Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo 2.0.1

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Korg Pa4X v2.0.1

Il primo giorno di agosto, a distanza di poco più di un mese dal rilascio della modernizzazione del sistema operativo di Korg Pa4X (versione 2.0 del 30 giugno 2017), Korg è corsa ai ripari con la pubblicazione di una successiva edizione 2.0.1 dedicata esclusivamente alla riparazione di guasti software, molto probabilmente introdotti proprio con la versione precedente. Per la cronaca, i guasti software riguardavano lo split, il SongBook, il Sampling e la visualizzazione dei testi in formato CDG associati a basi MP3.

Tutti i dettagli sono sul sito ufficiale.

Va da sé che non ci sono alternative per i possessori di questa tastiera: installare la versione 2.0.1 subito dopo aver installato la versione 2.0, le cui importanti innovazioni meritano di essere osservate da tutti gli appassionati di tastiere arranger, come abbiamo documentato qui in questo blog nelle settimane scorse.

Per la cronaca, la versione 2 del sistema operativo è gratuita per chi aveva acquistato un esemplare di Pa4X, mentre dobbiamo registrare un leggero innalzamento di prezzo del prodotto sul mercato: la versione a 61 tasti sale mediamente a 3.599 Euro mentre il modello a 76 tasti raggiunge i 3.799 Euro. Ovviamente, alcuni particolari punti vendita possono ancora offrire questi prodotti a prezzi inferiori: verificate direttamente di persona con il vostro negoziante di fiducia.

Written by Renatus

8 agosto 2017 at 10:52

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Korg Pax4: rilascio del sistema operativo V2.0

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Kog Pa4X – Versione 2.0

Quante volte ci siamo detti in passato: perché dover cambiare tastiera per ottenere funzioni nuove? Non sarebbe forte se i produttori di arranger workstation si concentrassero sul rilascio periodico di nuovo software evolutivo invece di proporre ai propri clienti l’accesso a proprie risorse economiche per comprare un nuovo strumento ogni due anni? Ebbene, oggi possiamo affermare che questo tipo di desideri è stato ascoltato in casa Korg. A fine giugno 2017, a distanza cioè di quasi due anni dal lancio avvenuto nel settembre 2015 e del successivo aggiornamento di novembre 2016, l’azienda italo-giapponese ha annunciato il rilascio gratuito della versione 2.0 del sistema operativo della propria ammiraglia Pa4X Pro, recentemente premiata in Germania dalla stampa specializzata come migliore arranger workstation (MIPA Awards). E con il nuovo sistema operativo arriva un’infornata corposa di nuovi timbri e nuovi stili di accompagnamento.

L’introduzione di Kaoss FX

Questo nuovo sistema operativo non è un semplice aggiornamento software, è molto di più. Dopo l’installazione del nuovo software, il musicista si trova davanti ad uno strumento più ricco di funzionalità e, se vogliamo, trasformato nell’usabilità grazie all’introduzione di KaossFX. Ne saranno entusiasti coloro che suonano gli arranger in contesti di DJ set: non pensate esclusivamente in termini di performance live in discoteche, club e via dicendo, ma anche nelle situazioni di chi esegue mix nel proprio studio per creare playlist personalizzate, pubblicare musica da distribuire secondo canali digitali innovativi oppure semplicemente coltivare il proprio hobby.

KaossFX è in buona sostanza lo stesso software Korg che abbiamo visto sul mercato per la prima volta nel 1999 su Kaoss Pad, un controller MIDI portatile di successo, con capacità aggiuntive di gestire campioni audio e di processare effetti. Il suo punto di forza era nella superficie touch-screen: sfruttando il posizionamento del tocco su un classico piano cartesiano, si poteva agire sulle coordinate X e Y e pilotare eventi MIDI ottenendo de facto stringhe di controllo continuo. La novità odierna è nello schermo touch-screen di Pa4X che può ora essere usato nello stesso modo, come possiamo vedere nel filmato che segue.

Come avete visto, KaossFX consente di controllare in tempo reale l’arpeggiatore, i filtri, l’intonazione e molto di più.

