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Leonard Cohen Set: SongBook per Korg Pa800 (e successori)

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Leonard Cohen (1934-2016)

Leonard Cohen (1934-2016)

Ci sono artisti che hanno lasciato un segno indelebile sull’umanità. Ci sono compositori che hanno scritto canzoni che resteranno per sempre. Ci sono timbri vocali che saranno inconfodibili per l’eternità. E’ il caso di Leonard Cohen, poeta e musicista scomparso il 7 novembre 2016 all’età di 82 anni a cui vorrei dedicare il piccolo spazio odierno del mio blog.

Devo confessarvi che la recente dipartita di questo cantautore ha stimolato la mia voglia di tornare a suonare, dopo un periodo movimentato in cui la mia vita è stata rigirata come un calzino. E così, finalmente, sono tornato all’opera sulla mia fidata Pa800, cercando di suonare da me il miglior repertorio di Cohen. Ho individuato fra le sue canzoni quelle con cui avevo maggior affinità e mi sono buttato. Il risultato è il SongBook COHEN.SET per arranger Korg, ora a disposizione di tutti i lettori di tastiere.wordpress

Quanti fra di voi hanno un arranger workstation Korg Pa800 potranno riutilizzare questo SongBook per trovare la propria ispirazione e suonare queste canzoni. Chi ha un modello diverso di arranger Korg, potrà utilizzare il SongBook Editor per convertire il file e caricarlo sul proprio strumento. Tenete conto che ho sfruttato gli stili preset ed è chiaro quindi che non ritroverete i c.d. song style fatti su misura per suonare le canzoni come gli originali. Al contrario, gli arrangiamenti selezionati riflettono la mia personale interpretazione di questo repertorio. Sono un punto di partenza da cui partire per dare sfogo alla vostra capacità espressiva.

Spero che qualcuno di voi possa trovare interesse in questo lavoro e che sia solo l’inizio, perché altri possano aggiungere altri titoli di Leonard Cohen oppure anche rivedere e sostituire gli stili da me scelti. Ancor meglio: non c’è nulla di più grande nella musica come la possibilità di realizzare qualcosa di nostro, di personale.

Potete scaricare la cartella COHEN.SET che contiene il SongBook da questa cartella Box.Com.

Le canzoni che ho selezionato sono: Dance Me to the End of Love, Tower of Song, I’m Your Man, If It Be Your Will, Hallelujah, Hey That’s No Way to Say Goodbye, On the Level, Bird on the Wire, SuzanneNevermind e Tonight’s Will Be Fine. Se non conoscete questi titoli, potete ascoltare i brani originali su questa playlist web che ho creato apposta per voi su Deezer (l’ascolto completo dei brani richiede la registrazione, anche gratuita).

Suoniamo, riflettiamo, divertiamoci!

Written by Renatus

17 dicembre 2016 at 18:02

Pubblicato su Korg

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I suoni DNC di casa Korg

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DNC

I modelli di levatura superiore della serie Professional Arranger sono dotati dei suoni DNC. La sigla DNC sta per Defined Nuance Control ed è un sistema introdotto sui modelli Korg intorno al 2008 su Pa2X e Pa800. Di lì in poi, i suoni DNC sono entrati a far parte integrante degli arranger successivamente prodotti come: Pa3X, Pa600, Pa900, Pa3X Le, Havian 30 e Pa4X. Inizialmente solo alcune voci impiegavano la tecnologia DNC ma poi, modello dopo modello, questa soluzione è stata estesa a quasi tutti gli strumenti: lo scopo principale è quello di offrire all’esecutore la possibilità di introdurre le sfumature tipiche degli strumenti acustici e le più raffinate articolazioni timbriche, mentre per le voci di synth permette al musicista di interagire con il motore sonoro grazie ad altri controllori come gli interruttori assegnabili, il joystick e il pedale, utilizzando quindi tutto il corpo per trasferire un livello superiore di intenzioni musicali alle proprie esibizioni.

Gli strumenti acustici in effetti non producono per natura il semplice suono principale che ci aspetta da un pianoforte, da una chitarra, un violino, un sax e così via. C’è molto di più. Pertanto, per essere credibile, uno strumento digitale non può accontentarsi della riproduzione dei campioni seppure elaborati da unità effetti. Il musicista ha bisogno di poter controllare la propria esecuzione facendo ricorso a tutte le sfumature reali possibili: immaginate la grinta che può mettere un suonatore di armonica, tromba, sassofono o clarinetto sfruttando il proprio soffio. Oppure pensate al realismo che può essere aggiunto con il pizzicato degli strumenti a corda o alla bellezza dell’effetto espressivo del legato apparantemente così difficile da realizzare sui tasti bianchi e neri. E che dire dei suoni apparentemente estranei ma così importanti per dare realismo come la chiusura e l’apertura dei tasti del sassofono o di una tromba, il colpo di pollice sulla cassa di una chitarra acustica e così via.

