Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Espandere Tyros5 con Reface

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tyros-reface

Nello scorso dicembre, Yamaha Music Corporation ha pubblicato una serie di filmati video per dimostrare come un musicista possa espandere l’arsenale sonoro della propria Tyros5 sfruttando i suoni e i controlli hardware presenti nelle piccole tastiere della serie Yamaha Reface. Ve ne consiglio la visione, soprattutto perché questi filmati includono una chiara spiegazione della connessione MIDI, tema che si presenta spesso ostico e difficile, specialmente per chi è alle prime armi con le tastiere digitali. Potete attivare i sottotitoli di YouTube, nel caso abbiate difficolta a comprendere l’inglese.

Se sapete poco o nulla della serie Yamaha Reface, vi consiglio la lettura della panoramica pubblicata da Riccardo Gerbi su MusicOff. Nel caso siate abbonati ad Audiofader, allora non vi potete perdere la presentazione di Luca Pilla.

 

Colleghiamo i due strumenti

Il primo filmato si rivela utile in termini generali, visto che illustra con chiarezza i singoli passi necessari su come collegare e configurare due strumenti digitali per impostare la configurazione MIDI. Voglio dire che questa procedura è valida anche per gli altri modelli Yamaha e, nei concetti, anche per le tastiere digitali di altri marchi (Korg, Roland, Casio, Ketron e così via).

Nel nostro caso si osservi:

  • collegamento fisico da MIDI OUT di Tyros 5 a MIDI IN di Reface
  • collegamento fisico da STEREO OUT di Reface a STEREO AUX  IN di Tyros 5.
  • creazione di un template MIDI in cui far suonare la parte di Right3 con una voce di Reface: prima Right3 viene posta in Local Off per non farle utilizzare i suoni interni e poi la trasmissioni MIDI è disabilitata per tutte le altre parti di Tyros 5.

Rassegna di possibilità con i diversi modelli Reface

Il secondo filmato è un’autentica cavalcata che vede all’opera tutti i modelli della serie Reface. Il primo, Reface YC, è dedicato ai suoni degli organi vintage: è notevole osservare come sia possibile utilizzare Tyros5 per pilotare  drawbar, rotary speaker e controlli della percussione perché abbiano effetto su Reface. Ad esempio la rotella della modulazione è utile per controllare la velocità del Leslie.

Successivamente il filmato presenta Reface DX specializzato nella sintesi sonora FM, resa celebre dalla leggendaria Yamaha DX7, la prima tastiera musicale interamente digitale in commercio, strumento cult negli anni ottanta.

Il terzo modello Reface CS contiene i suoni di sintetizzatore a cui si fa abitualmente ricorso nella musica R&B, HipHop, Techno e Dance in genere.

Alla fine, appare Reface CP che include i migliori suoni di pianoforti elettrici (Wurlitzer, Fender Rhodes e compagnia bella) che dagli anni sessanta in poi sono apparsi in tutti i dischi prodotti nel periodo d’oro della musica moderna occidentale (blues, rhythm&blues, soul, rock, pop, jazz…).
Il filmato video dimostra anche come sia possibile suonare i suoni interni di Tyros5 in sovrapposizione dei suoni di Reface, impostare i volumi del mix dei diversi suoni e memorizzare questa combinazione in un banco di Registration per riutilizzi dal vivo o comunque in futuro.

Una comunità web di musicisti

Nel terzo filmato, si parla quasi esclusivamente del portale www.soundmondo.com creato da Yamaha per favorire i propri clienti nella condivisione dei suoni creati su Reface. Buono a sapersi, ma fra i tre, questo è il filmato meno interessante per noi appassionati di arranger.

Conclusione

A livello internazionale, le meningi del personale marketing di Yamaha devono essere ancora indolenzite oggi, per la fatica di aver partorito questa idea: comunicare alla clientela le potenzialità a disposizione di chi accoppia un modello Reface alla propria Tyros5, con il risultato di incuriosire gli appassionati di arranger alla serie Reface e viceversa. E’ una geniale operazione di co-marketing fra prodotti interni. Hanno tutta la mia sincera ammirazione.