Risorse addizionali

La novità della versione 2.0 di Pa4X non è tutta qui. L’aggiornamento è affiancato da un significativo e importante rilascio di nuove risorse:

Funzionalità rinnovate

Dal punto di vista del sistema operativo propriamente detto, si registrano altre novità:

  • La funzione MIDI Song to Style Converter cambia nome e diventa Style Creator Bot: oltre a creare automaticamente uno stile partendo da una canzone in formato MIDI file, è ora possibile generare una Chord Sequence, in base gli accordi contenuti in una Song. Potete immaginarne l’uso: prendete il MIDI file più trito e ritrito del vostro repertorio e rigeneratelo ottenendo una nuova song più fresca che sfrutta gli originali stili di accompagnamento presenti sullo strumento.
  • Con Chord Detect, è possibile ora leggere gli accordi di qualsiasi MIDI file sulla pagina Lyrics e Score. Non sarà necessario inserire gli eventi degli accordi nel MIDI file. Questa funzione di calcolo, in passato, era presente su tutti gli arranger Roland, e ora è disponibile anche per i clienti Korg. Ovviamente, se trasportate la tonalità della song, gli accordi possono essere ricalcolati.
  • La comoda porta USB Host posta sul pannello frontale può essere sfruttata per collegamenti MIDI con controller esterni (pad, microtastiere, pianoforti digitali), senza dover fare ricorso ai soliti adattatori. Tutto più sempice.
  • Ci sono altre piccole migliorie di usabilità fra cui vale la pena menzionare la configurazione del punto di split in ciascuna locazione di Keyboard Set, le 128 posizioni aggiuntive per i Drum Kit, una migliore regolazione del guadagno del microfono (Mic Input Meter), le estensioni all’edit degli stili, del SongBook e – finalmente! – la possibilità di attivare il Keyboard Set immediatamente o, a scelta, solo sulla misura successiva.
  • Non manca una generale semplificazione dell’usabilità dello strumento e una maggiore stabilità grazie al fatto di aver risolto i vari guasti software emersi nel tempo.

Conclusioni

Nella versione originale di lancio nel 2015, Pa4X era già un contenitore straordinario di ottimi timbri e di stili di accompagnamento innovativi, e traboccava di un numero sterminato di funzioni software. Con questo aggiornamento, le potenzialità digitali e le capacità di programmazione raggiungono livelli mai visti prima su un arranger workstation. Se da una parte esultano i musicisti programmatori e quelli dediti al DJ set, dall’altra parte anche i musicisti tradizionali (quelli che suonano con le proprie mani su tasti bianchi e neri) possono trovare motivi di interesse grazie all’espansione del numero di voci e di stili.

Manca qualcosa? E’ difficile trovare ragioni per cui lamentarsi davanti a questa abbondanza. Tuttavia – personalmente – mi sento di insistere su un punto particolare: non ho trovato traccia della rivisitazione del file system proprietario basato su cartelle .SET e sulle conseguenti strutture di risorse organizzate per banchi e numero predefinito di locazioni di memoria. Sembra dunque che questa scelta progettuale sia dura a morire. Chissà se un giorno Korg non deciderà di rinnovare anche questo aspetto, regalando un botto definitivo di semplicità operativa ai propri strumenti.

L’aggiornamento è d’obbligo per chi possiede già questa ammiraglia. Per tutti gli altri, è un motivo in più per visitare un negozio di strumenti musicali e provare di persona dove sono arrivati i progettisti del centro R&D di Korg Italy.

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Per saperne di più, potete visitare le note di rilascio redatte da Raffaele Mirabella e pubblicate sulla pagina dedicata nel sito del distributore nazionale Eko Music Group oppure sul sito internazionale di Korg.

Written by Renatus

10 luglio 2017 at 13:11

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Arranger: touch-screen e controlli fisici

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Vi siete mai guardati bene mentre suonate la vostra tastiera arranger? Con le dita toccate tasti bianchi e neri, premete pulsanti sul pannello, muovete cursori, sfiorate le superfici dei pad, agite sul joystick, ruotate la manopola del volume e, con i piedi, schiacciate il pedale tonale o quello dell’espressione. In breve: comandate l’esecuzione strumentale e artistica tramite contatti fisici.

Tecnologia digitale in movimento

Il punto non è banale, come potrebbe sembrare. La tecnologia digitale è, per definizione, in continuo movimento: dagli anni ’80 in poi, l’industria ha ricercato e realizzato soluzioni di usabilità ispirandosi a principi innovativi di semplicità e rapidità d’uso. Tale ricerca continua ancora oggi. Non siamo ancora arrivati ad un punto fermo, anche se il touch-screen sembra essere diventata la soluzione standard de facto per un’interfaccia d’uso moderna e intuitiva.