Tutte le case di strumenti musicali utilizzano proprie soluzioni brevettate per ottenere tale espressività e superiore realismo: Yamaha è celebre per le rinomate voci Super Articulation!, Roland utilizza il termine SuperNatural, mentre per Ketron tale concetto di realismo e naturalezza di espressione appartiene per default alla propria filosofia di riproduzione sonora. Per i suoni di pianoforte Casio utilizza la tecnologia AiR.

Tornando ai suoni DNC di Korg, questi sono interpretati dallo strumento digitale in tempo reale grazie al modo con cui il musicista suona i tasti con l’aggiunta opzionale di controlli aggiuntivi. Alcuni esempi:

  • nei suoni d’organo Hammond le note suonate staccate o legate producono suoni diversi mentre i controlli della percussione si arrivano solo quando le note vengono suonate staccate; talvolta il joystick può essere utilizzato per aggiungere o togliere l’effetto del vibrato;
  • il pedale Damper può aggiungere un effetto di risonanza ad un suono di pianoforte;
  • i diversi pulsanti attribuibili a varie funzioni (i c.d. assignable switch che possono essere due o tre in base al modello Korg e sono posti a sinistra della tastiera) possono controllare la voce dell’armonica a bocca: da una parte il classico suono Bend, dall’altra un suono più dolce con un attacco più lieve, molto utile quando si suonano note legate
  • sempre nel suono di armonica può entrare in azione il joystick in avanti per attivare un attacco in crescendo e all’indietro per filtrare il suono;
  • uno switch assegnabile consente il glissando di un suono di violino;
  • nel caso di chitarra classica, quando le note vengono suonate legate, avviene una transizione uniforme, mentre gli assignable switch attivano effetti slide e harmonics; da notare come, al rilascio di un tasto si senta il rumore del rilascio e a volte il rumore delle dita sul capotasto;
  • anche i suoni di sintetizzatori possono essere elaborati dal motore DNC: nel WaveCycle, gli oscillatori passano a ciclo tra diversi voci di synth, andando a simulare il classico Korg Wavestation.

Questi sono solo alcuni esempi fra le innumerevoli possibilità che un arranger Korg offre per controllare il motore sonoro minuziosamente. Vi consiglio di provare uno di questi strumenti di persona e suonare in tempo reale utilizzando i diversi controlli: sentirete come lo strumento risponde alle vostre sollecitazioni innalzando la qualità delle vostre interpretazioni musicali.

In ultimo, potete osservare da voi, in questo video, l’accurata dimostrazione delle capacità espressive rese disponibili dai suoni DNC su Korg Pa4X, voce per voce.

Written by Renatus

13 agosto 2016 at 12:21

Pubblicato su Korg

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Max Tempia, toro scatenato nella comunità degli arranger (parte 2 di 3)

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Coloro che si sono persi la prima parte dell’intervista a Max Tempia possono leggerla qui. Oggi continuiamo il resoconto con la seconda frazione. Nei prossimi giorni seguirà la terza e conclusiva parte di questo racconto.

Re’: Max, raccontami di come e quando nasce Korg Italy.

Max: C’era questo grande progetto in piedi lanciato da Jürgen Schmitz e Francesco Castagna: stava per arrivare Pa80. La prima tastiera studiata e realizzata completamente in Italia e parte col botto avendo ereditato la generazione dei suoni del Triton. Pensa, aveva persino un registratore digitale a 4 tracce, ma non era accessibile da pannello. Pa80 era multi-tasking e questo per Korg ha rappresentato una innovazione importante: se non avevi il multi-tasking non avevi niente, dovevi suonare mentre caricavi altre cose. C’era il doppio sequencer. Era una gran bella macchina per quei tempi. Certo se la provi oggi, puoi notare il distacco dalla tecnologia attuale: ma a quei tempi, non c’era proprio nulla da dire.

Max Tempia presenta Korg Pa80 nel 2000

Max Tempia presenta gli arranger Korg nei primi anni duemila

Re’: I materiali erano meno nobili rispetto i3 e i30.

