Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Arranger: touch-screen e controlli fisici

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Vi siete mai guardati bene mentre suonate la vostra tastiera arranger? Con le dita toccate tasti bianchi e neri, premete pulsanti sul pannello, muovete cursori, sfiorate le superfici dei pad, agite sul joystick, ruotate la manopola del volume e, con i piedi, schiacciate il pedale tonale o quello dell’espressione. In breve: comandate l’esecuzione strumentale e artistica tramite contatti fisici.

Tecnologia digitale in movimento

Il punto non è banale, come potrebbe sembrare. La tecnologia digitale è, per definizione, in continuo movimento: dagli anni ’80 in poi, l’industria ha ricercato e realizzato soluzioni di usabilità ispirandosi a principi innovativi di semplicità e rapidità d’uso. Tale ricerca continua ancora oggi. Non siamo ancora arrivati ad un punto fermo, anche se il touch-screen sembra essere diventata la soluzione standard de facto per un’interfaccia d’uso moderna e intuitiva.

Sembra. Ma è davvero così?

Era tutto cominciato con i dispositivi dei bancomat e degli sportelli informativi. Poi è dilagato sui dispositivi mobili, sui navigatori satellitari e sulle console portatili dei videogiochi. Successivamente è toccato a smartphone, tablet e PC. La tradizionale tastiera fisica QWERTY (o AZERTY nei paesi francofoni) sta cedendo il passo: il numero di dispositivi digitali che emulano la tastiera sul touch-screen è in crescita inesorabile.

Ma, venendo a noi, e gli strumenti musicali? Le tastiere digitali hanno veramente bisogno di uno schermo touch-screen? Vediamo insieme alcuni esempi tratti dal mercato reale.

Korg i30, nel 1998 è stato il primo arranger dotato di schermo touch-screen

Arranger con touch-screen

Grande estimatore dello schermo touch-screen è Korg. Sin da quando è stato lanciato sul mercato i30 (nel 1998), tranne un ripensamento con Pa80, questa scelta è diventata un punto fermo della casa giapponese. Schermi tattili sono montati su tutti i modelli della serie Pa: non solo sui modelli più elevati come Pa4X e Pa900, ma anche su quelli più economici come Pa600 e Pa300. Del resto, il sistema operativo di queste macchine è articolato e offre notevoli profondità di programmazione, permettendo di agire su un vasto numero di dettagli. L’elenco dei parametri configurabili è così elevato da richiedere necessariamente il ricorso a numerose pagine video: in queste condizioni non riuscirei nemmeno ad immaginarmi un arranger Korg senza uno schermo tattile.

La scelta tecnologica di passare al touch-screen è stata fatta recentemente anche da Ketron con SD7 nel 2015. E ora ha stabilito di estenderla anche a SD9. Rispetto la serie Audya, ora gli arranger del produttore di Ancona si presentano con un pannello più moderno e spoglio di pulsanti.

Non è un caso che anche il produttore “più tecnologico” di tutti, abbia introdotto lo schermo touch-screen. Mi riferisco ovviamente a Casio che, pur facendo ricordo ad una qualità costruttiva più contenuta, ha applicato la propria soluzione di schermo sensibile al tocco su MZ-X500 e MZ-X300 riprendendo il buon lavoro fatto sui pianoforti digitali della serie Privia.

Ci sono altri costruttori di strumenti musicali che hanno fatto una scelta diversa.

Arranger senza touch-screen

Chi non intende rinunciare ai controlli fisici, potrà trovare sempre più interessanti gli arranger di casa Yamaha (Tyros e PSR-S). Questi strumenti montano gli schermi a colori più attraenti sul mercato, eppure non sono touch-screen. Per agire sulle funzioni, occorre premere i pulsanti posti accanto e sotto lo schermo stesso: sulle pagine video, sono chiaramente indicati quali pulsanti premere per quali finalità. L’interattività è immediata, la semplicità d’uso è a portata di mano e, in breve tempo, è possibile diventare operativi. Quasi ad occhi chiusi.