Written by Renatus

14 gennaio 2017 at 01:00

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Musika! Appuntamento a Roma: 30 ottobre 2016

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musika1Una nuova fiera di strumenti musicali? Così sembra.

Appare ora all’orizzonte Musika! Dove? A Roma, presso il centro congressi del Lifestyle Hotel in via Giorgio Zoega 59. La data è domenica prossima 30 ottobre. Gli organizzatori sono gli stessi che l’anno scorso si erano fatti sentire con i tamburi di Batterika!

Se per caso vi risulta comodo (purtroppo al sottoscritto non molto), ma voi buoni frequentatori di questo blog, potreste fare un giretto, o no? I 2000 metri quadri a disposizione consentiranno la presentazione di 97 aziende espositrici e 52 eventi dal vivo.

Nel nostro piccolo, in tema di arranger troverete qualche spunto di interesse. Yamaha presenta l’arranger a 76 tasti PSR-EW400 del cui fratello a 61 tasti (PSR-E453) avevo scritto in questa occasione. Sarà presente il bravissimo Mauro di Ruscio, un’autorità ormai riconosciuta in materia di arranger Yamaha: dimostrerà dal vivo le qualità di PSR-S970 Tyros5.

Anche Roland e Korg hanno garantito la loro adesione all’evento, ma – al momento – non ci è dato sapere se esporranno un qualche arranger come, rispettivamente, EA7 oppure Pa4X.

Fra i vari relatori, sarà presente Enrico Cosimi di cui ricordo un’appassionata e divertente presentazione al Torino Synth Meeting: stavolta farà “suonare” il mitico Moog e anche questo è un appuntamento che vi raccomando caldamente.

L’ingresso all’evento costa 12 Euro (intero) e 8 Euro (ridotto). Per saperne di più, visitate il sito Music Expo .

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E ora rilassiamoci con un video pubblicato recentemente da Justin Myerscough di A&C Hamilton, negozio di strumenti musicali di Preston (Inghilterra, a nord di Liverpool). In questo contributo, possiamo apprezzare insieme la versatilità dei suoni e degli stili di Yamaha PSR-S970.

Written by Renatus

22 ottobre 2016 at 20:34

Tyros/PSR Magic, banchi di Registration da Bee Software

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Tyros Magic

Tyros Magic

Chi di voi ha già saccheggiato tutte le risorse interessanti su Yamaha Music Software e fosse ancora alla ricerca di nuove possibilità, potrebbe valutare un’alternativa proveniente dal Regno Unito. Bee Software mette a disposizione sui propri siti TyrosMagic e PSR-Magic un numero discreto di Registration realizzate con cura per fornire al musicista la migliore configurazione possibile con cui suonare il repertorio tipicamente mainstream. Parliamo di risorse adattate specificamente per Tyros4, Tyros5, PSR-S970 e, di recente, anche  Clavinova CVP-709.

“Creare grandi banchi di registration è come preparare una cucina raffinata: anche disponendo dei migliori ingredienti, è sempre necessaria la conoscenza e l’abilità per mescolare tutto insieme correttamente. Abbiamo fatto noi tutto il duro lavoro per voi su questi strumenti musicali favolosi e così ora potrete semplicemente dedicarvi a suonare il vostro strumento. Sebbene, questi banchi includono voci ed effetti personalizzate, non avete bisogno di espansioni di memoria: semplicemente, accendete la vostra tastiera e suonatela!”

Ogni pacchetto in vendita contiene tipicamente da sei ad otto banchi di Registration così suddivisi:

  • Theatre Organ Showcase
  • Classic Organ Showcase
  • Big Band Showcase
  • Classical Spectacular
  • Famous Names
  • Ballroom Bonanza
  • Drawbar Organ Showcase
  • Euro Pop Organ Showcase
  • Orchestral Pop Showcase
  • Latin Legends
  • Jazz Legends

Gli ordini possono essere evasi con una spedizione postale con la consegna prevista entro sette giorni. Oppure è possibile richiedere il download e il sito garantisce l’invio del link entro 24 ore. Il software viene scaricato in un file compresso (zip) il quale, una volta estratto, contiene tutte le informazioni relative all’acquisto: è sufficiente copiare tale file su una chiavetta USB per importarlo sul vostro strumento Yamaha.