Max: Plastica. Stampo e plastica. E’ vero, qualcuno storceva il naso; però pesava di meno e, soprattutto, suonava meglio. Pa80 ha venduto tantissimo. Ha avuto un successo unico, straordinario e senza confini. Tu non ti puoi immaginare le vendite che la giapponese Korg ha realizzato grazie a quell’arranger Made In Italy. A realizzare gli stili, oltre al me, c’erano Gabriele Pavani di Pordenone (che si occupava di dance e liscio, che connubio, vero?) e poi gli stessi del Voicing Team internazionale con altri musicisti occasionali che trovavo in giro. La maggior parte del repertorio era destinata al mondo tedesco ed italiano. Un mercato in grande crescita era quello spagnolo: mi occupavo io di quegli stili, dato che ero anche il dimostratore Korg ufficiale per la Spagna. Abbiamo creato anche gli stili mediorientali che ci ha aperto le porte di continenti nuovi: ad essere onesti, non eravamo stati i primi, GeneralMusic già faceva stili per quel mondo prima ancora di Korg. Io ero il responsabile del repertorio completo degli style: il checkup finale della macchina era tutto sulle mie spalle. Ci ho lavorato parecchio.

Re’: In effetti gli arranger Korg erano rinomati rispetto la concorrenza per l’affidabilità del software e degli stili.

Max: Il collaudo finale era fondamentale. Eravamo in tanti e facevamo un gran lavoro. Anche le altre case avevano un Voicing Team internazionale. Del resto, il primo era stato quello di Roland: da lì era partito tutto. Ora questi team creativi sono scomparsi: le aziende hanno cambiato direzione. Oggi quello stile di lavoro creativo di gruppo si è un po’ perso. Ma, tornando a Pa80, erano numerose le innovazioni tecnologiche: pensa montava un disco a stato solido SSD che oggi è molto diffuso ma, in quegli anni rappresentava una grande novità.

Re’: Pa80 è poi evoluta in Pa1X con cui Korg è tornata a produrre arranger con una scocca robusta e tasti semi-pesati. andando ad accontentare i nostalgici di i3 e i30.

Max: Sì, abbiamo continuato a lungo sulla strada dell’innovazione. Pa1X è stato un importante passo in avanti che però ha raggiunto la pienezza con la generazione successiva, quella piattaforma comune fra Pa2X e Pa800 con cui Korg ha raggiunto il vertice di crescita nella propria storia di produttore di arranger. Quel progetto è ancora credibile oggi, a distanza di molti anni: e non è per nulla sorprendente il vasto numero di musicisti che ancora oggi si esibiscono e si guadagnano la vita suonando Pa800. Credo che, da allora, Korg sta di fatto lavorando di cesello e precisione per migliorare quella piattaforma, ma la base è sempre quello stesso progetto.

Re’: La tua storia con Korg è stata bellissima: ma come tante belle storie anche questa ha avuto la sua fine.

Max: Vedi, dopo tanti successi con Korg, c’è stato un periodo di cambiamento. Le tastiere con accompagnamenti non garantivano più le vendite di prima. E’ cambiato il distributore nazionale: da Syncro siamo passati ad Eko. Molti equilibri sono andati a cambiare. C’è stato un raffreddamento generale dei centri R&D in Italia. Chi l’ha smantellato, chi ha spostato tutto in Germania ad Amburgo. Anche Korg Italy ha perso progressivamente il peso che aveva avuto in quegli anni. Non solo gli arranger ma anche le worstation hanno cambiato fisionomia. A dire il vero, la mia conoscenza con Casio risaliva a molti anni prima, alla presentazione del primo pianoforte Celviano: avendo Casio lo stesso distributore nazionale di Korg, cioè Videosuono, fui chiamato a presentare il primo Celviano. Devi sapere che Casio aveva già il sistema per togliere il canto la parte centrale agendo sulle fasi di un base audio. E poi Casio aveva creato una spettacolare chitarra MIDI e anche il sax MIDI con l’altoparlante sulla campana, la batteria con i pad. In quegli anni, potevi confrontarti con tutte le aziende concorrenti, ma non potevi fare il nome di Casio: tremavano i muri. Casio aveva già allora una forza tecnologica impressionante. Erano già presenti nella micro-circuitazione, esperienza fatta su calcolatrici e orologi e che poteva essere adottata ora sugli strumenti musicali. Non è un caso che il primo campionatore è stato fatto da Casio. La storia della chitarra MIDI era emblematica: era un’ottima chitarra di liuteria e questo la dice lunga. A differenza della chitarra e dei pickup di Roland, Casio aveva molto meno ritardo e aveva un synth interno. Non ti nascondo che, molti anni prima, per programmare molti stili della Korg i3, io ho utilizzato quella chitarra lì. Poi certo, dovevi fare grandi pulizie dei messaggi MIDI, perché nella registrazione ti tirava dentro di tutto. Ma, ragazzi, erano i primi anni novanta! Non è insolito per me osservare come in Casio si stanno ritrovando molti personaggi dei grandi Voicing Team: sarà per un caso fortuito, ma io come Jerry Kovarsky, Mike Martin, Cristian Terzi, Nicolas Vella, Ralph Matten stiamo dando indicazioni a Casio e da un po’ di tempo. Non è ancora una storia strutturata: ci stiamo autoalimentando, ci stiamo preparando al futuro.

