Tastiere arranger

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Riconoscimento degli accordi in base a diversi tipi di diteggiatura

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Tecniche per suonare gli accordi

Tecniche per suonare gli accordi

Per qualcuno è una banalità, per altri un metodo vale l’altro; per altri ancora, questo è un aspetto serio da studiare a fondo per imparare a suonare con soddisfazione la propria tastiera arranger.

Si chiama diteggiatura, in inglese fingering.

In musica, la diteggiatura determina quali dita e quali posizioni della mano vadano utilizzate per suonare uno strumento. E’ l’argomento principe da cui si comincia nella lezione numero uno di qualsiasi studente che voglia imparare a suonare. Non per nulla gli spartiti dei primi esercizi riportano sempre in chiaro il numero del dito da utilizzare accanto alle varie note sullo spartito.

Nel mondo degli arranger, invece, la diteggiatura ha un ruolo fondamentale nel riconoscimento degli accordi. Agli albori di questo segmento di strumenti a tastiera, il controllo degli accordi che guidavano gli stili di accompagnamento era affidato alla sola mano sinistra, dato che l’arranger riconosceva gli accordi solo nella parte a sinistra del punto di split della tastiera. A quel tempo, i musicisti hanno dovuto adattarsi imparando una tecnica basata sul fatto che la mano sinistra era dedicata agli accordi (compresa la nota di basso degli accordi stessi) e la mano destra era libera per la melodia, gli assoli o riff particolari di accompagnamento. In una situazione così particolare, i produttori di strumenti musicali si sono ingegnati a studiare diverse modalità di diteggiatura per semplificare il lavoro della mano sinistra e, perché no, per aiutare i principianti a trarre il massimo risultato suonando gli accordi con il minor numero di tasti. Oggi è tutto più semplice: è sufficiente impostare il riconoscimento degli accordi su tutta l’estensione della tastiera per suonare normalmente, sfruttando la mano sinistra per i gravi e quella destra per l’accompagnamento o la melodia, secondo le più classiche tecniche pianistiche.

In ogni caso, ogni arranger ha due parametri di sistema importanti: la zona di riconoscimento degli accordi (sinistra o destra del punto di split, oppure intera estensione della tastiera) e tipo di diteggiatura. Confrontiamo insieme le varie possibilità: controllate sul manuale della vostra tastiera quali di queste è supportata e poi provate da voi.

1 – Single Finger (Yamaha), One Finger (Korg), Easy (Roland)

Questo è il sistema studiato per chi non sa ancora suonare:

  • Per gli accordi di maggiore è sufficiente premere un solo tasto (esempio il tasto Do per suonare l’accordo di Do maggiore).
  • Per gli accordi di settima servono due tasti: la tonica e il tasto bianco più vicino alla sua sinistra (esempio i tasti Si e Do per suonare l’accordo di Do settima).
  • Anche gli accordi di minore richiedono due tasti: la tonica e tasto nero più vicino alla sua sinistra (esempio i tasti Sib e Do per suonare l’accordo di Do minore).
  • Gli accordi di settima minore richiedono tre tasti: la tonica e i due tasti immediatamente alla sua sinistra (Sib, Si e Do per suonare Do minore settima).

Sebbene questa tecnica consenta ai principianti di raggiungere velocemente buoni risultati, è comunque un modo di suonare fuorviante dal punto di vista dell’armonia. Quando mai per suonare un Do minore avete suonato la nota di Sib nella composizione dell’accordo? E’ una diteggiatura vivamente sconsigliata a tutti: davvero, lasciatela perdere.

2 – Fingered (Yamaha)

Qui si richiede di suonare gli accordi completi. Ad esempio, se volete suonare un accordo di Re minore, l’arranger si aspetta che suoniate contemporaneamente le note di Re, Fa e La.  Richiede discreta padronanza dell’armonia e di quali note esatte siano richieste per ciascun tipo di accordo, compresi i più complicati come quelli di tredicesima. La nota del basso è sempre la fondamentale dell’accordo: questa restrizione spinge i musicisti Yamaha a passare al tipo 4.

3 – Multi Finger (Yamaha)

E’ un sistema misto che attiva contemporaneamente i tipi 1 e 2 di cui sopra: in base al numero di tasti che suonate, la tastiera cerca di interpretare la vostra intenzione. In altre parole se suonate l’accordo completo, questo viene subito riconosciuto; ma se suonate una nota sola è un accordo di maggiore, se suonate due note è un accordo di minore e così via. Visto che adotta il sistema del tasto bianco o nero più a sinistra, personalmente non riesco ad immaginarmi niente di più fuorviante. Anche questa tecnica è sconsigliata.

4 – Fingered On Bass (Yamaha), Standard (Roland), Fingered 1 o Fingered 2 (Ketron)

Questa tecnica è molto simile al tipo 2 di cui sopra, ma offre una possibilità in più: potete usare i rivolti per suonare gli accordi la cui nota del basso è diversa dalla fondamentale. Attenzione: se suonate solo una o due note, l’accordo non cambia: servono almeno tre tasti suonati insieme perché l’arranger capisca che è tempo di cambiare. Se non vi trovate a vostro agio, potete fare un balzo al tipo 5 che segue.

5 – Intelligent (Roland), Easy 1 o Easy 2 (Ketron), Fingered o Fingered 1 (Korg)

E’ il metodo migliore per chi intende suonare gli accordi principali e non pensarci su troppo, rispettando comunque i concetti base dell’armonia. Ad esempio: suonate solo il Do per avere un Do maggiore, suonate Do+Mib per avere un Do Minore o suonate un Do+Sib per avere un Do7. Ovviamente potete suonare anche le triadi complete, se vi va. Potete usare i rivolti degli accordi per indicare alla sezione arranger quale sia la nota del basso reale dell’accordo, ad esempio Do maggiore con basso Mi. E’ la tecnica prediletta di chi è capace di cogliere le sfumature suonando il rivolto adatto per indicare all’arranger il basso fondamentale della progressione degli accordi. Se vi può interessare, è il mio tipo di diteggiatura preferito.

