max Tempia (Casio), Marcello Colò (Ketron), Claudio Marini (Roland), Raffaele Mirabella (Korg). E poi Marco Santonocito, Giovanni Giuffrida e Antony Spatola. Un saluto particolare a Luca Pilla (direttore tecnico di Audiofader) con cui ho ripreso i contatti quest’anno in vista di nuove collaborazioni: il nostro incontro molti anni fa, alla fiera musicale  del Disma a Rimini, è stato il primo stimolo, quello più importante, senza il quale non avrei mai cominciato a scrivere di musica e non sarebbe mai nato questo blog.

E un caro augurio di felice 2017 a tutti i musicisti-lettori che mi onorano della loro attenzione, a quanti commentano sul blog o mi scrivono messaggi, agli appassionati di arranger in genere, ai suonatori professionali e agli amatori, ai pianisti e suonatori d’organo, ai pianobaristi autentici che non fanno finta di suonare, ai musicisti solitari, agli studenti alle prime armi, ai dimostratori di tastiere, ai nostalgici che tornano a suonare dopo anni di assenza dalla musica, agli accompagnatori di cori, ai genitori che regalano una tastiera ai loro figli, ai nottambuli che spendono la loro notte con le cuffie suonando e creando musica. Non vi posso citare tutti ma sappiate che siete voi il motore di questo blog. A ciascuno di voi quindi la mia più grande e sincera gratitudine!

Che Dio vi benedica tutti.

Yamaha DGX-660: una conversazione con Danilo Donzella

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Vi abbiamo già raccontato di Yamaha DGX-660 in occasione della sua prima presentazione al mercato presso il Winter NAMM 2016. Oggi vorrei tornare sulla materia, visto che è notizia ormai certa la distribuzione sul mercato europeo, cosa che avverrà nel mese di aprile. Ce ne occupiamo qui con voi, grazie alla disponibilità di Danilo Donzella, key account di Yamaha Music Europe Branch Italy, che si è reso gentilissimo nell’aprire le porte della propria azienda per accogliere il sottoscritto a favore dei lettori affezionati di https://tastiere.wordpress.com

Danilo Donzella e Yamaha DGX-660

Danilo Donzella e Yamaha DGX-660

Re’: Di fronte ad uno strumento dedicato ai pianisti, è inevitabile che la prima domanda riguardi la qualità dei tasti.

DD: Yamaha produce in proprio le meccaniche dei propri strumenti a tastiera, mettendoci dentro tutta la propria esperienza e conoscenza derivante dai pianoforti acustici. La qualità dei componenti e la tecnologia fanno la differenza. Nel caso specifico di DGX-660, si è fatto ricorso alla tastiera standard pesata e graduata GHS: è una qualità di tasti che ben si adatta a questo tipo di prodotto. I tasti sono pesati al punto giusto in modo da consentire una buona esperienza pianistica: tieni conto che – sulla scala dei valori di qualità dei tasti – Yamaha offre altri modelli, ciascuno di essi è specifico e cresce di valore in base alla levatura superiore dei modelli su cui è montato.

Re’: Poco fa, quando hai acceso DGX-660 e abbiamo cominciato ad ascoltare gli stili, devo confessarti che mi ha colpito la buona qualità sonora degli amplificatori di bordo, pur sapendo che la potenza del segnale è disegnata per gli ambienti casalinghi.

DD: In effetti abbiamo due amplificatori da 6W ciascuno, che solo apparentemente potrebbero non sembrare sufficienti. Come hai sentito con le tue orecchie, sono più che adeguati.

Re’: Tu lo sai che, quando avevo provato il modello precedente DGX-650 alla fiera di Bologna del 2013 non ero riuscito ad avviare gli stili automatici?

DD: Succede la prima volta a chi è abituato alle impostazioni delle serie Tyros e PSR-S dove il pulsante ACMP è tipicamente a sinistra, prima degli altri pulsanti o comunque evidenziato. Qui, nella serie DGX invece, quel pulsante è posto leggermente più centrale. E quindi può capitare di non individuarlo subito. Basta saperlo e vedrai che non ci si sbaglia più.