Sembra. Ma è davvero così?

Era tutto cominciato con i dispositivi dei bancomat e degli sportelli informativi. Poi è dilagato sui dispositivi mobili, sui navigatori satellitari e sulle console portatili dei videogiochi. Successivamente è toccato a smartphone, tablet e PC. La tradizionale tastiera fisica QWERTY (o AZERTY nei paesi francofoni) sta cedendo il passo: il numero di dispositivi digitali che emulano la tastiera sul touch-screen è in crescita inesorabile.

Ma, venendo a noi, e gli strumenti musicali? Le tastiere digitali hanno veramente bisogno di uno schermo touch-screen? Vediamo insieme alcuni esempi tratti dal mercato reale.

Korg i30, nel 1998 è stato il primo arranger dotato di schermo touch-screen

Arranger con touch-screen

Grande estimatore dello schermo touch-screen è Korg. Sin da quando è stato lanciato sul mercato i30 (nel 1998), tranne un ripensamento con Pa80, questa scelta è diventata un punto fermo della casa giapponese. Schermi tattili sono montati su tutti i modelli della serie Pa: non solo sui modelli più elevati come Pa4X e Pa900, ma anche su quelli più economici come Pa600 e Pa300. Del resto, il sistema operativo di queste macchine è articolato e offre notevoli profondità di programmazione, permettendo di agire su un vasto numero di dettagli. L’elenco dei parametri configurabili è così elevato da richiedere necessariamente il ricorso a numerose pagine video: in queste condizioni non riuscirei nemmeno ad immaginarmi un arranger Korg senza uno schermo tattile.

La scelta tecnologica di passare al touch-screen è stata fatta recentemente anche da Ketron con SD7 nel 2015. E ora ha stabilito di estenderla anche a SD9. Rispetto la serie Audya, ora gli arranger del produttore di Ancona si presentano con un pannello più moderno e spoglio di pulsanti.

Non è un caso che anche il produttore “più tecnologico” di tutti, abbia introdotto lo schermo touch-screen. Mi riferisco ovviamente a Casio che, pur facendo ricordo ad una qualità costruttiva più contenuta, ha applicato la propria soluzione di schermo sensibile al tocco su MZ-X500 e MZ-X300 riprendendo il buon lavoro fatto sui pianoforti digitali della serie Privia.

Ci sono altri costruttori di strumenti musicali che hanno fatto una scelta diversa.

Arranger senza touch-screen

Chi non intende rinunciare ai controlli fisici, potrà trovare sempre più interessanti gli arranger di casa Yamaha (Tyros e PSR-S). Questi strumenti montano gli schermi a colori più attraenti sul mercato, eppure non sono touch-screen. Per agire sulle funzioni, occorre premere i pulsanti posti accanto e sotto lo schermo stesso: sulle pagine video, sono chiaramente indicati quali pulsanti premere per quali finalità. L’interattività è immediata, la semplicità d’uso è a portata di mano e, in breve tempo, è possibile diventare operativi. Quasi ad occhi chiusi.

Roland E-A7 è un arranger in cui spicca con chiarezza la scelta progettuale di portare all’estremo il numero di parametri disponibili sotto il controllo fisico a pannello, rendendo immediato l’accesso ad un numero elevato di funzionalità e senza costringere alla navigazione sui classici menu a video.  Anzi, se vogliamo dirla tutta, E-A7 dispone di due schermi minuscoli e, in questo senso, la scelta si contrappone alla brillantezza dei display presenti sugli strumenti Yamaha. Tuttavia, l’ergonomia non è stata penalizzata: al contrario, i rinomati concetti di usabilità di Roland sono ora fondati sul solo uso di pulsanti e manopole a pannello. E’ una scelta progettuale diversa e, se vogliamo, contro-corrente, ma non per questo è da sottovalutare.