Roland E-A7 è un arranger in cui spicca con chiarezza la scelta progettuale di portare all’estremo il numero di parametri disponibili sotto il controllo fisico a pannello, rendendo immediato l’accesso ad un numero elevato di funzionalità e senza costringere alla navigazione sui classici menu a video.  Anzi, se vogliamo dirla tutta, E-A7 dispone di due schermi minuscoli e, in questo senso, la scelta si contrappone alla brillantezza dei display presenti sugli strumenti Yamaha. Tuttavia, l’ergonomia non è stata penalizzata: al contrario, i rinomati concetti di usabilità di Roland sono ora fondati sul solo uso di pulsanti e manopole a pannello. E’ una scelta progettuale diversa e, se vogliamo, contro-corrente, ma non per questo è da sottovalutare.

Roland E-A7: un pannello affollato di pulsanti e controlli fisici

Questione di scelte

I musicisti abituati a cose semplici ed immediate, quelli alla ricerca della massima interattività e i musicisti non vedenti potrebbero essere in difficoltà con l’uso del touch-screen: per tutti costoro, la scelta dei controlli fisici a pannello continua ad essere la scelta più favorevole. Non mi stupisce, d’altra parte, che nativi digitali, patiti degli smartphone ed appassionati delle ultime tecnologie in genere, possano prediligere le tastiere digitali dotate di schermi tattili.

Ad ognuno il suo. E mi piace costatare come sia confortante poter ancora scegliere.

Written by Renatus

15 giugno 2017 at 20:00

MusikMesse 2017: panorama sullo stato dell’arte degli arranger

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MusikMesse 2017 a Francoforte (Germania) – Tutte le foto in questo articolo sono di Mario Jr Restagno

L‘appuntamento principale dell’anno per gli arranger

Chiusi i cancelli del MusikMesse 2017 e completata la rassegna degli espositori di arranger, è giunto il momento di tirare le somme anche in questo blog. Dal punto di vista della partecipazione del pubblico, ascoltando gli espositori e gli addetti ai lavori, esce un quadro che possiamo descrivere con il termine “decrescita” rispetto gli anni passati. C’è stato un tempo in cui il MusikMesse era l’appuntamento mondiale più importante nell’anno per i produttori di strumenti musicali. Poi, con il trasferimento delle produzioni in Asia e con la scomparsa di molti marchi europei blasonati, questa fiera si è trasformata in un evento regionale a favore del Winter NAMM americano. Altre riflessioni andrebbero poi fatte sulla diversa importanza che possono assumere le fiere tradizionali ai tempi di Internet.

Tuttavia, per quanto concerne l’argomento principe di tastiere.wordpress.com, sappiamo che la realtà degli arranger prende vita fondamentalmente in Europa. E quindi per noi, la fiera di Francoforte resta ancora l’appuntamento principale per fare il punto sullo stato dell’arte di questo comparto produttivo di strumenti musicali, dopo un anno di totale assenza di nuove proposte da parte di chicchessia.

In sintesi, ripercorriamo insieme le novità più rilevanti.

Marcello Colò di Ketron suona SD9

Ketron

Per i musicisti più esigenti, SD9 è il prodotto arranger da seguire al momento. Contiene il Launch Pad, una modalità innovativa di fare musica dal vivo e in studio che permette di integrare con semplicità audio, MIDI, stili e tutte le risorse della macchina. Osservare un’azienda che investe e propone nuove tecnologie è sempre un buon segno di vitalità: chissà che Ketron non riesca a fare il botto sul mercato a livello internazionale. Per fare questo passo, servirà investire molto sulla comunicazione: vedremo in questo senso se l’azienda di Ancona saprà far fruttare questa ghiotta occasione.