Re’: Che mi dici del Piano Room?

DD: Su questo strumento, Yamaha ha reso disponibile una selezione di diversi suoni di pianoforte che si prestano a svariate circostanze. È uno spazio virtuale nel quale puoi scegliere il tuo suono di pianoforte preferito e collocarlo nell’ambiente ideale dei tuoi esercizi o della tua esibizione: una semplice stanza, il palco di un club o della sala di un concerto. Il motore sonoro è quello derivato dai pianoforti CF.

Re’: Quali tipi di registrazioni sono permesse?

DD: Ci sono due possibilità di registrare le proprie esecuzioni: la prima è un registratore MIDI a sei tracce di cui una è dedicata alla progressione degli accordi, la seconda è un registratore audio su memoria USB. Entrambe le modalità possono aiutare chi studia il pianoforte per riascoltare i propri esercizi e imparare a migliorarsi. Nel caso del registratore MIDI è possibile vedere lo spartito delle proprie registrazioni per avere un’impressione immediata della precisione esecutiva dei propri esercizi. Penso che molti apprezzeranno la chiarezza e le dimensioni dello schermo LCD di bordo. Per la registrazione audio, vorrei farti notare che puoi collegare un microfono all’ingresso Mic In e registrare così anche la voce di un cantante oltre a tutte le parti suonate sulla tastiera. Questo aspetto potrebbe favorire anche le serate karaoke con gli amici a casa.

Re’: E, secondo me, potrebbe servire anche nelle scuole di canto, dove già negli anni passati, avevo visto alcuni i pianoforti DGX. Cambiamo argomento: personalmente mi ci ritrovo con un pianoforte di colore nero, lo trovo particolarmente elegante, ma non mi aspettavo che ci fosse un mercato per i pianoforti di colore bianco.

DD: È un colore sempre più richiesto. Proprio perché DGX-660 è rivolto ad un’utenza casalinga, la disponibilità di un colore bianco consente una migliore integrazione con gli arredamenti moderni che oggi troviamo spesso nelle nostre case. L’aspetto esteriore è comunque molto curato ed elegante. Credo che un pianoforte come questo si presti bene in diversi contesti domestici. Comunque sia, il nero è sempre disponibile.

Re’: Vedo che ci sono 205 stili.

DD: In effetti questo strumento non nasce come arranger workstation, ma come pianoforte digitale con l’integrazione della sezione arranger. La ricchezza degli stili è proprio voluta per permettere di utilizzare un pianoforte digitale con 88 tasti per divertirsi, registrare, approcciarsi tramite gli accompagnamenti automatici ai vari generi musicali. Gli stili Yamaha sono realizzati internamente e cercano di sfruttare al meglio la tavolozza sonora e gli effetti di bordo di ogni strumento. Puoi includere nella registrazione delle tue canzoni MIDI anche le tracce di accompagnamento. Oltre agli stili SFF secondo lo standard Yamaha, puoi qui anche provare a suonare gli stili SFF GE con un sottofondo realistico delle parti di chitarra.

Re’: Ci sono altri aspetti importanti che vorresti segnalare?

DD: La polifonia è stata aumentata a 192 note, ovvero 64 note in più rispetto il modello precedente. E poi c’è la possibilità di impostare tre diverse diteggiature per il riconoscimento degli accordi: Multi Finger, Full Keyboard e AI Fingered.

Re’: Quale tipo di cliente potrebbe essere interessato a procurarsi DGX-660?

DD: Penso ai pianisti principianti, agli appassionati, a quanti amano suonare in casa un pianoforte di qualità ad un prezzo contenuto, alla portata di molti: oggi è possibile avere in casa un pianoforte digitale con l’aggiunta della sezione arranger che consente di sommare ore e ore di divertimento senza annoiarsi.

Re’: Grazie Danilo. A presto.

 

 

Written by Renatus

27 febbraio 2016 at 08:20

Pubblicato su Yamaha

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