Roland E-A7: un pannello affollato di pulsanti e controlli fisici

Questione di scelte

I musicisti abituati a cose semplici ed immediate, quelli alla ricerca della massima interattività e i musicisti non vedenti potrebbero essere in difficoltà con l’uso del touch-screen: per tutti costoro, la scelta dei controlli fisici a pannello continua ad essere la scelta più favorevole. Non mi stupisce, d’altra parte, che nativi digitali, patiti degli smartphone ed appassionati delle ultime tecnologie in genere, possano prediligere le tastiere digitali dotate di schermi tattili.

Ad ognuno il suo. E mi piace costatare come sia confortante poter ancora scegliere.

Written by Renatus

15 giugno 2017 at 20:00

Korg Pa4X e i suoi discendenti

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Korg Pa4X, arranger workstation

Il tempo passa inesorabilmente e l’ultimo lancio di autentiche novità arranger in casa Korg risale al settembre 2015 con l’annuncio di Pa4X. A dire il vero, al MusikMesse 2017, abbiamo visto da vicino Pa4X Musikant, ma si tratta di un modello di scarso interesse nel nostro Paese, in quanto è essenzialmente dedicato al mercato di ceppo germanico e al genere schlager in particolare. Così come era successo con il modello precedente (Pa3X), seguirà presto una declinazione articolata dei discendenti di altri modelli derivati e più interessanti. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo. Arriverà molto probabilmente un modello portatile che sostituirà a listino l’ottimo Pa600, una workstation arranger di media caratura a 61 o a 76 tasti, come Pa900 e Pa3X Le, una versione economica alla stregua di Pa300. Senza escludere la possibilità di una eccezionale uscita a 88 tasti pesati come Havian 30, il pianoforte arranger, ma su questo punto ho qualche dubbio, per ora.

In attesa di queste novità, mi raccomando, nel frattempo non restiamo con le mani in mano. Possiamo continuare a suonare con gioia gli strumenti di cui disponiamo adesso. Per gli appassionati della serie Korg, tutti i modelli citati qui sopra rappresentano interessanti variazioni del tema: grazie al totale dominio di ogni parametro, questi arranger sono da sempre i prediletti di chi ama personalizzare i propri suoni e le proprie esibizioni, di chi non si accontenta delle configurazioni di fabbrica ma ama esplorare a fondo. E il loro prezzo di listino si è ormai assestato, chissà che non cali ancora in vista di imminenti uscite.

Inoltre, possiamo approfondire la conoscenza dell’attuale ammiraglia Pa4X, cogliendo l’occasione della recente pubblicazione di una serie di tre filmati video che illustrano in dettaglio le qualità e le caratteristiche degli stili per arranger Korg.  Ci ha pensato Frank Tedesco, dall’Arizona (USA), un giovane e brillante musicista che si è prestato alla presentazione di questi filmati per il canale Korg USA su YouTube. Ovviamente i filmati sono in lingua inglese ma, come sempre suggerisco, potetete fare ricorso ai sottotitoli di YouTube per seguire meglio le spiegazioni.

Nel primo video, Frank ci parla di riconoscimento degli accordi e dell’utilizzo del pulsante Memory.

Nel secondo video, si entra più nel dettaglio affrontando argomenti interessanti con il Bass Inversion, il basso manuale e le memorie STS per il richiamo automatico delle parti da suonare dal vivo insieme ad un accompagnamento automatico.

Nella terza e ultima parte, Frank ci illustra come controllare Intro, Ending, Tempo e Synchro Start/Stop e completare così le nozioni di base per la migliore esibizione musicale con uno stile di accompagnamento automatico.

Frank Tedesco ha pubblicato nei mesi precedenti altri filmati tutorial su Korg Pa4X, molto più tecnici sulla programmazione degli stili e dei MIDI file. Se vi interessano, cercateli sul canale Korg USA su YouTube.

Written by Renatus

10 maggio 2017 at 06:00

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MusikMesse 2017: lo stand Korg

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Korg Pa900 (sopra) e Pa4X Pro (sotto) – Foto di Mario Jr Restagno

Innanzitutto, al MusikMesse Korg “ufficialmente” non c’era. Sì, va bene, uno stand dedicato agli strumenti Korg era presente, ma apparteneva al distributore nazionale tedesco e non al produttore ed era posizionato in una parte laterale del padiglione principale dedicato agli strumenti a tastiera. Comunque sia, anche in queste condizioni più contenute, lo stand era particolarmente affollato, a segno di una grande attenzione da parte del pubblico tedesco per il marchio italo-giapponese.