Lo stand Dexibell

Dexibell

Per gli amanti del genere arranger, Dexibell ha in serbo l’arranger del domani. Non sarei sorpreso se XMURE diventasse la porta del futuro per gli appassionati degli accompagnamenti automatici. Questa applicazione permette di suonare alla vecchia maniera su un hardware specifico (i pianoforti digitali VIVO) ma allo stesso tempo sull’hardware di qualsiasi prodotto della concorrenza o su un tablet o iPhone. Insomma l’arranger è diventato “mobile” e questa scommessa potrebbe avere davvero un luminoso destino: molto dipenderà dalla vastità del repertorio di stili che saranno messi a disposizione dei musicisti.

Orla

Luca Serenelli di Orla suona Grand 500

Per chi suona i pianoforti digitali con arranger, la novità in fiera si trovava presso lo stand Orla, dove è avvenuto il lancio di Grand 500. L’azienda di Recanati ha investito molto per rinnovare il parco suoni e il proprio repertorio di stili per arranger. Ora le risorse di sistema e l’usabilità cominciano ad essere valori interessanti e questo pianoforte codino molto elegante potrebbe accrescere la clientela dello storico produttore di strumenti musicali.

Ralph Maten di Casio suona MZ-X500

Casio

Abbiamo visto all’opera MZ-X500 e siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla potenza sonora di uscita di questa macchina Casio. Finora gli arranger di questa casa erano rimasti sempre confinati nel circolo del puro divertimento. Stavolta invece abbiamo un prodotto con un valido arsenale sonoro e che, a fronte di un importante ridimensionamento dei prezzi, potrebbe far gola ad una nuova categoria di musicisti, forse più vicini al mondo dei DJ che a quello dei tipici tastieristi. Questi ultimi avrebbero bisogno di un repertorio di stili preset più vasto e qualche suono di strumenti acustici in più. Chissà che Casio non lo faccia succedere un domani.

Kawai

Nessuna novità, ma una conferma per i pianoforti digitali arranger di casa Kawai: con ES8 abbiamo a disposizione un buono strumento realizzato da una delle case più importanti al mondo nello specifico del pianoforte.

Korg

Nessuna novità arranger per Korg che ha delegato la propria presenza al distributore nazionale tedesco, esponendo in fiera Pa4X Pro Musikant e Pa900. Personalmente non sarei sorpreso di vedere nei prossimi mesi qualche movimento nell’ambito della serie Pa (Professional Arranger).

Danilo Donzella di Yamaha suona PSR-EW300

Yamaha

Concludiamo con i più grandi, con Yamaha. La casa giapponese ci ha abituato a seminare sempre qualcosa in ogni fiera. La vastità di modelli a catalogo viene alimentata dalla varietà di prodotti che sembrano essere cuciti su misura per ogni tipo di esigenza. Stavolta le novità erano solo nel settore delle tastierine: se da una parte PSR-E263 e PRS-E363 erano già state annunciate al Winter NAMM lo scorso gennaio, dall’altra PSR-EW300 è un’autentica novità. Il mercato di questo segmento di prodotti funziona sempre e Yamaha ha una marcia in più rispetto tutta la concorrenza: anno dopo anno, sta rivestendo questi prodotti di suoni di ottima qualità e derivati dai modelli superiori. A prezzi molto bassi, è possibile oggi portarsi a casa uno strumento portatile che suona davvero bene, cosa impensabile fino a qualche anno fa.
A Yamaha spetta il merito poi di aver portato in fiera uno strumento davvero nuovo: ha inventato Venova nato dalla metamorfosi di un sax tenore in uno strumento leggero e poco impegnativo che potrebbe trovare spazio nelle scuole. Non potrà sostituire il classico flautino, ma diventare uno strumento economico e cool da suonare in ogni dove.

E gli assenti?

