Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Max Tempia, toro scatenato nella comunità degli arranger (parte 2 di 3)

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Coloro che si sono persi la prima parte dell’intervista a Max Tempia possono leggerla qui. Oggi continuiamo il resoconto con la seconda frazione. Nei prossimi giorni seguirà la terza e conclusiva parte di questo racconto.

Re’: Max, raccontami di come e quando nasce Korg Italy.

Max: C’era questo grande progetto in piedi lanciato da Jürgen Schmitz e Francesco Castagna: stava per arrivare Pa80. La prima tastiera studiata e realizzata completamente in Italia e parte col botto avendo ereditato la generazione dei suoni del Triton. Pensa, aveva persino un registratore digitale a 4 tracce, ma non era accessibile da pannello. Pa80 era multi-tasking e questo per Korg ha rappresentato una innovazione importante: se non avevi il multi-tasking non avevi niente, dovevi suonare mentre caricavi altre cose. C’era il doppio sequencer. Era una gran bella macchina per quei tempi. Certo se la provi oggi, puoi notare il distacco dalla tecnologia attuale: ma a quei tempi, non c’era proprio nulla da dire.

Max Tempia presenta Korg Pa80 nel 2000

Max Tempia presenta gli arranger Korg nei primi anni duemila

Re’: I materiali erano meno nobili rispetto i3 e i30.

Max: Plastica. Stampo e plastica. E’ vero, qualcuno storceva il naso; però pesava di meno e, soprattutto, suonava meglio. Pa80 ha venduto tantissimo. Ha avuto un successo unico, straordinario e senza confini. Tu non ti puoi immaginare le vendite che la giapponese Korg ha realizzato grazie a quell’arranger Made In Italy. A realizzare gli stili, oltre al me, c’erano Gabriele Pavani di Pordenone (che si occupava di dance e liscio, che connubio, vero?) e poi gli stessi del Voicing Team internazionale con altri musicisti occasionali che trovavo in giro. La maggior parte del repertorio era destinata al mondo tedesco ed italiano. Un mercato in grande crescita era quello spagnolo: mi occupavo io di quegli stili, dato che ero anche il dimostratore Korg ufficiale per la Spagna. Abbiamo creato anche gli stili mediorientali che ci ha aperto le porte di continenti nuovi: ad essere onesti, non eravamo stati i primi, GeneralMusic già faceva stili per quel mondo prima ancora di Korg. Io ero il responsabile del repertorio completo degli style: il checkup finale della macchina era tutto sulle mie spalle. Ci ho lavorato parecchio.

Re’: In effetti gli arranger Korg erano rinomati rispetto la concorrenza per l’affidabilità del software e degli stili.

Max: Il collaudo finale era fondamentale. Eravamo in tanti e facevamo un gran lavoro. Anche le altre case avevano un Voicing Team internazionale. Del resto, il primo era stato quello di Roland: da lì era partito tutto. Ora questi team creativi sono scomparsi: le aziende hanno cambiato direzione. Oggi quello stile di lavoro creativo di gruppo si è un po’ perso. Ma, tornando a Pa80, erano numerose le innovazioni tecnologiche: pensa montava un disco a stato solido SSD che oggi è molto diffuso ma, in quegli anni rappresentava una grande novità.

Re’: Pa80 è poi evoluta in Pa1X con cui Korg è tornata a produrre arranger con una scocca robusta e tasti semi-pesati. andando ad accontentare i nostalgici di i3 e i30.

Max: Sì, abbiamo continuato a lungo sulla strada dell’innovazione. Pa1X è stato un importante passo in avanti che però ha raggiunto la pienezza con la generazione successiva, quella piattaforma comune fra Pa2X e Pa800 con cui Korg ha raggiunto il vertice di crescita nella propria storia di produttore di arranger. Quel progetto è ancora credibile oggi, a distanza di molti anni: e non è per nulla sorprendente il vasto numero di musicisti che ancora oggi si esibiscono e si guadagnano la vita suonando Pa800. Credo che, da allora, Korg sta di fatto lavorando di cesello e precisione per migliorare quella piattaforma, ma la base è sempre quello stesso progetto.

Re’: La tua storia con Korg è stata bellissima: ma come tante belle storie anche questa ha avuto la sua fine.