Era possibile vedere e toccare con mano le diverse novità dei prodotti Korg: il pianoforte digitale G1 e la lussuosa nuova versione di SV1-73 RM (ragazzi, che spettacolo). Ho percepito una larga attenzione di fronte all’esemplare di Kronos 88. Ma, come da proposito, la mia concentrazione è stata catturata dai due arranger esposti: Pa4X Pro (ovviamente nella declinazione Musikant) e Pa900.

Le due tastiere erano poste una sopra l’altra e quindi la possibilità di sedersi e provare con calma era ridotta. Mi spiego meglio aprendo una parentesi per un invito rivolto a chi progetta gli stand per le fiere di strumenti musicali: cari amici, posso capire che il vostro lavoro è difficile, dovendo stipare diversi strumenti in uno spazio contenuto, tuttavia non è davvero possibile evitare di mettere in fiera due tastiere una sopra l’altra? Mentre un visitatore prova la prima, non è possibile accedere all’altra, con il risultato di allungare le code e ridurre del 50% la disponibilità dei prodotti. Chiudo la parentesi.

Ho assistito alla dimostrazione di Pa4x Pro Musikant da parte di Juergen Sartorius, che ha accentuato i toni di modernità del prodotto nell’uso delle feste dal vivo. Forse sono abituato a musicisti italiani più spontanei che suonano con altro stile e ben altro trasporto. Ma il prodotto vale molto e Juergen ha fatto del proprio meglio, facendo ricorso a diverse brani di successo.

Che dirvi di più? Ho lasciato lo stand Korg con un piccolo senso di amaro in bocca: avrei voluto avere più tempo per suonare Pa900 e Pa4X Pro ma è difficile farlo quando hai diverse persone che ti fissano mettendoti a disagio nella speranza che tu ti alzi subito e gli lasci il posto. Spero di avere più fortuna in futuro perché gli arranger Korg meritano davvero di essere raccontati.

Juergen Sartorius durante la dimostrazione di Korg Pa4X Musikant (Foto di Mario Jr Restagno)

Written by Renatus

9 aprile 2017 at 21:00

Korg Pa80 Card Converter: aggiornamento alla versione 1.10

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Korg Pa80 Converter – Copyright Korg Italy

Pa80 è stato l’arranger più venduto della storia di Korg e chissà se qualcuno di voi ne ha ancora uno in casa. Sono certo che molti di voi ricorderanno lo scorso anno, quando Max Tempia ha raccontato ai lettori di tastiere arranger la genesi di questo prodotto di successo: tutto questo è ormai storia. Del resto, la qualità intrinseca di quell’arranger workstation è talmente pregiata che, ancora oggi, Korg mantiene a listino lo stesso prodotto, seppure sotto forme hardware più innovative, più contenute ed originali: si vedano microARRANGER e Liverpool.

Veniamo ora a noi: per i felici possessori di Pa80, nel 2008 Korg Italy aveva rilasciato un programma software di utilità per PC che aveva lo scopo di convertire i dati utente personalizzati su quello strumento per renderli disponibili anche su modelli di arranger successivi. Ora la novità del 2017 sta nel fatto che, nel mese di gennaio scorso, Korg Italy ha pubblicato la versione aggiornata 1.10 di quel software: si chiama Converting PA80 Card e funziona su tutte le più recenti versioni di PC con Microsoft Windows 7, 8 e 10. I dati salvati su Pa80 possono essere ora convertiti e riportati su Pa4X, Pa3X, Pa300, Pa600, Pa900, Pa3XLe, Havian 30, Pa2X Pro, Pa800 e Pa1X Pro.

Immagine tratta dal manuale di Pa80 Card Converter – Copyright Korg Italy

Il processo di conversione riguarda i dati memorizzati nella scheda di memoria (Flash Card) opzionale che va quindi inserita su Pa80 per cominciare. Queste schede di espansione erano vendute con diversi tagli: da 8MB fino a 64MB. Da qui, va eseguita una copia su floppy-disk e pertanto vi si richiede di prepararvi con una sufficiente scorta dei vecchi dischetti. Lo so, sono sempre più difficili da trovare. Dimenticavo, servirà anche un lettore esterno di dischetti da collegare alla porta USB del vostro PC.