I prezzi non sono affatto economici (24,99 sterline, cioè circa 29 Euro, per la versione Download) ma sono disponibili pacchetti cumulativi che promettono sconti nel caso di acquisti multipli.

Sul canale YouTube di John Beesley potete assistere alla dimostrazione di che cosa sia possibile fare con le varie registrazioni disponibili. Vi consiglio la visione diretta dei vari filmati dimostrativi e qui ora vi segnalo un anticipo con un assaggio dei banchi Classical Spectacular.

Written by Renatus

20 settembre 2016 at 20:32

Suonare con stile il repertorio di Yamaha Tyros 5

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Uno sterminato patrimonio di stili Yamaha è su Tyros5

Uno sterminato patrimonio di stili Yamaha è su Tyros5

L’opportunità di provare un esemplare di Yamaha Tyros5 a 76 tasti, nelle passate settimane, mi ha dato la possibilità di sperimentare con la dovuta calma il repertorio di stili e la loro efficacia all’interno di uno strumento che, come noto, sin dal novembre 2013 svetta nella categoria delle tastiere con accompagnamenti. Vi rimando all’articolo precedentemente pubblicato in questo blog alla caccia delle innovazioni tecnologiche di Tyros5 per i dettagli tecnologici, mentre qui oggi vorrei soffermarmi con voi per commentare l’insieme generale degli stili di accompagnamento.

Con Tyros5 il numero di stili di fabbrica è cresciuto a 539 unità, mentre 40 di questi stili vantano la presenza di tracce audio per le percussioni. Tali stili sono riconoscibili dalla sigla +Audio: integrano nove tracce, una in più rispetto gli stili tradizionali e, al posto del pattern MIDI, presentano un loop audio dedicato alla traccia ritmica, la cui lunghezza corrisponde alla durata di ciascuna variazione. L’intento dichiarato di Yamaha è quello di aggiungere tocco, atmosfera e calore naturale alla batteria e alle percussioni. A fronte di questi evidenti benefici, occorre sottolineare che la novità richiede di misurarsi con ovvi effetti collaterali. Il primo è che le tracce ritmiche audio non sono utilizzabili nel Song Creator: questo sequencer è stato congegnato per la gestione dei soli eventi MIDI ed è quindi impossibile pretenderne capacità diverse. L’alternativa è comunque presente ed è quella di fare ricorso al registratore audio (wave) conosciuto con il nome di Audio Recorder/Player. Un’altra restrizione delle tracce audio negli stili è di essere escluse dal controllo nelle funzioni Channel On/Off e Mixing Console: ne consegue che non è possibile alterare il volume e nemmeno mettere in silenzio la traccia ritmica, a tempo reale di esecuzione di uno stile. Considerate, infine, che tale traccia ritmica degli stili audio è univoca e comprende tutti gli strumenti percussivi previsti, mentre negli stili di accompagnamento tradizionali le tracce ritmiche hanno sempre due canali MIDI distinti e indipendenti a disposizione, RHY1 e RHY2.

Passando all’uso dei MultiPad negli stili, la contemporanea presenza dell’audio consente di assegnare segmenti WAVE a ciascuno dei quattro controlli. Durante l’esecuzione musicale con uno stile di accompagnamento, è possibile infatti fare ricorso a materiale audio esterno per arricchire la propria esibizione: immaginate le svariate possibilità a disposizione. Ad esempio, nei casi più semplici, potete semplicemente premere un tasto MultiPad per avviare l’intervento immediato di effetti sonori particolari, brevi suoni campionati, riff peculiari (magari estratti da brani famosi) e così via. Altrimenti potete richiamare voci di coro registrate a parte durante il ritornello di una canzone. O voi stessi potete cantare dal vivo duettando con la voce preregistrata di un altro/a cantante o ancora limitarvi a suonare accompagnando la voce di una cantante, registrata in separata sede, per la durata dell’intera canzone. Siamo davanti ad un buono strumento pronto a dare il largo alla fantasia.

Anche gli stili MIDI più tradizionali possono trarre un discreto vantaggio su Tyros5 potendo assegnare alla mano destra le nuove voci Ensemble o quelle tratte dallo spazio virtuale di Organ World.