Onestamente, mi sarei aspettato di trovare Wersi e Deebach: non eravamo forse in Germania? Non li ho trovati e ci sono rimasto un po’ male. Ma la grande assenza più rumorosa è quella di Roland. Questa volta Roland non si è assentata solo dagli arranger, si è eclissata del tutto. Non l’abbiamo vista in fiera. A dire il vero, queste defezioni non sono un sintomo negativo in sé: potrebbe essere il segnale che è giunto il momento di serrare le fila, concentrando gli investimenti su altro rispetto le fiere. Nonostante tutto, vogliamo essere fiduciosi.

E alla fine…

Raccontarvi il MusikMesse 2017 è stata una bella avventura. Non mi era mai capitato di scrivere due articoli al giorno per quattro giorni di fila. UNA FATICACCIA, credetemi!
Ringrazio i compagni che hanno condiviso con me questa impresa. Mario Jr Restagno che ha scattato le foto per il blog (se non fosse stato per lui avrei anche corso il rischio di perdermi lo stand Korg visto che era defilato rispetto il padiglione principale) e Riccardo Gerbi che mi ha introdotto in tutte le dinamiche di questo evento a lui famigliare da diversi anni: l’ho visto all’opera nella registrazione di numerosi filmati video in uscita sul canale YouTube di AudioFader e ve ne consiglio la visione. A proposito di AudioFader… tornate in questo blog e presto ve ne racconterò delle belle.

Grazie a tutti voi cari lettori per l’attenzione rivolta a questo blog: il contatore di clic in questi giorni sembra essere impazzito.  La vostra cortesia nella lettura è il motore che continua a spingermi e a farmi tornare qui e a pubblicare qualcosa di nuovo. Solo per voi.

E ora relax per tutti: arrivano finalmente le vacanze pasquali! E voi fate musica dappertutto, dove potete!

 

 

MusikMesse 2017: lo stand Casio

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Ralph Maten illustra Casio MZ-X500 ai visitatori del MusikMesse 2017 (foto di Mario Jr Restagno)

Nell’edizione 2017 del MusikMesse, lo spazio Casio si presenta al centro del padiglione 9 dedicato agli strumenti a tastiera e si delinea di fronte al visitatore come un luogo fisico ampio e capace. Gli arranger sono schierati su una parete laterale della struttura in modo da risultare di facile accesso per visitatori. In fondo alla schiera, fa capolino la postazione di Ralph Maten, un autentico uomo di spettacolo che sprizza simpatia da tutti i pori: è inevitabile fermarsi e assistere alla dimostrazione musicale dell’arranger MZ-X500 da parte di questo musicista estroverso. Ralph conquista tutti grazie alla performance brillante durante la quale illustra in azione molte delle possibilità offerte dall’arranger workstation lanciato da Casio un anno fa. La dimostrazione di Ralph si concentra molto sui gingilli di contorno, dopo aver collegato un microfono alla tastiera e utilizzando un impianto PA addizionale per farsi sentire nel baccano della fiera. Le uscite audio sono notevoli e colpisce il muro sonoro che emerge specialmente nelle voci da sintetizzatore. Effetti vocali ed elettronici, campioni rumorosi e sfavillanti, suoni percussivi e jingle artificiali escono da questa tastiera sotto il controllo di 16 pulsanti dinamici della sezione Multi-Pad con cui è possibile arricchire le proprie esibizioni dal vivo, sperimentando la realtà di giocondi animatori di feste rutilanti. Anche se Ralph evita di rispondere direttamente alla domanda esplicita che gli ho posto, devo confessarvi che ho percepito quanto MZ-X500 sia debitore della serie Privia per il bagaglio sonoro pianistico e di XW-G1 e XW-P1 per i suoni di sintetizzatore. Ma, ancora una volta, è la forza di impatto sonoro che ci ha favorevolmente impressionato. Il prodotto merita un test più approfondito. Sembra che i prezzi di listino di MZ-X500 e MZ-X300 siano in corso di diminuizione e, stavolta, il prezzo potrebbe essere finalmente allineato al mercato favorendone così una migliore diffusione.