(Continua prossimamente)

Max e Paola, prima dell'intervista e prima della partita allo stadio Grande Torino

Max e Paola, prima dell’intervista e prima della partita allo stadio Grande Torino

Written by Renatus

16 maggio 2016 at 08:00

Con un arranger in una casa di riposo e un nugolo di bambini

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Oggi mi sento un po’ naif.

E’ successo domenica scorsa, in una situazione per me un po’ insolita ma molto semplice: ho accompagnato un coro di bambini che si sono recati con entusiasmo in una casa di riposo per anziani, per una classica mattinée con canti, barzellette, giochi di magia e danza.

Vi devo confessare che, grazie al mio arranger workstation Korg Pa800, ho potuto fare un sacco di cose:

  • Ho collegato le due uscite audio a due amplificatori esterni da 150 Watt ciascuno per diffondere il suono nel salone.
  • Ho usato gli amplificatori di bordo della mia tastiera come spie per il sottoscritto.
  • Alcuni anziani erano già nella sala mentre montavo gli strumenti. Ho passato allora un MIDI file di un minuetto classico per pianoforte come base per provare i livelli: mentre ascoltavo la resa dal fondo della sala, mi sono reso conto di aver fatto resuscitare l’attenzione di qualche anziano dalle loro carrozzine (chissà quale ricordo devo avere risvegliato).
  • Ho collegato un microfono Shure SM58 all’ingresso Audio Input della Pa800 e questo è stato usato successivamente dai due bambini che fungevano da disinvolti presentatori e da altri due piccoli e bravi raccontatori di barzellette (fantastici, per la cronaca).
  • In pochi minuti ero pronto. Quando sono arrivati tutti i bambini abbiamo cominciato. Ho accompagnato il coro in un paio di brani, sfruttando gli stili della sezione arranger. Avevo preparato la scaletta sfruttando la CustomList del SongBook, dove avevo configurato le voci da suonare dal vivo (STS) e le tracce degli stili. Così è stato facile ed immediato richiamare le impostazioni richieste.
  • Per il primo brano avevo scelto uno stile con una buona presenza nei bassi e nei suoni percussivi: questo scelta ha permesso al coro dei bambini di sentire bene il tempo e non perdersi.
  • All’attacco del secondo brano cantato, c’è stata una piccola ma fatale indecisione e la maestra del coro ha dato l’avvio con un leggero ritardo e così i bambini si sono trovati indietro di due movimenti con il canto: nessun problema, alla misura successiva ho premuto il pulsante magico Tap Tempo Reset e ci siamo trovati tutti a tempo in un niente (chissà se poi qualcuno se ne è accorto). Troppo comodo!
  • Durante i giochi di magia e lo spettacolino di danza, ho passato un paio di basi MP3 che mi erano stati dati dagli organizzatori dell’evento, sfruttando il doppio sequencer di Pa800 .
  • Alla fine, mentre tutti uscivano ho suonato – in tempo reale – un paio di ballate classiche e strumentali, sempre sfruttando gli stili della sezione arranger.
  • In meno di dieci minuti ho smontato tutto. Sempre da solo.

OK, voi direte: tutto qua? Non era niente di che, non era una situazione professionale e nemmeno impegnativa. Era solo uno spettacolino con bambini per un pubblico di persone molto anziane, disposte ad ascoltar di tutto pur di rompere la monotonia. Sì lo so, probabilmente era proprio così, avete ragione voi, ma… ma quant’è comodo disporre di un buon arranger e quanto è bello suonare le cose più semplici?

Alla prossima!

PS: Dimenticavo di dirvi che l’amico Riccardo Gerbi mi ha recentemente coinvolto fra i collaboratori della sua redazione e, da oggi, è cominciata per me una nuova piccola avventura nell’editoria web della musica. Troverò il tempo per stare dietro anche a questo nuovo impegno? Proviamoci. Intanto vi segnalo che è uscito il mio primo articolo di consigli per i regali natalizi per chi suona tastiere arranger: Arranger Workstation – Regali di Natale #1 Ovviamente la lettura è consigliata.