Ma la cosa che più mi ha colpito suonando i vari stili è l’impasto sonoro finale, così spazioso e allo stesso tempo così omogeneo e compatto, dove nessuna parte prevarica le altre e ciascun strumento, sia che appartenga alle tracce di accompagnamento sia che suoni in tempo reale dalla mano destra, esce nel mix sonoro con una propria naturalezza, dando a intendere che ogni cosa è stata studiata e misurata con cura, perché occupi il proprio posto. Il risultato è un arrangiamento paradigmatico ed impeccabile. Una scelta strategica di questo tipo protegge dalle cattive soprese e sottrae il rischio di cadere e farsi male: raramente appare, scorrendo gli stili di fabbrica, un impasto sonoro ruvido o aggressivo. Gli amanti della musica polverosa e che preferiscono correre il rischio di sporcare i suoni, pur di ottenere autenticità schietta, potrebbero trovarsi a disagio con tutta questa pulizia dei suoni e tutta questa eleganza. Ad onor del vero, non manca mai la sincerità, ma in casa Yamaha domina il senso dell’equilibrio. E’ stato per me positivo costatare i passi da gigante di Tyros5 rispetto la già notevole progettazione di Tyros 1, dove però lo scenario mainstream poteva risultare prevedibile in diverse situazioni. Ora non è più così: ad esempio, nella moltitudine degli stili, sono stati ridotti quegli OTS che proponevano un ripetitivo tappeto d’archi e che, spesso associato alla variazione del Main D, scoraggiava anche i più audaci.

Insomma su questo strumento, è possibile trovare diverse condizioni che contribuiscono a mettervi nelle condizioni di disporre di una capacità sonora realistica e concreta.

Yamaha ha realizzato 40 stili appositamente per Tyros5, mentre gli altri 499 sono stati ereditati dall’immenso patrimonio di stili di accompagnamento realizzati dalla casa giapponese nell’arco dei vent’anni precedenti avendoli pubblicati qua e là nella lunga teoria di tastiere PSR o nei quattro modelli anteriori della serie Tyros. Non lasciatevi condizionare da giudizi affrettati, pensando che il produttore abbia applicato con pigrizia il solito riciclo di risorse usurate. Non è così per due ragioni essenziali: la prima è che anche gli stili più noti traggono linfa nuova potendo qui accedere alle notevoli risorse musicali offerte da Tyros5; e la seconda ragione risiede proprio nella possibilità di accedere al più vasto patrimonio pregresso di stili e questo è un grande vantaggio competitivo, dato che consente a Yamaha di presentare prodotti con accompagnamenti di grande qualità e altrettanta quantità. Tutto questo contribuisce a mantenere l’azienda dei tre diapason al primo posto sul mercato degli arranger. Alla concorrenza non basta progettare uno strumento superlativo dal punto di vista hardware e dotarlo di una tabella di suoni fantastica: un arranger richiede sempre che ci sia a bordo un esteso repertorio di stili di qualità. E non tutti i produttori di tastiere digitali se lo possono permettere.

PS: Se per caso vi fosse sfuggita, tenete d’occhio la promozione in corso.

Written by Renatus

28 aprile 2016 at 22:53

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Tyros5 Entertainer Gold + Super Style Parade 2016

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Yamaha Tyros 5

Yamaha Tyros 5

E’ arrivato, anche per un prodotto di successo come Yamaha Tyros 5, il momento di sostenere e rilanciare le proprie vendite con una campagna promozionale di lungo corso. A distanza di oltre due anni dal lancio commerciale, è evidente come l’interesse di nuovi potenziali clienti senta il bisogno di essere alimentato con una nuova iniezione di energia attrattiva. Cosa che renderà felici quanti erano interessati all’acquisto di un nuovo arranger di classe ammiraglia. Il nuovo pacchetto promozionale si chiama “Entertainer Gold – Super Style Parade 2016” ed offre un contenuto accessorio che viene incluso in omaggio acquistando Tyros 5.