Non potevo perdere l’occasione di essere qui e non riprovare con calma, in cuffia, il pianoforte Privia PX-560 con sezione arranger. A molti piace la ruvidezza di superficie dei tasti con cui si tenta di imitare una naturalezza legnosa che ovviamente qui non c’è. Il suono di pianoforte esce bene e l’ho provato immergendolo nella sezione arranger, ma il ridotto numero di pulsanti fisici e la navigazione elementare sullo schermo touch screen mi ricordano che la presenza di una sezione arranger sui pianoforti digitali è spesso considerata alla stregua di un accessorio. Non si può pretendere di più. Mi sembra comunque che, per il prezzo, questo pianoforte digitale offre molto.

Per completare il quadro della presenza arranger di Casio al MusikMesse, sono presenti le tastierine per bambini e dilettanti alle prime armi. Le mini-tastiere della serie SA sono autentici giocattoli per i più piccoli. La serie LK con i tasti luminosi tenta una strada particolare per l’auto-addestramento ora accoppiabile con Chordana Play, app per iPad. Gli arranger CTK3500 e CTK-2500 accentuano la possibilità di allestire situazioni di festa grazie al Dance Music Mode: premendo una combinazione di tasti, queste tastiere possono eseguire tracce dance e remix al volo. Ma in questa fascia di strumenti le caratteristiche hardware degli strumenti, le capacità software e, soprattutto, le qualità sonora pongono questa ultima serie di piccole tastiere nel recinto del parco giochi, per piccoli e grandi.

Concludiamo invitandovi alla visione della presentazione di MZ-X500 da parte di Ralph Maten e registrata da Riccardo Gerbi per i colori di AudioFader.

Written by Renatus

9 aprile 2017 at 14:00

Casio MZ-X500: macchina moderna per il divertimento musicale

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Casio MZ-X500

Casio MZ-X500

Introduzione

Nel mese di gennaio 2016, Casio ha inteso rinnovare la propria offerta di arranger workstation introducendo concetti di usabilità più moderni su MZ-X500 rispetto il proprio catalogo precedente e mettendo a disposizione tecniche destinate al divertimento. Il rapporto qualità-prezzo è di un certo interesse, come da tradizione di questa casa giapponese celebre nel mondo per orologi digitali e calcolatrici.

Panoramica

La prima impressione è quella di essere di fronte ad un prodotto dal disegno altamente tecnologico. E’ sempre plastica, ma sono evidenti la consistenza, le misure e la compattezza. L’esperienza di utilizzo potrebbe confondere coloro che cercano di utilizzare questa tastiera in modo tradizionale: al contrario, la semplicità di uso potrebbe risultare più immediata, intuitiva ed efficace per chi “parte da zero”.

Sulla destra dello schermo, i tre pulsanti Menu, Main ed Exit consentono sempre di ritrovare il punto di partenza delle proprie esplorazioni.  Lo schermo a colori è sensibile al tocco e facilita il dominio su tutte le funzioni software offerte dallo strumento per suonare, ascoltare e registrare.

Nel reparto effetti, due processori digitali funzionano in Insert e includono una varietà di utili algoritmi. Non mancano i classici Chorus, riverbero e Delay. Alla fine della catena, è possibile controllare il risultato sonoro del mix con master EQ e compressore.

MZ-X500 è dotata di ingressi stereo di linea, un input microfonico e due connessioni stereo da 3,5 mm a cui collegare un lettore di basi MP3. È possibile applicare gli effetti dello strumento anche al segnale in arrivo dal microfono e dagli ingressi di linea.

Il pannello è occupato da 16 pad sensibili alla velocità con cui è possibile fare diverse cose come richiamare campioni one-shot (colpi di batteria), accordi programmabili e frasi musicali appropriate per i vari suoni. I pad possono anche innescare articolazioni MIDI, con effetti e curve crescenti di effetti con cui scatenarsi emulando i DJ in discoteca. Le sequenze e gli effetti associabili ai vari pad possono essere creati su misura suonando sequenze o accordi sulla tastiera oppure tramite l’ingresso audio. Tali pad possono guidare o essere guidati dagli stili di accompagnamento con cui interagire tramite intro, variazioni, fill-in, e con tutto quello che un arranger può sincronizzare con una chiave musicale e con il tempo in esecuzione.