 

Written by Renatus

1 dicembre 2015 at 23:26

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SongBook+: App per iPad

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SongBook+ per iPad

SongBook+ per iPad

Korg Italy, il produttore degli arranger delle serie Pa, ha stabilito di favorire i propri clienti a livello internazionale con l’adozione di una app per Apple iPad prodotta dalla svizzera BauM Software di Matthias Bauer. L’applicazione è nota con il nome di SongBook+.

Abbiamo già evidenziato in questo blog come gli strumenti Korg della serie Pa includano una comodo funzione di database – SongBook – in cui è possibile memorizzare migliaia di impostazioni della tastiera perché siano richiamate successivamente in un istante: durante un’esibizione dal vivo o anche solo per lavorare su un brano nei giorni successivi. Le impostazioni salvate nel SongBook possono essere poi cercate per titolo, autore, genere musicale e altri criteri di ricerca. Veniamo ora a SongBook+ questa nuova applicazione che offre le stesse caratteristiche in modo analogo sfruttando lo schermo dell’iPad e così consentendo una facile lettura di spartiti musicali o anche solo testi delle canzoni in formato PDF o JPEG su uno schermo dalle dimensioni più generose rispetto quelle dello schermo di bordo sull’arranger.

E’ disponibile la sincronizzazione dei dati del SongBook della tastiera con il SongBook+ dell’iPad, ottenendo così facilmente un libro digitale da porre sul proprio leggio in alternativa ai tradizionali spartiti cartacei. E’ possibile selezionare una canzone o uno stile direttamente sull’iPad così come succede oggi con il sistema operativo di un arranger Korg. Su alcuni modelli (si veda più sotto la tabella di compatibilità) è possibile fare anche il contrario: selezionare una voce del SongBook della tastiera e l’iPad apre immediatamente la pagina collegata.

Un’altra funzionalità ereditata è la gestione delle scalette delle proprie serate (Playlist).

Per fare in modo che il musicista si possa Leggi il seguito di questo post »

Written by Renatus

11 maggio 2014 at 09:37

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Korg SongBook Editor 1.5

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SongBook Editor 1.5

SongBook Editor 1.5

Arriva la versione 1.5 di SongBook Editor, il software per PC che consente di personalizzare con comodità il SongBook del proprio arranger Korg senza diventare matti agendo sul touch screen montato dalla propria tastiera. Se avete un arranger Korg e non avete mai pensato di utilizzare questo programma di utilità, vi consiglio di dargli una chance, specialmente ora che ha cominciato a guadagnare una maggiore stabilità. In effetti le prime versioni includevano alcuni guasti software  che ne rendevano complicato l’uso. Ma Korg Italy di Osimo (AN) ha sistemato questo prodotto migliorandolo ad ogni rilascio ed ora può essere considerato maturo e affidabile. Il software è gratuito e può essere scaricato dal sito di Korg Italy . Alla lista dei modelli supportati si vanno ad aggiungere le recenti Pa900 e Pa300. Queste vanno ad accordarsi agli modelli precedenti: Pa1X, Pa2X, Pa800, Pa500, Pa588, Pa3X Pa600.

Le altre novità citate nella nota di rilascio di questa versione sono: Leggi il seguito di questo post »

Written by Renatus

4 aprile 2014 at 21:04

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Performance, SongBook e soprattutto STS in un arranger Korg

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In un tipico arranger Korg, sono due i tipi di locazioni di memoria principali dove registrare le proprie impostazioni per poi richiamarle rapidamente dal vivo: Performance eSongBook.

Le Performance corrispondono essenzialmente alle Registration di casa Yamaha o Ketron eagli User Program di casa Roland. In una memoria Performance possono essere salvate tutte le impostazioni particolari della tastiera: i suoni da suonare dal vivo, lo stile relativo all’accompagnamento automatico, il tempo, la trasposizione, gli effetti, le impostazioni del processore vocale e così via. In una Performance è possibile registrare anche un banco di STS, argomento che affronteremo qui sotto. Le Performance possono essere richiamate dai pulsanti sul pannello nei banchi USER oppure dal Database del SongBook. Nel primo caso è possibile agire sui pulsanti del pannello oppure sullo schermo Touch Screen: prima selezionate il banco, poi cercate la pagina video specifica e selezionate l’elemento desiderato; il secondo caso è uguale al SongBook.

Il SongBook corrisponde al Music Finder di casa Yamaha e al Music Assistance di casa Roland. Si tratta essenzialmente di Leggi il seguito di questo post »

Written by Renatus

14 gennaio 2014 at 23:16

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