Vediamo il contenuto di questo kit addizionale:

  • Il modulo di memoria flash FL1024 che aggiunge 1GB di memoria residente al fine di disporre di ulteriori campioni e nuove forme d’onda, espandendo di fatto la capacità potenziali dell’arranger workstation.
  • Download di due pacchetti di espansione: Entertainer 2016 e Euro Dance 2016. Grazie a queste estensioni, Tyros 5 è arricchita di un totale di altri 140 stili aggiuntivi, 80 voci, 22 MultiPad e 27 banchi di Registration utili nei generi Entertainer, Schlager, Volksmusik, Ballroom, Swing, Pop, Rock, Disco, Dance e House. Yamaha sottolinea che oltre 50 degli stili aggiuntivi sono completamente nuovi e sono stati realizzati appositamente essere inclusi in questi pacchetti.

La durata della campagna comincia oggi primo aprile 2016 e termina a fine gennaio 2017 e, a differenze di altre classiche promozioni, non è condizionata dall’esaurimento delle scorte visto che tutte le Tyros 5 vendute in questo periodo saranno consegnate con il kit in omaggio.

Written by Renatus

1 aprile 2016 at 06:00

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Yamaha Tyros 5: approfondiamo la conoscenza delle voci Ensemble

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Pulsante Ensemble Voices

Pulsante Ensemble Voices

Le voci di Ensemble

Tyros 5 è sul mercato da oltre due anni, non è quindi una novità. Ma è tuttora a listino, rappresenta l’ammiraglia di casa Yamaha mentre le voci sul suo successore appaiono ancora come un pio desiderio dei molti estimatori della serie Tyros piuttosto che una notizia fondata. E allora oggi vale la pena ritornare qui e migliorare insieme la conoscenza di questo prodotto. Da dove cominciare? Devo confessarvi che, sin dal giorno del lancio, mi hanno incuriosito le Ensemble Voices: ho avuto l’occasione recentemente di collaudarle di persona, eccomi quindi a raccontarvi la mia esperienza.

A beneficio di chi non sappia di che cosa stia parlando, questi suoni particolari rappresentano un modo originale di suonare una tastiera digitale. Solitamente, quando si vogliono suonare parti diverse nello stesso momento, si ricorre alla creazione di zone virtuali sull’ampiezza della tastiera assegnando suoni diversi a ciascun segmento di tasti (split). Oppure si mettono più strumenti in sovrapposizione (layer). Ebbene, le voci di Ensemble riprendono entrambi questi concetti e li estendono andando a creare una funzionalità capace di interpretare in modo dinamico quali voci vanno effettivamente suonate per ogni singolo tasto suonato. Immaginatevi un quartetto d’archi dove voi suonate quattro note contemporaneamente e ciascuna nota viene inviata ad uno strumento diverso. In questo modo la ricchezza espressiva può aumentare la propria naturalezza. Il sistema è abbastanza intuitivo, ma richiede un discreto esercizio per imparare a controllare l’esecuzione.

Una voce di Ensemble è fatta di quattro parti

Una voce di Ensemble è fatta di quattro parti

Quattro voci per quattro parti da tastiera

Quando attivate le Ensemble Voices su Tyros5 entrate in una modalità dove sono ammessi soltanto alcuni suoni, tendenzialmente quelli acustici e monofonici. Lo schermo vi presenta in basso i primi otto quartetti di voci di Ensemble: potete richiamarne uno di loro oppure premere Preset e andare a sceglierne un altro fra tutti quelli di serie o fra quelli che vi siete personalizzati.

I quartetti Preset sono raggruppati nelle famiglie: ottoni (Brass), archi (String), legni (Woodwind), cori (Choir) e altri (Others). All’interno di ciascun gruppo potete trovare diversi quartetti già preimpostati. Potete modificarli  semplicemente premendo i pulsanti arancioni sul pannello Right1-2-3-Left sul pannello della tastiera. Tyros 5 vi lascia scegliere le voci che desiderate all’interno della lista di strumenti previsti nei vari gruppi. In altre parole potete creare un quartetto, ad esempio, con una voce di ottoni, una di archi, una di legni e un coro, ma non potete andare a scegliere una voce polifonica al di fuori della cerchia prevista (nessun pianoforte, nessun organo e così via).