MZ-X500 supporta entrambi i mondi digitali applicati alla musica: sia audio, sia MIDI . Tutto quello che succede sullo strumento e/o che arriva dagli ingressi audio può essere registrato e memorizzato sulla memoria flash USB. La registrazione audio è in formato stereo, mentre il registratore MIDI di bordo lavora con le classiche 16 tracce a cui assegnare suoni diversi.

La qualità e la leggerezza dei tasti rispettano i canoni di risparmi a cui Casio ci ha abituato negli anni. Le dimensioni dei tasti sono regolamentari, ma la loro fermezza è troppo fragile. Provate un glissando per capire. E’ un peccato, perché la presenza di una tastiera semipesata di superiore qualità avrebbe dato sicuramento maggior risalto alle caratteristiche tecnologiche di questo prodotto.

Gli amplificatori di bordo escono sufficientemente chiari e puliti.

Suonare

I suoni di MZ-X500 sono in linea con quanto presente su Privia PX-5S e forse suonano ancor meglio. Le voci di pianoforte acustico si presentano corpose sfruttando una buona dinamica. La rassegna di pianoforti elettrici consente di ritrovare tutte le variazioni possibili, Wurlitzer, Fender Rhodes e Dyno-My-Piano, Yamaha DX e CP, Clavinet e così via. Gli organi sono validi e soggetti ai controlli drawbar, percussion e simulazione Leslie: siamo distanti dal livello dei migliori cloni d’organo sul mercato, ma il suono generale risulta caldo, realistico e per nulla statico. La vastità di suoni di synth potrebbe accontentare le orecchie dei molti musicisti alla ricerca di lead, pad, bass synths, e così vis: Casio è riuscita a inserire su MZ-X500 quanto di buono aveva proposto sul synth XW-P1. I campioni di chitarre elettriche e dei bassi sono stati rinnovati con cura; è particolarmente apprezzabile il nuovo suono di chitarra classica. Anche diversi strumenti orchestrali sono stati rinnovati.  Il mondo sta cambiando: non stupisce il numero la prevalente presenza fra gli strumenti etnici quelli campionati nelle regioni cinesi e indonesiane.

Sono disponibili le funzioni fondamentali di editing dei suoni e degli effetti e il risultato può essere memorizzato in una memoria utente. Due manopole sul pannello consentono il controllo vivace in tempo reale.

Suonare con stile

Come noto, Casio preferisce utilizzare il termine Rhythms (ritmi) piuttosto che quello standard di Styles (stili); il pulsante Accomp On/Off azzera il volume di tutte le parti tranne le percussioni. I 330 stili di fabbrica sono composti di 13 elementi che possono essere richiamati in tempo reale: 2 Intro, 4 variazioni, 4 fill-in, un auto-fill e 2 Ending. Ogni pattern può fare ricorso ad 8 parti multi-timbriche: batteria, percussioni, basso e altre 5 tracce di accompagnamento.

La vastità del repertorio stili di Casio è ancora distante da Yamaha e Korg, tuttavia alcuni generi sono ben curati come dance, hip-hop e Latin. Per il resto non c’è molta profondità di repertorio, ma c’è di tutto: dal mainstream occidentale alla musica etnica asiatica.

Sulla carta è possibile creare propri stili di accompagnamento registrandoli ex novo o importando tracce da Standard MIDI files.

Esistono varie forme di diteggiatura per il riconoscimento degli accordi con la mano sinistra. E’ sicuramente da approfondire la caratteristica auto-harmony, che aggiunge note alla melodia suonata con la mano destra, tenendo conto dell’armonia suonata con la mano sinistra. Sono altresì presenti i Music Preset, che non sono altro che progressioni di accordi pronte all’uso e consentire di suonare l’arranger liberamente lasciando allo strumento la sequenza armonica delle proprie esibizioni.