Il software converte solo i dati utente presenti originariamente sulla Flash Card e non agisce sui dati salvati nella memoria interna di Pa80. La tecnica utilizzata dal software è quella di convertire tutti i dati nel formato proprietario del modello Pa1X, nella certezza che tutti i modelli successivi della serie Pa garantiscono la compatibilità totale con Pa1X stessa. Il processo riporta User Sounds, campioni e stili ma non coinvolge Performance e banchi di STS. Di conseguenza solo le tracce degli stili possono essere convertite e non le tracce assegnate alle voci da tastiera.

Per saperne di più, leggete il comunicato sul sito ufficiale.

Written by Renatus

22 marzo 2017 at 18:00

Estensione della garanzia sui prodotti Korg

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Può essere interessante per voi questa iniziativa commerciale di Eko Music Group, distributore dei prodotti Korg in Italia? Sì può esserlo, certamente. Ma cerchiamo di capire meglio insieme.

garanzia

Quando acquistiamo un prodotto in qualità di consumatori al dettaglio (cioè da persone fisiche, senza partita IVA), abbiamo diritto alla garanzia legale della durata di due anni. In questo periodo, ci possiamo rivalere sul venditore e non necessariamente in modo diretto al produttore. Quindi, se il nostro arranger dimostra un difetto di produzione e necessita di un intervento tecnico, ci rechiamo nel negozio dove abbiamo acquistato il bene, esibiamo lo scrontrino o la ricevuta fiscale da cui si evince la data dell’acquisto e possiamo richiedere la riparazione: il venditore è tenuto a ritirare, senza alcuna spesa, il prodotto difettoso e ad assicurane la riparazione o la sostituzione entro un termine ragionevole.

Ora qual è la novità proposta da Eko Music Group? Oltre ai due anni previsti dalle normative vigenti, per chi acquista uno strumento a tastiera Korg entro il 31 dicembre 2016, il distributore nazionale si impegna a riconoscere altri due anni di garanzia. In totale quattro.

Attenzione! Ricordate che, nel corso di questi quattro anni, non avrete il diritto a qualsiasi tipo di riparazione: se lo strumento è stato danneggiato per errato utilizzo (ad esempio lo fate cadere dal palco oppure fulminate la scheda madre perché avete aperto lo strumento per tentare da inesperti una riparazione fai-da-te), ebbene queste riparazioni saranno a vostro carico. Anche l’usura normale usura del prodotto non è contemplata: se la scocca di uno strumento è rovinata sugli spigoli a forza di caricarlo/scaricarlo sul camion all’interno di una custodia non molto protettiva, anche in questi casi non avrete diritto ad alcuna riparazione in garanzia. Inoltre, sappiate che il venditore e, alle sue spalle Eko Music Group, potranno sempre rifiutarsi di riparare uno strumento qualora scoprissero che il costo della riparazione fosse superiore al valore del bene stesso: in questo caso potrete ottenere la sostituzione del prodotto o un rimborso del valore del prezzo di acquisto del prodotto nuovo, decurtato per ogni anno del 15%.

Per concludere, se volete saperne di più, leggetevi le specifiche di http://www.oltrelagaranzia.it/ la società a cui si è rivolta Eko Music Group per gestire su basi assicurativi i due anni di estensione della garanzia stessa.

Insomma, per farla breve, ecco per voi una ragione in più per considerare l’acquisto dicembrino di un arranger nuovo. In casa Korg ricordatevi di Pa4X, Pa3x Le, Pa900, Pa600, Pa300, Liverpool  e Havian 30.

E le altre case? Alla data attuale Yamaha riconosce ben 5 anni di estensione di garanzia sui pianoforti con accompagnamenti Clavinova CVP e altri pianoforti della serie CLP, Avantgrand, NU-1 Hybrid Piano e Modus F02. Roland non riconosce estensioni di garanzia sugli arranger, ma solo sui pedali Boss e sui pianoforti HP, HPi e LX.

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E ora, dopo questa digressione “burocratica”, mettetevi comodi, passiamo alla musica e vediamo insieme Steve McNally mentre suona, ci racconta e approfondisce le caratteristiche Pa4X, l’attuale ammiraglia di casa Korg.

Written by Renatus

4 dicembre 2016 at 22:14

Pubblicato su Korg

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