Max: Vedi, dopo tanti successi con Korg, c’è stato un periodo di cambiamento. Le tastiere con accompagnamenti non garantivano più le vendite di prima. E’ cambiato il distributore nazionale: da Syncro siamo passati ad Eko. Molti equilibri sono andati a cambiare. C’è stato un raffreddamento generale dei centri R&D in Italia. Chi l’ha smantellato, chi ha spostato tutto in Germania ad Amburgo. Anche Korg Italy ha perso progressivamente il peso che aveva avuto in quegli anni. Non solo gli arranger ma anche le worstation hanno cambiato fisionomia. A dire il vero, la mia conoscenza con Casio risaliva a molti anni prima, alla presentazione del primo pianoforte Celviano: avendo Casio lo stesso distributore nazionale di Korg, cioè Videosuono, fui chiamato a presentare il primo Celviano. Devi sapere che Casio aveva già il sistema per togliere il canto la parte centrale agendo sulle fasi di un base audio. E poi Casio aveva creato una spettacolare chitarra MIDI e anche il sax MIDI con l’altoparlante sulla campana, la batteria con i pad. In quegli anni, potevi confrontarti con tutte le aziende concorrenti, ma non potevi fare il nome di Casio: tremavano i muri. Casio aveva già allora una forza tecnologica impressionante. Erano già presenti nella micro-circuitazione, esperienza fatta su calcolatrici e orologi e che poteva essere adottata ora sugli strumenti musicali. Non è un caso che il primo campionatore è stato fatto da Casio. La storia della chitarra MIDI era emblematica: era un’ottima chitarra di liuteria e questo la dice lunga. A differenza della chitarra e dei pickup di Roland, Casio aveva molto meno ritardo e aveva un synth interno. Non ti nascondo che, molti anni prima, per programmare molti stili della Korg i3, io ho utilizzato quella chitarra lì. Poi certo, dovevi fare grandi pulizie dei messaggi MIDI, perché nella registrazione ti tirava dentro di tutto. Ma, ragazzi, erano i primi anni novanta! Non è insolito per me osservare come in Casio si stanno ritrovando molti personaggi dei grandi Voicing Team: sarà per un caso fortuito, ma io come Jerry Kovarsky, Mike Martin, Cristian Terzi, Nicolas Vella, Ralph Matten stiamo dando indicazioni a Casio e da un po’ di tempo. Non è ancora una storia strutturata: ci stiamo autoalimentando, ci stiamo preparando al futuro.

(Continua prossimamente)

Max e Paola, prima dell'intervista e prima della partita allo stadio Grande Torino

Max e Paola, prima dell’intervista e prima della partita allo stadio Grande Torino

Written by Renatus

16 maggio 2016 at 08:00

SongBook+: App per iPad

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SongBook+ per iPad

SongBook+ per iPad

Korg Italy, il produttore degli arranger delle serie Pa, ha stabilito di favorire i propri clienti a livello internazionale con l’adozione di una app per Apple iPad prodotta dalla svizzera BauM Software di Matthias Bauer. L’applicazione è nota con il nome di SongBook+.

Abbiamo già evidenziato in questo blog come gli strumenti Korg della serie Pa includano una comodo funzione di database – SongBook – in cui è possibile memorizzare migliaia di impostazioni della tastiera perché siano richiamate successivamente in un istante: durante un’esibizione dal vivo o anche solo per lavorare su un brano nei giorni successivi. Le impostazioni salvate nel SongBook possono essere poi cercate per titolo, autore, genere musicale e altri criteri di ricerca. Veniamo ora a SongBook+ questa nuova applicazione che offre le stesse caratteristiche in modo analogo sfruttando lo schermo dell’iPad e così consentendo una facile lettura di spartiti musicali o anche solo testi delle canzoni in formato PDF o JPEG su uno schermo dalle dimensioni più generose rispetto quelle dello schermo di bordo sull’arranger.

E’ disponibile la sincronizzazione dei dati del SongBook della tastiera con il SongBook+ dell’iPad, ottenendo così facilmente un libro digitale da porre sul proprio leggio in alternativa ai tradizionali spartiti cartacei. E’ possibile selezionare una canzone o uno stile direttamente sull’iPad così come succede oggi con il sistema operativo di un arranger Korg. Su alcuni modelli (si veda più sotto la tabella di compatibilità) è possibile fare anche il contrario: selezionare una voce del SongBook della tastiera e l’iPad apre immediatamente la pagina collegata.

Un’altra funzionalità ereditata è la gestione delle scalette delle proprie serate (Playlist).

Per fare in modo che il musicista si possa Leggi il seguito di questo post »

Written by Renatus

11 maggio 2014 at 09:37

Pubblicato su Korg

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Korg SongBook Editor 1.5

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SongBook Editor 1.5

SongBook Editor 1.5

Arriva la versione 1.5 di SongBook Editor, il software per PC che consente di personalizzare con comodità il SongBook del proprio arranger Korg senza diventare matti agendo sul touch screen montato dalla propria tastiera. Se avete un arranger Korg e non avete mai pensato di utilizzare questo programma di utilità, vi consiglio di dargli una chance, specialmente ora che ha cominciato a guadagnare una maggiore stabilità. In effetti le prime versioni includevano alcuni guasti software  che ne rendevano complicato l’uso. Ma Korg Italy di Osimo (AN) ha sistemato questo prodotto migliorandolo ad ogni rilascio ed ora può essere considerato maturo e affidabile. Il software è gratuito e può essere scaricato dal sito di Korg Italy . Alla lista dei modelli supportati si vanno ad aggiungere le recenti Pa900 e Pa300. Queste vanno ad accordarsi agli modelli precedenti: Pa1X, Pa2X, Pa800, Pa500, Pa588, Pa3X Pa600.

Le altre novità citate nella nota di rilascio di questa versione sono: Leggi il seguito di questo post »

Written by Renatus

4 aprile 2014 at 21:04

Pubblicato su Korg

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