6 – Fingered 2 (Korg)

Permette il riconoscimento di accordi composti da due o più note. La pressione di una singola nota determina il riconoscimento di un unisono. Suonando un accordo sospeso (tonica+quinta) si ottiene la riproduzione di un accordo sospeso. Il riconoscimento completo ha luogo quando si suonano tre note o più note.

7 – Full Keyboard (Yamaha), Fingered 3 (Korg), Pianist 1 (Roland)

E’ la tecnica preferita dei pianisti e consente di suonare la tastiera su tutta l’estensione della tastiera. Richiede di suonare almeno la triade completa di un accordo, con qualsiasi rivolto, per segnalare all’arranger il momento in cui cambiare l’accordo delle tracce di accompagnamento.

8 – Expert (Korg), Rootless (Ketron)

Questa tecnica riconosce gli accordi sprovvisti di nota fondamentale o con una fondamentale inconsueta, come succede spesso nella musica jazz, nel fusion e nel pop contemporaneo, laddove la tonica è suonata dal basso. Se non siete un pianista jazz capace, tenetevi alla larga da questo tipo di fingering.

9 – AI Fingered (Yamaha)

E’ un’evoluzione del metodo 2, con l’aggiunta della possibilità di suonare anche meno di tre note e l’interpretazione dell’accordo viene fatta tenendo conto dell’accordo precedentemente suonato. Ci avviciniamo a concetti di intelligenza artificiale, la sezione arranger ci mette del suo per capire la vostra intenzione quando suonate solo gli accordi con sole due note. A volte ci andate d’accordo, a volte no.

10 – AI Full Keyboard (Yamaha)

E’ un evoluzione del metodo 7 per Yamaha, con l’eccezione per cui possono essere suonate anche meno di tre note. Questo modo non è in grado di riconoscere gli accordi di nona, undicesima e tredicesima.

11 – Pianist 2 (Roland)

Questa tecnica consente di sfruttare il pedale Hold per richiedere all’arranger di riconoscere il cambio di accordo in un preciso momento dell’esecuzione, anche se in quell’instante si sta suonando una sola nota soltanto. Se il pedale viene mantenuto, l’identificazione degli accordi continua fino ai cinque tasti successivi suonati. Utilissimo quando si suona l’arranger come fosse un pianoforte, con il riconoscimento degli accordi su tutta l’esensione della tastiera (Whole). Ne avevamo già parlato diffusamente in questo blog nel giugno del 2012.

12 – Fingered* (Yamaha) 

Questo tipo di diteggiatura è stato introdotto in Tyros 5 ed è attivato quando si richiede che il riconoscimento degli accordi avvenga sulla parte a destra del punto di split, cioè la parte suonata con la mano destra. La concorrenza supportava questa possibilità da tempo: Yamaha ci è arrivata per ultima.

Conclusione

La pluralità di offerte e di techiche disponibile è superiore alla reale necessità. La materia è intricata. Spesso si sperimentano un paio di tipi di diteggiatura confrontandoli; poi ci si affeziona a un solo di questi e non si cambia più. Solo l’esperienza personale insegna quale sia la scelta migliore di ciascuno. Impostate quello che preferite e, se potete (ancora una volta: scusate la noia), per favore non lasciatevi viziare dai metodi semplicistici che non seguono le regole dell’armonia. Cercate di esercitarvi con diteggiature autentiche e, se lo spartito richiede un rivolto o un accordo complesso, abbiate coraggio e buttatevi.

Sentirete la differenza.

Written by Renatus

21 marzo 2015 a 15:04

6 Risposte

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  1. Mancano citati i modi easy1 ed easy2 della ketron audya….io utilizzo il modo easy2… e mi ci trovo bene,visto che vengo dalla one finger della techincs Panasonic kn-1000,tastiera ancora oggi di levatura eccezionale!

    duilio ritarossi

    23 marzo 2015 at 14:44

    • Grazie Duilio dell’attenzione a questo blog. Peró controlla meglio, non ho omesso i modi Easy 1 e 2 di Ketron: sono ben citati al punto 5 della lista (il mio preferito…)

      Renatus

      23 marzo 2015 at 19:04

  2. […] stili di fabbrica aumentano (da 181 a 230) e supportano una più vasta selezione di diteggiature: Single Finger, Fingered, Fingered On Bass, Multi Finger, AI Fingered, AI Full […]

  3. […] Riconoscimento degli accordi in base a diversi tipi di diteggiatura […]

  4. E’ impossibile per Renatus spiegare in modo confuso! Leggendo la descrizione sopra esposta mi è venuta voglia di provare tutte queste possibili varianti di concatenazione degli accordi. Questa funzione non mi ha mai destato particolare interesse poiché uso accordi (semplici) digitandoli. Si può ben dire che la tecnica viene incontro e facilita l’esercizio del suonare. I tecnici ideatori di queste funzioni si possono ritenere dei compartecipi alla esecuzione dello strumentista. Quindi, è indispensabile sapere suonare e necessario conoscere le potenzialità dello strumento: armonie in simbiosi!

    Pietro

    26 febbraio 2016 at 08:29

    • E’ come hai scritto, Pietro: è indispensabile saper suonare.

      Renatus

      28 febbraio 2016 at 16:16


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