Casio può fare di più?

C’è chi storce il naso quando si parla di Casio, c’è chi ci ha provato e poi si è tirato indietro, c’è invece chi è soddisfatto. Che cosa manca a Casio per fare il balzo e apparire nell’olimpo dei migliori arranger sul mercato? Non di certo il contenuto tecnologico. Di sicuro però farebbero comodo una qualità di tasti migliori, una manualistica più completa e una profondità maggiore nel repertorio degli stili. C’è comunque pasta sufficiente per il divertimento. Il prezzo standard sul mercato è di 990 Euro.

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E ora assistiamo insieme a questa performance di Rick Formidoni di Casio USA: il filmato dura circa sette minuti, possiamo prendere atto dei diversi suoni, assistere ad un paio di dimoostrazioni sulle possibilità d’uso dei 16 pad (prima per suonare le percussioni, successivamente per pilotare la progressione degli accordi di uno stile); non mancano un bel suono di piano elettrico e un paio di esempi di stili di accompagnamento.

Written by Renatus

18 novembre 2016 at 07:00

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Summer NAMM 2016: calma piatta per gli arranger

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Il Winter NAMM di gennaio è, ogni anno, l’appuntamento più importante a livello internazionale per gli strumenti musicali. Esiste anche un’edizion e estiva di questa fiera. Ha valenza prevalentemente locale e riguarda il mercato domestico degli Stati Uniti. Il Summer NAMM 2016 si svolge a Nashville e raramente appaiono grandi novità in genere, figuriamoci nel settore degli arranger: succede qualche volta ma di rado. Così è stato anche quest’anno nell’edizione 2016 che si è tenuta nei giorni di fine giugno.

I filmati che seguono rappresentano i pochi contributi video disponibili in rete, a conferma di un’edizione marginale per noi appassionati suonatori di arranger.

Presso lo stand Casio, Rick Formidoni illustra brevemente le capacità di caricare campioni su MZ-X500 e annuncia che, in futuro, sarà disponibile uno strumento software che permetterà di assegnare i singoli campioni a ciascuno dei 61 tasti della tastiera.

Yamaha non aveva nulla di interessante da presentare come novità della famiglia arranger: e così vediamo insieme Tony Escuata mentre spende due parole per presentare la possente workstation Montage.

In questa calma piatta, mi tocca far ricorso ad un filmato di repertorio per ricordarci reciprocamente che cosa sia un arranger e come sia possibile suonare con gli stili di accompagnamento. Per questo motivo, vi propongo ora la dimostrazione di Roland E-A7 realizzata da Tony White. Vi consiglio di guardarla tutta, fino alla fine.

Written by Renatus

19 luglio 2016 at 19:30

Musik Messe 2016: lo stand Casio

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Casio MZ-X500 e MZ-X300 al Musik Messe 2016

Casio MZ-X500 e MZ-X300 allo stand Casio dle Musik Messe 2016

Circolando virtualmente da uno stand all’altro in questa fiera di Francoforte, siamo giunti ora a verificare insieme quali arranger siano presenti allo stand Casio. In effetti, troviamo qualcosa anche se non si tratta di una novità autentica, ma della presentazione fisica al mercato europeo della coppia MZ-X500 e MZ-X300 già vista al Winter NAMM dello scorso gennaio. Rispetto le previsioni di tre mesi fa, questi strumenti hanno visto un discreto rialzo delle quotazioni sul mercato: il fratello maggiore è salito di 50 Euro circa ed è arrivato a 990 Euro, mentre il fratello minore ha conosciuto un balzo più accentuato (da 692 a 799 Euro): sarà un segno positivo per Casio, un po’ meno per le tasche dei potenziali clienti. Ma non preoccupatevi: se questi strumenti dimostreranno di valere quel prezzo, credo che anche chi li acquisterà non potrà lamentarsi.