Lo strumento assegna ciascuna di queste voci a una delle quattro parti utilizzate abitualmente per stabilire quali voci suonare in tempo reale: Right1, Right2, Right3 e Left. Attenzione: le quattro parti vanno però “viste” nell’ordine fisico dei pulsanti sul pannello, da sinistra verso destra: e cioè la parte 1 è controllata dal pulsante Left, la parte 2 dal pulsante Right1, la parte 3 dal Right2 e la parte 4 da Right3.

Pagina di Edit

Pagina di Edit

Pagina Edit di controllo dell’assegnazione delle note

Creato il vostro quartetto preferito, potete controllarlo in tempo reale: se attivate la funzione di Edit, vi appare una pagina importante in cui il sistema vi dimostra quali note sono effettivamente suonate. Mi spiego meglio: di norma, dovremmo ora suonare solo quattro note per volta, una per ogni parte; ma noi potremmo anche suonare dieci note con tutte le dita delle due mani. Tyros 5 lascerà agire sempre quattro solo note al massimo, una per ogni suono previsto nel quartetto. E per capire quali note esattamente, è stata pensata la pagina di Edit, dove vedrete illuminarsi di arancione le note sulla tastiera che stanno effettivamente suonando in quel momento, mentre tutti gli altri tasti premuti sono evidenziate in colore celeste (sono le note mute).

La domanda che ci si pone ora è ovvia: ma quale criterio utilizza Tyros 5 per stabilire quali quattro note suonate vanno assegnate alle singole parti? Ci sono diverse tecniche (Key Assign Type) e voi potete scegliere quella che più si addice a ciascun quartetto. Vediamone solo alcune, le principali:

  • Unison 1 – Latest: se attivate questa tecnica, le quattro parti suonano all’unisono la stessa nota, la più alta. Tutte le altre note suonate sono ignorate. Esempio: suonate insieme Do/Mi/Sol/Si sulla tastiera e sentirete solo la nota del Si, suonata da tutti e quattro gli strumenti.
  • Unison 2 – Highest and Lowest: le prime due parti suonano all’unisono la nota più alta e le altre due parti suonano la nota più bassa. Nell’esempio di cui sopra, i primi due strumenti (parte 1 e 2) suonano il Si mentre Parte 3 e 4 suonano la nota più bassa fra quelle suonate, il Do.
  • 4 Voice Close: le quattro parti suonano nell’ordine: la nota più alta va allo strumento assegnato alla parte 1 (Left), scendendo si va alla parte 2 (Right1); poi si passa alle note più basse, la penultima suona la parte 3 (Right2) e la nota più bassa viene assegnata alla parte 4 (Right3). Sono ignorate le eventuali note suonate sulla tastiera in più, quelle comprese fra le prime due e le ultime due.
  • 4 Voice Open: come sopra ma con la sola diversità che la seconda nota dall’altro viene assegnata alla parte 3 (Right2) e non alla parte 2 (Right 1) e viceversa per la penultima nota dal basso. Insomma le due parti centrali si scambiano le note.
  • 4 Voice Incremental1: qui si parte dalla nota più alta (From Highest) o più bassa (From Lowest) e si assegnano le note in sequenza. E’ il metodo con cui conviene cominciare per prendere dimestichezza.

E’ possibile ridurre il quartetto ad un terzetto, a un duo o anche ad uno strumento solista. Basta disattivare i pulsanti blu delle Part Select, come si farebbe normalmente con gli altri tipi di suoni quando si vogliono solo alcune delle parti Right1-2-3-Left.

E per tutto il resto?

Per tutto il resto, le Ensemble Voice si comportano come tutti gli altri suoni. Potete personalizzarle e associare ai banchi delle Registration. Potete anche avviare uno stile di accompagnamento e, se lo fate, la zona di note a vostra disposizione per le voci Ensemble è quella a destra del punto di split: suonerete quindi gli accordi con la mano sinistra e le quattro voci a destra, come d’abitudine insomma. Potete anche registrare in formato MIDI: il Song Creator memorizzerà le quattro parti nei primi quattro canali del MIDI file. In questo caso, con la funzione Score potrete verificare le singole parti suonate: è una comodità unica per chi scrive arrangiamenti.