I nuovi arranger Casio si fanno apprezzare esteticamente e per la presenza di uno schermo video che richiama l’usabilità presente sui modelli di pianoforti Privia più recenti. La generazione sonora è una novità Multi-Expressive Integrated (MXi) e spero di poterli provare di persona per sincerarmi dei progressi raggiunti dal produttore giapponese, del quale abbiamo riportato un’interessante storia qualche mese fa in questo blog.

A chi ne volesse sapere di più di MZ-X500 e MZ-X300, consiglio la lettura del report pubblicato da MusicOff e firmato dall’amico Riccardo Gerbi.

Ed ora ecco una breve dimostrazione che arriva fresca fresca dal Musik Messe, peccato sia in lingua teutonica: noi concentiamoci sui suoni e sulla musica!

Written by Renatus

10 aprile 2016 at 04:00

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Winter NAMM 2016: Casio alza il sipario su MZ-X300 e MZ-X500

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Casio MZ-X300 e MZ-X500

E si vede che questa è la stagione di nuovi arranger. Dopo l’annuncio di Yamaha DGX-660 di cui abbiamo scritto ieri qui in questo blog, ora è il turno di Casio che ne presenta addirittura due. Vanno a rinnovare la vecchia serie MZ: MZ-X300 e MZ-X500.

Questi arranger offrono una rivisitazione dei suoni Casio e un rinnovato repertorio di stili che sono curioso di ascoltare, per capire quanto il produttore giapponese stia investendo per soddisfare i musicisti che si avvalgono degli stili automatici. Da tempo mi chiedo infatti quando Casio riuscirà a colmare il gap dagli altri produttori di strumenti arranger, così come ha già fatto nel comparto dei pianoforti digitali.

I 61 tasti sono leggeri ma il disegno è di tipo pianistico. Gli amplificatori di bordo sono pronti ad offrire un buon risultato con 20+20 Watt. Il fratello maggiore MZ-X500 vanta 1.100 suoni di fabbrica e 330 stili, mentre il fratello minore MZ-X300 propone 900 suoni e 280 stili. Entrambi i prodotti si segnalano per le 128 note di polifonia, la presenza di un processore effetti e la capacità di equalizzare a 4 bande. E’ interessante osservare come lo schermo LCD 5,2″ sia a colori.

Sul pannello di MZ-X500 sono disponibili 16 grandi pulsanti multi-pad utili per richiamare suoni o campioni personali, avviare frasi musicali, suonare percussioni in tempo reale o dare il via a melodie addizionali. A ciascuno dei 16 pulsanti è possibile assegnare una progressioni di accordi, aumentando così le possibilità di controllo da parte dei musicisti: in effetti, la possibilità di rinviare la sequenza di accordi alla sezione arranger, consente di liberare la mano sinistra per chi suona che può così dedicarsi ad un’esecuzione strumentale sulla tastiera in modo completo con entrambe le mani.
MZ-X300 ha soltanto 4 multi-pad.

Casio MZ-X500

Casio MZ-X500

MZ-X500 si presenta con una brillante scocca blu con accenti più scuri, mentre MZ-X300 è tutta nera. Le nuove tastiere saranno disponibili nei negozi USA a partire da marzo 2016 con un prezzo di 1.099 e 1.499 dollari rispettivamente.

Casio MZ-X300

Casio MZ-X300

Se conoscete l’inglese, potete consultare la pagine web ufficiali MZ-X500 e MZ-X300 oppure dare una sbirciatina al manuale PDF in anticipo.

Nel frattempo possiamo ascoltare una rapida presentazione di Rick Formidoni dallo stand Casio al Winter NAMM 2016.

Torneremo prossimamente qui, in questo blog, ad approfondire la conoscenza di questi due modelli di arranger.

Written by Renatus

22 gennaio 2016 at 21:10