Ricordate che le voci di Ensemble sono fatte per essere suonate in tempo reale e non sono il risultato di una alchimia di programmazione. La loro immediatezza d’uso rappresenta il punto di vantaggio che Tyros 5 presenta sul mercato.

Le Ensemble Voice richiedono un discreto esercizio prima di essere padroneggiate. In caso contrario potreste trovarvi nella difficoltà di ascoltare note indesiderate, soprattutto quando il tempo di esecuzione è molto veloce. Il consiglio è quello di esercitarsi bene, provando le varie configurazioni di Key Assign Type per trovare quella ideale per ciascuna vostra esibizione musicale.

PS: Ci sarebbe ancora molto da dire, ma oggi mi sono dilungato troppo. E’ domenica sera, è tardi. Vado a dormire, mi aspetta una lunga settimana. A presto!

Written by Renatus

20 marzo 2016 at 23:16

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Confronto suoni fra Tyros5 e Pa4X

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Dal canale YouTube curato da Muzykuj, portale interamente dedicato agli strumenti a tastiera e curato dal Music Store di Poznan (Polonia), oggi vi segnalo un nuovo filmato e lo faccio volentieri perché è un buon resoconto di un confronto diretto possibile fra alcuni suoni di serie presenti su Yamaha Tyros5 e Korg Pa4X: il dimostratore è riuscito nell’intento di offrire una sobria dimostrazione strumentale dei due arranger. Il filmato offre ai musicisti la possibilità di un’impressione in merito alla diversa sostanza sonora e ai dettagli principali che distinguono gli strumenti campionati. Del resto, la dimostrazione riguarda soltanto una manciata di strumenti, prevelentamente acustici; nessuno stile di accompagnamento e nessun mix MIDI da ascoltare in playback. Il filmato è da seguire con le cuffie.

Laddove è possibile, il musicista si è avvalso dei pulsanti Super Articulation 2 e della rondella di modulazione su Tyros5 oppure del timone e dei pulsanti appositi per guidare i suoni DNC di Pa4X. Fateci caso.

Non so se condividete le mie impressioni che seguono. Anzi probabilmente no. E’ normale infatti che i tastieristi siano divisi nelle valutazioni in modo soggettivo, seguendo i propri gusti e le diverse esigenze di ciascuno. Io comunque vi dico la mia, fate vobis.

Il suono del flauto traverso risulta naturale su entrambi gli strumenti, uno dei due dà l’impressione di essere leggermente più carico di effetti e quindi può sembrare più brillante e meno naturale. I suoni di Grand Piano (pianoforte a coda) rivelano una forte somiglianza: a primo impatto, se li ascoltate ad occhi chiusi, è richiesta un po’ di attenzione per distinguerli. Sono ottimi suoni entrambi e solo negli ascolti successivi e ripetuti è possibile cogliere le maggiori differenze: se volete approfondire il confronto, vi consiglio di ascoltare le sequenze audio pubblicate altrove sempre su YouTube.  In questa rassegna, la tromba con sordina è la voce forse meno riuscita su entrambi gli strumenti.  Il suono del leggendario DX7 emerge con maggiore fedeltà su Tyros5 (come è ovvio che sia), anche se al sottoscritto non dispiace affatto la versione presente su Pa4X, soprattutto nell’accompagnamento funk. Nel suono di chitarra classica emerge la capacità di Yamaha di sapere riprodurre con realismo le sonorità più acustiche, mentre si fa apprezzare la diversa presenza del corrispondente suono Korg. Per quanto riguarda la chitarra acustica, avrei preferito una valutazione dello strimpellare (strumming), ma capisco che in questa presentazione, il musicista si è limitato a farci ascoltare quanto si può suonare in tempo reale, trascurando l’ascolto di sequenze MIDI.  Anche per violino, armonica e fisarmoniche valgono le osservazioni che ho fatto sopra sui suoni degli altri strumenti.

Alla fine, che vi posso dire? E’ uno scontro fra titani: entrambi gli arranger workstation escono vincitori, dando evidenza del buon lavoro fatto da Yamaha e Korg per inserire una tavolozza sonora di gran pregio.

Written by Renatus

21 novembre 2015 at 12:33

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